Biografia Pancrate, conoscente di Ateneo di Naucrati, originario di Alessandria, visse durante il regno dell'imperatore Adriano e, grazie alla sua amicizia con Antinoo, ricevette dall'imperatore l'incarico di curatore del Museo di Alessandria.

Inoltre, avrebbe suggerito all'imperatore di dare a una particolare specie di loto il nome del suo favorito Antinoo; egli sosteneva infatti che quel fiore fosse nato dal sangue di un leone ucciso dall'imperatore nei pressi di Alessandria. Adriano approvò l'idea e ricompensò Pancrate. AteneoXV, 677 d-f. cita appunto quattro versi a tale proposito:

È stato plausibilmente sostenutoR. Hoschele, Two Lovers and a Lion: Pankrates’ Poem on Hadrian’s Royal Hunt, in "Philologus", 163 (2019), p. 216. che il poeta Pancrate coincida con il profeta Pachrate di Eliopoli, il quale diede una dimostrazione della propria stregoneria (un'arte tipicamente egizia) davanti ad Adriano, prestazione per la quale l'imperatore, meravigliato, lo ricompensò con «un doppio stipendio». Significativamente, gli aneddoti su entrambi mostrano stretti paralleli strutturali che suggeriscono fortemente che si tratti della medesima persona: ciascuno include l'ostentazione di un oggetto (un loto rosso / un'offerta bruciata) alla presenza dell'imperatore, un'esibizione a esso collegata (poesia / magia) e una ricompensa sotto forma di privilegi. La stessa figura storica (seppur romanzata) potrebbe inoltre essere servita da modello per lo stregone Pancrate nel Philopseudes di LucianoCapitoli 33-36..

Le cacce di Adriano Dal frammento in Ateneo e un brano conservato in un papiro di Ossirinco, pubblicato nel 1911P.Oxy. VIII, 1911, n. 1085, p. 73., si comprende che Pancrate avrebbe composto, per omaggiare Antinoo ed Adriano, un poema sulle loro battute di caccia. Il frammento papiraceo descrive l'uccisione di un leone da parte dell'imperatore e del suo amante:

Si tratta di una composizione piuttosto mediocre; l'esagerazione ne rovina il realismo a cui ambisce. Dal punto di vista stilistico, il frammento mostra, infatti, il gusto tipico dell'epica tardo-ellenistica ed imperiale, con gusto per l'ecfrasi e il realismo esagerato: La descrizione visiva del leone è vividissima, focalizzata su dettagli cromatici e tattili (la polvere che oscura il sole, la criniera folta come alberi, le fauci schiumanti).

Fin dalla prima pubblicazione, comunque, la critica ha spesso giudicato la composizione leggermente "manieristica" ed esagerata nella drammatizzazione, concepita più per compiacere e adulare la corte imperiale che per vera genuinità poetica. Ciononostante, resta una testimonianza preziosissima della propaganda e della cultura figurativa dell'età di Adriano.

Note

Bibliografia D. L. Page, Select Papyri, III: Literary Papyri (Poetry), Loeb Classical Library, Harvard, University Press, 1941, pp. 516-519 (testo greco, breve introduzione e traduzione inglese). E. Magnelli, Note al "POxy." 4352 (Esametri su Antinoo), in "Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik", Bd. 122 (1998), pp. 61-66. R. Hoschele, Two Lovers and a Lion: Pankrates’ Poem on Hadrian’s Royal Hunt, in "Philologus", 163 (2019), pp. 214–236.

Voci correlate Antinoo

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