Poirino (Poirin in piemontese, Puirin in Chierese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.

Situato a sud-est di Torino, è ai confini con la provincia di Cuneo e la provincia di Asti, posto quasi al centro della pianura che declinando dalle Alpi è circoscritta dalle alture del Monferrato e dai contrafforti dell'Appennino.

I piatti tipici del luogo sono gli asparagi e la tinca gobba, infatti Poirino è conosciuta per l’annuale Sagra dell’asparago e della tinca gobba, che si svolge nel mese di maggio.

Altra ricorrenza importante è il carnevale poirinese, della durata di quattro giorni, che si svolge i giorni prima del martedì grasso.

Geografia fisica Il paese di Poirino si trova al centro del noto Pianalto di Poirino. Questo termine viene utilizzato per descrivere, in senso geografico, l'area sub-pianeggiante che si sviluppa per circa 400 chilometri quadrati a sud dei rilievi della collina di Torino e a nord-ovest dei rilievi del Braidese (Roero). Il pianalto di Poirino appare sospeso, tramite scarpate di altezza variabile, rispetto ai rilievi dell'Astesana a est ed alla pianura piemontese meridionale a ovest. Esso si sviluppa nelle due direzioni con valori differenti: oltre 50 km in direzione N-S mentre in direzione E-W la lunghezza massima è di circa 15 km. La sua superficie si presenta debolmente ondulata.

Il margine settentrionale, corrispondente al raccordo con la collina di Torino, è evidenziato da un graduale aumento dell'acclività della superficie topografica. Il margine sud-orientale, corrisponde anch'esso ad un aumento dell'inclinazione, meno forte ma più pronunciato; a loro volta questi rilievi appaiono delimitati da un'alta scarpata in direzione SE che li separa dai rilievi delle Langhe.

A est il pianalto è delimitato dalla Scarpata Orientale, che lo separa dai rilievi dell'Astesana. Questi rilievi sono in realtà dei rilievi collinari "negativi", legati all'erosione che ha colpito una superficie già in origine contraddistinta da quote leggermente inferiori a quelle del pianalto. La Scarpata Orientale è orientata in direzione N-S e ha un andamento che si può definire rettilineo nel suo insieme, anche se piuttosto articolata nel dettaglio; la sua altezza risulta decrescente da Sud (120 m a Montà) verso nord (80 m a Buttigliera).

Per quanto riguarda il limite occidentale, il pianalto di Poirino è separato dalla Pianura Piemontese Meridionale tramite la Scarpata Occidentale, orientata in direzione N-S e caratterizzata da un'altezza complessivamente inferiore rispetto alla Scarpata Orientale. La parte inferiore divide il pianalto dall'incisione del "paleo-Tanaro", con altezza decrescente da Sud a Nord (il valore massimo di 45 m si trova a Sanfrè, mentre si annulla nell'abitato dei Favari, frazione di Poirino). Nella porzione settentrionale, invece, il margine occidentale del pianalto coincide con il limite della Pianura Piemontese Meridionale: la scarpata è orientata in direzione WNW e caratterizzata da un'altezza piuttosto modesta, rastremandosi da circa 3–7 m in corrispondenza della Collina di Torino verso SSW.

La zona viene comunemente distinta in tre settori:

Il Settore Meridionale è compreso all'incirca tra il corso del rio Ripoglia (il limite meridionale della zona in oggetto) e il rio Ricchiardo, con un'inclinazione media pari all'1,5% verso nord-ovest. La zona mostra ondulazioni sensibili, con dislivello dell'ordine dei 15÷20 m. Il reticolo idrografico è costituito dagli affluenti del Torrente Melletta, che drenano in direzione nord-ovest.

Il Settore Centrale, compreso tra il rio Ricchiardo e il torrente Banna, presenta un'inclinazione media dell'1% verso NNW. Le ondulazioni in questa zona del pianalto sono meno evidenti rispetto al settore precedente e sono dell'ordine dei 10 m. Il reticolo idrografico locale è formato dal torrente Banna e dai suoi affluenti, con incisioni variabili.

