Il combattimento di Neresheim è stato uno scontro minore tra le forze francesi dei generali Lecourbe e Ney e la retroguardia delle forze imperiali del generale Kray avvenuto il 23 giugno 1800. Tentando di ripristinare le proprie comunicazioni con Vienna, le forze imperiali abbandonarono Ulma e con una serie di marce forzate aggirarono la posizione francese. I francesi si misero all'inseguimento e riuscirono a trovare le retroguardie imperiali, ingaggiando un breve ma feroce scontro.

Contesto storico

Nella primavera del 1800, l'Armata del Reno, comandata dal generale Jean Victor Moreau, attraversò in più punti il fiume che separava la Francia dalla Germania, riaprendo le ostilità su un fronte rimasto inattivo per quasi un anno. La campagna di Moreau si dimostrò subito fruttuosa: i repubblicani sconfissero le forze imperiali tre volte nell'arco di una decina di giorni, costringendo il comandante austriaco Paul Kray a cercare rifugio ad Ulma.. La fortezza era difensivamente solida e Moreau riteneva difficile conquistarla con un assalto diretto. Per questo motivo cercò di trovare un modo per attirare l'esercito austriaco all'esterno...

Antefatti Il piano di Moreau per costringere Kray ad abbandonare Ulma era semplice: minacciare di tagliare le sue linee di comunicazione con l'Austria. In un primo momento, il comandante francese si limitò a qualche timido spostamento, trovando una forte risposta da parte degli austriaci, che attaccarono con forza l'ala sinistra dell'esercito repubblicano, rimasta isolata nei pressi di Erbach. Per diverso tempo le due parti si limitarono ad osservarsi, senza commettere alcuno sforzo significativo contro il loro avversario. Qualche scaramuccia a parte, la situazione si avviò verso uno stallo..

Fu l'arrivo della notizia della riuscita dell'impresa di Bonaparte, che aveva attraversato le Alpi con la sua armata, a permettere a Moreau di essere più deciso e aggressivo: non dovendo più coprire la linea di passaggio verso la Svizzera, il comandante francese in Germania poteva spostare le proprie forze più liberamente e minacciare in modo concreto le vie di comunicazione tra Ulma e l'Austria. Verso i primi giorni di giugno, Moreau spostò il suo intero esercito verso est, portando il suo centro e la sua ala destra oltre al fiume Iller e lasciando la sua sinistra a guardia delle retrovie. Nella speranza di attirare Moreau verso Ulma, Kray uscì dalla città con il suo esercito ed attaccò pesantemente la retroguardia repubblicana, mettendo in seria difficoltà gli uomini del generale Richepanse. L'intervento della divisione Ney, comunque, permise ai repubblicani di stabilizzare la situazione e riprendere la marcia.. Le forze di Moreau attraversarono il Lech e si spinsero verso nord, raggiungendo la sponda meridionale del Danubio, cominciando a studiare la zona per tentare un passaggio sul fiume e recidere le vie di comunicazione di Kray con l'Austria.. Il 19 giugno, dopo aver indentificato un punto favorevole, le forze francesi del generale Lecourbe riuscirono a impossessarsi delle rovine di alcuni ponti, a scacciare le poche truppe austriache presenti e a ripararli, consentendo all'intera armata repubblicana di giungere sulla sponda settentrionale del fiume...

Con i francesi su entrambe le sponde del fiume, le vie di comunicazione tra Ulma e Ratisbona, di conseguenza quelle con l'Austria, erano concretamente minacciate. Kray, compresa la gravità della situazione, decise di lasciare Ulma: dopo aver predisposto una forte guarnigione, prese il grosso del suo esercito ed iniziò a muoversi a marce forzate per raggiungere il basso corso del Danubio e riallacciare le comunicazioni con l'Austria. Mentre Kray cercava di sorpassare Moreau e raggiungere Ingolstadt, Moreau cercava di tagliargli la strada ed impedire che tale manovra avesse successo. Dopo aver radunato le proprie forze tra Elchingen e Langenau, gli imperiali iniziarono il loro spostamento, dirigendosi prima su Dischingen, poi su Heidenheim ed infine Neresheim, dove giunsero il 22 giugno...

