Lavoreremo da grandi è un film del 2026 diretto da Antonio Albanese.

Commedia italiana, sesta regia di Antonio Albanese, che ne è anche sceneggiatore con Piero Guerrera, e interprete principale insieme a Giuseppe Battiston

Trama Sulle sponde del Lago d'Orta naufraga con una barca Gigi, uomo disoccupato da sempre, che si è ubriacato dopo aver scoperto che una zia non ha lasciato nulla in eredità. Viene soccorso da due amici, Umberto, compositore, in crisi artistica e finanziaria con due matrimoni alle spalle da cui ha avuto due figli, Toni dal primo e Giulia dal secondo, e Beppe, idraulico inetto e celibe che vive con la madre.

Il figlio di Umberto, Toni, truffatore pregiudicato appena uscito di prigione in attesa del processo, decide di festeggiare la scarcerazione al pub del paese con il padre e i due amici Gigi e Beppe. A fine serata, sebbene in stato di ebbrezza, il quartetto torna all'auto per rientrare a casa, provocando tuttavia un incidente lungo la strada del ritorno. Spaventati dell'accaduto, gli uomini fuggono senza controllare quanto successo. Dopo mille crisi di coscienza tornano a piedi sul luogo dell'incidente e riconoscono la bicicletta della vittima dell'incidente, un uomo considerato lo scemo del paese, il quale però non si trova. Durante la notte la casa di Umberto ove sono riuniti i 4 uomini sarà teatro di diverse visite inaspettate tra cui quella dell'uomo investito.

Produzione Il film è stato prodotto da Carlo Degli Esposti per Palomar e PiperFilm.

Promozione Il trailer del film è stato diffuso il 5 gennaio 2026.

Distribuzione Il film, presentato in anteprima il 4 febbraio 2026 al Cinema Teatro Sociale di Omegna (VB), è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal giorno successivo da PiperFilm.

Accoglienza Incassi Il film ha incassato .

Critica Il film è stato accolto con recensioni miste dalla critica cinematografica.

Simone Emiliani di Sentieri selvaggi scrive che il film «danza tra il grottesco e il visionario», trovando «accuratezza nella descrizione dei protagonisti. Tutti e quattro sono alla ricerca di un riscatto, di qualcosa che possa cambiare le loro vite» sebbene «manca una maggiore elasticità nella caratterizzazione dei personaggi secondari».

In una recensione negativa, Paola Casella di MYmovies.it afferma che sebbene si evincano le «buone intenzioni» di Albanese e «il suo desiderio di tornare ad una comicità semplice», nel film vi si riscontra «poca realtà sia nella costruzione di quei personaggi che nelle azioni insensate che compiono», trovando che non si tratti di «nonsense comico» ma che «i personaggi sono semplicemente slegati, come se appartenessero a film diversi, e le caratterizzazioni risultano sbiadite». Alessio Zuccari di Today descrive la sceneggiatura fondata su «un’ironia comandata e prevedibile» trovando problematica la regia di Albanese, concludendo che «il risultato che se ne ottiene è quello di una recitazione mortalmente rigida a cui è difficile unirsi in risata, raddoppiata in un enunciativo polveroso e affossata in tempi comici sclerotici».

Note

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