Biografia
Nacque a Modena il 16 febbraio 1914, figlio di Alberto di professione commerciante. Studente universitario alla Facoltà di economia e commercio dell'università di Bologna, iniziò a praticare l'atletica leggera nelle specialità degli ostacoli. Divenuto campione italiano fu indicato per partecipare ai Giochi olimpici di Berlino 1936, ma nel corso della selezione olimpica suo padre gli chiese fermamente di aiutarlo nell'attività di famiglia, ed egli simulò un infortunio muscolare, mantenendo il segreto con tuttiCompresi tecnici, preparatori atletici e compagni di squadra. sul vero motivo del suo ritiro. Pur non prendendo parte alle olimpiadi continuò l'attività sportiva in seno alla società sportiva La Fratellanza di Modena,In cui era entrato all'età di quattordici anni. partecipando a numerosi meeting internazionali. Durante un incontro Italia-Svizzera stabilì il suo record personale sui 110 metri ostacoli in 15" e 6/10.Tale record è ancora citato nell'Albo d'oro della società sportiva "La Fratellanza" di Modena.. Preso dalla passione per il volo, nel corso del 1936 conseguì il brevetto di pilota civile presso l'Aero Club "Guido Colli"Conseguì il brevetto sotto la guida dell'istruttore Adolfo Lancellotti. della sua città natale. Il conseguimento del brevetto gli permise di svolgere il servizio militare di leva in seno alla Regia Aeronautica. Dopo l'addestramento iniziale presso la Scuola Bombardamento, situata sull'aeroporto della Malpensa, entrò a far parte, come pilota militare, della 47ª Squadriglia del 18º Stormo B. T. inquadrato nella Divisione Bombardamento "Aquila" di Aviano.Tale reparto era al comando del generale Amedeo di Savoia duca d'Aosta. Verso la fine del 1938 ritornò alla vita civile, dopo aver conseguito l'abilitazione al pilotaggio dei bombardieri Savoia-Marchetti S.81 Pipistrello, Piaggio P.32 e CANT Z.1011, riprendendo gli studi universitari, e conseguendo la laurea in economia e commercio nel 1939. All'inizio del 1940 convolò a giuste nozze con la signorina Carla Bazzi, sua concittadina.
La seconda guerra mondiale Il 4 giugno 1940,. poco prima dell'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il giorno 10, lo stato maggiore della Regia Aeronautica istituì il Comando Servizi Aerei Speciali (C.S.A.S.),. militarizzando il personale navigante della varie compagnie aeree civiliSi trattava del personale delle compagnie aeree Ala Littoria, Avio Linee Italiane e Linee Aeree Transcontinentali Italiane. operanti sul territorio nazionale. Nei primi mesi del 1942 egli fu richiamato in servizio attivo, assegnato al "Gruppo C" del Servizi Aerei Speciali, basato sull'aeroporto del Littorio, a Roma-Urbe. Conseguì in poco tempo l'abilitazione al pilotaggio del velivolo da trasporto Savoia-Marchetti S.M.82 Marsupiale, e con il grado di tenente pilota di complemento entrò a far parte della 609ª Squadriglia, 146º Gruppo, 44º Stormo.
Nel corso del 1942, mentre trasportava un carico di munizioni pesanti, il suo aereo fu scoperto dalla caccia nemica, e nonostante il velivolo fosse stato colpito e duramente danneggiato, egli riuscì caparbiamente a farlo atterrare su una piccola pista che non era nemmeno segnata sulle carte, toccando il suolo a vista con la testa fuori dall'abitacolo per riuscire a vedere, perché il fumo e l'olio che fuoriusciva dal motore in fiamme gli impediva la visuale. Per tale azione gli fu assegnata la Medaglia d'argento al valor militare.
Nell'autunno dello stesso anno. il suo reparto viene intensamente impegnato nelle missioni di rifornimento all'armata italo-tedesca operante in Africa settentrionale.. Dopo la battaglia di El Alamein l'armata iniziò la lunga ritirata attraversando l'intera Libia per rifugiarsi in Tunisia, dove stabilì l'estrema linea di resistenza sul Mareth. I reparti del SAS vennero pesantemente impegnati in missioni di rifornimento che, partendo dagli aeroporti di Sciacca e Castelvetrano (Sicilia), avevano come meta gli aeroporti di Sfax e El Alouina in Tunisia. Si trattava di missioni pericolosissime,Tali missioni prevedevano l'attraversamento del Canale di Sicilia a volo radente sul mare, con gli aerei letteralmente stracarichi di benzina, munizioni e truppe di rinforzo. che prevedevano l'attraversamento del Canale di Sicilia in aeroconvogliTali aeroconvogli, composti normalmente da dieci o venti velivoli, sostituivano quelli navali per l'impossibilità della Regia Marina di operare nel Mediterraneo centrale, ormai controllato dai sommergibili alleati e dai radar di Malta. debolmente scortati dalla caccia italiana.
Il 5 maggio 1943 il suo aereo decollò dal campo di Finocchiara, nei pressi di GerbiniPaese nelle vicinanze di Catania. trasportando un reparto di bersaglieriAl comando del tenente Antonio Del Gizzi. dell'8º Reggimento. Insieme ad altri quattro velivoli, scortati da 16 caccia Aermacchi C.202 FolgoreAppartenenti al 151º Gruppo del 53º Stormo Caccia Terrestri, e posti al comando del tenente Amedeo Guidi. la formazione italiana iniziò la traversata sul mare quando, circa a metà del percorso, fu intercettata da caccia Lockheed P-38 Lightning dell'U.S. Army Air Forces. Anche se contrastati duramente dai C.202, i P-38 abbatterono subito due S.M.82 che precipitarono in fiamme, mentre altri due, gravemente danneggiati, furono costretti ad ammarare. Rimasto solo, il suo aereo fu preso a bersaglio dagli aerei americani riportando gravi danni che lo costrinsero ad atterrare in emergenza sul litorale sabbioso tra Capo Bon e Cartagine. Una volta a terra l'equipaggio iniziò immediatamente a riparare il velivolo, mentre egli si incamminò verso la sede del Comando Aeronautica della Tunisia per consegnare il rapporto di missione.. Due giorni dopo, avuto un nuovo colloquio con il generale Boschi del Comando Aeronautica, ottenne il permesso di decollare verso Castelvetrano, ma dovette, nel contempo, recuperare sull'aeroporto di El Alouina il tenente pilota Lino RosciAnch'egli appartenente allo stesso aeroconvoglio del S.A.S. di cui faceva parte l'aereo di Setti, e che era stato recuperato in mare dai mezzi di soccorso. per trasportarlo in Italia. Raggiunto fortunosamente l'aeroporto di El AlouinaOrmai assediato dalle truppe americane, i cui carri armati avevano raggiunto la capitale Tunisi. a bordo di un autocarro, insieme al suo secondo pilota Bizzotto, i due recuperano Rosci ma si resero conto che ogni via di fuga terrestre era oramai preclusa. Dietro un hangar i tre aviatori scorsero, defilato, un bombardiere Savoia-Marchetti S.M.81 gravemente danneggiato, e destinato a fornire pezzi di ricambio. Con l'aiuto di un motorista presente sul posto riuscirono ad avviare i motori, ed egli, seduto su un bidone di benzina vuoto, messo al posto del seggiolino mancante, decollò per raggiungere in pochi minuti di volo il campo d'aviazione di Soliman. Da qui si recò presso il suo velivolo, che era stato ulteriormente danneggiato dai caccia americani ormai padroni del cielo sopra la Tunisia, decollando immediatamente per raggiungere un campo di fortuna sul lago asciutto di Sidi Kedoni.Tale campo d'aviazione era situato in una depressione geografica sita a ridosso della costa mediterranea. Alle quattro del mattino ridecollòPur non essendo mai stato abilitato al volo notturno, e aveva a bordo i generali Vittorio Sogno, comandante del XXX Corpo d'armata, e Giovanni Imperiali, comandante della 50ª Brigata speciale di fanteria. nuovamente con destinazione finale la Sicilia, sorvolando la superficie del mare a bassissima quota. Eludendo la caccia notturna alleata l'aereo atterrò a Castelvetrano alla 6:10 dell'8 maggio, e dopo aver consegnato il velivolo alle squadre di riparazione locale (SRAM) di Sigonella per le necessarie riparazioni l'equipaggio rientrò a Roma. Giunto sull'aeroporto di Roma-Urbe andò a rapporto dal comandante di Stormo, tenente colonnello Pietro Morino, che lo redarguì pesantemente per le molteplici infrazioni al regolamento compiute durante la missione. Prima di congedarlo Morino gli ordinò di andare a rapporto dal generale di divisione aerea Attilio Matricardi. comandante del Servizio Aereo Trasporti, concludendo con le seguenti parole: Verrai proposto per la Medaglia d'Oro!.
