La nazionale maschile di calcio del Marocco (, ) è la rappresentativa calcistica del Marocco ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica del Marocco.
La squadra, i cui giocatori sono soprannominati "leoni dell'Atlante", vanta quale migliore risultato ai mondiali il quarto posto in occasione del , dove è divenuta la nazionale africana che ha ottenuto il migliore piazzamento nel torneo. Ha vinto, inoltre 2 Coppe d'Africa (nel 1976 e nel 2025), due Coppe arabe (nel 2012 e nel 2025) e tre campionati delle nazioni africane (nel 2018 e nel 2020 e nel 2024), mentre a livello giovanile ha vinto un campionato del mondo Under-20 nel 2025.
Nella classifica mondiale della FIFA il miglior piazzamento raggiunto dal Marocco è il 5° posto, ottenuto per la prima volta nel settembre 2026.
Storia La vicinanza geografica dello stato a Portogallo e Spagna e la sua affinità alla cultura ispanica hanno trovato riscontro in ambito calcistico, con la presenza di talenti marocchini nel campionato spagnolo e portoghese.
Periodo pre-indipendenza
La selezione del Marocco fu creata nel 1928 e disputò la sua prima partita il 22 dicembre di quell'anno contro la squadra B della Francia, da cui fu sconfitta per 2-1. Questa compagine, formata dai migliori calciatori della LMFA o Lega calcistica del Marocco (coloni o indigeni), era attiva in partite amichevoli contro altre selezioni nordafricane quali quelle della Lega calcistica d'Algeria, della Lega calcistica d'Oran, della Lega calcistica della Costantinia e della Lega calcistica della Tunisia. Tali associazioni di club di coloni e calciatori del luogo, oltre a prevedere un proprio campionato, si scontravano infatti tra di loro in un torneo che il Marocco vinse più volte, come nel 1948-1949.
La LMFA affrontò anche qualche squadra di club come la NK Lokomotiva Zagreb nel gennaio 1950, oltre che la A e la Francia B. Contro la Francia A la LMFA fece sensazione pareggiando per 1-1 a Casablanca nel 1941.
Il 9 settembre 1954 un terremoto colpì la regione algerina di Orléansville (oggi Chlef) e causò la distruzione della città e la morte di oltre 1400 persone. Il 7 ottobre 1954 la federcalcio francese e gli abitanti del Maghreb organizzarono una partita benefica per raccogliere fondi per i familiari delle vittime del catastrofico evento. Nel match una selezione di marocchini, algerini e tunisini sfidò la nazionale della Francia al Parco dei Principi di Parigi. Guidata dalla stella Larbi Ben Barek, la selezione maghrebina riuscì a vincere per 3-2, un mese prima degli attentati della Toussaint rouge compiuti nel novembre 1954 dal Fronte di Liberazione Nazionale algerino che segnarono l'inizio della guerra d'Algeria.
Gli esordi del Marocco (1955-1963)
Nel 1955 fu costituita la Fédération royale marocaine de football, al termine del protettorato francese del Marocco, che durava dal 1912.
Il 19 ottobre 1957, ai Giochi panarabi in Libano, il Marocco debuttò come nazionale di un paese indipendente contro l', alla Città dello sport Camille-Chamoun, e pareggiò per 3-3. Nel torneo la squadra marocchina ottenne la prima vittoria della sua storia contro la , con il risultato di 5-1, per poi battere per 3-1 la e ottenere l'accesso alla semifinale. Il Marocco terminò al primo posto il gruppo 1 della competizione, nella quale il percorso della formazione nordafricana terminò proprio in semifinale, contro la , il 26 ottobre 1957: malgrado il pareggio per 1-1, furono i siriani a superare il turno e a qualificarsi per la finale.
Dal 1957 al 1958 il Marocco disputò numerosi incontri amichevoli contro la squadra del Fronte di Liberazione Nazionale, la rappresentativa dell'Algeria prima dell'indipendenza del 1958. Nel 1959 prese parte per la prima volta ad una competizione internazionale, le eliminatorie delle Olimpiadi di Roma 1960. Si piazzò secondo in un girone di tre squadre, alle spalle della Tunisia, ma solo per una differenza reti sfavorevole. Nel medesimo anno la federazione calcistica del Marocco si affiliò alla FIFA.
