Challand-Saint-Anselme (fr. AFI: - Tchallan damón in patois valdostano, z'uabra Tschallanh nella variante walser TöitschuMichele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 299-300.) è un comune italiano di abitanti della Valle d'Aosta. Si trova in Val d'Ayas.

Geografia fisica Territorio Il comune si trova nella Val d'Ayas tra il comune di Challand-Saint-Victor a valle e quello di Brusson a monte. Confina a est con il comune di Issime e ad ovest con quello di Émarèse.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it

Clima

Storia Il territorio comunale di Challand-Saint-Anselme costituì una parte importante del grande e ricco feudo che nel Medioevo dette il nome alla nobile famiglia dei visconti di Aosta, divenuti Signori e poi Conti di Challant il 15 agosto 1424.

La parrocchia fu eretta dal vescovo di Aosta Pierre-François de Sales il 6 giugno 1746, ponendola sotto la diretta giurisdizione dell'autorità diocesana. Si scelse come santo patrono Anselmo d'Aosta, detto anche di Canterbury, la cui festa ricorre il 21 di aprile.

Il Comune fu eretto in istituzione autonoma verso la fine del Settecento, ma fin dal 1754 il Consiglio della comunità ottenne di reggersi autonomamente, separato con regie patenti da quello contermine di Saint-Victor.

Nel 1928, con regio decreto n. 1088 del 26 aprile 1928, entrato in vigore il 31 maggio seguente, il governo fascista unificò i due comuni di Challant-Saint-Anselme e Challant-Saint-Victor in un'unica entità comunale, denominata Challant, con capoluogo Ville, sede comunale nel municipio dell'ex comune di Challand-Saint-Victor, creando grande malcontento nella popolazione. Nel 1939, in ossequio alla parossistica italianizzazione dei topònimi, il nome viene mutato d'autorità, come per 32 altri comuni valdostani, in Villa Sant'AnselmoCon Regio Decreto n. 1442 del 22 luglio 1939..

Con la caduta del fascismo, l'avvento della Resistenza e della Liberazione, si giunse al primo decreto di autonomia della Valle d'AostaDecreto legge luogotenenziale n. 545 del 7 settembre 1945 del principe Umberto II di Savoia, Luogotenente generale del Regno d'Italia. Tale decreto, tra l'altro:

soppresse la Provincia di Aosta e la sua Prefettura, costituita nel 1927, riaggregando i 113 comuni canavesani alla provincia di Torino; creò una entità amministrativa del tutto particolare denominata “Circoscrizione autonoma Valle d'Aosta”, attribuendo al suo Presidente anche tutte le competenze che erano - e sono attualmente esercitate - dal Prefetto; ripristinò la denominazione pre-fascista dei Comuni seppure non ancora l'originaria estensione territoriale. Il decreto entrò in vigore il 1º gennaio 1946. Così il Comune ancora riunito, riprese la denominazione di Challant.

Con Decreto del Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta n.9469/I del 12 settembre 1946, entrato in vigore dal 20 settembre successivo, vennero ricostituiti a tutti gli effetti i due comuni di Challant-Saint-Anselme e Challant-Saint-Victor.

L'attuale denominazione (con la "d" finale) è stata decisa con legge regionale 9 dicembre 1976 n. 61, sulla base della più antica e più frequente grafia.

Occorre precisare che i due toponimi "Challant" et "Challand" sono omofoni secondo le regole di pronuncia della lingua francese.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con Decreto del presidente della Giunta Regionale del 24 settembre 2004.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero.

Lo stemma del Comune di Challand-Saint-Anselme riproduce il blasone dei visconti d'Aosta, attestati nella regione sin dalla fine dell'XI secolo. Il visconte Bosone II, nel 1206, fu investito dal conte Tommaso I di Savoia della signoria di Challant, dalla quale la famiglia trasse il nome. Il primo e il quarto quarto riproducono lo stemma di famiglia, che gli Challant adottarono con Bosone III riprendendo, grazie ad un'unione matrimoniale, quello degli Aleramici del Monferrato (d'argento; al capo di rosso), con la brisura di una banda di nero a indicare la discendenza femminile. Il secondo e il terzo quarto raffigurano il simbolo del vicecomitato di Aosta: l'aquila nera in campo d'oro, emblema imperiale che ricorda l'origine del titolo di visconte, di tradizione carolingia. Usato per tutto il XIII secolo insieme all'insegna di famiglia, lo scudo con l'aquila venne abbandonato nel 1295 con la cessione del titolo vicecomitale ai Savoia da parte di Ebalo Magno di Challant. L'antico simbolo fu ripreso da Francesco di Challant, elevato al rango di conte nel 1424, e divenne il segno distintivo dei suoi successori fino all'estinzione della famiglia nel 1804.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Saint-Anselme, con la statua della Madonna nera di Oropa Santuario di Sant'Anna

