Il Ritorno del figliol prodigo è un dipinto a olio su tela () di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino databile al 1651, conservato nel Museo diocesano di Włocławek in Polonia. Storia Nel suo periodo tardo Guercino dipinse soltanto due versioni del tema del figliol prodigo impostate su tre mezze figure, entrambe identificate da Sir Denis Mahon. Una fu eseguita nel 1654-1655 per l'arcivescovo di Bologna Girolamo Boncompagni ed è oggi conservata al Timken Museum of Art di San Diego; l'altra è il dipinto qui in esame.
Quest'ultimo è ricordato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice tra le opere eseguite nel 1651, con la descrizione: «Un figliol prodigo ritornato dal padre per l'Eccelentiss. sig. Gio. Nani Nobile Veneto e gran Dilettante.»
Il pagamento è registrato nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. alla data dell'8 aprile 1651: vi risulta la corresponsione di 156 scudi e 1 lira, effettuata da Marsilio Zaniboni per conto del nobile veneziano Giovanni Nani. Il committente Giovanni Nani (1623-1679), intimo amico di Marco Boschini, che fu una figura di rilievo nella cultura artistica veneziana del Seicento. Roberto Longhi lo definì «il maggior critico del secolo», riconoscendogli anche notevoli qualità di scrittore, per la forza espressiva, la precisione del lessico, l'acutezza e l'efficacia della sintassi.
Nani possedeva una ricca collezione di dipinti, della quale redasse egli stesso un catalogo. Il quadro vi compare con la descrizione: «Il figliol prodigo abbracciato, et accolto dal Padre con un pagiette meze figure al nat.le di Guercino da Cento.» Nani attribuiva all'opera un valore pari a circa il doppio della somma corrisposta al pittore.
Il collezionista fondò inoltre un'Accademia a Venezia, visitata da Malvasia durante il suo soggiorno veneziano del 1664, quando fu accompagnato proprio da Boschini.
Vicende collezionistiche e riscoperta
Non sono note le vicende del dipinto dalla morte di Nani, avvenuta nel 1679, fino al 1772, quando Simon François Ravenet il Vecchio ne trasse un'incisione pubblicata da John Boydell. La stampa recava la didascalia: «The Return of the Prodigal Son. From the Original Picture painted by Guercin. In the Collection of Lady Leicester», attestando così la presenza dell'opera in Inghilterra.
Il quadro ricomparve quindi in un'asta londinese organizzata da Peter Coxe il 9 maggio 1807 (lotto 44), per poi scomparire nuovamente dalle fonti per diversi decenni.
La sua successiva provenienza fu ricostruita soltanto in tempi moderni. Il professor Zygmunt Wazbinski dell'Università Niccolò Copernico di Toruń, ritenendo che un dipinto conservato in Polonia potesse essere opera del Guercino, ne inviò una fotografia a Denis Mahon chiedendogli un parere attributivo. Mahon ne confermò l'autografia e comunicò la scoperta a Luigi Salerno, che pubblicò il quadro indicando tuttavia erroneamente come sede di conservazione il museo di Toruń.
Solo successivamente, durante un viaggio in Polonia, Mahon riuscì a stabilire l'esatta ubicazione dell'opera presso il Museo diocesano di Włocławek e a ricostruirne ulteriormente la provenienza. Accertò infatti che il dipinto era passato per la collezione del britannico George Salting ed era stato venduto da Christie's il 31 gennaio 1874 (lotto 316). In seguito comparve nuovamente da Christie's a Londra nel 1943 (lotto 143), dove fu acquistato dal cardinale Karol Radoński, che si trovava allora nella capitale britannica durante gli anni del governo polacco in esilio. Dopo la fine della guerra, il cardinal Radoński riportò in patria il dipinto, nella sua diocesi, dove fu dimenticato, per essere poi riscoperto dal professor Zygmunt Wazbinski.
Nel 1991, in occasione della mostra londinese Important Italian Baroque Paintings 1600–1700, la fotografia del dipinto fu pubblicata accanto a quella dell'altra versione della composizione, assai simile e oggi conservata al Timken Museum of Art di San Diego. Descrizione La scena è costruita su tre mezze figure disposte in primo piano. Al centro il vecchio padre, con barba fluente e il capo avvolto da un turbante, accoglie il figlio ritrovato stringendolo a sé. Il giovane, quasi completamente nudo e coperto soltanto da un drappo ai fianchi, china il capo e si asciuga le lacrime con un panno, esprimendo il proprio pentimento. Il gesto del padre, che lo sostiene e lo avvolge con il mantello, concentra l'attenzione sul rapporto affettivo tra i due protagonisti. Stile
Questa interpretazione tarda del tema del ritorno del figliol prodigo, così come la versione ancora successiva eseguita per il cardinale Boncompagni, si distingue nettamente dal dipinto giovanile dello stesso soggetto realizzato nel 1619 per il cardinale Serra. Quest'ultimo costituisce uno degli esempi più caratteristici della pittura narrativa a mezze figure del primo Guercino: la composizione appare costruita attraverso una disposizione quasi casuale di forme sovrapposte, attraversate da improvvisi e brillanti colpi di luce. Questi effetti, apparentemente autonomi, contribuiscono in realtà a dare vita e immediatezza alle figure, conferendo alla scena l'impressione di un episodio osservato nel suo naturale svolgersi.
Nell'opera del 1651 Guercino abbandona invece l'apparente disordine compositivo e la ricchezza dei colori saturi propria della fase giovanile, nella quale la pittura assumeva talvolta il carattere di un vero e proprio tour de force tecnico. La gamma cromatica diviene più chiara e delicata, mentre le figure sono organizzate secondo rapporti più semplici e leggibili e modellate da un'illuminazione morbida e uniforme. L'interesse del pittore non è più rivolto alla vivacità dell'episodio, quanto alla sua essenza emotiva.
La maggiore semplicità della composizione conferisce così particolare rilievo alla figura del padre, la cui accoglienza indulgente diviene il centro affettivo della scena, mentre il giovane servitore viene relegato a un ruolo secondario. Come spesso accade nelle opere della tarda maturità del Guercino, alcuni passaggi sono inoltre trattati con una delicatezza e una morbidezza pittorica assai lontane dall'energia più impetuosa della produzione giovanile. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su parabole di Gesù Categoria:Dipinti in Polonia