Nel 1960 il Marocco esordì nelle eliminatorie della Coppa del mondo, in vista di . Inserito nel gruppo 2 delle qualificazioni africane, se la vide di nuovo contro la Tunisia. Dopo due partite finite con una vittoria per parte (2-1 per i marocchini e 2-1 per i tunisini), il 22 gennaio 1961 si giocò a Palermo una partita di spareggio, che terminò in parità (1-1). Si procedette con il lancio della monetina e la sorte arrise ai marocchini, che vinsero il sorteggio e proseguirono il cammino di qualificazione al mondiale. Sconfitto il , i calciatori del Marocco si guadagnarono l'accesso all'ultimo turno di qualificazione, contro la , che eliminò il Marocco con due vittorie (1-0 e 3-2).
Nel 1961 il Marocco affrontò per la prima volta due nazionali europee, la e la , e disputò i Giochi panarabi di Casablanca, partecipando al girone di sei squadre e vincendolo. Il 6 settembre 1961 ottenne contro l' la vittoria più larga della propria storia (13-1). Colse anche due vittorie contro una squadra europea, evento senza precedenti, battendo la Germania Est per 2-1 e 2-0.
Nel 1963 la squadra marocchina sfiorò la qualificazione alla Coppa d'Africa. Nello spareggio decisivo contro la Tunisia fu sconfitto per 4-1 a Tunisi e vinse per 4-2 in casa: fu dunque eliminato. Ai Giochi del Mediterraneo di Napoli 1963 si piazzò quarta dopo una sconfitta per 2-1 nella finale per il terzo posto contro la squadra riserve della Spagna.
Prime apparizioni nelle competizioni internazionali (1963-1976) Il Marocco partecipò per la prima volta alla fase finale di una competizione internazionale alle Olimpiadi di Tokyo 1964. Ottenuta la qualificazione sotto la guida del selezionatore Mohamed Massoun, i marocchini furono inseriti in un girone di tre squadre a causa della rinuncia della e fecero registrare due sconfitte consecutive, contro l' (6-0, peggiore sconfitta di sempre del Marocco) e (3-1, malgrado l'iniziale vantaggio, siglato al secondo minuto di gioco da Ali Bouachra).
Nel 1966 la federcalcio marocchina si affiliò alla Confédération Africaine de Football e poté così partecipare alla competizioni organizzate dalla CAF.
Ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi 1967 i marocchini furono eliminati al primo turno, piazzandosi quarti nel girone con , e .
Qualificatosi per le Olimpiadi del 1968, il Marocco si rifiutò di giocare contro . Al suo posto fu ripescato il .
Nel biennio 1968-1969 la squadra fu impegnata nelle qualificazioni al mondiale messicano del 1970. Il suo esordio fu positivo: eliminò il (1-0) e la Tunisia dopo il sorteggio, resosi all'epoca necessario dopo tre pareggi (di cui l'ultimo a Marsiglia, per 2-2). Nel girone finale delle eliminatorie, contro e , il Marocco ottenne cinque punti, piazzandosi davanti alla Nigeria e qualificandosi per la prima volta per la fase finale di un mondiale. Poco dopo il Marocco perse contro l'Algeria lo spareggio decisivo per accedere alla fase finale della .
Il Marocco divenne così la prima nazionale africana a qualificarsi per un mondiale dopo aver disputato un torneo eliminatorio (a l'Egitto fu la prima nazionale africana a prendere parte alla Coppa del mondo, ma senza aver prima disputato le qualificazioni). La squadra marocchina, allenata dallo jugoslavo Blagoje Vidinić, era composta esclusivamente da calciatori militanti nel campionato marocchino, tra cui Driss Bamous e Ahmed Faras.
Il 3 giugno 1970, contro la di fronte a 12.942 spettatori, il Marocco aprì sorprendentemente le marcature con un gol al ventunesimo di gioco di Houmane Jarir. Nel secondo tempo, però, i tedeschi occidentali segnarono con Uwe Seeler e Gerd Müller e vinsero per 2-1. I Leoni dell'Atlante se la videro poi con il di fronte a 13.537 spettatori. Stavolta i marocchini non andarono a segno e, dopo aver retto per un'ora di gioco, subirono tre gol in dieci minuti per il 3-0 finale. L'11 giugno 1970 contro la i già eliminati marocchini pareggiarono per 1-1 in rimonta con gol al sessantesimo di gioco di Maouhoub Ghazouani. Fu il primo punto ottenuto da una nazionale africana ai mondiali.