Architetture civili il Mulino di RuvèreJean-Auguste Voulaz. Le moulin de Rivière à Challand-Saint-Anselme. Estratto da: Lo Flambò - Le Flambeau, 1980, n. 2. e il Mulino di Quinçod, oggi sede dell'IAT Monte Rosa. A Challand-Saint-Anselme scorre il Ru d'Arlaz, uno dei più importanti canali irrigui della Valle d'Aosta, scavato nel XV secolo per portare le acque dell'Évançon da Brusson fino alle zone esposte a sud del fondovalle, indicativamente all'adret degli attuali comuni di Montjovet, Émarèse e Verrès, molto più aride. le Miniere di Béchaz sono un'importante testimonianza della storia e dell'economia locale dei secoli scorsi: le miniere di quarzo aurifero furono sfruttate all'epoca dei Salassi, mentre i giacimenti di piombo, rame, oro e argento furono sfruttati in epoca romana, pp. 20-21.

Società Evoluzione demografica

Cultura Eventi La Fehta da tchivra (in patois challandin, la Festa della capra), il primo fine settimana di luglio a Quinçod.

Economia Le attività prevalenti sono l'artigianato edile, la falegnameria, il turismo, l'agricoltura e l'allevamento. Importante è la lavorazione del legno finalizzata alla realizzazione di vari oggetti, tra i quali gli zoccoli tipici denominati sabot.

Amministrazione Fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Évançon.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport A Challand-Saint-Anselme si pratica lo sport tradizionale valdostano detto tsan. Dati 2011. Cfr.

Note

Bibliografia Amé Gorret, Varale Giovanni, Guida illustrata della Valle di Challant o d'Ayas, Biella, Tipografia commerciale, 1899 Robert Berton, Anthroponymie valdôtaine: familiaire de la communauté de montagne de l'Évançon. Table alphabétique des noms de famille et prénoms des paroisses de: Ayas, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Verrès, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet-Bourg, Montjovet-la-Rivière, Montjovet-Saint-Eusèbe, Quart, Musumeci, 1984 Jean-Auguste Voulaz, Le Rû Herbal - Aperçu historique, documents, Aoste, Association Valdôtaine des Archives Sonores (AVAS), 1985. Jean-Auguste Voulaz, Voyage autour du... clocher de Challand-Saint-Anselme, in Lo Flambò / Le Flambeau, Revue du Comité des traditions valdôtaines, 1989, n.4 Annick Richard. Le district aurifère de Challant (Val d'Aoste-Italie): gitologie, géochimie et métallogénie de l'or. Thèse de doctorat de spécialité, Université scientifique et médicale, Grenoble 1981. Julien Pignet, Challand ou Challant ? : note ortographique, Aoste, typographie Duc, 1961

Jean-Auguste Voulaz, Lo fioladjo: une ancienne tradition disparue de nos jours dont le souvenir, bien que terni par le temps, existe encore à Challand-Saint-Anselme, in Lo Falmbò/Le Flambeau, Revue du Comité des traditions valdôtaines, 1986, n. 1, pp. 33–39 Jean-Auguste Voulaz, Le moulin de Rivière à Challand-Saint-Anselme, in Lo Flambò / Le Flambeau, Revue du Comité des Traditions Valdôtaines, 1980, n. 2, pp. 41–52 Patrizio Vichi, 1929: dal Concordato al plebiscito: Brusson e Challant i comuni più antifascisti d'Italia, Aosta: Vichi, 2010 Jean-Auguste Voulaz (a cura di), La paroisse de Saint-Anselme de Challand: d'après les rapports rédigés par les curés Jean-Barthélemy Davisod (1786), Jean-Pierre Obert (1820), Charles-Emmanuel Bésenval (1883), soit "Etat des paroisses" : documents à servir pour son histoire, Pavone Canavese: Pheljna, 1998

Voci correlate Val d'Ayas Unité des Communes valdôtaines Évançon

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