Lenciclopedia è un'opera letteraria di consultazione che raccoglie voci informative o critiche «secondo un sistema logico, o anche sotto forma di voci singole distribuite in ordine alfabetico», riguardanti l'intero campo della conoscenza umana o un suo determinato ambito.
Il termine latino rinascimentale encyclopædia deriva dall'espressione greca di Plinio il Vecchio ἐγκύκλιος παιδεία (enkýklios paidéia),'Storia 'Naturale, Epistola dedicatoria, 14: 'Iam omnia attingenda quae graeci τῆς ἐγκυκλίου παιδείας vocant. (lo mi propongo di toccare tutti i settori che, per i Greci, compongono la «cultura enciclopedica»). letteralmente "istruzione circolare", ossia completa, in grado di comprendere tutte le discipline. Tale espressione fu successivamente ripresa in latino da Quintiliano nella Institutio oratoriaἘγκύκλιος παιδεία, Quintiliano, Institutio Oratoria, 1.10.1, traduzione inglese sul Perseus project e compare nel senso moderno del termine per la prima volta nella Encyclopaedia Cursus Philosophici septem tomis distincta (1630) di Johann Heinrich Alsted.Il termine era già stato usato dal gesuita Lelio Bisciola (1539/40-1629), nel secondo volume del suo Horarum subseciuarum (1618).
Le opere enciclopediche esistono da circa anni: la più antica che si è tramandata, la Naturalis historia, fu scritta nel I secolo da Plinio il Vecchio. L'enciclopedia moderna si è evoluta dai dizionari intorno al XVII secolo. La più nota e importante fra le prime enciclopedie della Storia è lEncyclopédie di Diderot e d'Alembert, pubblicata a Parigi nella seconda metà del XVIII secolo.
Storicamente, alcune enciclopedie erano contenute in un singolo volume, ma, successivamente, alcune divennero enormi opere in numerosi volumi, come lEnciclopedia Britannica o la più voluminosa, lEnciclopedia universal ilustrada europeo-americana.Libro Guinness dei record, pag. 110, 1986 edizione in spagnolo, Ed. Maeva, ISBN 84-86478-00-6. La cinese Yongle_Enciclopedia di Yung-lo ta tien (1403-1408) conserva solo 370 dei suoi capitoli e la 15ª edizione dellEnciclopedia Britannica è elencata come "la più vasta ("más amplia") enciclopedia esistente" con parole. Alcune moderne enciclopedie, come Wikipedia, che è la più diffusa, sono digitali e liberamente disponibili.
Etimologia La parola "enciclopedia" viene dal greco, ma la forma ἐγκυκλοπαιδεία (enkyklopaidéia) non esiste nel linguaggio classico, che ha solo l'espressione ἐγκύκλιος παιδεία (Strabone, Plutarco, Ateneo; letteralmente: "educazione che abbraccia l'intero ciclo", cioè "insieme di dottrine che formano un'educazione completa"); e Plutarco, in questo senso, adopera anche l'espressione τὰ ἐγκύκλια (ta enkýklia). Tra i Latini, Vitruvio traduce solo a metà l'espressione greca e parla di encyclios disciplina (I, 1 e VI, pref.), mentre Plinio e Quintiliano (I, 10) usano le parole greche. Quel che si riteneva formasse il ciclo completo della cultura variò, naturalmente, coi tempi. Giovanni Zonara (sec. XI) spiega il senso della parola ἐγκύκλιος: "la grammatica, la poetica, la retorica, la filosofia, la matematica e semplicemente ogni arte e scienza, perché i dotti le percorrono come un circolo" e Giovanni Tzetzes (sec. XII), citando le Vitae Philosophorum di Porfirio (III secolo d.C.) dice che τὰ ἐγκύκλια μαϑήματα (ta enkýklia mathèmata) sono la grammatica, la retorica e la poetica e le quattro arti subordinate: aritmetica, musica, geometria e astronomia (Chil., XI, 257); cioè le sette discipline del Trivio e Quadrivio medievali.
