La vita privata di Leonardo da Vinci (15 aprile 1452 – 2 maggio 1519) è un tema che ha suscitato interesse, indagini e ricerche speculative già pochi anni dopo la morte. Leonardo è stato considerato come uno dei maggiori archetipi dell'uomo universale caratteristico del Rinascimento, descritto dal biografo Giorgio Vasari come avente qualità trascendenti la stessa Natura e di essere "meravigliosamente dotato di bellezza, grazia e talento in abbondanza".Giorgio Vasari, Vite degli artisti p. 254

L'interesse e la curiosità riguardanti la sua vita ha continuato senza sosta per cinque secoli fino ai giorni nostriBortolon, Liana (1967). The Life and Times of Leonardo. London: Paul Hamlyn.; descrizioni moderne e analisi particolareggiate del personaggio di Leonardo, i suoi desideri, preferenze, simpatie e comportamenti intimi si basano su varie fonti: documenti che lo riguardano, biografie, i diari che egli stesso ha redatto, i suoi dipinti e disegni, le persone che sono state a lui vicine e i commenti che sono stati fatti nei suoi riguardi dai contemporanei.

Introduzione biografica

Leonardo nacque il 15 aprile 1452 "alla terza ora della notte"La nascita è registrata nel diario del suo nonno paterno Ser Antonio, come citato da Angela Ottino della Chiesa in Leonardo da Vinci, Reynal & Co., e Leonardo da Vinci, William Morrow and Company, 1956: "Un nipote mio è nato il 15 aprile Sabato, tre ore nella notte ". La data è stata registrata secondo il calendario giuliano allora vigente; come era costume del tempo l'inizio della notte corrispondeva al tramonto: tramontando il sole in quel momento alle 18:40, tre ore dopo il tramonto sarebbe intorno alle 21:40, cioè ancora entro il 14 aprile nella conta moderna del tempo. La conversione al nuovo calendario gregoriano aggiunge nove giorni; quindi Leonardo è nato la sera del 23 aprile secondo il calendario moderno. nella cittadina collinare di Vinci in Toscana, nella bassa valle del fiume Arno in quello che era allora territorio della Repubblica fiorentina.

Figlio naturale del ricco gentiluomo Piero da Vinci, un notaio, e di Caterina, una contadina (non si sa bene se del luogo o meno). Trascorre i suoi primi cinque anni di vita nella borgata di Anchiano in casa della madre, per poi trasferirsi direttamente nella cittadina di Vinci in quella del padre, dei nonni e dello zio. Piero intanto aveva sposato una ragazza sedicenne di nome Albiera, ma si maritò in totale quattro volte avendo figli dalla terza e dalla quarta moglieRosci, p. 20.: Leonardo si ritrovò così ad avere ben dodici fratellastri.

A partire dall'età di quattordici anni (secondo Vasari ad appena dieci) fu apprendista del pittore Andrea del Verrocchio, in qualità di lavoratore subordinato di bottega. Durante il periodo passato lì incontrò molti degli artisti più importanti che lavoravano a Firenze nella seconda metà del XV secolo, tra cui Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino.

Leonardo ha anche aiutato il Verrocchio a dipingere il suo Battesimo di Cristo, completato intorno al 1475; secondo quanto ne dice Vasari il vecchio maestro, vedendo la sublime bellezza dell'angelo che il suo giovane allievo aveva appena finito di dipingere, rinunciò da quel momento in poi ai pennelli, rendendosi conto che non sarebbe mai più riuscito ad eguagliarlo.

Firenze era in quel momento una repubblica, ma la città era sempre più sotto l'influenza di una sola famiglia di potenti, i Medici. Nel 1481 ebbe una commissione importante da parte di Lorenzo de' Medici detto "il Magnifico"; il dipinto di una grande pala d'altare per la chiesa di San Donato a Scopeto denominata Adorazione dei Magi; l'opera però, dopo esser stata avviata, non venne mai completata.