Alla data dell'armistizio dell'8 settembre 1943, si trovava presso la stazione ferroviaria centrale di Bologna in attesa del treno locale per Modena, dove doveva trascorrere una breve licenza. All'annuncio dell'armistizio si recò ugualmente a Modena, ma presso la sua casa non trovò nessuno in quanto la famiglia si era da tempo trasferita a Sestola. Cercò quindi di rientrare presso il suo comando, ma dovette allontanarsi dalla stazione ferroviaria della città in bicicletta, indossando abiti borghesi, in quanto i tedeschi stavano già iniziando i rastrellamenti dei militari italiani per avviarli nei campi di prigionia in Germania. Raggiunta Sestola incontrò brevemente i famigliari raggiungendo,Gran parte del viaggio fu effettuato con la bicicletta, ed un tratto a bordo di un'autocorriera di linea ancora funzionante. Roma il giorno 14. Impadronitosi con l'astuzia, insieme ad alcuni compagni,Si trattava del maggiore Paolo Moci, del tenente Rodolfo Venturini, del maresciallo Toscano e del tenente Zoppi. di un bombardiere Savoia-Marchetti S.79 Sparviero che si trovava a Ciampino, riuscì a decollare raggiungendo l'aeroporto di Galatina il 16 settembre.
Dopo aver militato nell'Italian Co-belligerent Air Force si congedòDurante la seconda guerra mondiale era stato abbattuto tre volte, ed aveva compiuto 220 missioni di guerra. nel corso del 1946,Si presentò a casa sei mesi dopo la fine della guerra, indossando una logora divisa e con la barba lunga. con il grado di tenente pilota, ritornando definitivamente alla vita civile per proseguire l'attività di famiglia. Fu iscritto successivamente nel ruolo d'onore con il grado di colonnello pilota. Ripreso l'impegno presso la Società sportiva "La Fratellanza Modena" ne ricoprì l'incarico di presidente per un certo periodo,Contribuendo al suo funzionamento anche con soldi propri. diventando quindi presidente provinciale del CONI.Ricoprì tale incarico dal 1950 al 1977, ma fu anche presidente dell'Aeroclub di Modena, dell'Ente provinciale per il turismo e consigliere della Banca Popolare dell'Emilia-Romagna. Si spense a Modena il 19 marzo 1991.
Nel 1996 gli fu intitolato il deposito dell'Aeronautica Militare di Modena. La sezione dell'Associazione Arma Aeronautica di Montese (MO) è stata intitolata alla M.O.V.M. Fulvio Setti.
Onorificenze
Pubblicazioni Sulle ali del coraggio, Dalla Casa, Modena 1996 Savoia Marchetti SM 82 Marsupiale, in collaborazione con Giorgio Pini, Le Macchine e la Storia - Profili 5, STEM-Mucchi s.p.a., Modena, 1975.
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Periodici
Voci correlate Comando servizi aerei speciali Savoia-Marchetti S.M.82 Marsupiale
Altri progetti
Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Medaglie d'argento al valor militare Categoria:Piloti della Regia Aeronautica Categoria:Croci di guerra al valor militare Categoria:Aviatori italiani della seconda guerra mondiale