Tra il 1918 e il 1922 guidò il movimento indipendentista noto come Zelenyj Klyn ("Cuneo verde").

Biografia

Origini e formazione Hluško nacque nel villaggio di Nova Basan', nel distretto di Kozelec', governatorato di Černihiv, all'epoca parte dell'Impero russo e oggi compreso nel distretto di Bobrovycja, nell'oblast' di ČernihivVolodymyr Čornomaz, Глушко-Мова Юрій, in Енциклопедія сучасної України, vol. 5, Kiev, 2006.. Nel 1896 concluse gli studi presso la scuola ferroviaria biennale di Žmerynka e nel 1899 si diplomò come tecnico specializzato presso la scuola tecnica ferroviaria di Kiev. Tra il 1901 e il 1903 lavorò come macchinista sui piroscafi della Flotta Volontaria (Dobrovol'nyj flot), la compagnia che assicurava i collegamenti marittimi tra Odessa e Vladivostok e che, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, trasportò verso l'Estremo Oriente russo numerosi coloni ucraini diretti verso le terre che sarebbero poi state chiamate Zelenyj Klyn. Tra il 1904 e il 1907 fu impiegato dalla Ferrovia Orientale Cinese in ManciuriaAndrij Popok, Глушко Юрій, in Енциклопедія історії України, vol. 2, Kiev, 2005, pp. 124-125..

Gli anni a Vladivostok e l'attivismo culturale ucraino Ottenuto nel 1907 il diploma di meccanico della marina mercantile, Hluško si stabilì a Vladivostok, dove lavorò come disegnatore tecnico e poi come tecnico tra il 1908 e il 1910, prendendo in seguito parte, dal 1911 al 1916, ai lavori di costruzione della fortezza di Vladivostok. Da quel momento la sua vita si legò indissolubilmente alla comunità ucraina della città: fu allora che iniziò a firmarsi con lo pseudonimo Jurij Mova, attestato per la prima volta nel 1908. Agli inizi del 1909 si adoperò per la fondazione di un coro ucraino e prese parte attiva, come regista e voce recitante, alle celebrazioni in memoria di Taras Ševčenko organizzate a partire dallo stesso anno dall'associazione studentesca ucraina Hromada, oltre a partecipare al locale teatro amatoriale ucraino. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu mobilitato e prestò servizio sul fronte del Caucaso tra il 1916 e il 1917.

Alla guida del movimento nazionale ucraino nello Zelenyj Klyn Nel marzo 1918 Hluško fu eletto presidente della sezione di Vladivostok della società culturale Prosvita e, il mese successivo, presiedette il III Congresso ucraino dell'Estremo Oriente, nel corso del quale si decise di istituire dieci consigli distrettuali (rady) incaricati di coordinare le organizzazioni ucraine locali, i cui rappresentanti avrebbero composto il Consiglio regionale ucraino dell'Estremo Oriente; a Hluško fu affidata la presidenza del consiglio distrettuale di Vladivostok. Nell'autunno dello stesso anno promosse la convocazione del IV Congresso ucraino dell'Estremo Oriente, che lo elesse presidente del Segretariato regionale ucraino, l'organo esecutivo del Consiglio, ponendolo di fatto alla guida del movimento nazionale ucraino dello Zelenyj Klyn (o Zelena Ukrajina), la vasta regione dell'Estremo Oriente russo popolata da comunità di coloni ucraini. Sotto la sua direzione, pur con risorse finanziarie limitate, furono pubblicati il giornale Ščyre Slovo ("Parola sincera") e il testo della Costituzione dell'autonomia nazionale e culturale degli ucraini dell'Estremo Oriente; circolò inoltre senza concretizzarsi il progetto di un'unificazione politica con la Repubblica Popolare Ucraina e di un rimpatrio degli emigrati ucraini nella madrepatria.

Tanto i bolscevichi quanto le forze bianche guardarono con ostilità all'attivismo di Hluško. Fu arrestato una prima volta nel 1919 dalla Guardia bianca ma riuscì a fuggire e a rendersi latitante prima della caduta del regime dell'ammiraglio Aleksandr Kolčak.

