Autodidatta, si distinse come illustratore, incisore, pittore e promotore culturale, con particolare interesse per la xilografia e l'acquarello. La sua produzione artistica comprende opere che spaziano dal paesaggio all'illustrazione editoriale.
Biografia Carlo D'Aloisio da Vasto è nato a Vasto dall'ingegnere Luigi d'Aloisio (Palmoli, 1852 - Vasto, 1941) e da Lucia Jecco (Vasto, 1852 - Vasto, 1934).
Dalla sua famiglia si è distinto anche suo fratello Nicola D'Aloisio (1883 - 1960), giornalista, critico, commediografo e scrittore.
Carlo D'Aloisio da Vasto muore a Roma il 21 novembre 1971. Le sue spoglie sono conservate nel cimitero di Vasto.
Formazione e prime esperienze Carlo si avvicina all'arte in modo autodidatta dopo aver conseguito una licenza tecnica. Approfondisce alcune tecniche quali la xilografia e l'acquerello-affresco, una sua tecnica personale che nasce dalla compattezza e dalla profondità del colore, unite al gioco tonale delle masse.
Esordisce giovanissimo con esposizioni locali tra il 1908 e il 1912 a Castellamare Adriatica, con le sue prime opere pittoriche. Nel 1910 espone alla mostra ad Ortona, la quale ottiene grande successo.
Nel 1912 fa un viaggio a Napoli per seguire da vicino dei lavori di decorazione che gli sono stati commissionati. Subito dopo si trasferisce a Roma, dove adotta il nome d'arte "da Vasto" in omaggio alla sua terra d'origine.
Xilografo, Illustratore, Decoratore, Pittore, Museologo Appassionato di xilografia, nel 1916 pubblica una cartella di dodici incisioni sul tema della guerra, seguita nel 1920 da una raccolta dedicata all'Abruzzo.
Collabora come illustratore per diverse opere letterarie e riviste italiane e internazionali, tra cui testi di Gabriele D'Annunzio, Antonio Fogazzaro e Giovanni Verga.
La sua collaborazione di illustratore si estende anche ai libri d'arte: "Il Verdi" e "La vita di Baracca" di Mario Mascardi e "Calcutta nell'intimità" di Checcacci.
Crea le copertine illustrate di numerosi testi di Raffaello Biordi ("Fiabe e Canzoni", "Epopea della Grande Guerra, Diario degli avvenimenti 1914 - 1918", "Lilì e Liolà"), di Lyna Pietravalle ( "Pagine chiare"), di Cecilia Giorgi Pangoli ("Per ben cominciare"), di Italo Balbo ("Stormi d'Italia sul mondo"), di Volfango Goethe ("Faust") e di Alfredo Panzini ("Il Melograno").
Carlo D'Aloisio da Vasto è ricordato anche come pubblicista e scrittore d'arte per diverse testate, tra le più importanti "Il Giornale d'Italia" e "Il Piccolo" di Roma, "Il Popolo d'Italia" di Milano, "Il Corriere d'America" di New York, "Patria degli italiani", "Plus Ultra" e "Caras y Caretas" di Buenos Aires e "L'illustrazione del popolo" di Torino.
Nel 1933 edita l'Almanacco "Straitalia" (contenente un lungo scritto di Carlo Carrà dal titolo "Il fascismo e l'arte").
Tra le altre attività si segnalano la direzione della Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma dal 1935, il ruolo di ispettore alle Antichità e Belle Arti del Comune di Roma e la conservazione del Museo di Roma.
Nel 1930, Antonio Munoz, in qualità di Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti del Governatorato e primo Direttore del neo costituito Museo di Roma, conferisce a Carlo D'Aloisio da Vasto l'incarico di creare ed allestire la Sezione di Arte Moderna del "Museo di Roma" e la "Galleria Comunale di Arte Moderna" presso l'edificio di Via dei Cerchi (ex "Mulini Pantanella"). Il suo impegno come promotore e sostenitore di iniziative artistiche lo pone, in quell'epoca, al centro del dibattito artistico e culturale romano e nazionale.
Nel 1935, Carlo D'Aloisio da Vasto è nominato Direttore del "Palazzo delle Esposizioni" e della "Galleria Comunale di Arte Moderna". Negli anni successivi fa acquisire da queste Istituzioni alcune delle Opere più significative che tuttora ne valorizzano il patrimonio: in particolare privilegia i nomi della contemporanea "Scuola Romana", tra i quali Socrate, Trombadori, Donghi, Scipione, Mafai, Melli ed altri artisti dell'epoca.
