Camogli (Camoggi in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare. È anche chiamata storicamente la "città dei mille bianchi velieri"Fonte dal sito Camogliedintorni.it.

Geografia fisica

Il centro della città di Camogli che occupa la vallata a ponente del monte di Portofino (610 m) si affaccia sul Golfo Paradiso, all'estremità occidentale del promontorio portofinese, nella riviera di levante, ad est di Genova. Appartiene a Camogli la parte più ampia del parco naturale regionale di Portofino, mentre lo specchio acqueo antistante il promontorio fa parte dell'Area naturale marina protetta Portofino.

Tra le altre vette del territorio il monte delle Bocche (506 m), il monte Tocco (471 m), il monte Esoli (441 m), il monte di Ruta (416 m), il monte Campana (340 m).

Tra i torrente e i rivi il torrente Gentile, il fossato del Migliaro, il rio del Boschetto, il rio Ponte di Cò, il fosso delle Chiappe, il rio Borghi, il fosso di San Nicolò, il fosso dei Pertusi, il fosso dei Monti, il fosso dell'Alluvione, la sorgente di Cala dell'Oro, il Vallone dei Fontanini, il fosso di San Fruttuoso.

L'aspetto architettonico più rilevante della cittadina è la presenza di edifici colorati che si affacciano sulla spiaggia. I colori e le linee più chiare orizzontali (dette marcapiano) servivano ai marinai camogliesi per riconoscere più facilmente la propria abitazione tra i vari piani dei palazzi del borgo e farvi ritorno dopo la pesca. La maggior parte degli edifici del centro storico sono stati edificati con un susseguirsi di aggiunte e modifiche nel corso dei secoli. Spesso le aggiunte riguardavano anche singole stanze che modificavano l'aspetto sia interiore che esteriore dei palazzi. La nascita di un figlio di un navigante o quanto ricavato da un lungo imbarco, spesso erano le motivazioni da cui nasceva una nuova appendice al palazzo esistente.

Nel 1913, secondo una moda il cui esempio più eclatante è il lungomare francese di Nizza, vennero abbattuti i palazzi prospicienti il mare creando la passeggiata a mare, con la rotonda in stile littorio. La scelta dell'abbattimento fu dettata anche dallo stato in cui versavano gli immobili, strutture in legno e pietra da secoli preda di ondate e salsedine. La spiaggia, o perlomeno l'incremento della poca preesistente, si ebbe con il terreno di risulta della realizzazione del tracciato della ferrovia Genova-La Spezia, con l'apertura delle gallerie a levante (verso Santa Margherita Ligure) e a ponente (verso Recco). Dal materiale di risulta dei lavori al tracciato ferroviario si ottenne anche la trasformazione del territorio in prossimità della ferrovia stessa, con la creazione del terrapieno che andò a costituire le basi per l'attuale piazza Matteotti, su cui affaccia il Teatro Sociale di Camogli.

La particolarità degli edifici costruiti a breve distanza dal mare si deve però alle caratteristiche del territorio. Camogli è costruita lungo le pendici di un rilievo quasi a picco sul mare.

Questo aspetto orografico ha l'effetto di garantire a Camogli un clima particolarmente temperato, tipico di alcune località del levante genovese, non riuscendo i venti freddi provenienti dalla pianura Padana a raggiungere la costa. Anche per questo Camogli è un'apprezzata località turistica.

Origini del nome

Il toponimo Camogli è sicuramente di origine antica, ma dall'etimologia incerta e diverse sono le correnti di pensiero sul significato della parola stessa. Numerosi studiosi fanno derivare il vocabolo da Camulo o Camulio, nome attribuito alla divinità Marte dai Sabini ed Etruschi, oppure da Camolio, divinità gallo-celtica. Altri studi ritengono che la parola sia di origine greco-ligure e che significhi "terra in basso" da "cam" (in basso) e "gi" (terra). Questa traduzione coinciderebbe con la caratteristica topografica del borgo, a valle rispetto alla Rua (Ruta).

Gli studiosi attuali forse erroneamente non ammettono più invece la teoria dello storico dell'Ottocento, il marchese Serra, secondo il quale Camogli si identificava con la lontana Casmona fondata dai Liguri Casmonati. In effetti la teoria della presunta lontananza di Casmona naufraga dinnanzi alle confutazioni che trovano Casmona indicante l'isola su cui sorge ancora oggi il castello della Dragonara (con la pedissequa denominazione di Casmonati assunta dagli abitanti del luogo intorno al 1200), e Ricina come denominazione della vicina cittadina di Recco.

Ci sono poi le suggestive ma del tutto fantasiose derivazioni dal genovese, che fanno derivare la parola Camogli (Camoggi, in genovese) da "casa delle mogli" (pur essendo "moglie" mogê in genovese), le quali rimanevano a casa da sole aspettando il ritorno dei mariti imbarcati, o da Cà a muggi ovvero "case a mucchi", per la particolare disposizione delle case.

Storia Il borgo di Camogli ha origini preistoriche: lo testimonia un insediamento, individuate durante le campagne di scavo succedutesi dal 1969 al 1977 nei pressi del Castellaro lungo il rio Gentile, strutturato su terrazzamenti artificiali dove sono visibili almeno due capanne rispettivamente datate, in base al materiale ceramico, al XVI e XIII secolo a.C. Nella stessa zona sono stati ritrovati reperti romani del II secolo a.C.

Testimonianze del V secolo d.C. raccontano dell'esistenza di una chiesa parrocchiale nell'area adiacente al porto. È infatti in questi secoli che si ipotizza il trasferimento dell'insediamento abitativo dal Castellaro alla zona in cui si trova il centro cittadino localizzabile a Priaro e nei pressi dell'attuale porto.

