Fu una nota intellettuale illuminista, amica ed amante di Denis Diderot con il quale ebbe una lunga e confidenziale corrispondenza epistolare dove si tratta di vari argomenti, compresa la critica d'arte. Lo pseudonimo di Sophie le fu attribuito da Diderot, derivandolo dal greco antico "sofia" (sapienza) per indicare la cultura classica e scientifica che lei possedeva. Il carteggio con il filosofo, del quale rimangono solo le missive e le risposte inviate da Diderot a Sophie (contenute nell'epistolario dell'enciclopedista), ma non le lettere scritte di suo pugno, costituisce una fonte importante per la conoscenza della società francese del XVIII secolo, oltre che di aneddoti sulla vita privata di Diderot stesso e su quella dei suoi amici philosophes, come il barone d'Holbach o d'Alembert.
Biografia Suo padre era Jean-Robert Volland (morto nel 1750), un Inspecteur général des fermes de Sa Majesté ("Ispettore generale dei poderi di sua Maestà).Olivier Sécardin, Diderot, côté jardin, nota 20, e la madre Élisabeth Françoise Brunel de la Carlière (morta nel 1773).Heidi Denzel di Tirado, Biographische Fiktionen: Das Paradigma Denis Diderot im interkulturellen Vergleich (1765-2005). Königshausen & Neumann, (2009), S. 191, nota 716. La coppia ebbe un figlio che morì giovane e tre figlie: Marie-Jeanne Elisabeth, Louise-Henriette e Marie-Charlotte Volland.
I Vollands vissero a Parigi, in Rue Vieux-Augustins e in un castello nell'Isle-sur-Marne.Pierre Lepape, Denis Diderot. Eine Biographie. Campus-Verlag, Frankfurt a/M (1994), pp. 167-168.
Sophie, rimasta nubile, aveva un rapporto difficile con la madre che l'obbligava a seguirla per quasi metà dell'anno ad Isle-sur-Marne, quando ella invece avrebbe preferito vivere a Parigi. Diderot e Sophie si incontrarono per la prima volta nel 1755, probabilmente a casa dei Volland o presso Vallet de la Touche, fratello di Sallignac, così ci informa André Babelon nella sua Introduzione alle Lettres à Sophie Volland, edite negli anni Trenta da Gallimard (p. 9).
La prima delle lettere scambiate tra i due ha la data del 1759 e l'ultima è del 1774. La data del 1759 si desume dalla prima lettera scritta da Diderot e indirizzata a Sophie, ma non è sicura poiché di tutto l'epistolario, più di 550 lettere, tutte accuratamente e progressivamente numerate, sono giunte a noi solo le 187 di Diderot, mentre sono andate perse quelle di Sophie.
Di lei non è rimasto alcun ritratto, mentre sappiamo che Diderot ne possedeva due, di cui uno era una miniatura dipinta da Anne Vallayer-Coster che egli aveva fatto incastonare nella rilegatura di un volume del poeta latino Orazio.Maurice Tourneux, Diderot et Catherine II, p.480, nota 1.
Del suo aspetto fisico quindi sappiamo solo che aveva una costituzione molto gracile, che portava gli occhiali e che aveva «la menotte sèche», delle "manucce" magre:
Il rapporto amoroso con Sophie, una donna molto diversa dall'amante Madeleine de Puisieux (1720-1798) (una scrittrice moralista e femminista che Diderot aveva incontrato nel 1745) e soprattutto dalla moglie Antoinette - che era interessata più che al perseguimento degli ideali, alle faccende pratiche dell'esistenza che assicurassero una vita agiata - fu molto importante per Diderot che scoprì il vero sentimento dell'amore e trovò in lei una confidente e consigliera che gli fu vicina per tutta la vita. Sophie morì nel febbraio 1784, pochi mesi prima dello stesso Diderot.Walter Noetico, Il Sogno di Denis Diderot.
Riferimenti nella letteratura La relazione di Diderot e Sophie Volland è il tema del romanzo pubblicato nel 2003 dall'editore: Fischer Taschenbuch (23 ottobre 2003) Die Philosophin di Peter Prange, tradotto in italiano con il titolo Il filosofo e la libertina.Il romanzo si discosta molto dalla verità storica, poiché nel 1747 Sophie non aveva diciotto anni ma trentuno e non lavorava al Café Procope come cameriera. Era una ragazza di famiglia borghese, nubile. Non è vero che conobbe in quell'anno Denis Diderot, ma lo conobbe nel 1755, come si può desumere dalle lettere che il filosofo le scrisse.
Note
Bibliografia Denis Diderot, Siamo tutti libertini. Lettere a Sophie Volland. 1759-1762
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