Il Brindisi Football Club, meglio noto come Brindisi, è una società calcistica italiana con sede nella città di Brindisi. Per la stagione 2026\2027 milita in Serie D la quarta serie italiana, nel girone H.
Fondato nel 1912, a seguito di varie rifondazioni ha assunto l'attuale denominazione nel 2017. Ha disputato sei campionati di Serie B, l'ultimo dei quali nella stagione 1975-1976, e si è aggiudicato una Coppa Italia Serie C nel 2003. I colori sociali sono il bianco e l'azzurro. Disputa le partite di casa allo stadio Franco Fanuzzi.
Storia Dalle origini agli anni sessanta Il calcio, a Brindisi, nasce nel 1910 per volontà di un ufficiale della Marina Militare trapiantato in città, con la fondazione del Brindisi Football Team, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio". Non si tratta, tuttavia, di una vera e propria società calcistica in quanto la squadra si limitava a sfidare gli equipaggi delle navi che attraccavano nel porto disputando, quindi, poche e sporadiche partite.
Il 7 marzo del 1912, il Brindisi Football Team viene incorporato nella Polisportiva Brindisi Sport, sancendo, di fatto, la nascita della prima vera società calcistica brindisina.
La squadra diviene immediatamente la più forte della Puglia: battuto per 2-1 il Lecce ed aggiudicatasi a tavolino la vittoria contro il , la Brindisi Sport, nel 1913, diventa campione regionale.
Sette anni più tardi, nel 1920, partecipa, a Bari, alla costituzione del comitato regionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, cui ottiene l'affiliazione, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio".
Negli anni successivi, la Brindisi Sport disputa vari campionati nelle serie minori ed in Serie C. Al termine della stagione 1945-1946, classificatasi 5ª nel girone E della Lega Centro-Sud della Serie C, viene ammessa d'ufficio in Serie B, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio".
Nella stagione 1946-1947, all'esordio nella serie cadetta, il Brindisi, allenato da Remo Migliorini, si classifica 8^ nel girone C, con 31 punti realizzati, a pari merito con Palermo e Taranto.
La stagione successiva, al secondo anno in Serie B, ultima con soli 18 punti realizzati, retrocede in Serie C.
Gli anni settanta Nella stagione 1971-1972 il Brindisi, dal 1966 presieduto da Franco Fanuzzi, imprenditore edile affermato a livello nazionale, e allenato dal brasiliano Luís Vinício, vince il campionato di Serie C, classificandosi primo nel girone C, con un totale di 55 punti raccolti (cinque in più del Lecce, seconda classificata già a due giornate dal termine), Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio". Approda pertanto in Serie B, dopo venticinque anni trascorsi tra Serie C e Serie D.
La formazione della storica promozione in Serie B è la seguente: De Rossi, Sensibile, La Palma, Cantarelli, Fiorini, Castelletti, Renna, Giannattasio, Ferrari, Mazzei, Lombardo, Cremaschi. Il capocannoniere della squadra è Cremaschi, con un totale di 13 reti realizzate.
Nella stagione 1972-1973, la terza in Serie B nella storia della compagine biancazzurra, il neopromosso Brindisi, ancora allenato da Luís Vinício, si dimostra la sorpresa del campionato, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio", classificandosi settima con 12 vittorie, 17 pareggi e 9 sconfitte, per un totale di 41 punti realizzati. Memorabili sono le vittorie conseguite nelle due gare disputate contro la capolista Genoa, battuta per 3-0 al Fanuzzi il giorno della vigilia di Natale e per 0-1 al Ferraris nella gara di ritorno.
Nella stagione successiva il Brindisi, allenato da Gianni Di Marzio, si classifica terzultimo con 34 punti, a pari merito con Perugia, e ; quest'ultima retrocede in Serie C per la peggiore differenza reti.
Nel 1974 il Brindisi viene inserito nel girone n°1 di Coppa Italia insieme ad Inter, Ascoli, Novara e Vicenza.
Il 1º settembre del 1974 la Brindisi Sport del giovanissimo presidente Mimmo Fanuzzi, da pochi mesi subentrato al compianto padre il commendatore Franco Fanuzzi, ospita al Campo Sportivo Comunale di via Benedetto Brin davanti a 18.000 spettatori l’Inter, che portarono ai botteghini un incasso ufficiale di 82 milioni di lire.