Sembra che il primo tra i moderni a usare la parola enciclopedia sia stato in Inghilterra sir Thomas Elyot in The Governour (Londra 1531). Come titolo di un libro, la parola enciclopedia sotto la forma κυκλοπαιδεία - rimasta viva nell'inglese - si trova per la prima volta sul frontespizio delle opere dell'umanista fiammingo Joachim Sterck van Ringelbergh, edizione di Basilea 1541: Lucubrationes vel potius absolutissima κυκλοπαιδεία. Del pari a Basilea, nel 1559, pubblicò un'opera intitolata Encyclopediae seu Orbis disciplinarum... epistemon il teologo croato Paolo Skalić di Lika, ma il vero autore del significato moderno di enciclopedia è Johann Heinrich Alsted.
In Italia il primo lessicografo che registri la voce enciclopedia, nel senso di "dottrina universale" è Gian Pietro Bergantini nella sua opera Voci italiane d'autori approvati dalla Crusca, nel vocabolario d'essa non registrate (Venezia 1745), sulla fede delle Lettere (Venezia 1608) del cassinese D. Angelo Grillo, delle Prediche dette nel Palazzo Apostolico (Roma 1659-74) del padre Giovanni Paolo Oliva, che fu l'undicesimo preposito generale della Compagnia di Gesù, e poi di Benedetto Fioretti e del cardinal Pietro Sforza Pallavicino. Il primo a registrare che enciclopedia "nell'uso si dice per dizionario enciclopedico" è l'abate Francesco Alberti di Villanova (Dizionario universale enciclopedico della lingua italiana, Lucca 1797-1805); ma già Diderot e D'Alembert avevano pubblicato la Encyclopédie, e attraverso l'uso francese il nuovo significato era penetrato in Italia.
Storia Prime opere enciclopediche
L'essere umano ha svolto attività enciclopedica, intesa come sforzo per dare forma sistematica alle proprie conoscenze, per gran parte della sua storia, almeno da quando si è affermato il pensiero razionale e scientifico a scapito delle descrizioni a carattere epico e religioso. Questo passaggio si individua generalmente nell'antica Grecia.
Elenchi onomastici comparvero durante il periodo del Medio Impero egiziano ed erano elenchi enciclopedici che riguardavano i fenomeni naturali, le piante e gli animali conosciuti al tempo. Le scienze praticate erano l'astronomia, l'interpretazione dei sogni e la magia strettamente collegata alla medicina. Mentre la cultura diveniva più universale non riservata ai soli funzionari di corte, sorgevano anche le prime biblioteche. Elenchi di piante o di animali che caratterizzano l'ambiente alla vita del periodo si possono rinvenire anche nel Libro dei Proverbi Padre Giovanni Battista Bruzzone, Piante e aromi della Bibbia, Dragonetti, Montella (Avellino), 1998, 114 p. (accesso del 21 settembre 2025), ISBN 9788849277555. (così come in ).
Spesso si indica in Aristotele il primo enciclopedista, poiché egli, oltre a fondare filosoficamente tutti i rami del sapere, ha anche accumulato molte informazioni, soprattutto di carattere naturalistico, ma anche sociale, come la descrizione delle costituzioni delle città greche. Non si limitò ad un lavoro meramente nozionistico e descrittivo-contemplativo, ma si spinse a una comparazione di diritto, usi, costumi e tradizioni, traendone teorie storiche e giudizi di valore, per stabilire un ordine sociale del regno umano in tutto conforme all'ordine (divino e) naturale degli altri regni esistenti.
Certamente l'opera di Aristotele è stata la più completa della Grecia classica, tuttavia la strutturazione di tutti i rami del sapere fu il fine al quale tesero quasi tutti gli altri filosofi antichi.
Fra gli altri autori versatili del mondo greco si deve citare almeno Eraclide Pontico.
