Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche.
Biografia I primi anni e l'inizio della carriera militare Louis Joseph Lahure nacque il 29 novembre 1767 a Mons, allora città dei Paesi Bassi austriaci.Henri Lambert, Accusé Pichegru, levez-vous: gloire et misère d'un grand soldat : Jean-Charles Pichegru, 1761-1804, Bordeaux: Les Dossiers d'Aquitaine, 2004, p. 99 Jules Gheude, Lettre à un ami français: De la disparition de la Belgique, Paris: Mon Petit Éditeur, 2013, p. 19 Era figlio di Nicolas Lahure e di Marie-Thérèse du Buisson. Aveva un fratello, Germain Lahure. Nel 1787, mentre studiava all'Università di Lovanio, scoppiò la Rivoluzione del Brabante e Lahure si unì alle truppe insurrezionali belghe il 22 settembre di quello stesso anno. Nel 1788 divenne vice quartiermastro nel reggimento dell'Hainaut, poi quartiermastro nel reggimento di fanteria dell'Hainaut e infine sottotenente. Repressa la rivoluzione dalle forze austriache nel 1790, si rifugiò a Lilla, in Francia..
La rivoluzione francese
Anche in Francia Lahure continuò la sua attività come rivoluzionario, organizzando delle compagnie composte principalmente da suoi compatrioti che simpatizzavano per la causa rivoluzionaria. Quando nel 1792 la Francia dichiarò guerra all'Austria, Lahure si portò al fronte alla guida di un reggimento da lui stesso organizzato. Il 15 aprile 1792 gli venne riconosciuto il grado di tenente e dal 1° giugno di quello stesso anno venne nominato capitano.
Il 18 luglio 1792 prestò servizio nell'Armata del Nord agli ordini del maresciallo Nicolas de Luckner e del generale Dumouriez, con il quale prese parte alla battaglia di Courtrai. Durante tale scontro si batté personalmente per conquistare sul campo un cannone. Dal 23 settembre all'8 ottobre 1792, venne posto alla difesa di Lille dove prestò servizio coi suoi fucilieri belgi. Più tardi, alla fine di novembre del 1792, servì sotto il conte di La Bourdonnaye nella cattura della cittadella di Anversa e dal 9 gennaio 1793 gli venne affidato il comando di un battaglione di volontari belgi..
Il 18 marzo 1793, sotto il generale Auguste Picot, fu presente a Neerwinden, battaglia vinta però dagli austriaci comandati dal feldmaresciallo di Sassonia-Coburgo. Dal 1° all'8 maggio del 1793, sotto lo stesso comando, difese la città di Valencienne dagli austriaci, ma sul finire del mese venne costretto alla ritirata. Dal 6 all'8 settembre 1793, servì sotto il generale Leclaire e sotto il generale Houchard nella riconquista di Dunquerque e nella battaglia di Hondschoote dove si distinse per la cattura di una batteria d'artiglieria nemica e per la vittorie sulle truppe alleate di Federico Augusto di Hannover, duca di York e Albany. Il 16 ottobre 1793 prestò servizio sotto il generale Jean-Baptiste Jourdan nella vittoria contro gli austriaci a Wattignies.
