Dozza (Doza in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, facente parte del territorio della Romagna. Comprende due paesi principali: il capoluogo comunale Dozza, situato sulle prime propaggini dell'Appennino tosco-emiliano, e Toscanella, l'unica frazione, situata in pianura lungo il corso della Via Emilia.

Antico borgo medievale, negli anni a partire dal 1960 si è trasformato diventando un museo all'aperto, ricco di un centinaio di opere realizzate direttamente sui muri degli edifici. È tuttora ben conservata la Rocca Malvezzi-Campeggi, che domina il centro abitato.

Geografia fisica Situata sulle colline a sud ovest di Imola (da cui dista solo 6 km), Dozza si trova a pochi chilometri a monte della Via Emilia, ovvero provenendo da Bologna, e percorrendo la Strada Statale Emilia verso Rimini, è il primo comune della Romagna storica. Ad ovest il centro più vicino è Castel San Pietro Terme, da cui dista . Nel territorio del Comune scorre il torrente Sillaro, che delimita il confine occidentale della Romagna con l'Emilia. Sulla Via Emilia, la frazione Toscanella, situata pochi chilometri ad est del torrente Sillaro, rappresenta l'ingresso nella regione storico-geografica della Romagna per chi proviene da Bologna.

Classificazione climatica: zona E, 2427 GR/G

Origini del nome Il toponimo Dozza deriva dal latino medievale ducia (doccia, docciola, doccione); l'etimologia è quella di "condotto", o canale che conduce acqua. Nei documenti medievali compaiono alternativamente i toponimi Ducia e Dutia. Il nome potrebbe anche essere un riferimento a un antico acquedotto capace di accumulare acqua dal Monte del Re in una cisterna per far fronte ai periodi di siccità.

Storia Il territorio dozzese, già abitato in epoca celtica e romana, fu colpito dalle invasioni di popolazioni barbariche (germaniche e in particolare longobarde), che invasero tutte le terre di Romagna. Alla metà del VI secolo Dozza venne ricompresa nei territori dell'Esarcato d'Italia, ovvero dei territori bizantini d'Italia, trovandosi sul confine con i possedimenti longobardi. Tramontato l'Esarcato alla metà dell'VIII secolo, furono i Carolingi a prendere possesso degli ex possedimenti bizantini. Essi donarono alla Chiesa imolese il possesso della collina sulla quale venne eretto l'abitato. Verso il 1150 Dozza divenne libero Comune. Tra il 1151 e il 1182 il capitolo della cattedrale di San Cassiano risiedette a Dozza a causa della distruzione di Castrum Sancti Cassiani, allora sede episcopale, da parte degli imolesi. Nella Descriptio provinciæ Romandiolæ (un censimento fiscale del 1371) sono elencate le località dipendenti dal comune di Dozza. Esse sono (si riproduce il testo in latino): Casali, Montis Catonis, Flagnani, Corvarie, Mazumoli, Montis Moriteni, Sassignoli, Belvederis, PlancandoliAndrea Ferri, Archivi di Dozza e su Dozza: un viaggio tra le carte, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 20 ottobre 2018, pp. 2-3..

Vicende alterne hanno interessato il dominio della rocca e del borgo, passato più volte di mano in mano fra le potenti famiglie bolognesi e imolesi. Nel 1412 Dozza diviene feudo della famiglia degli Alidosi di Castel del Rio, che poco dopo cedette il borgo alla famiglia Riario. Da ricordare il quinquennio di Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario, che tenne il feudo dal 1494 al 1499. Fu Caterina a dotare Dozza della rocca e delle mura difensive che la circondano ancora oggi. Dopo il breve dominio di Cesare Borgia (che in pochi anni annesse ai suoi domini tutta la Romagna), Dozza ritornò allo Stato della Chiesa. Nel 1528 papa Clemente VII concesse Dozza in feudo alla famiglia Malvezzi di Bologna e nel 1531 al cardinale Lorenzo Campeggi.I nuovi signori soggiornarono dal 1564 nella Rocca, trasformandola in residenza privata. Vi abitarono per secoli e mantennero la proprietà fino al 1960, quando la cedettero al Comune di Dozza.

Nel 1728 cessò l'infeudazione della famiglia Campeggi; la Santa Sede assegnò il feudo di Dozza a Emilio Malvezzi (1688-1767) nipote ex sorore del cardinal Campeggi. Gli vennero conferiti i titoli di: marchese della terra e del castello di Dozza, conte palatino di Toscanella e della Pianta. Giacomo Malvezzi, figlio di Emilio (1716-1806) fu l'ultimo marchese di Dozza: nel 1797 i francesi invasero la Legazione di Romagna e abrogarono i poteri feudali.

Dopo la parentesi napoleonica, Dozza venne inserita nella nuova Legazione di Ravenna. Con la fine del dominio pontificio, il Governatore delle «Provincie provvisorie»Entità provvisoria con capoluogo Bologna istituita dopo la fine del dominio pontificio, la cui breve esistenza va dal 9 novembre al 31 dicembre 1859. Il 1º gennaio 1860 fu inglobata nelle «Regie Provincie dell'Emilia». Luigi Carlo Farini, il 27 dicembre 1859, ridefinì le circoscrizioni territoriali aggregando il Comune di Dozza alla circoscrizione di Bologna.

Al termine della seconda guerra mondiale, con lo sfondamento della Linea Gotica, Dozza fu teatro di alcuni scontri tra le forze alleate, sotto il cui comando operava il gruppo di combattimento "Folgore", e le truppe tedesche in ritirata.

La sede comunale è situata nel borgo medioevale ma il principale centro residenziale e industriale è Toscanella, frazione che si sviluppa sulla via Emilia. La denominazione allude al fatto che, da questa località, partono strade che valicano l'Appennino e consentono di raggiungere la Toscana.

Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 20 aprile 1928. Lo stemma cittadino presenta su sfondo d'oro un grifone rampante, privo di ali, animale araldico, che si disseta con l'acqua che fuoriesce da una conduttura.

È raffigurato un grifone-leone Greifenlöwe in tedesco. con il corpo di leone (quindi anche le zampe anteriori) e la testa d'aquila. Il gonfalone è un drappo di giallo.Immagine del gonfalone.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture militari

La rocca sforzesca mantiene inalterata la struttura medioevale: conservate in ottimo stato, infatti, sono gli interni e le cucine, impreziosite dagli utensili (che si possono datare al 1500), dai camini e dal pozzo. Degni d'attenzione rimangono anche il Rivellino e la Rocchetta di origine trecentesca. Gli ambienti signorili sono tuttora arredati da mobili di ottima fattura; sulle pareti possono essere ancora ammirati numerosi dipinti ed arazzi risalenti al Settecento. La rocca fu abitata dalle famiglie Campeggi e Malvezzi, che vi hanno abitato dal XVI secolo fino al 1960. Dal 1960 è di proprietà del Comune, che l'ha trasformata in museo.

Architetture religiose A Dozza Chiesa parrocchiale dell'Assunzione della Vergine. Di origine medievale, la prima notizia storica che la riguarda risale all'anno 1141. Fu ricostruita nel XV secolo e restaurata negli anni quaranta del XX secolo. Si segnalano: una lunetta scultorea di epoca longobarda e il dipinto Madonna col Bambino fra i santi Giovanni Battista e Margherita (1492) del forlivese Marco Palmezzano. Chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire, parrocchiale a Piscerano. A Toscanella Chiesa di Santa Maria del Carmine. Detta anche «santuario della Madonna del Sabbioso» (dal torrente che la costeggia, il Sabbioso), fu edificata dopo il 1576, l'anno in cui giunsero i monaci Carmelitani nella localitàI Carmelitani rimasero a Toscanella fino al 1783.. All'inizio del XX secolo fu ricostruita; la nuova chiesa fu inaugurata nel 1924. Nel forese Santuario della Madonna del Calanco. Vi è venerata un'immagina sacra che porta il nome di Beata Vergine del Calanco. Si tratta di un bassorilievo di scagliola di colore biancastro, di forma ovale, alto circa 20 cm. Ogni anno il sabato antecedente al giorno di Pentecoste l'immagine della Beata Vergine viene portata in processione fino a Dozza.