Nel 641 Camogli subì un saccheggio ad opera dei Longobardi. In quell'anno il re Rotari mise a ferro e fuoco quasi tutti i borghi liguri e in particolar modo quelli costieri, Genova compresa, annettendo ai territori longobardi la fascia costiera ligure, sino a quel momento sotto la dominazione bizantina. Un secolo più tardi, nel 774, i Longobardi, che avevano dominato la Liguria lasciando proprie vestigia, furono scacciati da Carlo Magno che, verso la fine dell'VIII secolo divise il territorio in contee; in seguito, nel X secolo, con la creazione delle marche da parte dei Franchi, la riviera di levante fu compresa nella marca obertenga della Liguria orientale.

Già sotto il dominio dei vescovi di Milano, intorno all'anno 1000, cominciò a formarsi la "Camogli costiera e marinara" con citazioni nei testi dell'epoca dove compare con il nome di Vila Camuli; ed è dal Medioevo in poi che compare maggiormente nella storia genovese. Nel XII secolo fu eretto il castello della Dragonara, posto a difesa del borgo marinaro, che venne assalito e distrutto da Gian Galeazzo Visconti e Nicolò Fieschi nel 1366 e successivamente anche dal Ducato di Milano nel 1438.

Dal XVI secolo si unì più strettamente a Genova e alla sua repubblica, specie per le continue scorrerie dell'ammiraglio turco Dragut, che provvedette alle sue fortificazioni e al consolidamento del porticciolo, quest'ultimo completato nel 1624 con la costruzione del molo. Durante la dominazione genovese, e fino alla sua caduta nel 1797, fece parte del capitaneato di Recco.

Come i territori della repubblica genovese anche Camogli fu interessata dalla dominazione napoleonica di fine Settecento che inserì il borgo marinaro, il 2 dicembre, nel dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fu elevata al titolo di capoluogo del II cantone della giurisdizione della Frutta. Proprio in questo periodo storico la disfatta navale della battaglia navale di Abukir, nella quale la flotta ligure guidata da Napoleone Bonaparte viene annientata dalla marineria inglese, portò all'investimento di massicci capitali degli armatori camogliesi nella costruzione di velieri mercantili, con richieste e appalti dai maggiori stati europei. Gli affari dei cantieri navali e nel più vario settore marinaro favoriranno un considerevole aumento dell'economia e degli scambi commerciali, con il conseguente sviluppo urbanistico del borgo, che in questa fase raggiunse il suo massimo storico.

Dal 1803 fu uno dei centri principali del VI cantone della Frutta, nella giurisdizione del Centro, che ebbe per capoluogo la vicina Recco. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento di Genova.

Con la caduta di Napoleone, nel 1814, fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il congresso di Vienna del 1815, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Recco del circondario di Genova dell'allora Provincia di Genova.

Già nel 1856 la sua flotta è composta da 580 imbarcazioni iscritte alla Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, fondata nel 1852 dal locale Nicolò Schiaffino, unica al mondo e composta da un armamento doppio di quello del compartimento marittimo di Amburgo, la quale restò attiva fino al 1888. Con l'avvento della navigazione a vapore le attività tradizionali marinare camogliesi vengono, nel tempo, sostituite dal turismo.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Lo stemma comunale di Camogli è rappresentato con la raffigurazione centrale di una imbarcazione a tre vele latine, elemento atto a ricordare l'importante legame tra il borgo marinaro e l'attività nautica e di pesca. La torre sullo scoglio raffigurerebbe una versione stilizzata del castello della Dragonara, mentre la stella d'oro raggiante simboleggerebbe la forte devozione mariana verso la Madonna del Boschetto, patrona di Camogli, con la celebre festività della Stella Maris. Lo stemma comunale ed il titolo di Città sono stati concessi con il regio decreto del 3 maggio 1877.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Basilica minore di Santa Maria Assunta nel capoluogo. Affacciata sul sottostante porticciolo, la parrocchiale del borgo si erge su quello che era l'antico insediamento dell'Isola, apparendo quasi decentrata rispetto al nucleo degli alti edifici policromi. Costruita nel XII secolo subì nel corso dei secoli numerose ristrutturazioni e ampliamenti, presentandosi attualmente con facciata neoclassica e un interno a tre navate. In un'urna sono conservate le spoglie di san Fortunato. Oratorio di San Prospero e Santa Caterina nel capoluogo, edificato nel 1420. Monastero di San Prospero nel capoluogo. Edificato dai monaci Benedettini della congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore di Siena, il complesso fu aperto al culto dal 2 luglio 1883. Cappella di Sant'Anna nell'omonima località. Ubicata lungo l'antica via Romana, secondo le fonti storiche il primo edificio di culto - intitolato all'apostolo Andrea - venne edificato nel corso del XVII secolo per volere di un certo Pasquale Cichero; nella stessa zona, detta originariamente della Loggia, vi era la presenza di una locanda per pellegrini. Successivamente la piccola chiesa venne intitolata a sant'Anna (XVIII secolo). Nel corso dei secoli successivi conobbe pure momenti di abbandono, al quale seguì tra il 1920 e il 1925 un completo restauro conservativo della struttura barocca. Santuario di Nostra Signora del Boschetto nella località del Boschetto, eretto tra il 1612 e il 1631. Oratorio di Nostra Signora Addolorata nella località del Boschetto, presso il santuario omonimo, sede della locale confraternita. Cappella di San Giacomo nell'omonima località, probabilmente risalente al XVII secolo. Conserva una pala d'altare raffigurante l'Ascensione di Gesù. Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Ruta. Chiesa Millenaria nella frazione di Ruta, del XIII secolo. Oratorio della Santissima Annunziata nella frazione di Ruta, del XVII secolo.