Nelle eliminatorie della i Leoni dell'Atlante estromisero l', poi affrontarono l': battendolo per 3-0 all'andata e subendo una sconfitta per 3-2 al ritorno si qualificarono per la prima volta per la fase finale del torneo continentale. Nel girone ottennero tre pareggi per 1-1 contro , e e furono eliminati al primo turno. Tutti e tre i gol marocchini portarono la firma di Ahmed Faras.
Qualificatosi per le Olimpiadi del 1972 con due vittorie e due pareggi, il Marocco debuttò nel gruppo A con un pareggio a reti bianche contro gli , poi perse per 3-0 contro la e sconfisse la per 6-0 con una tripletta di Ahmed Faras, qualificandosi così per il secondo turno. A causa delle sconfitte contro (3-0), (3-1) e (5-0) fu poi eliminato.
Nelle eliminatorie del superò tre turni di qualificazione CAF, accedendo al girone finale con e . Battuti malamente in casa per 4-0 dallo Zaire, che vinse poi due sfide di fila contro lo Zambia, i marocchini si recarono in Zaire per la partita di ritorno e persero anche lì per 3-0, subendo tre gol nel secondo tempo, dopo l'uscita dal campo di Faras per infortunio. Il Marocco presentò ricorso, tentando di far giocare nuovamente il match, e non si presentò alla sfida conclusiva contro lo Zambia. In segno di protesta contro la FIFA decise anche di non prendere parte alla .
Nel 1974 il Marocco giocò solo due partite, ambedue contro l'Algeria, ottenendo una vittoria per 2-0 e un pareggio per 0-0. Dopo il 1974 il Marocco riprese a disputare regolarmente le competizioni della FIFA e della CAF. Riuscì a ottenere la qualificazione alla eliminando all'ultimo turno il , ma fallì la qualificazione alle Olimpiadi del 1976, eliminato dalla .
Tra successi e sconfitte (1976-1986) Il Marocco allenato dal CT rumeno Virgil Mărdărescu e capitanato da Ahmed Faras salì sul trono continentale terminando al primo posto il girone finale della Coppa d'Africa 1976, alla sua seconda partecipazione alla fase finale della competizione.
La fase finale, in Etiopia, prevedeva una novità: le prime due classificate di ciascuno dei due gironi da quattro squadre si sarebbero incontrate in un girone finale da quattro squadre, contendendosi il titolo di Campione d'Africa. Sparirono, dunque, i turni a eliminazione diretta, sostituiti da un mini-campionato. Il 29 febbraio 1976 il torneo prese il via con le prime partite del gruppo A, ma il Marocco, inserito nel gruppo B, esordì il 1º marzo 1976. Inserita in un girone con Sudan, Zaire e Nigeria, la squadra di Mărdărescu pareggiò per 2-2 contro il Sudan (gol marocchini di Mustapha Fetoui al 5° e Ahmed Abouali al 58º minuto), poi, grazie ad un gol di Abdelâali Zahraoui all'ottantesimo minuto di gioco, batté lo Zaire. Nell'ultima partita vinse in rimonta per 3-1 contro la Nigeria (gol nigeriano al 5° su calcio di rigore e tris marocchino con Ahmed Faras all'8°, Abdallah Tazi al 19° e Larbi Chebbak all'81°), ottenendo così il primo posto nel girone e qualificandosi per il girone finale insieme ai nigeriani, secondi in classifica nel gruppo B. Il girone finale mise dapprima di fronte Marocco ed Egitto. I marocchini, in vantaggio con Faras, subirono il pareggio, ma si riportarono in vantaggio a due minuti dalla fine del match ancora con Zahraoui e vinsero per 2-1. Si concluse con un successo la successiva partita contro i nigeriani, grazie a due gol di Ahmed Faras e Redouane Guezzar segnati negli ultimi otto minuti di gioco per ribaltare il provvisorio vantaggio avversario (2-1). Il match conclusivo, contro la , avrebbe deciso la squadra Campione d'Africa. Il 14 marzo 1976, ad Addis Abeba, i guineani, obbligati alla vittoria, si portarono in vantaggio nel primo tempo, ma a quattro minuti dalla fine dell'incontro Ahmed Makrouh segnò il gol del definitivo pareggio (1-1), che diede al Marocco la prima coppa della sua storia.