Società Evoluzione demografica

Popolazione Variazione della popolazione residente a Dozza dal 2006 al 2010. Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione 31-12-2006 380 (6,3%) 31-12-2010 + 8,4% + 4,7% 621 (9,5%) + 63,4% Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Religione Nel comune di Dozza sono presenti tre parrocchie facenti parte della Diocesi di Imola: Santa Maria in Piscina (a Dozza), San Lorenzo in Piscerano e Santa Maria del Sabbioso (a Toscanella).

In epoca medievale la comunità dozzese era riunita attorno alla pieve di Santa Maria di Sellustra, esistente almeno dall'XI secolo. Le due più antiche chiese parrocchiali del territorio sono Santa Maria in Piscina (XII secolo) e San Lorenzo in Piscerano (XIII secolo), i cui appellativi fanno pensare alla prossimità di vasche di raccolta idrica, in una zona sprovvista di corsi d'acqua naturali. La terza chiesa parrocchiale, Santa Maria del Sabbioso, a Toscanella (già sede di un convento carmelitano) è stata eretta in parrocchia nel 1909. Oggi la parrocchia di Toscanella è la più popolosa del comune.

Il principale luogo di devozione mariana è il Santuario della Madonna del Calanco. Vi è conservata una Sacra immagine, databile al XVI secolo, sotto il titolo di Beata Vergine del Calanco. È invocata per la guarigione da malattie e la liberazione da epidemie. La sua ricorrenza cade il martedì dopo la Pentecoste.

A Monte del Re si insediarono alla metà del XIII secolo i frati del Terzo ordine regolare francescanodon Mino Martelli, Storia di Lugo di Romagna in chiave francescana, Walberti, Lugo, 1984, pp. 42 e 65.. Il convento fu il luogo in cui venne siglato un importante trattato di pace tra la guelfa Bologna e la lega delle città ghibelline di Romagna (Cesena, Forlì, Faenza e Imola) il 29 aprile 1299Nella sagrestia della chiesa del convento fu murata una lapide a ricordo dell'avvenimento. Essa recita: "D.O.M. / In hac minorum sede / inter Bononienses ex una parte / Imolenses vero Faventinos Caesenates Forolivienses / ex altera /praesidentibus hinc inde Legatis / pax et concordia / restituta est /die mercurii XXIX aprilis MCCLXXXXIX".. Dopo la chiusura del convento (XVII secolo) la chiesa fu officiata dal clero secolare fino al 1798. Successivamente l'ex convento viene acquistato dal conte Alessandro Sassatelli, che lo trasformò nel proprio «casino di campagna o di villeggiatura». Da quel momento si aprì per Monte del Re una nuova fase, non più conventuale ma residenziale. Nel 1866-67 fu confiscata dallo Stato, che poi la restituì alla famiglia Sassatelli. Dal 1908 al 1970 fu destinata a residenza estiva per i seminaristi della diocesi. Oggi è una villa privata.

Le Feste del Patrono si svolgono a cavallo della domenica di Pentecoste, dal sabato precedente al sabato successivo. In questa settimana si susseguono diversi appuntamenti che coinvolgono tutta la popolazione di Dozza e dintorni: dalle processioni lungo le vie del paese agli spettacoli del Corpo Bandistico Folcloristico, dalle mostre sacre presso i locali parrocchiali al concorso fotografico. Il Corpo Bandistico Folcloristico Dozzese è un'istituzione centenaria in quanto è stato fondato nel 1925«Il Nuovo Diario-Messaggero», 10 aprile 2025, pag. 18.. La Parrocchia dell'Assunzione di Maria Vergine organizza durante l'anno alcune rappresentazioni sacre che riscuotono sempre maggior partecipazione e gradimento. Il giorno dell'Epifania, nel pomeriggio, da anni si svolge una suggestiva manifestazione in costume per le vie del paese nella quale viene rappresentato il cammino dei Re Magi verso la grotta di Betlemme, che viene allestita in piazza Zotti e che ogni anno è occupata da una coppia di genitori e un neonato che rappresentano la Natività. Durante la Settimana Santa, solitamente la sera della Domenica delle Palme, viene rappresentata, in costume, la Via Crucis per le vie del paese, con la presenza di un coro polifonico che esegue canti della Passione legati alla tradizione della Chiesa.