Arresto, il processo di Čita e la prigionia Il 5 novembre 1922 Hluško fu arrestato una seconda volta, insieme a numerosi collaboratori del Consiglio regionale ucraino dell'Amur, con l'accusa di aver trattato con ambienti controrivoluzionari bianchi (in particolare con l'atamano Grigorij Semënov) al fine di costituire un'autonomia nazionale e culturale ucraina nell'Estremo Oriente, di aver ricevuto a tale scopo finanziamenti dal Giappone, di aver rilasciato passaporti della Repubblica Popolare Ucraina recanti simboli nazionali di aver diffuso propaganda antisovietica e letteratura definita "controrivoluzionaria" e di aver nominato illegalmente insegnanti nelle scuole nazionali ucraine. Tradotto a Čita, allora capitale della Repubblica dell'Estremo Oriente, insieme a Petro Horovyj e ad altri esponenti del movimento, comparve nel gennaio 1924 davanti al tribunale presieduto da Jevhen Matvejev, nel cosiddetto processo di ČitaIvan Svit, Суд над українцями в Читі в 1923–1924 рр., in Визвольний шлях, 1963, libri 3-5.. Durante la detenzione nel marzo 1923 organizzò con altri prigionieri ucraini una celebrazione in memoria di Ševčenko all'interno del carcere, nel corso della quale tenne una relazione sulla vita del poeta, e mise in scena con i compagni di cella alcuni "processi dimostrativi" simulati, utili a preparare la linea difensiva in vista del processo vero e proprio. Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1924 la corte lo dichiarò colpevole, ai sensi dell'articolo 59 comma 1 del codice penale della RSFSR, di aver favorito con la propria attività gruppi controrivoluzionari russi allo scopo di organizzare insurrezioni armate e il distacco dell'Estremo Oriente dalla RSFSR, nonché di aver ricevuto nel 1920 dalla missione giapponese circa quattrocentomila yen destinati all'organizzazione di reparti militari ucraini e alla pubblicazione di Ščyre Slovo; fu condannato a tre anni di reclusione. Beneficiò in seguito di un'amnistia che ne dimezzò la pena e, una volta scontata, lavorò come tecnico nell'Estremo Oriente e in Tagikistan.

Il ritorno a Kiev e gli ultimi anni

Rientrato in Ucraina, Hluško si stabilì a Kiev, dove, secondo la ricostruzione degli storici che si sono occupati della sua vicenda, visse probabilmente sotto falso nome, riuscendo così a sottrarsi alle ondate di repressione staliniana degli anni trenta nonostante il suo passato di attivista nazionale e lavorando come ingegnere presso organizzazioni edili distrusse la maggior parte della documentazione familiare che avrebbe potuto comprometterlo. Con l'occupazione tedesca di Kiev, nell'autunno del 1941, si trovò senza lavoro e privo di mezzi di sussistenza. Di questo periodo lasciò testimonianza la scrittrice Dokija Humenna, che lo descrisse come un uomo alto, curvo e magro, dai tratti aristocratici, di grande eleganza e compostezza nonostante le ristrettezze, e ricordò come un suo articolo commemorativo dedicato a Mychajlo Staryc'kyj fosse stato respinto dal redattore del giornale collaborazionista Nove ukrajins'ke slovo, Kostjantyn Štepa, con la motivazione che l'argomento non fosse "d'attualità". Una testimonianza su Hluško in quegli ultimi anni fu lasciata anche da Leontij Forostivs'kyj, a capo dell'amministrazione municipale di Kiev durante l'occupazione, che lo ricordò come persona diretta, onesta, modesta e convintamente ucraina e che riferì di aver visto i documenti da cui risultava che Hluško era stato a capo del governo ucraino dello Zelenyj Klyn.

Hluško morì a Kiev il 28 ottobre 1942, stremato dalla fame e dagli stenti e fu sepolto nel cimitero di Lukjanivka. Gli sopravvissero la moglie Klavdija Matvijivna Ivanaš (1881-1947) e le figlie Kateryna e Natalija, rimaste a Kiev, grazie alle quali la tomba fu conservata e mantenuta nel tempo.

Note

Bibliografia

Andrij Popok, Глушко Юрій, in Енциклопедія історії України, vol. 2, Kiev, 2005, pp. 124-125. Volodymyr Čornomaz, Глушко-Мова Юрій, in Енциклопедія сучасної України, vol. 5, Kiev, 2006. Lev Bychovs'kyj, Ю. К. Глушко-Мова, in Нові дні, settembre 1952. Ivan Svit, Суд над українцями в Читі в 1923–1924 рр., in Визвольний шлях, 1963, libri 3-5. Глушко Юрій, in Енциклопедія українознавства. Словникова частина, vol. 1, p. 389. Ivan Stepanov, Українець з Далекого Сходу, in Дзеркало тижня, n. 15 (390), 2002.

Voci correlate

Repubblica Popolare Ucraina Guerra civile russa Ucraina verde

Collegamenti esterni