La propaganda d'atrocità è la diffusione di informazioni riguardanti i crimini commessi da un nemico; tali informazioni possono essere basate su fatti reali, ma spesso includono o presentano deliberatamente invenzioni o esagerazioni. Questo tipo di propaganda può avvalersi di fotografie, video, illustrazioni, interviste e altre forme di presentazione o cronaca.

La natura intrinsecamente violenta della guerra fa sì che l'esagerazione e l'invenzione di atrocità diventino spesso l'elemento principale della propaganda.MacDougall, Curtis D., Understanding Public Opinion: A Guide for Newspapermen and Newspaper Readers (New York: Macmillan, 1952) pp. 101–102 Il patriottismo spesso non è sufficiente per indurre le persone a odiare il nemico, rendendo necessaria la propaganda. "Così grandi sono le resistenze psicologiche alla guerra nelle nazioni moderne", scrisse Harold Lasswell, "che ogni guerra deve apparire come una guerra di difesa contro un aggressore minaccioso e omicida. Non deve esserci ambiguità su chi il pubblico debba odiare". La testimonianza umana può essere inaffidabile anche in circostanze ordinarie, ma in tempo di guerra può essere ulteriormente offuscata da pregiudizi, sentimenti e patriottismo malriposto.Ponsonby, p.128

Secondo Paul Linebarger, la propaganda d'atrocità porta a atrocità reali, poiché incita il nemico a commetterne di ulteriori e, surriscaldando le passioni, aumenta le probabilità che la propria parte commetta atrocità per vendetta. La propaganda d'atrocità può anche indurre il pubblico a diffidare dei resoconti di atrocità reali. Nel gennaio 1944, Arthur Koestler scrisse della sua frustrazione nel cercare di comunicare ciò di cui era stato testimone nell'Europa occupata dai nazisti: l'eredità delle storie anti-tedesche della prima guerra mondiale, molte delle quali smentite nel dopoguerra, faceva sì che i suoi rapporti fossero accolti con notevole scetticismo.

Similmente alla propaganda, anche i pettegolezzi sulle atrocità che descrivono crimini esagerati o inventati perpetrati dai nemici vengono fatti circolare per diffamare la parte avversa. L'applicazione della propaganda d'atrocità non è limitata ai periodi di conflitto, ma può essere attuata per influenzare l'opinione pubblica e creare un casus belli per dichiarare guerra.

Tecniche

Stabilendo una menzogna di base e dipingendo il nemico come un mostro, la propaganda d'atrocità svolge una funzione di intelligence, poiché spreca tempo e risorse dei servizi di controspionaggio nemici costretti a difendersi. L'obiettivo dei propagandisti è influenzare percezioni, atteggiamenti, opinioni e politiche, spesso prendendo di mira funzionari a tutti i livelli del governo.

La propaganda d'atrocità è violenta, cupa e ritrae scenari nefasti per aiutare a irritare ed eccitare il pubblico. Deumanizza il nemico, rendendolo più facile da uccidere. Con le guerre diventate più serie e meno "cavalleresche", il nemico deve essere considerato non semplicemente come un uomo, ma come un fanatico. Pertanto, "la menzogna è un'arma riconosciuta ed estremamente utile nella guerra, e ogni paese la usa deliberatamente per ingannare il proprio popolo, attirare i neutrali e sviare il nemico". Harold Lasswell la considerava una regola pratica per suscitare odio: "se all'inizio non si infuriano, usa un'atrocità. È stata impiegata con successo invariabile in ogni conflitto noto all'uomo".

La propaganda d'atrocità nella storia

Prima del XX secolo

In un sermone del 1095 a Clermont, Urbano II promosse le Crociate affermando che i musulmani "avevano devastato le chiese di Dio nelle province orientali, circonciso uomini cristiani, violato donne e inflitto le torture più indicibili prima di ucciderli".Cull, Culbert, Welch, p. 23–4 Il sermone riuscì a mobilitare l'entusiasmo popolare a favore della crociata dei pezzenti. Durante il Medioevo furono diffuse anche storie macabre che pretendevano di svelare atrocità ebraiche contro i cristiani. L'affermazione secondo cui gli ebrei rapissero e uccidessero bambini cristiani per consumarne il sangue durante la Pasqua ebraica divenne nota come accusa del sangue.

Durante la Rivolta irlandese del 1641, in Inghilterra furono pubblicati diversi resoconti di atrocità commesse dai ribelli irlandesi contro i coloni inglesi. Sebbene tali resoconti fossero spesso esagerati, la percezione inglese che gli irlandesi stessero commettendo crimini di guerra era molto reale e portò a richieste di ritorsioni radicali. Tali racconti furono usati da Oliver Cromwell per giustificare la conquista cromwelliana dell'Irlanda nel 1659.

Nel 1782, Benjamin Franklin scrisse e pubblicò un articolo che pretendeva di rivelare una lettera tra un agente indiano britannico e il governatore del Canada, elencando atrocità presumibilmente perpetrate da nativi americani alleati dei britannici contro i coloni bianchi, inclusi dettagliati resoconti sullo scalpo di donne e bambini. Il resoconto era un'invenzione, pubblicata nella speranza che fosse ripresa dai giornali in Gran Bretagna per influenzare l'opinione pubblica britannica a favore della pace con gli Stati Uniti.

XX secolo

Prima guerra mondiale

La propaganda d'atrocità fu onnipresente durante la prima guerra mondiale. La propaganda britannica è considerata quella che ha fatto l'uso più esteso di atrocità fittizie per promuovere lo sforzo bellico.

Una di queste storie sosteneva che i soldati tedeschi stessero mutilando deliberatamente i neonati belgi tagliando loro le mani, e in alcune versioni mangiandole. Come sottolineò in seguito Arthur Ponsonby, in realtà un neonato difficilmente sopravvivrebbe a ferite simili senza cure mediche immediate.

Un'altra storia riguardava un soldato canadese che sarebbe stato crocifisso con le baionette dai tedeschi (si veda Il soldato crocifisso). Il comando supremo canadese indagò sulla questione, concludendo che fosse falsa.

Altri rapporti circolarono su donne belghe, spesso suore, a cui i tedeschi avrebbero tagliato i seni. Una storia sulle "fabbriche di cadaveri tedesche" (Kadaververwertungsanstalt), dove i corpi dei soldati venivano presumibilmente trasformati in glicerina per le armi o cibo per i maiali, fu pubblicata da The Times il 17 aprile 1917.Kingsbury (2010), p. 49 Nel dopoguerra, indagini in Gran Bretagna e Francia rivelarono che queste storie erano false.Cull et al. (2003), p. 25

Seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale, la propaganda d'atrocità non fu usata nella stessa scala della prima, essendo stata screditata dal precedente uso. Tuttavia, i tedeschi spesso sostenevano che le descrizioni (largamente accurate) delle loro atrocità fossero solo "propaganda", inducendo alcuni leader occidentali a esitare nel credere ai primi rapporti sui campi di sterminio nazisti e ai massacri delle Einsatzgruppen.

I tedeschi stessi fecero un uso massiccio di questa propaganda. Le violenze tra tedeschi etnici e polacchi, come il massacro della Domenica di sangue del 1939, furono descritte come massacri barbarici della popolazione tedesca da parte dei polacchi "subumani" (Untermensch), usandoli per giustificare il genocidio previsto dal Generalplan Ost.

Guerra del Golfo L'Iraq invase il Kuwait nell'agosto 1990. Il 10 ottobre 1990, una giovane ragazza kuwaitiana nota solo come "Nayirah" testimoniò davanti a un comitato del Congresso di aver visto soldati iracheni strappare i neonati dalle incubatrici degli ospedali e gettarli sul pavimento a morire. La storia fu esposta come un'invenzione nel dicembre 1992: Nayirah era in realtà la figlia dell'ambasciatore del Kuwait negli Stati Uniti e la società di pubbliche relazioni Hill & Knowlton aveva orchestrato la campagna per aumentare il sostegno pubblico americano alla guerra.

XXI secolo

Guerra in Iraq Nel periodo precedente l'Invasione dell'Iraq del 2003, apparvero sulla stampa britannica e statunitense storie su un presunto trituratore di plastica nel quale Saddam e Qusay Hussein avrebbero gettato i propri oppositori. Un anno dopo fu determinato che non esistevano prove dell'esistenza di una simile macchina.

Guerra in Ucraina Nel luglio 2014, l'emittente pubblica russa Pervyj kanal mandò in onda un servizio sostenendo che i soldati ucraini a Slov'jans'k avessero crocifisso un bambino di tre anni a una bacheca. Il resoconto fu smentito da altre testate che non trovarono testimoni sul posto.

In occasione dell'invasione russa dell'Ucraina, Vladimir Putin ha affermato senza basi che l'Ucraina stesse portando avanti un genocidio nel Donbass per giustificare l'intervento.

Conflitto Israele-Hamas (2023) All'indomani degli attacchi del 7 ottobre, Israele è stata accusata di diffondere propaganda d'atrocità per giustificare l'invasione della Striscia di Gaza. Tale propaganda includerebbe accuse di stupri sistematici (come riportato in un pezzo del New York Times intitolato Screams Without Words) e la notizia dei neonati decapitati e bruciati.

Note

Bibliografia

Ponsonby, Arthur (1928). Falsehood in Wartime. New York: E.P. Dutton & co.

Voci correlate Fake news Guerra psicologica L'aria che tira (programma televisivo)

Categoria:Propaganda Categoria:Guerra psicologica Categoria:Disinformazione