L'assedio di Barcellona è stato un tentativo delle forze spagnole di riprendere la città catalana, occupata dalle forze del generale francese Guillaume Philibert Duhesme. Iniziato come un blocco nei primi giorni di agosto del 1808, divenne presto un assedio. Le forze del generale Laurent de Gouvion-Saint-Cyr riuscirono a spezzare l'assedio il 21 dicembre, dopo essere entrati in città qualche giorno prima, sconfiggendo le forze spagnole nella battaglia di Molins de Rei.

Contesto storico

Dopo la pace di Tilsit, le attenzioni di Napoleone furono rivolte verso il Portogallo e la Spagna: il primo era un alleato inglese, il secondo un inefficiente alleato francese. Dopo aver inviato un corpo di spedizione in territorio lusitano, Napoleone iniziò ad intromettersi in maniera sempre più aggressiva nel governo spagnolo, sino a portare alla destituzione del Primo Ministro Godoy, all'abdicazione di Carlo IV e all'ascesa di suo fratello Giuseppe Bonaparte come nuovo re di Spagna.

La nazione spagnola, già turbata dalla discesa dei soldati francesi, non fece che agitarsi in modo sempre maggiore sino a che il 2 maggio un'aperta rivolta scoppiò a Madrid, sedata nel sangue dal maresciallo Murat nei giorni a seguire. Divenne presto chiaro che controllare la penisola iberica sarebbe stato molto più complesso del previsto.

Antefatti

Come parte della propria strategia per sottoporre la Spagna al proprio volere, Napoleone aveva inviato diversi corpi d'armata ad occupare alcuni punti strategici della penisola. Uno di questi era la città di Barcellona, la cui cittadella era stata furtivamente occupata dalle forze del generale Guillaume Philibert Duhesme il 29 febbraio 1808.. All'inizio dell'estate, il comandante francese aveva a sua disposizione le divisioni di fanteria Chabran e Lechi, 9 squadroni di cavalleria gestiti dai generali Bessiéres e Schwarz e un comparto di artiglieria, per un totale di circa soldati..

Dopo l'inizio dei primi moti in Spagna, questo corpo d'armata di dimensioni ridotte fu chiamato a sedare le manifestazioni in Catalogna, mantenere il possesso di Barcellona ed aiutare il generale Moncey nella sua missione a Valencia. Anche nel migliore dei casi, questi ordini si sarebbero rivelati eccessivamente irrealistici.. Le complicazioni sorsero immediatamente: le forze di Chabran e la cavalleria di Schwarz furono sconfitte nei pressi di El Bruc da un nutrito numero di micheletti, mercenari spagnoli, mentre pochi giorni dopo Duhesme venne respinto a Gerona, città che era in procinto di assediare.. L'arrivo della divisione Reille da nord spinse Duhesme a voler ritentare la sorte contro Gerona, senza però avere miglior fortuna. Dopo l'interruzione del secondo assedio, Reille si mosse verso nord mentre Duhesme fece ritorno a Barcellona..

Il blocco e l'assedio Mentre i francesi erano impegnati contro Gerona, nei pressi di Tarragona sbarcarono diverse migliaia di soldati spagnoli, provenienti dalle guarnigioni delle Isole Baleari. Al loro comando vi era il marchese del Palacio. Questi iniziarono ad avanzare verso il capoluogo catalano, difeso solamente da soldati svizzeri e italiani sotto il comando del generale Lechi. Il 31 luglio il castello di Mongat, l'ultimo avamposto francese prima di Barcellona cadde in mano spagnola, dando via al blocco..

Duhesme tornò a Barcellona solo il 20 agosto, dopo aver abbandonato l'assedio di Gerona ed essere stati infastiditi dalle forze spagnole per tutto il tragitto verso il capoluogo catalano. La situazione dei napoleonici era così grave che per raggiungere la città furono costretti ad abbandonare la maggior parte delle proprie scorte. Il marchese del Palacio affidò al conte di Caldagues la gestione del blocco. Nonostante le forze spagnole nei dintorni di Barcellona fossero numerose, Duhesme fu capace di inviare diverse colonne all'esterno per rifornirsi, assumendo sempre il rischio di essere attaccati dalle forze nemiche. Le colonne francesi uscirono più volte, l'ultima delle quali il 12 ottobre, quando furono intercettati dagli spagnoli a Sant Culgat mentre erano di ritorno.

Del Palacio si dimostrò essere un comandante incompetente e fu sostituito il 28 ottobre dal generale Juan Miguel de Vives. Questi attaccò i francesi una prima volta il 6 novembre ma passò quasi tutto il resto del mese ad attendere i rinforzi in arrivo da Granada.. Una volta giunti, riprese la propria offensiva contro i francesi, riuscendo a respingerli del tutto all'interno delle mura di Barcellona.

Fine dell'assedio

Il 5 novembre, il generale Laurent de Gouvion-Saint- Cyr, attraversò i Pirenei e si diresse verso Barcellona. Era stato incaricato dal governo francese di liberare la città dal suo assedio. I preparativi avevano causato un forte ritardo ma la sua colonna era riuscita a muoversi in tempo. Dopo aver conquistato la città di Roses, snodo fondamentale per mantenere le comunicazioni tra la Catalogna e la Francia meridionale, Saint-Cyr affrontò e sconfisse le forze spagnole di Vives a Cardedeu il 16 dicembre e si ripeté contro il generale Reding il 21 dello stesso mese a Molins de Rei, spezzando definitivamente il blocco della città.

Conseguenze Dopo la fine del blocco le forze napoleoniche riuscirono a prendere il pieno possesso della pianura attorno a Barcellona, sebbene le loro linee di comunicazione con la Francia fossero ancora instabili. Saint-Cyr prese il controllo delle forze di Duhesme, assumendo il comando del VII Corpo della Grande Armée..

Dopo aver sperimentato l'incapacità di Vives, gli spagnoli lo sostituirono con Reding.. Per il successivo mese di gennaio non vi furono scontri rilevanti. Il primo vero confronto tra le due forze nel 1809 si ebbe solo con la battaglia di Valls..

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Guerra nel 1808 Categoria:Guerra d'indipendenza spagnola Categoria:Battaglie che coinvolgono la Francia Categoria:Battaglie che coinvolgono la Spagna Categoria:Battaglie che coinvolgono il Regno d'Italia (1805-1814)