La partita terminò 2 a 1 in favore dei nerazzurri. Tabellino:
BRINDISI: Di Vincenzo, Sensibile (63’ Incalza), Vecchiè, Cantarelli, Zagano, Bellan, Chiarenza, Collavini, Marino, Rufo, Boccolini (77’ Gambin). Allenatore: Renna
INTER : Bordon, Fedele, Scala, Oriali, Giubertoni, Facchetti, Mariani (77’ Cerilli), Mazzola, Boninsegna, Bertini (54’ Moro), Nicoli. Allenatore: Suarez
Reti: 61’ Mariani, 74’ Boninsegna, 89’ Marino.
Nella stagione 1974-1975 il Brindisi ottiene la salvezza all'ultima giornata, pareggiando 1-1 in casa dell', in una storica trasferta che porta nel capoluogo toscano oltre quattromila supporters biancazzurri, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio". Termina la stagione al 12º posto, a pari meriti con Novara, e Taranto, con 35 punti realizzati e ad un solo punto dalla zona retrocessione.
Il 31 agosto 1975 il Brindisi per il primo turno di coppa Italia affronta in casa il Milan, partita vinta 0-2 dai rossoneri (77' Chiarugi, 79' Sabadini).
Il campionato di Serie B 1975-1976 è il sesto e, ad oggi, l'ultimo disputato dal Brindisi nella serie cadetta. I biancazzurri terminano la stagione penultimi a 27 punti, e retrocedono in Serie C assieme a e .
Gli anni ottanta Nel campionato 1982-1983 di Serie C2, la città di Brindisi è rappresentata da due squadre. Nel girone C, infatti, oltre alla compagine principale vi è anche la neopromossa Gioventù Brindisi: si tratta, per la città adriatica, dell'unico caso di un derby cittadino in una serie professionistica. Nei due scontri diretti, la due compagini si aggiudicano una vittoria a testa, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio"; la Gioventù Brindisi, però, 16^ con un totale di 29 punti realizzati, retrocede nell'allora campionato Interregionale.
Nel campionato 1984-1985 di Serie C2 il Brindisi, allenato da Giancarlo Ansaloni, grazie ad un ottimo organico ed alle reti di Giorgio Tomba e Massimo Vitali, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio", termina la stagione al primo posto ed ottiene la promozione in Serie C1, dove militerà per cinque stagioni consecutive, fino al 1990.
Nella stagione 1988-1989 la squadra sfiora quella che avrebbe potuto essere la terza promozione in Serie B della sua storia, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio". Si classifica infatti 4^ a pari merito con la Sassari Torres, con un totale di 39 punti realizzati ed a soli tre punti dal secondo posto, che le avrebbe garantito il salto di categoria.
Nel successivo campionato il Brindisi conclude il girone di andata in testa alla classifica, insieme al Taranto. Nella seconda parte di stagione, però, a causa di problemi economici che colpiscono la società, i calciatori abbandonano la squadra in seguito al mancato pagamento dei loro stipendi; i calciatori della prima squadra vengono sostituiti dai ragazzi delle giovanili che, nonostante l'impegno profuso, non riescono ad evitare la retrocessione in C2. La squadra, infatti, conclude la stagione al 14º posto a pari punti con il Campania-Puteolana, contro cui perde lo spareggio-salvezza per 3-2.
Gli anni novanta Nell'estate del 1990, in seguito alla mancata iscrizione al campionato di Serie C2, il Brindisi Sport fallisce.
In seguito al fallimento del Brindisi Sport, a scongiurare il rischio che la città di Brindisi non venga rappresentata da alcuna compagine calcistica, interviene una cordata di imprenditori locali, i quali nell'estate del 1990 fondano una nuova società, il Brindisi Calcio 1920, Sito ufficiale "Città di Brindisi Calcio".