Nel 1950, in qualità di Ispettore alle Antichità e Belle Arti del Comune di Roma, Carlo D'Aloisio da Vasto è tra i protagonisti del trasferimento del "Museo di Roma" e della "Galleria Comunale di Arte Moderna" nell'attuale sede di "Palazzo Braschi", di cui ne assume, anche abitandoci, la direzione del restauro e della sistemazione delle opere museali, documentative e artsitiche.
La Scuola Tonale Romana Carlo D'Aloisio da Vasto è considerato un anticipatore del chiarismo tonale degli anni Trenta romani.
Insieme a Luigi Trifogli e Roberto Melli realizza già nel 1930 il primo nucleo della Scuola Tonale Romana. Sono loro tre a dare inizio a questa corrente e a renderla nota tra gli artisti, soprattutto i più giovani.
L'Almanacco degli Artisti - Il Vero Giotto Nel 1930, Carlo D'Aloisio da Vasto idea, dirige e pubblica lAlmanacco degli Artisti - Il Vero Giotto, un'opera a carattere monografico, pubblicata una volta all'anno, che funga da "resoconto" critico della vita artistica e culturale nazionale delle tendenze artistiche dell'Italia di quegli anni.
Collaborano all'Almanacco numerosi artisti: Bontempelli, Bragaglia, Casorati, Marinetti, Minelli, Mafai, Socrate e tanti altri.
Alcuni critici sostengono che quest'operazione editoriale abbia segnato la nascita della scuola pittorica romana (la Scuola Romana).
Famiglia di artisti Nel 1927 sposa Elisabetta Mayo (Napoli, 1896 - Roma, 1972), da cui ha cinque figli, tra cui Giovanni, Anna e Rosario, tutti artisti attivi nelle arti visive.
I coniugi lavorano insieme nel loro studio a Roma, in Viale Giulio Cesare 51. Collaborano alla Rivista "Oceanica" di Curzio Malaparte e allAlmanacco degli Artisti - Il Vero Giotto.
Nel 1929 organizzano insieme una Mostra personale nelle Stanze del Libro nel Salone delle Tre Venezie, inaugurata da Giuseppe Bottai e presenziata dal re Vittorio Emanuele III, che ne acquista alcune opere.
Attività espositiva Carlo D'Aloisio da Vasto ha partecipato a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui le Biennali di Venezia (1934, 1936), le Quadriennali di Roma (1931, 1935), e Manifestazioni dedicate all'arte sacra a Napoli e Padova.
Ha organizzato anche mostre personali in Italia e all'estero, incluse città come Roma, Milano, Livorno, Napoli, Torino, Alessandria, Genova, Losanna, Varsavia, Los Angeles, New York, Santiago del Cile, Buenos Aires e Washington.
Riconoscimenti Nel corso della sua carriera, Carlo D'Aloisio da Vasto ha ricevuto vari premi e riconoscimenti, tra cui la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica Italiana, la Medaglia d'oro ai Littoriali di Bologna (1929), e il Premio Michetti (tra il 1946 e il 1959).
Nel 1936 vince la Medaglia d'oro per un concorso del paesaggio a Castellammare di Stabia.
Eredità artistica Le opere di Carlo D'Aloisio da Vasto sono conservate in importanti collezioni private, gallerie e musei in Italia, Europa e America.
A testimonianza del valore della sua attività artistica e culturale, nel tempo sono state organizzate diverse iniziative postume, tra le quali le mostre tenutesi a Roma (1974) presso la Galleria Cà d'Oro a cura di Antonio Porcella, a Vasto (1981) a cura di Antonio Porcella e con introduzione a catalogo a cura di Dario Micacchi, a Rivisondoli (2013) a cura di Chiara Strozzieri e Pasquale Del Cimmuto, a Teramo (2014) a cura di Paola Di Felice e Pasquale Del Cimmuto.
Alcune sue opere sono state esposte in rassegne collettive e antologiche anche in anni recenti: a Roma nel 2013 (Rassegna "Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il '900 romano") e dal 2014 al 2015 (Mostra antologica dedicata a Maurits Cornelis Escher).
L'8 gennaio del 2021 si è costituita l'Associazione Culturale "Archivio del Maestro Carlo D'Aloisio da Vasto", con lo scopo precipuo di sostenere la valorizzazione dell'opera e delle opere del Maestro per tutelarne il nome e la memoria nel tempo, promuovendo la giusta collocazione in termini storico-critici della figura e del percorso culturale e creativo dell'artista.
