La Chiesa di San Giorgio al Metochio (, dove Μετόχιον Παναγίου Τάφου si riferisce alla denominazione in greco del Metochio del Santo Sepolcro a Gerusalemme; ) detta anche dai turchi (probabilmente per un'assonanza con metochion) Chiesa della Metrologia () è una chiesa greco-ortodossa situata nel quartiere di Fener appartenente alla mahalle di Balat, parte del distretto di Fatih della città di Istanbul, in Turchia. Fra le chiese di Istanbul, ha la caratteristica di dipendere non dal Patriarcato ecumenico, ma da quello di Gerusalemme.
Ubicazione La chiesa si trova al Fener, in Vodina Caddesi No. 18, nel complesso del Metochio del Santo Sepolcro, in un giardino ombreggiato da grandi platani. Nella stessa enclave murata sorge la Chiesa della Panaghia Paramythia, la quale appartiene al Patriarcato ecumenico..
Dedica La chiesa è dedicata a San Giorgio, celebre martire del IV secolo, soldato romano di origine cappadoce, che secondo la tradizione fu martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano (r. 284 - 305) intorno al 303 d.C. L'attributo al Metochio si riferisce al Metochio del Santo Sepolcro, che è la chiesa ambasciata ecclesiastica del patriarcato di Gerusalemme presso il Patriarcato ecumenico.
Storia
La storia della chiesa, appartenente in origine al Patriarcato di Costantinopoli, e oggi alla Chiesa greco-ortodossa di Gerusalemme, risale al periodo bizantino,. essendo stato costruita nel 1165.. La struttura fu ricostruita nel 1640.. La chiesa è menzionata nell'elenco di Trifon Korobejnikov del 1583 e nell'elenco di Antonios Paterakis del 1604, e si afferma che fu riparata dalla Corporazione dei Pellicciai dopo essere andata distrutta in un incendio. Paolo, segretario del Patriarca di Antiochia Macario III, che la visitò nel 1652, chiamò la chiesa Anastaseos Ayios Tafos, cioè (Ambasciata) "della Basilica della Risurrezione del Santo Sepolcro". Eremya Çelebi affermò che questa chiesa con cortile e giardino annessi costituiva un monastero dei Gerosolimitani. Dalla metà del 600 divenne il Metochio del Patriarcato di Gerusalemme a Costantinopoli. Sempre secondo Kömürciyan la chiesa di Hagios Georgios Metokhi fu ricostruita nel 1708 durante il regno del Patriarca Khrisanthos di Gerusalemme, nella seconda metà del XVII secolo. Il suo architetto fu il Kalfa Paulos. Negli appunti redatti da Kevork Pamukciyan si riporta che l'edificio fu acquistato dal Patriarca di Gerusalemme Teofane III (r. 1608-1644), dopodiché bruciò nel 1728 e fu ricostruito. Secondo un'altra fonte, la chiesa venne venduta al Patriarcato di Gerusalemme dal fanariota Michail Kantakouzenos (1510-1578), il cui palazzo sorgeva nel terreno circondato da mura dove sarebbe sorto il futuro metochio.. Kantakouzenos collezionava manoscritti greci, e molti di essi rimasero proprietà della chiesa. Fra questi, nel 1906 venne trovato un lavoro di Archimede sino ad allora sconosciuto, conservato in un palinsesto, e successivamente trafugato da San Giorgio e poi ritrovato. La ricostruzione della chiesa è menzionata in un decreto del 1730, indirizzato a Mehmet Raşit, Qāḍī di Istanbul. Secondo il decreto, la struttura, citata insieme ad altre dodici chiese descritte come distrutte dall'incendio del 1728, si trovava nel quartiere di Tahta Minare, all'interno dell'area della porta di Fener, e aveva il nome di Hızır İlyas. Alla fine del XVIII secolo, lo storico ottomano di etnia armena Sarraf Sarkis Hovannesyan di Balat chiamò Ay Yorgios la chiesa che avevano costruito tra le porte di Fener e Balat e affermò che il Patriarca di Gerusalemme vi risiedeva. Dalle iscrizioni presenti nell'edificio si evince che la chiesa, ricostruita nel 1730, subì successivamente ulteriori restauri, fra cui quelli del 1834, diretti dal maestro () Hadzinikolis Nikitiadis, e quelli del 1913. Attualmente San Giorgio è chiusa al culto e priva di congregazione.
Descrizione L'edificio, situato all'interno di un ampio cortile, è orientato sull'asse est-ovest e ha pianta rettangolare. La struttura è stata costruita con pietra sbozzata e pietra da taglio squadrata, ed è coperta da un tetto a doppia falda. Nella parte occidentale dell'edificio si trova il nartece, mentre nella parte orientale è presente un'abside tripartita. La chiesa è organizzata secondo una pianta basilicale a tre navate, con due file di sette colonne i cui capitelli sono in stile corinzio. Le colonne, che separano la navata centrale dalle navate laterali, sono collegate tra loro da un architrave piatto, mentre lo spazio interno della chiesa è coperto da una volta ribassata. L'iconostasi, l'ambone e il trono del despota sono in legno e decorati con motivi neobarocchi. A nord della navata si trova la fonte sacra (Aghiasma) di Ayios Minas.
Note
Bibliografia
Altri progetti
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