Combatté valorosamente in Belgio e in Olanda durante la campagna del 1794-1795, periodo nel quale un cavallo gli venne ucciso sotto la sella durante l'attacco a Rousselaer e salvò un giovane émigrée francese dal patibolo aiutandolo a fuggire durante la notte. Il 24 gennaio 1794, gli venne affidato il 3° battaglione di cacciatori belgi all'interno dell'Armata del Nord, di cui Jean-Charles Pichegru era il comandante in capo. Il 5 febbraio successivo, comandò l'avanguardia nella divisione di Souham. Venne coinvolto nella battaglia di Courtrai dell'11 maggio, il 18 maggio a Tourcoing e il 10 giugno a Roulette. Catturò 300 prigionieri a Deinze e il 13 luglio 1793 conquistò Mechelen, prestando poi servizio a Boxtel dal 16 settembre successivo. Prese parte all'assedio di Graves dal 28 ottobre al 28 dicembre 1794. Alla testa del suo battaglione belga, fu il primo ad entrare a Utrecht, Amsterdam, Haarlem, attraversando il Wahal di fronte al villaggio di Rossune e conquistò coi suoi uomini un ridotto contenente due mortai, cinque cannoni di grosso calibro e una gran quantità di munizioni.Il 4 gennaio 1795, attraversò sul ghiaccio il fiume Wahal, catturando il ridotto di Goilberdingen e prese Buuren agli inglesi. Entrò a Utrecht il 17 gennaio 1795, il 20 gennaio fu ad Amsterdam ed il 21 gennaio si impadronì di Haarlem. Il 22 gennaio 1795 giunse ad Alkmaar, di fronte alla flotta olandese ancorata ed alcune navi britanniche bloccate tra i ghiacci dello Zuiderzee. Pensò quindi di impadronirsi di queste navi (14 in tutto oltre a diversi mercantili); col favore della notte, alla testa di uno squadrone di ussari dell'8° reggimento iniziò l'operazione e riuscì nell'intento senza quasi colpo ferire, avendo completamente sorpreso il nemico. A bordo della Helder furono rinvenuti una grande quantità di merci e diverse balle di assegnati, indubbiamente contraffatti, che gli inglesi avevano gettato in mare. Il 18 nevoso dell'anno III, venne nominato comandante della 15ª semibrigata di fanteria leggera e dal 18 giugno 1795 venne trasferito all'Armata della Sambre-et-Meuse. Nominato generale di brigata il 5 luglio 1795, venne inquadrato nella divisione del generale Grenier. Il 6 settembre 1795, prese parte alla conquista di Düsseldorf, all'epoca parte della Prussia, ed il 30 marzo 1796 divenne comandante della 15ª brigata leggera assegnato alla divisione del generale Bernadotte. Nel luglio del 1796 partecipò al blocco di Magonza e successivamente combatté nella battaglia di Altenkirchen del 19 settembre 1796.
Partito assieme alla divisione Bernadotte, nell'inverno del 1797 giunse in Italia, prendendo parte alla battaglia di Valvasone e all'assedio di Gradisca. Rimase nella penisola per i due anni successivi, venendo spostato a Roma nel 1798 e partecipando alla conquista francese di Napoli l'anno successivo. Dopo l'arrivo delle truppe russe di Suvorov, risalì la penisola sotto il comando del generale MacDonald e combatté sulla Trebbia: durante il terzo ed ultimo giorno di scontri fu colpito da una palla di cannone, rompendosi la gamba sinistra. Fu trasportato a Piacenza il giorno seguente, dove rimase per qualche giorno prigioniero dei russi. Il 30 giugno, il generale von Melas gli concesse la libertà sulla parola e lo inviò in Francia. Tre settimane dopo, MacDonald lo fece generale di brigata, ma ormai la sua carriera militare era pesantemente compromessa: era diventato storpio.
Ormai impossibilitato a proseguire la carriera nell'esercito, Lahure si diede alla politica: nel 1802 fu eletto come deputato per il dipartimento di Jemappes, venendo rieletto anche nel 1809 e mantenendo la carica sino al 1813. Durante questi anni, fu ammesso alla Legion d'onore, diventando Commendatore il 14 giugno 1804, e ottenne la nomina a barone dell'Impero. Comandò per diversi anni il dipartimento del Nord, salvo una breve parentesi dove funse da capo di stato maggiore per il generale Rampon. Al ritorno dei Borbone in Francia fu fatto Cavaliere dell'Ordine di San Luigi e verso la fine del 1814 fu naturalizzato francese. Ottenne anche il comando degli arrondissement di Douai e di Cambrai. Durante i Cento Giorni ottenne di nuovo il comando del dipartimento del Nord, salvo poi essere messo a comando della fortezza di Douai: Lahure non capitolò fino a che non giunse un diretto ordine di Luigi XVIII il 13 luglio.
Messo nella lista degli inattivi, si ritirò a Wavrechain-sous-Faulx. Ritornato nella lista dei disponibili per un breve periodo durante la Monarchia di luglio, fu decorato con il titolo di Grand'Ufficiale della Legion d'onore nel 1833 e ricevette dal Regno del Belgio il titolo di Grand'Ufficiale dell'Ordine di Leopoldo nel 1842. Morì nella sua tenuta di Wavrechain-sous-Faulx il 24 ottobre 1853.
Onorificenze Onorificenze francesi
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi