Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Fu ucciso in battaglia mentre si trovava alla testa delle sue truppe nella battaglia di San Marcial durante la Guerra peninsulare.
Biografia L'inizio della carriera Vandermaesen entrò nell'esercito reale francese nel reggimento di Turenna nel 1782, giungendo al grado di tenente nel 1792. Venne quindi impiegato nel ruolo di istruttore nel battaglione "Jura" e poi posto in carico alla logistica, ottenendo in fine il comando del battaglione "Jura" stesso dopo la sua promozione ad aiutante. Prese parte alla seconda battaglia di Wissembourg ed agli scontri di Haguenau, Vandenheim e Landau. Il generale Claude Ignace François Michaud gli diede il comando dei granatieri della sua divisione e lo inviò a catturare il villaggio di Brumpt; Vandermaesen rimase ferito da un colpo di moschetto ad una gamba.
All'inizio del 1794, venne promosso al grado di chef de brigade, prendendo il comando della 14^ demi-brigade. Prese parte agli scontri di Mannheim e guidò la traversata del Reno presso Spira. Le unità di Vandermaesen e di Decaen catturarono insieme la cittadina di Frankenthal. La 14^ demi-brigade venne rinominata 62^ demi-brigade e partecipò alle battaglie di Offenburg, Rincken, Rastadt, Masch, Nerescheim, Geisenfeld, Neuboarg, Lesenfeld e Biberach. Assediato dagli austriaci presso Kehl, Vandermaesen condusse personalmente diverse sortite ed infine per ordine di Decaen riprese delle posizioni a suo tempo prese dagli austriaci.
L'esercito francese attraversò ancora una volta il Reno ma venne richiamato a Loeben dopo gli accordi di pace. Questa volta, Vandermaesen lasciò il comando della 62^ demi-brigate e prese il comando della 53^ nell'avanguardia dell'Armata del Danubio. Ad Ostrach venne pubblicamente onorato per aver fatto diverse centinaia di prigionieri; il giorno successivo, forze nemiche superiori minacciavano di tagliare i suoi collegamenti col grosso delle truppe francesi e venne costretto quindi a ritirarsi. Vandermaesen rimase nuovamente ferito ad una gamba nello scontro. Venne menzionato nei dispacci del generale Jean-Baptiste Jourdan, guadagnandosi il rango di generale di brigata.
Dopo aver oltrepassato ancora una volta il Reno sotto fuoco nemico, Vandermaesen prese Brisach, e si congiunse con l'Armata di Svizzera. Prese parte agli scontri con gli insorti svizzeri prima di tornare con l'Armata del Reno, sotto il comando del generale Laroche. Fu presente insieme alle ultime unità francesi sulla riva destra del Reno, nella difesa di Mannheim e Neckarau. Vandermaesen venne incaricato della difesa di Neckarau con 6000 uomini a sua disposizione. Il 18 settembre del 1799, 30.000 uomini al comando del principe Charles Joseph de Ligne assaltarono la città. In un combattimento durato in tutto sei ore, Vandermaesen riuscì a ritirarsi in buon ordine verso Mannheim. La città cadde poco dopo. La ritirata di Vandermaesen's venne però bloccata dai suoi nemici ed egli stesso finì prigioniero degli austriaci, venendo scambiato il 5 gennaio 1801 col maggiore generale Meczery, facendo quindi ritorno all'Armata di Salisburgo.
Il periodo napoleonico Dopo la firma del trattato di Amiens, Decaen venne nominato capitano generale delle colonie orientali, e Vandermaesen venne scelto quale suo secondo. Si imbarcò dunque a Brest il 15 ventoso dell'anno XI (6 marzo 1803) alla volta di Puducherry ma con lo scoppio di una nuova guerra con la Gran Bretagna, la divisione francese venne orientata alle Mauritius. Vandermaesen venne incaricato del comando della divisione e nominato cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore il 5 germinale dell'anno XII (26 marzo 1804); come secondo governatore delle Mauritius, comandò la guarnigione dislocata in loco e presso l'Isle Bourbon. Dopo la resa dei francesi all'invasione britannica dell'isola, Vandermaesen tornò in Francia dove venne ricevuto da Napoleone che gli diede il comando di una divisione sotto il generale Caffarelli.
Vandermaesen prestò servizio in Spagna dal marzo del 1812, assieme a Bertrand Clausel, in capo all'Armata della Spagna Settentrionale. Con 4000 uomini e 500 cavalli, Vandermaesen contrastò la guerriglia di Francisco Espoz y Mina, catturando due pezzi d'artiglieria.
La morte Poco dopo essere stato creato conte dell'Impero, la V divisione di Vandermaesen combatté nella battaglia di San Marcial. Al comando di 10.000 uomini della retroguardia, scoprì che il fiume Bidassoa si era alzato troppo per permettere ai suoi uomini di attraversarlo. L'unico ponte dell'area era guardato dagli inglesi e le riserve di polvere da sparo dei francesi erano state compromesse dalle recenti piogge abbondanti. Supervisionando dunque l'assalto previsto al ponte di Vera nelle prime ore del 1° settembre 1813, Vandermaesen venne ucciso da una pallottola che lo raggiunse al fianco. Malgrado le perdite francesi, , gran parte della colonna riuscì ad oltrepassare il ponte.Glover, p 263-264 A suo figlio nel 1814 venne riconosciuto il titolo di barone.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Glover, Michael. The Peninsular War 1807–1814. London: Penguin, 2001. Biographie des hommes remarquables du département de Seine-et-Oise, depuis le commencement de la Monarchie jusqu'à ce jour, M & H Daniel, 1832
Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi