Le guerre romano-latine furono una serie di guerre combattute tra Roma antica (che comprendeva sia il Regno Romano che la Repubblica romana) ed i Latini, dai primi tempi della storia di Roma fino alla sottomissione finale dei Latini come conseguenza della guerra latina.

Contesto storico

Roma, fondata nell'VIII secolo a.C., vide nei suoi primi anni numerose lotte interne e visse dei periodi molto travagliati caratterizzati da scontri con altre popolazioni dell'Italia centrale. In tali anni, scarsamente documentati dalle fonti (la maggior parte delle informazioni proviene dall'Ab Urbe condita di Tito Livio, che però scrisse molti secoli dopo, nel I secolo d.C.) Roma si espanse sottomettendo i popoli che la contrastavano, primi tra tutti i Latini, da cui i Romani stessi discendevano e che non vedevano con simpatia l'ascesa della città sul Tevere.

Casus belli Le prime discrepanze tra Roma ed i Latini si verificarono sin dall'età monarchica, durante il regno di Anco Marzio. Le lotte con i Latini proseguirono anche durante la Repubblica, prendendo vigore soprattutto dopo l'invasione gallica del 390 a.C.: le città latine, prima sottomesse con un trattato nel 493 a.C., colsero l'occasione per ribellarsi ai Romani, indeboliti dal saccheggio gallico.

Forze in campo Gli schieramenti erano, in quanto ad equipaggiamento e organizzazione militare, molto simili: i Romani, infatti, discendevano direttamente dai Latini, i quali erano molto simili alle altre popolazioni che abitavano il centro Italia.

Romani

In particolare, i Romani, seguendo l'esempio della falange greca, si erano organizzati in legioni: ogni contingente militare era formato da fanti e 300 cavalieri. In seguito, secondo la leggenda, venne raddoppiata la leva militare: all'esercito si unirono quindi i Sabini, facendo raggiungere agli schieramenti il numero di fanti e 600 cavalieri.Plutarco, Vita di Romolo, 20, 1.

I guerrieri combattevano prevalentemente a piedi con lance, giavellotti, spade di bronzo o di ferro,. pugnali. ed asce; chi poteva permetterselo combatteva con un'armatura composta da elmo e corazza, mentre gli altri avevano una piccola protezione rettangolare sul petto, davanti al cuore.. Gli scudi avevano dimensioni variabili. e di forma prevalentemente rotonda, chiamati clipeus o "rotula", usati per la particolare maneggevolezza.

Fasi delle guerre La prima guerra di Roma I Latini entrarono in guerra per la prima volta con Roma nel VII secolo a.C., durante il regno del re romano Anco Marzio. Secondo Tito Livio la guerra fu scatenata dai Latini che rovinarono le intenzioni di Anco Marzio, che voleva seguire l'esempio di regno pacifico del suo predecessore Numa Pompilio. I Latini inizialmente fecero un'incursione nel territorio romano; quando un'ambasceria romana chiese il risarcimento del danno, i Latini diedero una risposta sprezzante. Anco Marzio di conseguenza dichiarò guerra ai Latini. La dichiarazione è degna di nota in quanto, secondo Livio, fu la prima volta che i Romani dichiararono guerra per mezzo dei riti dei feziali..

Anco Marzio marciò da Roma con un esercito di leva e conquistò la città latina di Politorio con un attacco. I suoi abitanti furono costretti a stabilirsi sul Colle Aventino a Roma come nuovi cittadini, seguendo le tradizioni romane che risalivano alle guerre con i Sabini e gli Albani. Quando gli altri Latini successivamente occuparono la città disabitata di Politorio, Anco Marzio conquistò nuovamente la città e la distrusse.. Ulteriori cittadini furono portati a Roma quando il re conquistò le città latine di Telleni e Ficana.

La guerra quindi si concentrò sulla città latina di Medullia, città che aveva una consistente guarnigione ed era ben fortificata. Parecchi scontri si svolsero al di fuori delle mura della città e i Romani alla fine riportarono la vittoria: Anco Marzio tornò quindi a Roma con un grande bottino, mentre altri Latini furono deportati a Roma come cittadini e si stabilirono ai piedi dell'Aventino, presso il Palatino.