Lasciata Firenze si recò a Milano per presentarsi al sovrano reggente Ludovico Sforza, portando con sé un dono da consegnargli e offerto dal Magnifico; rimase così impiegato dal signore milanese, dal 1482 al 1499, anni durante i quali creò alcune tra le sue opere più importanti, dalla Vergine delle Rocce (Parigi) all'Ultima cena, insieme ad un enorme modello di cavallo per un monumento equestre che non venne poi mai realizzato.

Gli altri eventi importanti durante questo periodo sono stati: l'arrivo nel suo studio, nel 1490, di un bambino di dieci anni di nome Gian Giacomo Caprotti (Salaì), ed il matrimonio di Ludovico con Beatrice d'Este avvenuto nel 1491 e per il quale organizzò le celebrazioni. Quando Milano fu invasa dai francesi nel 1499, Leonardo va a trascorrere qualche tempo a Mantova (dicembre 1499) e poi anche a Venezia, prima di ritornare a Firenze.Martin Kemp, Leonardo seen from the inside out, Oxford University Press, 2004, ISBN 0-19-280644-0 pp. 255-274

Nella capitale toscana visse presso la sede della comunità dei Servi di Maria e qui prepara il primo modello per la futura Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino; ci viene riferito che ricevette anche un incarico da parte di Luigi XII di Francia. Nel 1502 entra per un periodo a servizio di Cesare Borgia, detto "il Valentino", figlio del papa Alessandro VI e fratello di Lucrezia Borgia. Tra il 1506 e il 1513 Leonardo torna a Milano ove rimane per la maggior parte del tempo.

Nel 1507 il quattordicenne Francesco Melzi si unì alla sua bottega come apprendista, rimanendogli poi fedelmente accanto fino alla morte. Tra il 1513 e il 1514 Leonardo lascia di nuovo Milano e si reca a Roma; infine, tre anni dopo, si reca oltralpe come pittore di corte del re Francesco I di Francia. Il sovrano gli concesse l'usufrutto del maniero di Clos-Lucé da utilizzare come abitazione e lo guardò sempre con estrema stima ed ammirazione.

Si dice anche che il re francese si sia voluto tenere la testa del grande genio, dopo che questi morì: è sepolto ancor oggi nella cappella di Saint-Hubert, adiacente al castello di Amboise sulla Loira.

Caratteristiche fisiche Le descrizioni e i ritratti si combinano per creare l'immagine di un uomo alto, atletico e molto bello; la lunghezza del suo scheletro misura 173 cm, che per i canoni dell'epoca era più che accettabile.Mary Margaret Heaton (1874), Leonardo da Vinci and his works, Kessinger Publishing, Whitefish, MT, 2004, p. 204 I ritratti indicano che, avanti con gli anni, aveva i capelli lunghi e fluenti cadenti sulle spalle; ancora, mentre la maggioranza dei suoi contemporanei si rasava o teneva comunque la barba corta, ecco che invece la barba di Leonardo raggiungeva il petto.

Il suo abbigliamento viene descritto più volte come essere insolito, originale nella scelta di colori vivaci. L'abbigliamento preferito da Leonardo era quello costituito da una tunica corta e flessibile, del tipo di quelle indossate dai giovanotti. Una tale immagine è stata poi ricreata nella statua che si trova oggi fuori dalla Galleria degli Uffizi. Descrizione del Vasari Secondo il Vasari:

Ritratti e autoritratti Il volto di Leonardo è conosciuto soprattutto da un disegno a sanguigna che pare trattarsi di un autoritratto, vi è tuttavia una certa polemica sull'autentica identità del soggetto, in quanto l'uomo ivi rappresentato sembrerebbe essere di età superiore ai 67 anni vissuti dal genio rinascimentale; una delle soluzioni che sono state avanzate è che lo stesso Leonardo si fosse volutamente fatto un'immagine invecchiata, questo al fine di fornire un modello al dipinto di Raffaello Sanzio intitolato Scuola di Atene (1510) e ove proprio Leonardo vi sarebbe raffigurato come Platone.

