Policòro (Pulecore in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Matera in Basilicata.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Policoro è situato nella piana di Metaponto, nella parte sud-orientale della provincia di Matera, e si estende fino alla costa del Mar Ionio. È compreso tra i bacini idrografici dei fiumi Agri e Sinni; l'abitato sorge su un terrazzo morfologico, mentre la fascia litoranea è caratterizzata dalla presenza di una rete di canali di bonifica.
Il comune confina con Scanzano Jonico a nord, Rotondella a sud e Tursi a ovest, mentre a est è delimitato dal Mar Ionio.
Il territorio comunale è classificato in zona sismica 2. La classificazione deriva dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi n. 3274 del 20 marzo 2003.
Clima
Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di 7,8 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di 25,4 °C.
Policoro appartiene alla zona climatica C e presenta gradi giorno.
Origini del nome Il toponimo Policoro deriva dalla denominazione greca medievale Polychorion o Polychoron (), con la quale in età bizantina veniva indicato un insediamento sorto nell'area dell'antica Herakleia. La documentazione medievale registra successivamente la forma latina Policorium, attestata nel IX secolo e dalla quale deriva l'attuale nome della città.
Storia
Età antica Il territorio dell'odierna Policoro fu interessato dalla colonizzazione greca della costa ionica della Basilicata. Nel VII secolo a.C. coloni provenienti dalla Ionia fondarono Siris, che divenne uno dei centri della Magna Grecia nell'area della Siritide. Dopo la distruzione di Siris, nel 433 a.C. i Tarantini fondarono nello stesso territorio la colonia di Herakleia, che divenne in seguito sede della Lega italiota.
Nel 280 a.C., nel territorio di Eraclea, fu combattuta la battaglia di Eraclea tra l'esercito romano e quello di Pirro, re dell'Epiro. La città entrò successivamente nell'orbita romana e sopravvisse alla seconda guerra punica e ai tumulti dell'ultima fase della Repubblica romana, venendo interessata nel 72 a.C. anche dal passaggio delle forze di Spartaco. In età imperiale Eraclea conobbe una progressiva decadenza.
Dell'antica città si conservano resti nell'area archeologica di Policoro, dove le campagne di scavo avviate nel 1959 hanno riportato alla luce settori dell'acropoli, i santuari di Dioniso e Demetra e tratti delle mura della città bassa. Tra le più importanti testimonianze provenienti da Herakleia figurano le Tavole di Eraclea, due tavole bronzee recanti sul recto testi greci relativi all'organizzazione e allo sfruttamento di proprietà fondiarie e sul verso un testo legislativo latino.
Dal Medioevo all'età contemporanea Dopo la decadenza dell'insediamento antico, il territorio conobbe una ripresa nel Medioevo; al IX secolo risale l'attestazione del toponimo Policorium. Durante il regno di Federico II di Svevia vi ebbe sede il Magister Ratiarum, legato all'allevamento dei cavalli della Corona nella pianura metapontina.
In età feudale il territorio appartenne successivamente ai Sanseverino, ai Gesuiti e ai principi Serra di Gerace; nel 1892 passò ai Berlingieri. Testimonianza di questa fase storica è il castello baronale, le cui origini sono ricondotte al periodo medievale e che conserva nelle sue linee generali la configurazione assunta durante la presenza dei Gesuiti nel XVII secolo.
La città contemporanea La nascita della Policoro contemporanea è legata alla riforma agraria del secondo dopoguerra, che trasformò profondamente il territorio del Metapontino. I lavori per la costruzione della nuova borgata di servizio iniziarono il 14 aprile 1953, su progetto di Giuseppe Candura e Paolo Maria Petrignani. Il nuovo insediamento, organizzato intorno all'attuale piazza Eraclea, costituiva il centro dei servizi destinati alla popolazione rurale insediatasi nelle campagne in seguito alla riforma fondiaria.
Il 26 febbraio 1959 la frazione di Policoro fu distaccata dal comune di Montalbano Jonico e costituita in comune autonomo. Policoro fu il primo comune autonomo sorto nelle aree interessate dalla riforma fondiaria in Italia. Alla costituzione del comune la popolazione era di circa 800 abitanti, mentre al censimento del 1961 raggiunse residenti, in conseguenza del rapido popolamento determinato dalla riforma.
Simboli
Stemma Lo stemma di Policoro raffigura Eracle nell'atto di strangolare il Leone di Nemea, accompagnato dalla clava e dall'arco e dalla legenda greca .
Gonfalone Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di Maria Santissima del Ponte La chiesa madre di Maria Santissima del Ponte sorge su Piazza Eraclea e costituisce uno degli edifici principali del nucleo urbano realizzato negli anni cinquanta nell'ambito della riforma agraria. Costruita dall'Ente per la Riforma Fondiaria insieme alla nuova borgata, fu la prima chiesa parrocchiale della moderna Policoro e presenta i caratteri propri dell'architettura dei borghi rurali sorti nel secondo dopoguerra. L'edificio, a navata unica, ha struttura in cemento armato, abside semicircolare e facciata caratterizzata da un portico a tre campate e da un grande rosone.
All'interno è conservata la statua lignea medievale della Madonna con Bambino, venerata con il titolo di Madonna del Ponte e patrona della città, databile tra il XIII e il XIV secolo e proveniente dall'antica cappella posta presso il palazzo baronale. In seguito ai lavori di ristrutturazione eseguiti tra il 2019 e il 2020, nella zona absidale è stato inoltre realizzato un mosaico raffigurante la Resurrezione.
