Širakavan (), fondata come Yerazgavors e in seguito nota come Yerazgavork, è stata una città medioevale dell'Armenia e una delle sue tredici capitali tra l'890 e il 929, durante il regno dei Bagratidi.
La città era situata sulla riva destra del fiume Akhurian, a nord-est di Ani, nel territorio attualmente occupato dal villaggio turco di Çetindurak, nel distretto di Akyaka.
Storia Il territorio di Širakavan era abitato sin dal III-II secolo a.C, come riportato dal cronista georgiano Leonti Mroveli, il quale raccontava che Artaxias I, re di Georgia, e le popolazioni delle montagne nel nord attaccarono l'Armenia, saccheggiando Širakavan e altri insediamenti. Poche informazioni si sono conservate sul ruolo di Širakavan come capitale; la città è tuttavia citata nelle opere di Sebeos, Stepanos Asoghik, Samuel Anetsi, Vardan Areveltsi e altri cronisti medioevali.
La prima menzione di Širakavan come villaggio nella storiografia armena risale al VII secolo, nella Storia di Sebeos. Nell'869 vi si tenne un concilio teologico presieduto dal patriarca Zakaria I Dzaghetsi. Ciò implica che anche prima di essere proclamata capitale, Širakavan era un insediamento importante.
Nel IX secolo, durante il regno dei Bagratidi, la città era munita di una fortezza e di altre strutture difensive, mentre la fortezza di Tignis, situata a 3 km di distanza, divenne in seguito un'importante roccaforte difensiva della capitale Ani.
Nel corso dei suoi 160 anni di esistenza, il regno dei Bagratidi cambiò capitale quattro volte. Durante i regni di Smbat I e Ashot II, Širakavan svolse il ruolo di residenza reale e capitale dello stato per circa 40 anni, inizialmente col nome di Yerazgavors, e venne rafforzata dal punto di vista militare. Smbat I vi fece costruire la Chiesa del Santo Salvatore, dove venne anche incoronato, come registra Vardan Areveltsi. Durante il regno di Abas I (928-953), la capitale fu invece spostata a Kars.
In diversi periodi storici, la città fu ripetutamente distrutta dai turchi selgiuchidi (1064), i mongoli, i turkmeni e i persiani. Fu ricostruita nella seconda metà dell'XII secolo, come riportato da un'iscrizione del vescovo Barsegh, e visse un periodo di sviluppo sotto il principato zakaride. Tuttavia, a partire dalla seconda metà dell'XIII secolo divenne un villaggio ordinario.
Sotto il dominio turco, dei cambiamenti fonetici trasformarono il nome Širakavan in Bash-Shoragyal.
Dopo essere stato annesso all'Impero russo, il villaggio divenne parte dell'Oblast di Kars e visse un certo sviluppo. All'inizio dell'XX secolo ospitava 208 case e abitanti.
Arshak Aslamazyan vi costruì un mulino con componenti provenienti dalla Germania. Ispirato dagli scavi di Ani portati avanti da Nikolai Marr e sotto suo consiglio, vi avviò anche degli scavi archeologici, rinvenendo ampio materiale. Ashkharbek Kalantar, Joseph Orbeli, Taragros, Toros Toramanian, Nikolai Buniatyan e Avetik Isahakyan (il cui villaggio nativo era poco distante) visitarono Širakavan, alcuni di loro anche per scavi archeologici.
Nel 1920, dopo la guerra turco-armena, il villaggio fu abbandonato, i rinvenimenti archeologici furono distrutti o andarono perduti e la popolazione si trasferì nella RSS Armenia, fondando il villaggio di Yerazgavors nella provincia di Širak.
Nel 1921 il trattato di Kars stabilì la cessione del territorio dell'intero Oblast, incluso Širakavan, alla Turchia.
La chiesa del Santo Salvatore fu distrutta nel 1954 durante delle esercitazioni militari dell'esercito turco, lasciando intatto solo il muro occidentale. Altre parti della città antica furono inondate dalla costruzione di una diga sul fiume Akhurian. Note
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