Il Trattato di Stupinigi fu un accordo firmato tra il Regno di Sardegna e il Principato di Monaco nel 1817 a seguito del crollo dell'Impero napoleonico e delle decisioni prese al Congresso di Vienna. In esso si stabiliva la totale dipendenza del principato monegasco al regno sabaudo in materia di politica estera e militare pur mantenendo la piena sovranità in quella interna. Tale accordo restò in vigore sino al Trattato di Torino del 1860 nel quale i Savoia cedevano il ducato di Savoia e la contea di Nizza alla Francia sancendo il ritorno nell'orbita francese del Principato.

Storia Poiché il Trattato di Péronne del 1641 tra la Francia e il Principato di Monaco era naturalmente venuto meno e poiché il Trattato di Parigi del 1815 poneva fine ad ogni accordo preso precedentemente tra il Principato e la Francia imperiale, le potenze vincitrici stabilirono che fosse il regno di Sardegna, in virtù del suo ruolo di "stato-cuscinetto" a doversi occupare della protezione del piccolo principato monegasco.

Il duca di Valentinois affidò al governatore generale Luigi de Millo-Terrazzani il compito di recarsi a Torino e portare avanti le trattative con la corte sabauda. Il principe ereditario aveva dato espresse istruzioni di trattare con il Segretario di Stato per gli Esteri sabaudo conte Alessandro Filippo Vallesa di Vallesa di Montalto con l'ausilio del rappresentante francese conte Ernest de Cadoine de Gabriac. Il 30 novembre 1816 venne stipulato un accordo con la corte di Torino per i feudi di Mentone e Roccabruna. Le trattative circa la revisione del Trattato di Péronne con il cavaliere di Montiglio, tuttavia, si protrassero per le lunghe e il conte di Vallesa, nel febbraio 1817, lamentò a Millo la reticenza del principe sovrano. La vecchiaia e la salute cagionevole del rappresentante monegasco, nondimeno, rallentarono ulteriormente le trattative dal momento che questi fu richiamato in patria dal duca di Valentinois e i rapporti tra i due Stati proseguirono per via epistolare. L'erede al trono, comunque, era ansioso di concludere il prima possibile un trattato con la corte sabauda e, poiché il conte di Vallesa si era dimesso da Segretario degli Esteri il 7 ottobre, le trattative vennero concluse con il reggente della Segreteria Giovanni Piccono della Valle e con Carlo Luigi Cocconito di Montiglio.

Come garanzia militare, il regno di Sardegna assegnava una guarnigione di 500 soldati piemontesi con il principe sovrano quale Capitano e governatore generale, in sua assenza o impedimento tale carica sarebbe spettata al duca di Valentinois in qualità di Luogotenente Generale. Il Principe di Monaco avrebbe avuto piena disponibilità del contingente sabaudo ma avrebbe dovuto giurare fedeltà al re di Sardegna. Inoltre, la Marina sarda avrebbe sorvegliato e salvaguardato il litorale monegasco come se fosse territorio sabaudo. Per quanto riguarda l'economia e la valuta, il Principato si sarebbe adeguato al regime fiscale sabaudo. L'accordo con il Regno di Sardegna non era molto difforme rispetto a quello con il Regno di Francia nell'antico trattato del 1641 perciò il duca di Valentinois poté informare il padre, il principe Onorato IV, «del risultato molto felice per i miei e vostri interessi».

Note

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