Cappella della Madonna del Ponte Posta accanto al palazzo baronale, la cappella della Madonna del Ponte risale ai primi anni del XVIII secolo e costituiva originariamente il luogo di custodia della statua lignea della patrona. L'edificio conserva il monogramma della Compagnia di Gesù e gli stemmi delle famiglie Grimaldi e Serra, che possedettero il feudo prima del suo passaggio ai Berlingieri. Un'iscrizione sulla parete laterale ricorda un restauro effettuato nel 1899; la cappella fu riaperta al culto nel 1902 per volontà del barone Berlingieri. La facciata, dalle forme semplici e leggermente ondulate, appartiene all'assetto settecentesco dell'edificio.
Chiesa del Buon Pastore La chiesa del Buon Pastore fu realizzata tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XX secolo in una zona interessata dalla contemporanea espansione dell'abitato. La costruzione presenta una struttura portante in cemento armato e un'unica navata coperta da una volta in legno lamellare. La torre campanaria, posta sul lato destro della facciata, presenta una base circolare che nella parte superiore assume pianta quadrangolare ed è caratterizzata da una croce inserita nelle pareti.
Centro giovanile Padre Minozzi Il centro giovanile Padre Minozzi, appartenente alla congregazione della Famiglia dei Discepoli, fu istituito agli inizi degli anni ottanta. Il complesso comprende una chiesa aperta al pubblico, una cappella interna e ambienti destinati alle attività comunitarie, culturali e formative.
Architetture civili
Palazzo baronale Il palazzo baronale, noto anche come castello di Policoro o palazzo Berlingieri, sorge sul rilievo che domina la piana circostante ed è uno dei principali edifici storici del territorio comunale. Il nucleo da cui deriva il complesso fu utilizzato nel corso dei secoli come insediamento monastico e centro produttivo agricolo: appartenne dapprima ai basiliani, quindi ai benedettini e successivamente ai gesuiti, che trasformarono il complesso in un casale fortificato. Nel 1791 l'edificio e il fondo circostante furono acquistati dalla principessa Maria Grimaldi Gerace Serra, alla quale viene ricondotta la trasformazione del precedente complesso nell'attuale residenza nobiliare.
Alla fine del XIX secolo la proprietà passò alla famiglia Berlingieri. Il complesso è organizzato attorno a una corte interna e l'ingresso principale è costituito da un portale settecentesco sormontato dallo stemma della famiglia; dalla corte si accede agli ambienti del piano terreno e alla scala che conduce ai piani superiori.
Architetture della riforma fondiaria Una parte consistente del patrimonio architettonico contemporaneo di Policoro deriva dalla riforma agraria degli anni cinquanta, durante la quale furono realizzati il nuovo centro urbano, gli edifici destinati ai servizi collettivi e le case coloniche distribuite nel territorio agricolo. I lavori per la costruzione della nuova borgata ebbero inizio il 14 aprile 1953 su progetto di Candura e Petrignani. Al nucleo originario appartengono, oltre alla chiesa madre e agli edifici di Piazza Eraclea, il complesso scolastico di Piazza Dante, realizzato poco dopo il centro civico e originariamente destinato a ospitare la prima scuola elementare della Policoro sorta dalla riforma. L'edificio conserva in particolare sui prospetti verso via Dante e via Belvedere parte dell'impostazione architettonica originaria, caratterizzata dalla ricerca di simmetria e funzionalità propria dell'architettura razionalista del periodo.
Siti archeologici Parco archeologico di Herakleia Il parco archeologico si estende alla periferia settentrionale dell'abitato, sulla cosiddetta collina del Barone, posta sulla sinistra idrografica dell'Agri, e comprende l'area dell'acropoli dell'antica Herakleia. La città fu fondata da coloni di Taranto e Thurii nel 434-433 a.C. e occupò un'area nella quale sono state rinvenute anche consistenti testimonianze della precedente colonia ionica di Siris.
Sull'acropoli è stato parzialmente riportato alla luce un impianto urbano ortogonale, organizzato attorno a una strada principale orientata in direzione est-ovest, sulla quale si innestavano perpendicolarmente strade secondarie. Sono visibili resti di abitazioni e strutture produttive e, per l'età tardo-ellenistica, di case a peristilio dotate di canalizzazioni e pavimenti musivi. Nell'area posta a sud dell'acropoli si estendeva invece l'agorà, presso la quale sorgevano, tra gli altri, santuari dedicati a Dioniso e Demetra. Tra i rinvenimenti più significativi figura un mosaico policromo della prima metà del III secolo a.C., conservato all'interno di un'abitazione prossima alla strada principale e decorato con una figura fantastica dal corpo serpentiforme e con una scena rituale di purificazione.
Piazze e giardini Piazza Eraclea Piazza Eraclea costituisce il centro civico della borgata realizzata a partire dal 1953 nell'ambito della riforma fondiaria. Già prevista nel progetto del 1952, fu concepita come spazio di collegamento tra i principali edifici pubblici e collettivi del nuovo insediamento, comprendenti la chiesa madre, gli uffici dell'Ente di Riforma, laboratori artigiani, magazzini e attività commerciali. L'impianto della piazza e degli edifici circostanti risente delle esperienze dell'architettura razionalista italiana, con porticati, volumi geometrici semplici e una disposizione basata sulla simmetria e sull'alternanza tra pieni e vuoti.
Al centro della piazza è collocata una scultura in bronzo di Tonino Cortese raffigurante Eracle in lotta con il Leone di Nemea, soggetto ispirato a una moneta dell'antica Herakleia.
Villa comunale Guido Vicino La villa comunale costituisce il più antico parco pubblico della Policoro contemporanea. È intitolata a Guido Vicino, sindaco della città durante gli anni della sua maggiore espansione nel secondo dopoguerra, al quale viene ricondotto l'assetto assunto dal parco.
Aree naturali Riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro