Biografia Figlia del coreografo Salvatore Viganò e della moglie Maria, fu apprezzata pianista e soprano. Un contemporaneo ammirato scrisse che "per dare infine una idea del merito, del talento della Viganò, ella sua incomparabile espressione, della sensibilità sua, della sua arte [...] domando se la penna di Byron, o il pennello di Gerard potrebbero rappresentare a mio talento tanta intelligenza, tanta grazia, tanta penetrazione, tanta astuzia, tanto potere". Nel 1818 Niccolò Bettoni le dedicò il libretto del balletto La Vestale, mentre Pietro Buratti la immortalò in una sua poesia.

Ricca borghese dalle simpatie radicali, Viganò è nota soprattutto come salottiera. Nel 1818 il suo salotto milanese fu frequentato per un mese anche da Stendhal, che era stato un ammiratore del padre e che scrisse parole lusinghiere su di lei in diverse lettere all'amico Adolphe de Mareste. In Souvenirs d'égotisme, Stendhal racconta di aver respinto le profferte amorose della Viganò per restare fedele a Metilde Viscontini Dembowski, venendo quindi ostracizzato dalla pianista.

Il carattere civettuolo della donna era noto, tanto da aver attirato la gelosia delle donne del belmondo milanese, visto che il salotto della Viganò attirava una quindicina di uomini tutte le sere e addirittura una quarantina i venerdì.

Fu poi legata sentimentalmente a Carlo Della Bianca, di cui commissionò un ritratto a Francesco Hayez intorno al 1823 e poi anche il monumento funebre a Pompeo Marchesi.

Morì a Pisa nel 1871 all'età di settantasette anni.

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