Le guerre di Tarquinio Prisco Quando Roma era governata da Tarquinio Prisco i Latini entrarono in guerra con la città in due occasioni. Nella prima, che secondo i Fasti triumphales si svolse prima del 588 a.C., Tarquinio conquistò la città latina di Apiole con uno scontro, e da lì portò un grande bottino a Roma..

Nella seconda occasione Tarquinio soggiogò l'intero Lazio conquistando sia una serie di città latine sia quelle che si erano ribellate: Cornicolo, l'antica Ficulea, Cameria, Crustumerium, Ameriola, Medullia e Nomentum, prima di accettare la pace..

La guerra tra Chiusi e Ariccia Nel 508 a.C. Porsenna, re di Chiusi, (allora nota per essere una delle più potenti città dell'Etruria) partì da Roma dopo aver terminato la sua guerra contro Roma con un trattato di pace. Porsenna invertì la marcia del suo esercito e mandò parte di questo insieme al figlio Aruns ad assediare la città latina di Ariccia. Gli Ariccini chiesero assistenza alla Lega latina e alla città greca di Cuma. Quando gli aiuti giunsero l'esercito Ariccino si spinse oltre le mura della città e gli eserciti uniti si scontrarono con le forze di Chiusi in battaglia. Secondo Livio, gli Etruschi inizialmente circondarono l'esercito di Ariccia, ma i Cumani, con una manovra audace, attaccarono da dietro l'esercito di Aruns ottenendo la vittoria contro i nemici. Livio dice che l'esercito di Chiusi venne distrutto..

La rivolta di Pomezia

Nel 503 a.C. due città latine, Pomezia e Cora, secondo Livio colonie di Roma, si ribellarono contro Roma. Vennero aiutate dalla tribù meridionale degli Aurunci. Livio dice che un esercito romano guidato dai consoli Agrippa Menenio Lanato e Publio Postumio Tuberto si scontrarono con i nemici al confine e fu vittorioso, dopo di che Tito Livio narra che la guerra si restrinse a Pomezia. Livio dice che molti prigionieri nemici furono uccisi da ogni lato.. Lo storico dice anche che i consoli celebrarono un trionfo, ma i Fasti triumphales registrano che un'ovazione venne celebrata da Postumio e un trionfo da Menenio, entrambi sui Sabini.

L'anno successivo furono consoli Opitero Verginio Tricosto e Spurio Cassio Vecellino. Livio dice che tentarono di conquistare Pomezia con un combattimento, ma poi fecero ricorso ad un assedio. Tuttavia gli Aurunci eseguirono con successo una sortita, distruggendo le macchine d'assedio, ferendo molti e quasi uccidendo uno dei consoli. I Romani si ritirarono a Roma, reclutarono truppe aggiuntive e tornarono a Pomezia. Ricostruirono le macchine d'assedio e quando stavano per conquistare la città, gli abitanti di quella si arresero. I capi aurunci furono decapitati, gli abitanti della città venduti come schiavi, e Pomezia stessa fu rasa al suolo e il terreno venne venduto. Livio dice che i consoli celebrarono un trionfo a seguito della vittoria.. I Fasti triumphales ricordano un solo trionfo, di Cassio (probabilmente sui Sabini, anche se l'iscrizione non è chiara).

La battaglia del lago Regillo ed il Foedus Cassianum

Nel 501 a.C. giunse a Roma la notizia che trenta città latine si erano unite in una lega contro Roma su iniziativa di Ottavio Mamilio di Tusculum. A causa di ciò (e anche per una disputa con i Sabini), Tito Larcio venne nominato primo dittatore di Roma, con Spurio Cassio come magister equitum..

Tuttavia la guerra con i Latini si sviluppò almeno dopo due anni, nel 499 a.C., o nel 496 a.C. In un primo momento Fidenae fu assediata (anche se non è chiaro da chi), Crustumerio fu conquistata (anche qui l'identità del vincitore è incerta) e Palestrina, città romana, disertò. Aulo Postumio Albo Regillense fu nominato dittatore e Tito Ebuzio Helva magister equitum. Marciarono con l'esercito romano nel territorio latino e riportarono un'importante vittoria nella battaglia del lago Regillo..

Poco dopo, nel 495 a.C., i Latini respinsero le proposte dei Volsci ad unirsi a loro per attaccare Roma e si spinsero a tal punto da consegnare gli ambasciatori Volsci a Roma. Il Senato romano, in segno di gratitudine, concesse la libertà a 6 000 prigionieri latini e in cambio i Latini donarono una corona d'oro al tempio di Giove Ottimo Massimo a Roma. Si formò una grande folla, tra cui c'erano i prigionieri liberati latini, che ringraziò i suoi rapitori. Come conseguenza di questo evento vennero stretti grandi legami di amicizia tra i Romani e i Latini.

I latini avvertirono Roma anche dell'invasione Volsca avvenuta poco dopo, nello stesso anno:. un gruppo di cavalieri latini cavalcò verso Roma per avvertire che un esercito nemico si avvicinava alla città.

Nel 493 si raggiunse un trattato, il Foedus Cassianum, che stabilì un'alleanza militare reciproca tra le città latine con a capo Roma. Un secondo popolo, gli Ernici, aderì all'alleanza qualche tempo dopo. Mentre i meccanismi precisi della Lega Latina rimangono incerti, il suo scopo generale sembra chiaro. Nel corso del V secolo i Latini vennero minacciati da un'invasione di Equi e Volsci, riconducibile ad una vasta migrazione di popoli Sabellici dall'Appennino alle pianure. Diverse comunità latine che abitavano ai margini della Lega furono invase, e le fonti antiche registrano che si lottò contro sia gli Equi che i Volsci, o addirittura contro entrambi quasi ogni anno durante la prima metà V secolo. Questa guerra sarebbe stata caratterizzata da incursioni e attacchi a sorpresa piuttosto che dalle battaglie descritte dalle fonti antiche.

Rottura della Lega Latina Nel 390 un gruppo di guerrieri gallici prima sconfisse l'esercito romano nella battaglia del fiume Allia e poi saccheggiò Roma. Secondo Livio i Latini e gli Ernici (mentre secondo Plutarco furono solo i Latini), dopo cento anni di amicizia con Roma, colsero l'occasione, nel 389, per annullare il loro trattato con Roma... Nel suo racconto degli anni che seguirono Livio descrive un costante deterioramento delle relazioni tra Roma ed i Latini. Nel 387 la questione delle relazioni con i Latini e gli Ernici venne portata in Senato, ma fu tralasciata quando giunse a Roma la notizia che l'Etruria era in armi.. Nel 386 l'esercito di Anzio invase il territorio Pontino e a Roma si venne a sapere che i Latini avevano inviato dei guerrieri per assisterli. I Latini affermarono di non aver aiutato gli Anziati, ma non avevano proibito ai singoli di compiere volontariamente tale servizio..

Un esercito romano comandato da Marco Furio Camillo e Publio Valerio Potito Publicola si scontrò con gli Anziati a Satricum. Oltre a forze provenienti dai Volsci, gli Anziati portarono sul campo un gran numero di Latini ed Ernici.. Nella battaglia che seguì i Romani vinsero e i Volsci furono uccisi in massa. I Latini e gli Ernici ormai avevano abbandonato i Volsci e Satricum cadde in mano a Camillo.. I Romani chiesero ai Latini e agli Ernici il motivo per cui nelle guerre degli anni precedenti non avevano fornito alcun contingente. Essi affermarono di non aver potuto fornire truppe per paura di incursioni da parte dei Volsci. Il Senato romano reputò insufficiente questa affermazione, ma pensò che i tempi non fossero favorevoli per la guerra..

Nel 385 i Romani nominarono dittatore Aulo Cornelio Cosso per gestire la guerra con i Volsci.. Il dittatore marciò con il suo esercito in territorio Pontino che sapeva essere invaso dai Volsci.. L'esercito di questi fu nuovamente incrementato con forze dei Latini e degli Ernici, oltre a dei contingenti provenienti dalle colonie romane di Circeo e Velletri, e nella battaglia che seguì i Romani riportarono un'altra vittoria. I prigionieri catturati erano in maggioranza Ernici e Latini, compresi degli uomini di alto rango che i Romani ottennero come prova del fatto che i loro popoli stavano formalmente assistendo i Volsci...