Il combattimento

Il 23 giugno l'esercito francese marciò verso Nördlingen: Lecourbe, supportato dalla riserva di cavalleria e dalla divisione di Grandjean, avanzò passando per Neresheim. Il centro lo seguì via Ohmenheim, mentre l'ala sinistra imboccò la strada attraverso Nattheim. La prima colonna di Lecourbe, guidata da Gudin, incontrò una forte retroguardia a Ederheim, che combatté fino al calar della notte. Montrichard, avendo incontrato analogamente le truppe imperiali nei boschi di Frickingen, aggirò il margine del bosco per aggirare Neresheim, che la divisione di Grandjean stava attaccando frontalmente dalla strada per Dischingen..

Lecourbe, alla testa della cavalleria, si lanciò contro gli imperiali a Ohmenheim, supportato dalla 1ª brigata di Montrichard. Questa manovra, volta a tagliare fuori la retroguardia nemica a Nördlingen, portò a un violentissimo scontro: la cavalleria imperiale, presente in forze, eseguì due brillanti cariche. Lecourbe ebbe qualche difficoltà a gestire il vantaggio ottenuto fino alla conquista di Ohmenheim da parte della fanteria di Montrichard e all'arrivo delle colonne centrali e della cavalleria di Ney dalla direzione di Neresheim, che costrinsero il nemico a una ritirata totale. Ney, sempre pronto a correre dove risuonava il fragore dei cannoni, si era lanciato all'attacco di propria iniziativa con quattro reggimenti di cavalleria dalla sinistra, contribuendo in modo significativo a questa decisione. Tuttavia, la retroguardia di Kray mantenne salda la posizione alle uscite del bosco verso Ederheim, dove si scontrò vigorosamente con le colonne di testa di Gudin e Montrichard, che caricò persino con un certo successo. I generali Moreau, Dessoles e Lecourbe, accorsi in ricognizione, rischiarono di essere catturati in quest'ultima scaramuccia..

Conseguenze

Il 24 giugno Kray decise di sostare per un giorno a Nördlingen. Le marce forzate dei giorni precedenti e lo scontro avvenuto a Neresheim avevano fiaccato i suoi uomini sia fisicamente che mentalmente: il vigore dimostrato dalle truppe di Ney e Lecourbe avevano insinuato nelle truppe imperiali il timore che una battaglia in campo aperto avrebbe potuto essere fatale per l'esito della loro campagna. Puntando a risollevare il morale dei propri uomini e a guadagnare del tempo, Kray fece circolare la voce che un armistizio fosse stato firmato in Italia e che fosse stato esteso anche alla truppe in Germania, inviando un ambasciatore nel campo francese a chiedere una tregua delle ostilità...

Per quanto in realtà questo fosse sostanzialmente vero, non vi era modo che in una sola settimana la notizia della convenzione di Alessandria si fosse diffusa sino in Germania.Per puro caso, le dicerie fatte circolare da Kray sostanzialmente coincidevano con la verità: il 15 giugno ad Alessandria le forze austriache si erano arrese a quelle repubblicane. Il trattato prevedeva realmente la cessazione delle ostilità e sarebbe stato ratificato a breve. Il comandante austriaco, tuttavia, non era ancora a conoscenza dello stato delle armate asburgiche in Italia e il suo era a tutti gli effetti un bluff. Lo stato maggiore francese fu colto dallo stesso dubbio, anzi, si insospettirono ulteriormente visto che tale informazione non era loro pervenuta in alcun modo. Correttamente intuendo che questa fosse solo una strategia del comandante austriaco, Moreau rifiutò la proposta degli imperiali di sospendere le ostilità. Nonostante ciò, gli obiettivi di Kray furono in parte raggiunti: le sue truppe riguadagnarono vigore e i francesi, giudicando la posizione degli imperiali come troppo distante vista la pessima condizione delle strade, abbandonarono l'idea di attaccarli immediatamente.. Decisero invece di dirigersi verso Monaco per scoraggiare il sovrano bavarese a proseguire la guerra al fianco degli alleati. Gli austriaci, invece, virarono verso Neuburg, riprendendo una posizione sul Danubio..

Note

Note esplicative

Note bibliografiche

Bibliografia

Categoria:Guerra nel 1800 Categoria:Battaglie della Seconda coalizione Categoria:Battaglie che coinvolgono la Francia Categoria:Battaglie che coinvolgono il Sacro Romano Impero