Palazzo d'Este Lanzo è un palazzo storico di Torino costruito alla fine del Cinquecento in stile Barocco piemontese su commessa di Filippo I d'Este, in piazza Emanuele Filiberto nel Quadrilatero Romano, quartiere Centro.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100015663.
Storia
Palazzo d'Este fu edificato per Filippo I d'Este sul finire del 1500, dopo il suo matrimonio nel 1570 con Maria di Savoia, figlia legittimata del Duca di Savoia, Emanuele Filiberto. Nel 1577 il Duca di Savoia, volendo riavere alcune terre nelle disponibilità di Filippo I, gli diede in cambio il Marchesato di Lanzo con le altre terre della Valle: Ala, Balme, Bonzo con Mottera, Cantoira, Ceres, Chialambertetto, Chialamberto, Forno di Groscavallo, Germagnano, Groscavallo, Mezzenile, Monastero, Mondrone, Pessinetto, Traves e Vonzo. L'11 maggio avvenne il contratto di vendita e l'infeudazione del territorio e del castello di Lanzo, con il titolo Marchionale.
Filippo I fu amico e protettore di Torquato Tasso, che gli dedicò versi in "Dialogo della Nobiltà". Quando nel 1578 il poeta ebbe bisogno di ospitalità a Torino, fu ospitato in una dimora sempre di proprietà del marchese in via della Basilica poco distante dal palazzo, come ricorda una lapide posta all'ingresso https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/33/files/assets/common/downloads/page0081.pdf.
Alla morte di Filippo I avvenuta nel 1592 il palazzo passò al figlio Sigismondo d'Este, che l'Imperatore Ferdinando II d'Asburgo creò principe del Sacro Romano Impero, con titolo non trasmissibile, e dalla Casa Savoia fu insignito, come il padre, del Collare della Santissima Annunziata https://www.facebook.com/groups/3464671667094807/posts/4552500078311955/.
Alla morte di Sigismondo nel 1628 il palazzo passò agli Orsini di Rivalta, da pochi anni (nel 1621) nominati dal Duca Carlo Emanuele I conti su Rivalta, Orbassano e Trana http://www.contiorsini.it/cennistorici.html e con infeudazione del relativo castello, che vi fecero eseguire lavori di abbellimento aprendo un vestibolo, un cortile ed un portone per le carrozze, sul retro verso la contrada dei Fornelletti (via Franco Bonelli). La facciata su questa contrada e lo scalone, attribuiti a Filippo Juvarra, furono fatte fare dal conte ed abate Gian Piero Solaro di Villanova, che era venuto in possesso del palazzo per il matrimonio di un Orsini con una Solaro https://www.atlanteditorino.it/vie/EF.html.
Dopo un passaggio di proprietà alla famiglia Bianco di San Secondo Camillo Boggio, Lo sviluppo edilizio di Torino dall'Assedio del 1706 alla Rivoluzione Francese, Atti della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, ANNO XLII 1908. FASC. 5, pag. 66, https://digit.biblio.polito.it/372/1/1908_005.pdf, il palazzo fu gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale rimanendo disabitato per anni https://archivi.polodel900.it/scheda/oai:polo900.it:137821_casa-fatiscente-via-bonelli-16-torino-1980; passò successivamente al Comune di Torino, che vi sistemò magazzini ed uffici http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,23/articleid,0571_01_1998_0301_0055_7618363/ e poi negli anni Duemila lo mise in vendita.
Descrizione
Note
Palazzo d'Este Lanzo