La Giovane mora con un fanciullo e un cane, o Giovinetta con fanciullo e cane, è una scultura realizzata in marmi policromi agli inizi del XVII secolo e conservata alla Galleria Borghese di Roma. La sua attribuzione oscilla tra Nicolas Cordier e Giovanni Battista Della Porta.

Storia L'opera venne acquistata dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese nel 1607, assieme ad altre opere vendute da Lelio Ceoli.Coliva 2022, p. 92. Nel testo Villa Borghese fuori di Porta Pinciana di Giacomo Manilli (1650) il gruppo viene citato nella stanza delle Tre Grazie (sala IX), ma senza alcuna attribuzione.Manilli 1650, p. 108. Nel 1716, secondo il poema in latino di Andrea Brigenti, la scultura si trovava nella sala XIX, nel piano nobile, assieme alla Zingarella di Nicolas Cordier: la fanciulla ritratta viene definita di origini etiopi.Brigenti 1716, p. 80.

Nel 1832 Antonio Nibby affermò che l'opera "risente dello scalpello dell'Algardi".Nibby 1832, p. 85. La scultura venne attribuita al Franciosino nel catalogo della Galleria Borghese redatto da Aldo De Rinaldis nel 1948,De Rinaldis 1948, p. 85. ma nel 1982 è stata attribuita alla bottega di Giovanni Battista Della Porta da Sylvia Pressouyre.Pressouyre 1984, pp. 463-464. L'attribuzione dell'opera è ancora oggetto di dibattito: Giovanna Ioele riattribuì l'opera a Cordier nel 2016,Ioele 2016, pp. 96-97. ma il catalogo della Galleria Borghese curato da Anna Coliva nel 2022 la attribuisce alla cerchia dello scultore lombardo, proponendo un confronto con la Consegna delle chiavi che Della Porta scolpì per la basilica di Santa Pudenziana a Roma e la Fortezza facente parte del monumento di Vespasiano I Gonzaga a Sabbioneta.Coliva 2022, p. 93.

Descrizione L'opera ritrae una donna dalla carnagione scura (da cui il soprannome di "Mora") che si accovaccia per accarezzare i capelli di un bambino, mentre tiene sulle ginocchia un cagnolino bianco. I suoi capelli sono divisi in trecce, più un'unica treccia circolare sulla sommità del capo: quest'acconciatura non è associabile alla moda europea del primo Seicento, ed è probabile che serva ad accentuare l'aspetto esotico della figura. La donna indossa una veste bianca stretta da una cintura di marmi vari all'altezza della vita. Il gruppo poggia su uno zoccolo di marmo brecciato,Moreno e Stefani 2000, p. 387. che a sua volta poggia su una colonnina di marmo cipollino.

L'opera è stata messa a confronto con la Zingarella di Cordier, anch'essa policroma: in effetti, già nell'inventario redatto dopo l'acquisto della collezione di Ceoli la figura viene definita una "Zingara con un puttino et cagnolo". Secondo Coliva, Della Porta fu uno dei primi a introdurre nella scultura il tema delle zingare, e dalla sua bottega uscì un Camillo in alabastro e bronzo (oggi al Louvre), che nel XVII secolo venne spesso scambiato per una gitana a causa della veste lunga e l'acconciatura particolare.Coliva 2022, pp. 93-94.

Note

Bibliografia

Andrea Brigenti, Villa Burghesia, vulgo Pinciana: poetice descripta, Roma, 1716. Anna Coliva (a cura di), Galleria Borghese. Catalogo generale. I. Scultura moderna, Roma, Officina Libraria, 2022. Aldo De Rinaldis, Catalogo della Galleria Borghese in Roma, Roma, 1948. Giovanna Ioele, "Marmi colorati nella bottega Della Porta: mercato, collezionismo, restauro", in Grégoire Extermann (a cura di) Splendor marmoris: i colori del marmo, tra Roma e l’Europa, da Paolo III a Napoleone III, Roma, 2016. Giacomo Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma, 1650. Paolo Moreno, Chiara Stefani, Galleria Borghese, Milano, 2000. Antonio Nibby, Monumenti scelti della Villa Borghese, Roma, 1832. Sylvia Pressouyre, Nicolas Cordier. Recherches sur la sculpture à Rome autour de 1600, Roma, 1984, II.

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