Il Settore Settentrionale si trova tra i rilievi della collina torinese (il limite settentrionale della zona in oggetto) ed il corso del torrente Banna. L'inclinazione media è dello 0,3% verso SSW, con un'ondulazione decisamente modesta (dell'ordine di qualche metro). Il territorio appare debolmente inciso dagli affluenti di destra del torrente Banna e dal rio Tepice.

Il pianalto, essendo delimitato come descritto, è in buona parte isolato: il sistema di drenaggio delle acque meteoriche è pertanto indipendente e convoglia, oltre alle acque della zona in oggetto, solo quelle del versante meridionale dei rilievi della collina torinese e delle colline del Braidese. Il drenaggio, caratterizzato da portate modeste, fa capo a due collettori principali: il torrente Banna ed il torrente Melletta. Il primo si trova nella zona più depressa del pianalto, e scorre in direzione ovest. I suoi affluenti drenano parte del versante meridionale dei rilievi della collina torinese (rio Santena, rio Riassola, rio Borgallo, rio Banna) e la parte centrale del pianalto (rio Stellone, torrente Rioverde, rii Valgorrera, d'Isolabella, Bottalino e Robeirano). Il torrente Meletta scorre con andamento principale da sud verso nord e i suoi affluenti drenano l'area corrispondente ai rilievi del Braidese (torrente Ricchiardo, rio Pocapaglia, rio Ripoglia).

Geologia e idrogeologia

L'altopiano di Poirino presenta un assetto stratigrafico relativo alla successione plio-pleistocenica del Bacino Terziario Piemontese occidentale. Si riconoscono tre unità idrogeologiche principali: Allogruppo LM (Late Messinian), Allogruppo EP (Early Pliocene), Allogruppo LP (Late Pliocene). Con il termine Allogruppo si definiscono zone geologiche che presentano identiche caratteristiche di formazione e trasformazione nelle diverse ere geologiche; ogni Allogruppo è caratterizzato da una successione sedimentaria depositatasi in periodi e ambienti differenti.

Dal punto di vista geometrico, la geologia dell'area è riconducibile ad un'ampia sinclinale con asse est-ovest.

S'individua una serie di unità idrogeologiche, corrispondenti alle relative unità stratigrafiche: Unità idrogeologica delle alluvioni quaternarie dei fondovalle, Unità idrogeologica delle alluvioni quaternarie dei terrazzi alti, Unità idrogeologica del Villafranchiano C, Unità idrogeologica del Villafranchiano B, Unità idrogeologica delle Sabbie d'Asti B.

Dal punto di vista idrogeologico, si riconoscono due sistemi acquiferi principali: l'acquifero superficiale e quello profondo.

Si ritiene possibile che all'interno dei livelli impermeabili (o comunque poco permeabili) presenti tra i due sistemi, sia presente un terzo sistema acquifero chiamato "intermedio". Le caratteristiche di questa falda idrica risultano però difficili da decifrare e si tende a parlare solo dei due sistemi principali.

L'acquifero superficiale è di tipo non confinato e si attesta tra i livelli più superficiali relativi ai depositi alluvionali del periodo Quaternario. Esso presenta un campo di moto principale da Est a Ovest e caratteristiche chimico-fisiche non particolarmente buone a causa delle alte concentrazioni di nitrati e altri contaminanti relativi all'eccessivo uso di fertilizzanti agricoli.

Il sistema acquifero principale, chiamato comunemente acquifero profondo, si trova posizionato tra gli orizzonti inferiori del Villafranchiano B e i livelli più superficiali e permeabili delle Sabbie d'Asti B, confinato inferiormente e superiormente. È un acquifero in pressione, cioè caratterizzato da un livello piezometrico situato nei livelli impermeabili (prevalentemente argillosi) che confinano superiormente l'acquifero.

La superficie piezometrica caratteristica risulta condizionata dalla geometria sinclinalica ed i flussi idrici tendono a muoversi generalmente in direzione sud-nord verso l'asse della medesima struttura. Esso si può immaginare situato sotto l'abitato di Poirino (in direzione est-ovest) ad una profondità di circa 80–100 m. I flussi idrici tendono poi a dirigersi verso est, a valle della Scarpata Orientale dell'altopiano di Poirino per poi virare verso la città di Asti.

Le caratteristiche chimico-fisiche dell'acquifero profondo sono generalmente buone e sicuramente superiori rispetto all'acquifero superficiale. Questo fatto è dovuto essenzialmente alla presenza di un potente strato impermeabile argilloso (di spessore anche pari ad 80 m sotto l'abitato di Poirino) che impedisce agli inquinanti di scendere in profondità.

In generale, la facies primaria delle acque dell'acquifero profondo è bicarbonato-calcica, cioè con un'elevata concentrazione di bicarbonato e di calcio rispetto agli altri componenti (come quasi tutti gli acquiferi profondi delle pianure alluvionali).

La concentrazione dei cloruri è quasi ovunque superiore a quella dei solfati e, localmente, si trovano rilevanti concentrazioni di ferro e manganese (in qualche caso in concentrazioni superiori rispetto alla CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) di riferimento D.Lgs. 152/06. Se però i nitrati sono esclusivamente riconducibili all'impatto antropico sulla natura, ferro e manganese sono essenzialmente riconducibili a particolari situazioni chimiche naturali.

La Qualità di Base delle acque sotterranee dell'acquifero profondo è generalmente buona-ottima per l'uso umano e ottima per l'uso irriguo.

Storia Nonostante siano stati rinvenuti nei dintorni di Poirino reperti archeologici risalenti all'epoca romana e longobarda, non dovrebbe avere origini romane dirette, e del periodo che precede il X secolo non si ha una documentazione tale da consentire di sottrarlo alla leggenda.

Con buona probabilità ciò che è oggi Poirino fu, anticamente, l'ultimo incastellamento su una proprietà della famiglia astigiana dei Solaro. Nel 1994 straripò il Banna, affluente di destra del Po. Proprio da questo torrente, che scorre interamente nella provincia torinese, prende il nome la splendida tenuta del marchese Spinola, sita al confine con Villanova d'Asti.

Il medioevo

Ancora oggi si possono ammirare notevoli vestigia di alcune fortificazioni. Poirino appartenne pienamente alla diocesi di Asti fino al 1152, anno dell'incoronazione del Barbarossa. Nel 1156 Federico Barbarossa concesse a Guido III di Biandrate, creato comandante delle milizie imperiali della diocesi di Novara e del contado astigiano, anche Poirino insieme al Chierese e alla Val di Canale.

I Biandrate avrebbero comunque ancora intrecciato i loro nomi con quei luoghi. È in quegli stessi turbolenti anni del Duecento che avrebbe avuto luogo la sollevazione popolare contro un "Benedetto" e un "Bonifacio Biandrate", tirannelli pretendenti lo ius primae noctis, scacciati dopo uno scontro fra due minuscoli eserciti, che sarebbe avvenuto all'incirca dove oggi è collocato il pilone di Sant'Orsola, patrona di Poirino, alla convergenza della strada per Chieri con quella per Torino. La Santa, il cui culto doveva essere già abbondantemente diffuso, invocata dai poirinesi, sarebbe comparsa a loro sostegno contro i castellani.

Chiusa la parentesi di potere del primo Federico, i vicini Comuni di Asti e Chieri mossero, per questioni di pedaggi nei transiti delle merci né dimentichi dell'aiuto fornito dal Biandrate all'imperatore ai loro danni, lotte armate contro Porcile e le vicine borgate (Tegerone e Stuerda) fino alla loro distruzione, poco oltre la metà del XIII secolo. Una parte degli abitanti superstiti poté però porre, non molto lontano dai luoghi abbandonati, le basi della futura Poirino, rifugiandosi sul poggio dove già doveva trovarsi una fattoria detta Povarium.

Durante la Dieta di Roncaglia parte del territorio fu ceduto al vescovo di Torino ma in realtà continuò, anche se ridotto, il dominio dei Biandrate. Fu in questo periodo che si formò il primo insediamento identificabile con Podium Warini, ossia "poggio di Guarino", Podivarium, Povarinum, ossia l'odierna Poirino.