La squadra viene iscritta al campionato di Serie D, dove militerà fino al 1994, anno in cui, in seguito ad un ulteriore collasso economico, è costretta a ripartire dal campionato di Eccellenza. Qui resta fino al 2000, stagione in cui si classifica 2^ e vince i play-off nazionali che gli permettono di riapprodare in Serie D.
Gli anni duemila Nella stagione 2001-2002 di Serie D, nonostante un inizio di campionato non entusiasmante, il Brindisi, allenato da Gigi Boccolini, termina il campionato al primo posto, con un totale di 64 punti realizzati. La squadra ed i tifosi festeggiano il ritorno ad un professionismo che manca da dodici anni con una giornata d'anticipo, grazie alla vittoria casalinga per 5-1 contro l'Altamura, penultima classificata.
Capocannoniere della squadra e uomo simbolo della promozione in C2 è l'argentino José Ignacio Castillo, che realizza 15 reti in 23 gare.
Prima dell'inizio del campionato di Serie C2 2002-2003, il Brindisi viene unanimemente considerato una delle squadre candidate alla vittoria del campionato, grazie all'allestimento di una rosa altamente competitiva, nella quale spiccano nomi di calciatori di categoria superiore, tra cui Giorgio Corona, Michele Menolascina, Pierluigi Orlandini, Vittorio Pinciarelli e Mino Francioso, brindisino doc.
La stagione si apre con una vittoria casalinga per 3-0 contro la Puteolana. Il Brindisi conduce un buon campionato e conclude la stagione al secondo posto, alle spalle del Foggia, che ottiene la promozione diretta in Serie C1. I biancazzurri portano a casa 17 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte e totalizzano quindi 62 punti, nove in meno della capolista. Memorabile resta la vittoria per 0-3 nel posticipo serale contro la capolista Foggia, allo Zaccheria, sotto una fitta nevicata, La Gazzetta dello Sport, 08.04.2003.
Nella semifinale dei play-off il Brindisi incontra l'Acireale, quinta classificata. Nella gara di andata, disputata in Sicilia, i biancazzurri vengono beffati da un tiro dalla distanza nei minuti finali, che regala ai siculi il goal dell'1-0. Nella gara di ritorno al Fanuzzi, si ripete quanto successo all'andata: il Brindisi, che a pochi minuti dal termine vince 3-2, viene beffato nei minuti di recupero da un tiro dalla distanza, La Gazzetta dello Sport, 02.06.2003. Il pareggio per 3-3 regala all'Acireale il passaggio al turno successivo, mentre per il Brindisi sfuma il sogno della promozione in Serie C1.
Magra consolazione è il successo nella Coppa Italia di Serie C, che il Brindisi vince superando in finale nel doppio scontro diretto la Pro Patria (0-1 a Busto Arsizio, 1-1 in casa). Il Brindisi, quarta squadra pugliese dopo Foggia, Lecce e Casarano ad essersi aggiudicata il trofeo di categoria, diviene la quarta squadra ad aver portato a casa la Coppa militando in Serie C2.
Inoltre Leone Corrado è stato il Dirigente Accompagnare Ufficiale della prima squadra più giovane di tutti i gironi delle Serie C, infatti è nato nel 1978. Nelle passate stagioni ricopriva il ruolo di Vicepresidente della società dilettantistica U.S. Nuova Gioventù Calcio Brindisi, militante nel campionato Regionale di Prima Categoria.
La stagione successiva il campionato inizia sotto i migliori auspici, con la squadra in vetta alla classifica per buona parte della stagione.
La squadra partecipa inoltre alla Coppa Italia 2003-2004, in quanto vincitrice nella stagione precedente della Coppa Italia Serie C. Dopo aver superato la fase a gironi (vincendo 2 partite su 3 a tavolino ed un pareggio e risultando poi qualificata per sorteggio), la squadra approda al secondo turno, valevole per la qualificazione agli ottavi di finale. Qui incontra il Bologna di Carlo Mazzone, da cui viene eliminata nonostante l'inaspettata vittoria al Fanuzzi nella gara di andata per 3-2, grazie ad una doppietta del giovane brindisino Mino Iunco, La Gazzetta dello Sport, 03.10.2003; la gara di ritorno al Dall'Ara si conclude con un sonoro 3-0 per gli emiliani.