Un ritratto di profilo che si trova alla Galleria Ambrosiana di Milano è generalmente accettato come essere un'immagine del viso di Leonardo; è raffigurato con una fluente barba e capelli lunghi e sciolti. Proprio quest'immagine è la riproduzione usata come xilografia nella prima edizione delle Vite.

Nel 2008 l'artista Siegfried Woldhek in un discorso alla TED (Technology Entertainment Design) ha proposto, sulla base delle caratteristiche giovanili di Leonardo impresse da Andrea del Verrocchio nella statua del David l'ipotesi ch'egli si sia poi fatto negli anni tre autoritratti: Ritratto di musico (1490), lUomo vitruviano e il succitato ritratto in gesso rosso del 1512 chiamato Autoritratto.

Impronte digitali ricostruite Nel 2006 l'antropologo Luigi Capassio ha affermato di aver ricostruito le impronte digitali dell'indice sinistro di Leonardo, sulla base di fotografie delle sue impronte su vari documenti passati sicuramente tra le sue mani. Capassio è giunto così alla conclusione che le caratteristiche distintive dell'impronta digitale suggerirebbe la possibilità che la madre di Leonardo, Caterina, fosse di origine mediorientale.

Tuttavia, altri esperti hanno sottolineato che la determinazione dell'etnia sulla base delle impronte digitali rimane inaffidabile, in quanto le varie caratteristiche vengono a sovrapporsi facilmente tra le popolazioni; lo stesso Capassio ha riconosciuto che le caratteristiche digitali non sono univoche tra i vari popoli.Marta Falconi, Da Vinci's print may paint new picture of artist, Rome, The Guardian, December 2, 2006. In precedenza, già nel 2002 il direttore museale Alessandro Vezzosi aveva ipotizzato che la donna avesse potuto esser stata portata da Costantinopoli in Toscana come schiava turco-ottomana. Rimase comunque un certo scetticismo su queste presunte rivelazioni.

Nel 2006 Vezzosi ha ribadito che la sua ricerca coincideva perfettamente con quella di Capassio, ma ha anche avvertito che la sua teoria non può esser stabilita con certezza in quanto non sono state trovate ancora prove che indichino che Caterina sia stata venduta a Ser Piero in qualità di schiava.

Carattere Leonardo da Vinci è stato descritto dai suoi primi biografi come un uomo dotato di grande fascino personale, fortemente carismatico, di carattere gentile e generoso, pertanto anche generalmente molto benvoluto dai contemporanei. Sempre secondo il Vasari la sua disposizione d'animo era amabile, un conversatore brillante che affascinò Ludovico il Moro con la sua arguzia; lo descrive come un uomo sorprendentemente bello ed avvenente, ma anche di fisico forte e buono di animo.

Alcune delle convinzioni intime di Leonardo possono essere trovate in una serie di suoi scritti: temi prevalenti sono i pericoli costituiti dalla tronfiaggine e dalla superbia immotivata, dall'appagamento dato dal proprio senso di autostima; descrive inoltre i benefici che si possono ottenere grazie ed attraverso la consapevolezza, l'umiltà e l'impegno costante e indefesso.

Pochissimo si sa invece dei rapporti intimi di Leonardo, partendo da ciò che egli stesso ha scritto. Alcune evidenze riguardanti relazioni private intrattenute nel corso del tempo emergono invece sia dai registri storici che dagli scritti dei suoi biografi.

Relazioni personali

Durante la sua lunga carriera Leonardo ebbe molti allievi, famosi, prima ancora che per la bravura nell'arte per la loro grazia e bella presenza, tra cui Giampietrino, Marco d'Oggiono e Giovanni Antonio Boltraffio, Bernardino Luini e Andrea Solari; ha però mantenuto rapporti di lunga durata soprattutto con due di loro, andati nella sua bottega a lavorare come apprendisti quand'erano ancora dei bambini: questi erano Gian Giacomo Caprotti da Oreno (presentatosi davanti a lui nel 1490 a dieci anni), e il conte Francesco Melzi - figlio di un aristocratico milanese - (nel 1506 a quattordici anni). Quest'ultimo rimase vicino a Leonardo e lo accompagnò fino alla morte.