Biografia

Appartenente ad una delle più importanti e ricche famiglie nobiliari della zona di Potenza, i suoi genitori erano Don Giustiniano Palomba e Donna Angela Maria Parrini. Venne così chiamato in onore del nonno paterno, il nobiluomo Don Giovanni Francesco Palomba. Si avvicinò giovanissimo alle idee illuministe e alla Massoneria. Dopo aver frequentato gli ambienti più illuminati della sua città, entrando in rapporto con esponenti della massoneria (in particolare con il domenicano Girolamo Gagliardi, figura chiave della Libera Muratorìa aviglianese), intorno al 1792 Palomba si recò a Napoli, accompagnato dallo zio sacerdote Don Nicola, anch’egli massone e futuro commissario del Dipartimento del Bradano per la Repubblica napoletana, per frequentare gli studi di diritto, entrando in contatto, attraverso l’intercessione dello zio, con i nuclei patriottici radicali che facevano capo all’Accademia di Chimica di Carlo Lauberg e di Annibale Giordano. Il sodalizio, nato con l'intento di sviluppare studi scientifici che non trovavano ancora spazio sufficiente nelle università, era diventato un centro di cospirazione contro il governo borbonico.

In questo ambiente venne preparata una rivolta giacobina per il 1794, sventata in anticipo dalla polizia. Numerosi furono gli arresti e tre cospiratori vennero condannati a morte. Palomba, sfuggito alle indagini, continuò a tessere la rete clandestina rivoluzionaria. All'arrivo delle truppe francesi del generale Championnet nel 1799 partecipò attivamente all'insurrezione repubblicana e cadde, assieme al coetaneo Antonio Moscadello di Trani, nei combattimenti a Castel Sant'Elmo contro il popolo minuto che si opponeva alla cacciata del sovrano. Prima di morire, colpito da una fucilata da parte di uno dei ‘lazzari’, Palomba fece in tempo a innalzare il vessillo repubblicano.

Il giorno dopo ci fu la solenne proclamazione della Repubblica Napoletana, e il patriota Domenico Forges Davanzati, nominato membro del governo provvisorio, spese parole d’encomio per l’estremo sacrificio del giovane, ottenendo di elevare a sue spese una colonna al largo del castello in onore dell’aviglianese, e di altri patrioti deceduti, su cui si doveva incidere un'iscrizione che così diceva:

Questa colonna non fu mai realizzata a causa della breve esistenza della Repubblica Napoletana. Una lapide a Castel Sant’Elmo ricorda il gesto eroico del giovane Palomba..

Albero genealogico

Note

Bibliografia

Categoria:Personalità della Repubblica Napoletana (1799) Categoria:Massoni