In ambito romano si considera che la prima opera enciclopedica siano i Libri ad Marcum filium di Catone il Censore. L'erudito romano per antonomasia fu Marco Terenzio Varrone, le cui opere ebbero carattere enciclopedico, le Antiquitates e soprattutto i Disciplinarum libri IX;Friedrich Ritschl nel saggio “De M. Terentii Varronis disciplinarum libris commentarius,” in Kleine philologische Schriften, vol. III, Leizig, 1877, pp. 419-505 aveva sostenuto che l'opera conteneva la prima divisione delle sette arti liberali, ma la sua tesi è stata contestata da Ilsetraut Hadot, Arts libéraux et philosophie dans la pensée antique, Parigi, Vrin, 2005 (seconda edizione; prima edizione 1984). Per una difesa della tesi di Ritschl vedere Danuta R. Shanzer, "Augustine's Disciplines: Silent diutius Musae Varronis?", in Karla Pollmann, Mark Vessey (eds.), Augustine and the Disciplines: From Cassiciacum to Confessions, New York, Oxford University Press, 2005, pp. 69-112. tuttavia queste opere sono andate perdute e ne rimangono solo frammenti citati da altri autori antichi. Perciò tra gli enciclopedisti romani il più importante è di fatto Plinio il Vecchio (I secolo), che scrisse la Naturalis historia (lett. "la storia naturale", ma anche "Osservazione della natura"Valore originale del termine greco ἱστορία, (historìa), che vale "ispezione [visiva]", "ricerca", "indagine". Condivide la stessa radice del perfetto oîda ("conosco"), legato a sua volta alla nozione del "vedere".), una descrizione in trentasette volumi del mondo della natura che rimase estremamente popolare nell'Europa occidentale per gran parte del Medioevo e fu la base di molte successive enciclopedie. Altri compilatori romani furono Aulo Cornelio Celso e Gaio Giulio Solino.
Dal Medio Evo al Rinascimento Nel periodo medioevale era particolarmente apprezzato organizzare le nozioni: tipiche le raccolte, le summae, i trésors. Nell'età antica e medioevale tipicamente si è concepita la realtà come un insieme finito e quindi interamente descrivibile. È solo in epoca moderna che si inizia a pensare al sapere possibile sulla base dei nuovi metodi di ricerca o più semplicemente al sapere esistente.
Notevole influsso sul pensiero medievale ebbe il trattato De nuptiis Philologiae et Mercurii ("Delle nozze della Filologia con Mercurio") scritto da Marziano Capella in età tardo-romana (IV-V secolo), che, con la sua classificazione delle sette arti liberali (del "trivio" e del "quadrivio") costituisce una specie di enciclopedia dell'erudizione classica.
La prima enciclopedia dell'era cristiana furono le Istituzioni di Cassiodoro (560) che ispirarono lEtymologiae o Origines (636) di Isidoro di Siviglia, la quale divenne l'opera enciclopedica più influente dell'alto Medioevo. Queste opere servirono, a loro volta, come base alle compilazioni redatte intorno all'830 da Rabano Mauro, la più famosa delle quali è il De universo o De rerum naturis.
Le enciclopedie bizantine erano compendi di notizie relativi sia alla Grecia antica sia a quella bizantina. La Biblioteca del patriarca Fozio I di Costantinopoli (IX secolo) fu la prima opera bizantina che si potesse chiamare enciclopedia. Ma la più importante enciclopedia bizantina è considerato il lessico Suda, di autore forse omonimo, redatto intorno al 1000. Sotto la Dinastia macedone ci fu un fiorire dell'enciclopedismo bizantino che portò alla stesura di una vera e propria enciclopedia del sapere agronomico chiamato Geoponica, significativamente attribuito allo stesso imperatore Costantino VII Porfirogenito.Geoponika. Agricultural Pursuits (traduzione inglese).
Fra le prime enciclopedie dell'Occidente basso medioevale fu il Didascalicon di Ugo di San Vittore; elaborato in ambiente monastico, ebbe tuttavia larga diffusione anche nelle scuole cittadine. Questo fatto e la complessità della tematica presente su questa opera, fanno riflettere sulla simbiosi fra i due poli di cultura (da una parte la campagna con il monastero, dall'altra la città con la cattedrale) che talvolta vengono contrapposti in modo troppo drastico e semplificatorio.
L'opera più importante dell'inizio del basso medioevo fu tuttavia lImago mundi di Onorio Augustodunense, scritta verso il 1110: trattava di geografia, astrologia, astronomia e storia e fu tradotta in francese, italiano e spagnolo.