Le elezioni parlamentari in Giappone del 2026 si sono tenute l'8 febbraio per il rinnovo della Camera dei rappresentanti, la camera bassa della Dieta nazionale.

Esse sono state indette in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per il 2028, su iniziativa della stessa Prima ministra Sanae Takaichi, al fine di verificare l'esistenza di un supporto popolare per l'attuazione delle sue politiche e, contestualmente, ampliare la risicata maggioranza ottenuta a suo supporto, causata dall'impasse parlamentare generatosi alle elezioni precedenti.

Le elezioni hanno visto, superando le aspettative dei sondaggi, una schiacciante vittoria del Partito Liberal Democratico (PLD) di destra che, avendo ottenuto 316 seggi, ha così raggiunto il suo miglior risultato di sempre e una super-maggioranza di oltre i due terzi dei seggi in assemblea, risollevandosi pertanto dal precedente periodo di difficoltà anche grazie all'elevato gradimento della propria leader Sanae Takaichi. Ciò è stato permesso anche dalla stabilità del suo alleato di coalizione, Nippon Ishin no Kai (Ishin) di centro-destra (consolidatosi al terzo posto con 36 seggi), grazie a cui la coalizione ha ottenuto complessivamente i tre quarti dei seggi, garantendo così al governo un ampio margine per l'attuazione del proprio indirizzo politico. Dall'altra parte dell'arco parlamentare, i soggetti politici che più hanno perso voti sono stati la principale formazione politica d'opposizione, il Partito Costituzionale Democratico (PCD) di centro-sinistra, e l'ex-alleato dei liberal-democratici Kōmeitō (KMT), i quali, pur riunitisi sotto la coalizione Alleanza Centrista Riformista (ACR), hanno ottenuto solo 49 seggi. La tornata elettorale ha evidenziato altresì la stabilità del Partito Democratico per il Popolo (DPFP) di centro, consolidatosi anch'esso a 28 seggi, la crescita del partito di estrema destra Sanseitō (S), giunto a 15 seggi, l'ingresso nella scena politica del nuovo partito politico trasversale Team Mirai (TM) con 11 seggi, il crollo dei piccoli partiti di sinistra Partito Comunista Giapponese (PCG) e Reiwa Shinsengumi (RS), giunti rispettivamente a 4 seggi ed un seggio, ed alcune variazioni minori.

Sistema elettorale Per le elezioni parlamentari della Camera dei rappresentanti, la legge elettorale giapponese prevede l'applicazione di un sistema elettorale misto. Sui 465 rappresentanti: 289 sono eletti secondo un sistema maggioritario secco in altrettanti collegi uninominali; 176 sono eletti secondo il sistema proporzionale in 11 collegi plurinominali "in blocco", cioè per ciascun collegio i seggi sono ripartiti proporzionalmente ai risultati locali delle formazioni politiche e dei candidati.

Sondaggi politici

Risultati

NOTA: Nei riguardi del voto maggioritario, i totali dei voti ottenuti dai candidati dei singoli partiti politici sono arrotondati per una maggiore chiarezza ed agilità espositiva. I risultati ufficiali infatti, essendo utilizzato il voto di preferenza per la loro scelta, includono anche i c.d. “voti frazionati” (), derivanti dall’assegnazione proporzionale delle schede ambigue a ciascuna eventuale opzione possibile (ad esempio in casi di omonimia antroponima), per evitare di dover nullificare la scheda elettorale e vanificare così l’ideale volontà dell’elettore in buona fede, ai sensi dell’Art. 68 della Legge elettorale e sui pubblici uffici e della relativa giurisprudenza consolidata.

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