Nuvolera (Nebulariae in latino, Nigolera in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.
Geografia fisica Nuvolera dista da Nuvolento e da Brescia . Il territorio comunale ha una superficie di e l'altitudine varia da una minima di m 158 ad una massima di m 671. Il centro si estende poco a sud dello sbocco della piana del Chiese sotto la valletta del rio Giava. L’abitato è a pianta raccolta, ai piedi delle pendici boscose sud-orientali del Monte Cavallo. Tra le frazioni sono da ricordare: Camprelle, Sorzana, Molvina e Campagna.
Storia
La Preistoria La zona pedemontana ebbe abitatori fin dai tempi preistorici. Strumenti litici e materiali ceramici risalenti alla civiltà Polada furono rinvenuti nel 1956 nella caverna nota come Buco d’Ernesto e sono ora conservati nel Museo di Scienze Naturali di Brescia. La struttura di pietre disposte in forma di cerchio sulla cima del Monte Cavallo, nota in dialetto con il nome di Sercol, fa presagire la presenza di un luogo destinato al culto del sole.
L'Età pre-romana e romana Tra il VI e V secolo a.C. il territorio di Nuvolera venne occupato da tribù di origine celtica soppiantate poi dai Galli Cenomani che si stabilirono nella valle ricca di sorgenti e protetta dai colli. Tali popolazioni vennero sottomesse dai Romani che abbandonarono la strada montana dei Cenomani per aprire un nuovo percorso in pianura collegato con la Via Emilia. Di origine latina è il nome della prima frazione che si incontra provenendo da Brescia. Camprelle deriva, infatti, dal nome del legionario Campra che ricevette dall’imperatore i terreni della zona come ricompensa per le battaglie combattute in Gallia. Iscrizioni romane dedicate a Giove, a Marte e alle matrone furono rinvenute durante alcuni scavi negli anni Trenta del Novecento.
L'avvento del Cristianesimo
Il crollo dell’Impero Romano coincide con l’avvento del Cristianesimo. Nuvolera divenne diaconia della Pieve di Nuvolento, sorta sui ruderi nell’antica mansione romana. Qui si dispensava la parola di Dio, venivano amministrati i sacramenti e si provvedeva ad attuare opere di carità verso i più deboli. Per l’assistenza non solo religiosa, ma anche economico-sociale della popolazione si stanziò intorno ai secoli V e VI una piccola comunità monastica, che guidava i coloni del luogo in opere di bonifica. Tale attività procurò al territorio l’aggettivo di novus ("nuovo"), da cui Nuvolera. Documenti antichi accennano all’esistenza di una chiesa dedicata a Sant’Eusebio presso la località Patuzza, di cui non si ha alcuna traccia. La gestione della cappella e dei terreni circostanti venne affidata almeno fin dal secolo X al monastero di San Pietro in Monte Orsino di Serle.
Le terre incolte facevano parte del demanio pubblico e venivano assegnate dagli ultimi sovrani longobardi Desiderio, Ansa e Adelchi al monastero di San Salvatore (poi Santa Giulia) di Brescia. La villa Trotti (ex-Porta) che sorge a fianco della chiesa è citata negli atti del 905-906 come sede di un gineceo gestito dalle monache dove le donne del luogo tessevano la lana per confezionare i paramenti sacri o si dedicavano all’arte del ricamo. La tradizione popolare racconta che presso il monastero nuvolerese soggiornò Desiderata al suo ritorno in Italia.
Il Medioevo Nel Medioevo le terre di Nuvolera vennero divise tra il monastero di Serle e quello di Santa Giulia anche se il primo andava aumentando la sua preminenza nel territorio acquisendo possedimenti in Camprelle, Sorzana, Molvina e Campagna. Il monastero di Santa Giulia affidò le sue terre a vassalli quali i Calchera, i Confalonieri e ad altri signorotti locali. Nel frattempo si rafforzava il comune formato da lavoratori della terra che gradualmente divennero piccoli proprietari di appezzamenti strappati all’incolto. Il primo documento ufficiale che attesta l’esistenza della comunità di Nuvolera risale al 7 maggio 1176 quando i due sindaci Malvezatus e Johannes Ottonis accettarono l’arbitrato che dava ragione al monastero e al comune di Serle per la proprietà e l’uso del Monte Dragone. Le lunghe lotte con il comune e i vari feudatari riuscirono a togliere la preminenza del monastero che a partire dal XIV secolo visse una lenta, ma inesorabile decadenza.
Dal Quattrocento al Seicento Con la decadenza del monastero poté svilupparsi la Parrocchia che acquistò totale indipendenza dalla Pieve di Nuvolento. Nel 1423 con testamento del nobile Pachetto de Rozzonibus di Brescia venne costituita la Cappellania della Beata Vergine delle Consolazioni legata alla primitiva chiesa di San Lorenzo Martire. Nel 1566 il vescovo Bollani, giunto in visita pastorale, ordinò di ricostruire la chiesa perché pericolante. Di quell’edificio rimane ancora oggi il campanile. Nel XVI secolo nacquero le Confraternite del Santissimo Sacramento e del Santo Rosario che gestivano rispettivamente il Monte delle Biade e il Monte di Pietà, una forma anticipatrice di previdenza e credito.
Dal 1426 il territorio bresciano fu soggetto alla Repubblica di Venezia. Il podestà di Brescia Giovanni Da Lezze annotava nel suo Catastico della città di Brescia et suo territorio del 1610 che Nuvolera contava ottocento abitanti, duecentocinquanta famiglie, mille piò di boschi, un mulino comunale, mille soldi di bilancio, sessanta paia di buoi, venti cavalli da tiro e trenta carri. Nove erano le famiglie nobiliari che qui trascorrevano la villeggiatura estiva: i Confalonieri, i Porcellaga, i Rodengo, i Rozzoni, i Gambara, i Bargnani, i Soldo, i Lana e i Folli. Quattro erano le famiglie contadine più importanti: gli Usanza, gli Alberti, gli Zanardi e i Perugini. La maggior parte della popolazione era costituita da «poveri che si sostengono nei boschi nel fare calcine e tagliar legnami». Il personaggio di maggior rilievo di questo periodo è il rettore Giovan Battista Bonfadini (morto il 12 aprile 1657) che nel suo testamento lasciava tutti i suoi beni al Comune per il sostentamento del curato, sollevando così la popolazione da tale spesa. Nel 1670 il vescovo di Brescia Marino Giorgi consacrò la nuova parrocchiale. A testimonianza di tale evento venne stata ritrovata nel 2011, durante i lavori di riqualificazione dell’area pavimentale antistante la Chiesa del Suffragio, una lapide con iscrizione in latino.
Il Settecento
Il XVIII secolo si aprì con la consacrazione da parte del vescovo di Brescia, il cardinale Giovanni Badoer, dell’oratorio della Beata Vergine Annunciata in località Camprelle fatto erigere per volontà del nobile Bernardino Trobioli. Nel 1747 un'epidemia di peste bovina rischiò di danneggiare l’economia locale basata essenzialmente sull’agricoltura. Gli abitanti di Nuvolera ricorsero così alla Beata Vergine di Loreto venerata nel santuario di San Rocco dalla quale ottennero totale preservazione. Anche in località Sorzana venne eretto un piccolo Oratorio intitolato a san Filippo Neri all’interno della Villa ex Albertini, un tempo di proprietà della famiglia Maggi. Il Settecento termina con l’edificazione della nuova chiesa parrocchiale i cui lavori, iniziati nel 1766, si conclusero nel 1786 con il ciclo pittorico di Pietro Scalvini. Nel 1796 Nuvolera venne occupata dalle truppe del generale austriaco Würmser che si scontrarono con l’esercito francese di Napoleone come testimonia un ex-voto conservato nel santuario di San Rocco.
