Biografia
Carlo Maria Marco Rocco, quintogenito di Giovanni Vincenzo Rocco e Maria Agnese Macchiarelli, apparteneva a una eminente famiglia di notabili della propria cittadina d'origine.Cfr. Registro dei Battesimi della Parrocchia di San Pietro di Bovino, alla data del 9 ottobre 1799. Il padre, già amministratore dei beni della Casa Ducale di Bovino,Nel 1814, Gianvincenzo Rocco figurava quale “agente” del Duca di Bovino negli atti relativi ad una controversia tra quest'ultimo e il Comune di Castelluccio dei Sauri per questioni relative alla ripartizione di alcuni latifondi tra quella municipalità ed il Duca, antico feudatario. Cfr. Bullettino delle ordinanze de’ Commissarj ripartitori de Demanj ex feudali e comunali nelle province napoletane, Napoli 1862, pag. 235 fu per più anni Presidente del Consiglio distrettuale,Pasquale DI CICCO, Tiziana DI CICCO. I consigli provinciali e distrettuali di Capitanata (1808-1860), Foggia 2005, pag. 4. del quale intorno alla metà dell'Ottocento fecero parte anche i fratelli Antonio e Gaetano, membri - tra l'altro - della Guardia d'onore borbonica.Cfr. Archivio di Stato di Foggia, Intendenza di Capitanata, Fondo Guardia d'Onore
A seguito della soppressione degli Enti ecclesiastici (1806-1815) e della conseguente chiusura del Seminario Vescovile di Bovino, al pari degli altri istituti scolastici religiosi, si recò ancora adolescente a Napoli per la frequentazione degli studi superiori e per l'iscrizione alla Reale Università degli Studi.Giovanni BARONE, Cenno biografico su Carlo Rocco, Bovino 1896, pag. 4
Perfezionò gli studi universitari presso la facoltà di medicina, ma non vi sono prove certe che abbia mai esercitato la professione medica. Dopo la laurea, attratto sin da giovane dalle scienze matematiche e algebriche, continuò a studiare frequentando dapprima la scuola del matematico Nicola Fergola e successivamente quella del di lui allievo, Filippo Maria Guidi.INserire riferimento forse in Ferraro o in Amodeo
Nel 1824, a soli venticinque anni, partecipò al Concorso per l'assegnazione di due cattedre di aritmetica teoretica e geometria piana presso i due istituti addestrativi militari della Capitale borbonica, il Reale Collegio Militare Nunziatella (deputato alla formazione degli Ufficiali) e la Prima Scuola Militare di San Giovanni a Carbonara (per l'istruzione dei sottufficiali) riuscendo ad aggiudicarsi l'incarico per quest'ultimo Istituto, superando la concorrenza di altri colleghi di maggiore esperienza e con alle spalle anni di insegnamento in strutture militari. La procedura di assunzione durò quasi tre anni e, con Decreto Reale dell'8 febbraio 1827, Carlo Rocco poté finalmente prendere servizio presso la Prima Scuola Militare.Archivio Storico di Napoli, Ministero della Guerra e Marina, f. 1597. Cenni sul concorso per l'insegnamento presso gli Istituti militari napoletani sono contenuti anche in Renata PILATI, La Nunziatella, Napoli 1987, pag. 199.
In attesa degli esiti del concorso, aprì una scuola privata di Matematica presso la propria abitazione sita al civico 122 del Largo delle Pigne (attuale Piazza Cavour), come era consuetudine tra i più affermati insegnanti di materie scientifiche e umanistiche. La normativa del tempo, infatti, garantiva ampie prerogative all'insegnamento privato, considerato pressoché paritetico a quello accademico - universitario.Per una analitica storia degli "studi" privati operanti a Napoli dalla Restaurazione all'annessione allo Stato sabaudo, cfr. tra gli altri Gennaro Maria MONTI, Alfredo ZAZO, Da Roffredo di Benevento a Francesco De Sanctis. Nuovi studi sulla storia dell'insegnamento superiore a Napoli, Napoli 1926, pag. 287 e Federico AMODEO, Vita matematica napoletana, Napoli 1905, pag.173-174.