Il 15 febbraio 2021, promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma nell'ambito del programma "Educare alle mostre, educare alla città" e curata dal Direttore in carica dei Musei di Roma Sergio Guarino, si è svolta la Conferenza online: "Storia del Museo di Roma: Carlo D'Aloisio da Vasto e la Roma degli anni '30".
Il 23 novembre 2021, in occasione del 50º anno dalla sua scomparsa, si è svolta una conferenza celebrativa presso Palazzo d'Avalos a Vasto con i contributi, tra gli altri, di Sergio Guarino, Lucia Abace, Monica De Rosa, Tito Spinelli, Gabriella Izzi Benedetti, Daniela Madonna, Luigi Murolo, Nicola Della Gatta, Sabrina Bocchino, Mercurio Saraceni, Alfredo Bontempo, Anna Orsatti, Nicoletta Del Re e Carlo D'Aloisio Mayo.
Il 13 aprile 2022, in occasione del 130º anno dalla sua nascita, si è svolta una conferenza celebrativa presso l'Universita "Gabriele D'Annunzio" di Chieti, presieduta dal Prof. Francesco Leone, docente di storia dell'arte contemporanea teatina, con i contributi di Sergio Guarino, Lucia Arbace, Maria Cristina Ricciardi, Paola Di Felice, Pasquale Del Cimmuto, Monica De Rosa e Carlo d'Aloisio Mayo.
Tra le principali iniziative postume dedicate alla valorizzazione dell'opera di Carlo D'Aloisio da Vasto, nel 2023 si è svolta la mostra "Paesaggi culturali - Gli Abruzzi e gli abruzzesi", allestita a Palazzo d'Avalos, a Vasto, e curata dalla storica dell'arte Paola di Felice. L'esposizione ha riunito oltre cento opere, tra dipinti, acquerelli, xilografie, disegni e testi letterari, molti dei quali provenienti da collezioni private. Il progetto, promosso dal comune di Vasto, ha messo in evidenza il legame dell'artista con i paesaggi fisici e culturali dell'Abruzzo del primo Novecento, offrendo un percorso volto a riscoprirne la produzione multiforme e il contributo alla memoria visiva del territorio.
Una selezione delle opere di Carlo D'Aloisio da Vasto è stata successivamente inclusa nella mostra "Paesaggi culturali d'Europa", presentata nel 2024 al Parlamento Europeo di Strasburgo insieme ai lavori di altri artisti abruzzesi, in un progetto volto a valorizzare il patrimonio culturale regionale in un contesto internazionale. Anche questa iniziativa è stata curata da Paola di Felice.
Nello stesso anno, più di trenta opere di D'Aloisio sono state esposte a Teramo nella rassegna "Paesaggi culturali europei d'Abruzzo", organizzata dal Consorzio Punto Europa, dal Comune di Teramo e da Italia Nostra.
Queste iniziative hanno contribuito a rilanciare interesse critico per la sua produzione, evidenziando il suo ruolo nella rappresentazione dei paesaggi fisici e culturali e promuovendone la diffusione in contesti nazionali e internazionali.
Note
Bibliografia
Anelli F.: C. D'Aloisio da Vasto, in "Primavera", Roma, giugno 1931; Biancale M.: Mostre romane d'Arte: Carlo D'Aloisio da Vasto, in "Il Popolo di Roma", giugno 1931; Melli R. Vita e miracoli della giovane e giovanissima arte romana nel 1930, in "Il Vero Giotto", p. 334, 1931; Bucci V.: Una mostra del pittore D'Aloisio, in "Corriere della sera", Milano, 8 giugno 1932; Carrà C.: Il pittore Carlo d'Aloisio da Vasto, in "Il Giornale D'Abruzzo", Roma, 10 luglio 1932; Costantini V.: Cronache milanesi, in "Emporium", Bergamo, agosto 1932; Cimoroni O.: Un pittore: Carlo d'Aloisio da Vasto, in "Il Popolo di Roma", 25 novembre 1932; Comanducci A.M.: D'aloisio (da Vasto) Carlo, in "I Pittori Italiani dell'Ottocento", Dizionario critico e documentario, Ed. Artisti d'Italia, Milano, 1934; Ojetti U.: La XX Biennale d'Arte a Venezia, in "Corriere della sera", Milano, 31 maggio 1936; Testa B.: Mostra d'Arte Sacra a Napoli, in "Roma della Domenica", Napoli, 22 giugno 1936; Campana E.: Mostra D'Aloisio da Vasto, in "Il Mattino", Napoli, 30 giugno 1938; Peyrot A.: Artisti Romani, in "Il Piccolo", Roma, 5 maggio 1942;