L'Ottocento e il Risorgimento Per creare una strada adatta alle processioni venne costruita nel 1819 la «Via Nuova» lunga 288 metri, fiancheggiante il Rudone e abbellita con carpini e siepi. I moti insurrezionali del 1848 accesero gli animi anche dei nuvoleresi. Il feroce generale austriaco Haynau impose ingenti tasse alle comunità del bresciano come misura punitiva per l’insurrezione nelle celebri Dieci Giornate. Nuvolera pagò solo le prime rate poiché l’arciprete Michelangelo Comparoni riuscì a ottenere il condono di tutto il resto. Nel frattempo il signor Bernardino Perugini, segretario comunale e il signor Giacomo Agnelli, assessore, venivano arrestati sotto la legge marziale 1849 e posti sotto consiglio di guerra. Grazie all’intervento del parroco i due ebbero salva la vita. Notevole importanza acquistò la trattoria "La Scaiola", di proprietà comunale e posseduta dal 1846 dalla famiglia Braga, dove sostò il generale Garibaldi. Da qui partirono alcuni carri in soccorso dei feriti della cruenta battaglia di San Martino del 24 giugno 1859. Nell’epopea risorgimentale si distinse il maggiore Luigi Soldo (Nuvolera, 1820 - Genova, 1874) che venne citato da Garibaldi nell’ordine del giorno 2 ottobre 1860 per il valore dimostrato nella battaglia del Volturno. Alla sua memoria venne dedicato un medaglione con effigie in bronzo dello scultore Luigi Contratti sulla facciata del municipio. Alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi il 29 ottobre 1911, l’oratore ufficiale, l’avvocato e senatore Ugo Da Como, pronunciò un discorso accorato. Di seguito viene riportato un breve estratto: «Luigi Soldo ebbe la fortuna di vivere in una età che fu agitata da un grande ideale, legata da un giuramento solenne, sospinta da aspirazioni altissime: l’aver cooperato ad una impresa, fra le più mirabili nelle istorie dei popoli, eleva l’azione anche dei militi più modesti ed illumina di luce maggiore quella di lui, che fu tra i primi».
Nel 1870, la cura delle anime della frazione di Molvina passò alla parrocchia di Botticino Mattina. Il 1º ottobre 1881 aprì la tranvia Rezzato-Gavardo. Nel 1890 fu inaugurato l'acquedotto, mentre sette anni dopo entrò in funzione la ferrovia Rezzato-Vobarno.
Il Novecento
Nel 1908 si costituì su iniziativa del professore Andrea Perugini e del parroco Bartolomeo Colosio una commissione con il compito di realizzare un asilo per l’infanzia. La struttura venne inaugurata il 29 ottobre del 1911. Intensa fu negli anni 1912-1914 l’attività del curato Giovanni Battista Zuaboni, fondatore dell’Istituto Pro Famiglia e venerato come Servo di Dio, che aprì una scuola serale gratuita per gli adulti, costruì il primo oratorio chiamato Giovine Nuvolera, istituì una filodrammatica e costituì la Società Operaia a sostegno del nascente proletariato. L’8 settembre 1913 celebrava la sua prima messa il giovane frate francescano Venanzio Francesco Filippini che diventerà nel 1933 vescovo di Mogadiscio in Somalia dove rimase fino al 1970, realizzando scuole, orfanotrofi e fabbriche.
La prima guerra mondiale e il fascismo
Nel 1915 scoppiava la prima guerra mondiale che si concluse nel 1918. Il 5 novembre 1922 venne inaugurato il Monumento in ricordo dei quarantadue caduti nuvoleresi a firma dell’architetto Angelo Albertini con un’epigrafe dettata dal poeta Giovanni Bertacchi. Nell’immediato dopoguerra fu intensa l’attività socialista, frenata dall’avvento del fascismo che si abbandonò a rappresaglie contro la privativa di Ermolao e Alghisio Bottarelli e contro il parroco al quale somministrano una forte dose di olio di ricino, beffeggiandolo sconciamente. Il 7 novembre 1927 venne inaugurato il Parco della Rimembranza nello spiazzo antistante l'entrata del cimitero.
Nell'agosto 1931, fu soppressa la tranvia Brescia-Salò-Gargnano nel tratto tra Virle Treponti e Tormini, quindi il tram a servizio del paese fu spostato sulla ferrovia Rezzato-Vobarno.