Dopo sette anni di servizio nella scuola di San Giovanni a Carbonara, nel 1834 Carlo Rocco riuscì finalmente a conseguire la cattedra presso la Nunziatella, che mantenne fino al 1848, anno in cui contrasse una malattia incurabile che lo portò alla morte l'anno successivo.Federico AMODEO, Vita matematica napoletana, Napoli 1905, pag.173
Nei quattordici anni d'insegnamento presso il più importante Istituto d'istruzione militare dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie ebbe fra i suoi allievi alcuni dei futuri protagonisti degli eventi militari della seconda metà dell'Ottocento, come Carlo Mezzacapo, Giuseppe Salvatore Pianell, Girolamo Calà Ulloa, Luigi Consalvo, Donato Briganti,Luigi Briganti e Carlo Consalvo furono Comandanti del Collegio Militare della Nunziatella rispettivamente nel periodo 1871-77 e 1877-83 Guglielmo De Sauget, Davide Winspeare, Guglielmo Acton.Renata PILATI, La Nunziatella, Napoli 1987
Fu sepolto presso il Cimitero di Poggioreale di Napoli, nella cappella Rocco-Ripandelli presso l'arciconfraternita di Santa Maria della Lettera. Nel 1881 la cappella fu oggetto di profondi rimaneggiamenti, con la rimozione e il trasferimento in altro ignoto sito delle spoglie mortali inumate nel corso del secolo precedente.
Le opere
Il Catechismo di matematiche pure
Descrizione e date di pubblicazione Nel 1842 Carlo Rocco avviò la pubblicazione della sua opera principale, il "Catechismo di matematiche pure, ad uso degli studj generali", un trattato didattico suddiviso in due parti, dedicate alla Geometria e all'Aritmetica. La prima parte si divideva a sua volta in tre sezioni, pubblicate sia in forma singola sia raggruppate in unico volume:
Geometria piana (sette edizioni, dal 1842 al 1855); Geometria solida (cinque edizioni, dal 1843 al 1855); Sezioni Coniche (prima e unica edizione del 1846).
La seconda parte, dedicata all'Aritmetica, fu edita invece in forma unitaria, in due edizioni, entrambe postume (1849 e 1852).
Le edizioni furono stampate dalla Tipografia del Ministero della Guerra (limitatamente alla prima edizione del 1842) e dalla Tipografia Guttemberg (1843-1849). Dopo la morte dell'autore, la vedova Rosa La Manna continuò a seguire gli aggiornamenti della sua opera, per i tipi della Stamperia Saverio Cirillo in Via S. Biagio dei Librai (1849-1855). + Catechismo di matematiche pure, ad uso degli studj generaliDati ricavati dalla Banca dati OPAC SBN - Catalogo del Servizio Bibliotecario NazionaleAnnoEditoreParte prima: GeometriaParte seconda: AritmeticaSezione prima: Geometria pianaSezione seconda: Geometria solidaSezione terza: Sezioni coniche1842Reale Tipografia della Guerra1ª edizione1843Tipografia del Guttemberg2ª edizione1ª edizione1844Tipografia del Guttemberg3ª edizione2ª edizione1846Tipografia del Guttemberg4ª edizione3ª edizione1ª edizione1848Tipografia del Guttemberg5ª edizione1849Tipografia del Guttemberg4ª edizione1ª edizione1850Tipografia Saverio Cirillo6ª edizione1852Tipografia Saverio Cirillo2ª edizione1855Tipografia Saverio Cirillo7ª edizione5ª edizione
Perché "catechismo" La scelta del termine "catechismo" si inseriva in una prassi consolidata da secoli nell'ambito della trattatistica divulgativa di carattere umanistico e scientifico.
Un interessante saggio pubblicato nel 2015 sul The International Journal for the History of Mathematics Education ha evidenziato come già dalla metà del XVI secolo, in Inghilterra, erano state pubblicate opere come "The Ground of Artes" (1543), di Robert Recorde, strutturate secondo il "question-and-answer format" che, attraverso la formulazione a "domanda e risposta" tentava di inculcare ai giovani discenti i concetti e le definizioni fondamentali dell'algebra elementare.Mahdi ABDELJAOUAD, Question-and-Answer Formats in Mathematics Textbooks (1500-1850), The International Journal for the History of Mathematics Education, gennaio 2015
Da quel momento in poi, svariate decine di testi destinati alla formazione superiore dei giovani di tutta Europa si basarono su quello schema editoriale, semplice ma efficace. Il saggio sopra richiamato ha efficacemente sottolineato come il "Catechismo di matematiche pure" si differenziasse tuttavia dagli altri scritti del medesimo contesto, essendo l'unico strutturato non sullo schema domanda - risposta, ma attraverso la presentazione in successione di definizioni elementari che portano il lettore ad assimilare progressivamente concetti sempre più complessi."One exception is to be noted: First published in 1846, Carlo Rocco’s Catechismo di matematiche pure ad uso degli studj generali is a three-volume treatise on geometry (plane, solid and conics), in which the author did not use the question-and-answer format in spite of his introducing the word ‘catechismo’ in the title of his textbooks."
Mahdi Abdeljaouad (University of Tunis, Tunisia),Question-and-Answer Formats in Mathematics Textbooks (1500-1850) in The International Journal for the History of Mathematics Education, gennaio 2015, pag. 32
Sotto il profilo metodologico, l'opera di Carlo Rocco si ispira quindi in maniera evidente agli Élements de géométrie di Adrien-Marie Legendre, di cui mutua la stessa struttura generale. D'altra parte, secondo l'interpretazione di alcuni, il testo di Legendre era stato tradotto in Italia per la prima volta proprio da Filippo Maria Guidi, mentore dello stesso matematico bovinese e autore a sua volta di un altro testo di geometria elementare.Giovanni FERRARO, Manuali di geometria elementare nella Napoli preunitaria (1806-1860), Macerata 2008, pag. 129
Riconoscimenti dell'ambiente scientifico napoletano, italiano e internazionale Secondo i critici coevi, il Catechismo di Carlo Rocco apportò un rilevante contributo alla trattatistica di settore, affermandosi ben presto come uno dei più popolari libri di testo di Geometria e Algebra adottato nelle scuole del Regno e che continuò a essere utilizzato ben oltre la morte del suo autore nel 1849, fino a quando cioè l’annessione delle Due Sicilie al Regno d’Italia (1860) portò a una sostanziale revisione dei programmi scolastici in chiave unitaria.
In una recensioneAntonio Nobile, "Il Catechismo di matematiche pure" del Sig. Carlo Rocco", in "Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti", Napoli 1843, pagg. 134 - 144 che apparve su Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti all'indomani dell'uscita del primo volume dell'opera, fu messo in evidenza come – a qualche decennio dalla pubblicazione di autori fondamentali della matematica moderna, quali Eulero, Lagrange, Laplace e Monge - il Catechismo delle matematiche pure riempiva un vuoto che le accademie borboniche non erano ancora riuscite colmare, per la mancanza di testi organici in grado di diffondere nel Napoletano le teorie moderniste e progressiste dei teorici d’Oltralpe.
Al contrario, il dominio intellettuale esercitato da Nicola Fergola e dai seguaci della sua scuola, ispirata alla massima valorizzazione della geometria classica euclidea, aveva posto in secondo piano i progressi fatti dall'analisi matematica a partire dalla seconda metà del Settecento che a Napoli ancora "non avea rinomanza alcuna", nonostante la supremazia scientifica che le accademie partenopee potevano vantare nel settore della giurisprudenza, della teologia e della medicina.
Carlo Rocco ebbe dunque il merito di mettere ordine nella materia, pubblicando "un'opera elementare" in grado di "alimentare di sane dottrine gli animi giovanili" che costituì "perfezionamento delle migliori opere di Geometria e che può non solo tornar utile a tutti i paesi, ma ancora a sbarbicare dal nostro quell'avanzo di errore che ha tanto nociuto e che tuttavia nuoce alle matematiche Napoletane".
Anche il metodo espositivo seguito nel Catechismo fu in un certo qual modo innovativo:
Le innovazioni metodologiche introdotte nell'"eccellente trattato del chiarissimo Prof. Carlo Rocco", come fu definito da Fedele Amante, altro matematico partenopeo di fama e a sua volta Accademico PontanianoFedele AMANTE, Elementi di geodesia, Napoli 1847, pag. 21 suscitarono estremo interesse nella comunità scientifica anche al di fuori dei confini del Regno.