Il Trofeo delle Alpi (detto anche Trofeo di Augusto, in latino Tropaeum Alpium o Tropaeum Augusti; in francese Trophée des Alpes; in occitano Trophée dels Alpes; in monegasco Trufeu d'ë Arpe) è un imponente monumento romano in foggia di tropaeum che si trova a 480 metri di altitudine nel comune di La Turbie, nel dipartimento francese delle Alpi Marittime, a breve distanza dal Principato di Monaco.
Storia
Il monumento venne eretto, sul punto più alto della via Julia Augusta, negli anni 7-6 a.C. in onore dell'imperatore Augusto per commemorare le vittorie riportate dai suoi generali (tra cui i figliastri Druso maggiore e Tiberio) e la definitiva sottomissione di 44 tribù alpine. Questi popoli non sferravano attacchi per impossessarsi delle merci, ma, una volta entrati nel loro territorio, imponevano un controllo delle relazioni commerciali e dei movimenti militari, inaccettabili per l'Impero romano.
Menzionando altri popoli Reti e Alpini, il trofeo celebra indirettamente la sottomissione dal 23 al 13 a.C. degli ultimi popoli celtico-liguri indipendenti che popolavano la zona alpina tra la provincia Narbonese e la Gallia cisalpina. In questo luogo la sottomissione ha permesso la continuazione della via Aurelia attraverso la costruzione della via Julia Augusta. I vinti, godendo della clemenza imperiale, hanno ricevuto nel 10 a.C. la regione delle Alpi marittime, la cui capitale, costruita di fronte a Nikaia, era Cemenelum, oggi Cimiez, un quartiere di Nizza.
Il Trofeo non aveva né vocazione militare né ruolo di rifugio o di fortificazione, ma demarcava il confine tra l'Italia romana e la Gallia Narbonese lungo la Via Julia Augusta, successivamente spostato al fiume Var.
Questo trofeo nel tempo segue, nelle Gallie, il trofeo di Pompeo, in Summum Pyrenaeum, quello di Briot (ora al museo di Antibes) e altri..
Storia successiva Tra il XII ed il XV secolo il Trofeo delle Alpi venne trasformato in fortezza, soprattutto a scopo di avvistamento e di difesa dalle scorribande dei pirati saraceni.
Durante gli scontri tra gli eserciti del Regno di Francia e del Ducato di Savoia, nell'ambito della Guerra di successione spagnola, Luigi XIV ordinò la distruzione di tutte le fortezze conquistate ed il Trofeo venne minato e fatto parzialmente esplodere il 4 maggio 1705.
La distruzione del complesso aprì la strada al suo progressivo smantellamento per trarne materiale da costruzione, nonostante l'originaria cava di epoca romana fosse ubicata a soli 500 metri di distanza. Dopo il ritorno di Turbia sotto l'autorità savoiarda, venne autorizzato il prelievo dei materiali dalle rovine, per la costruzione della sottostante chiesa di San Michele, iniziata nel 1664.
Nel 1865 i resti sono stati classificati come monumenti storici «Ruines du Trophée d'Auguste, actuellement Musée du Trophée d'Auguste», ministère français de la Culture..
Prima del restauro parziale, effettuato agli inizi del XX secolo non rimanevano che quattro colonne intatte, e solo la facciata occidentale (con l'iscrizione) è stata ricostruita quasi completamente; ulteriori resti e frammenti sono esposti nel museo archeologico ricavato nel basamento.
I lavori di restauro sono stati resi possibili negli anni '30 del Novecento dagli studi dell'architetto Jules Formigé e dal generoso finanziamento del mecenate statunitense Edward Tuck. È stato inaugurato il 26 aprile 1934. L'altezza del monumento misura oggi 35 metri, mentre originariamente, grazie alla statua, raggiungeva i 50 metri. Dalla sua terrazza panoramica è possibile godere d'un punto d'osservazione che, in giornate limpide, consente di spaziare visivamente dalla riviera ligure di ponente al golfo di Saint-Tropez.
Il bimillenario del trofeoDanièle Mouchot, Le trophée de la Turbie: bimillénaire d'un monument, Dijon, Archeologia, 1995, n. 309, pages 30-33 è stato commemorato dal 10 luglio al 28 agosto 1994 dal Centro dei monumenti nazionali con una composizione di tre giovani artisti che hanno proposto delle rivisitazioni del Trofeo, la realizzazione di un film di Vincent Gareng sulla storia del monumento e uno spettacolo di luci di Louis Clair, professionista in progetti di illuminazione artistica.
Costruzione La costruzione, parte in marmo lunense e parte in pietra localeBendinelli, Tropaeum Alpium, concepita secondo il modello architettonico vitruviano sul modello del Mausoleo di Alicarnasso, consisteva di un piedistallo quadrato misurante 38 metri di lato, sulla cui facciata occidentale era apposta un'iscrizione con la dedica ad Augusto. Ai lati dell'iscrizione c'erano dei trofei.
Il secondo ordine era composto da un basamento, anche questo quadrato ma di dimensione minore, su cui poggiavano 24 colonne, con capitelli dorici, poste in cerchio e adornate da un fregio dorico con alternanza di metope e triglifi.
All'interno del colonnato si trovava una torre cilindrica in cui, alternate alle colonne, si trovavano delle nicchie dove erano state collocate le statue dei comandanti militari che avevano partecipato alla spedizione, tra cui quella di Druso. Sulle colonne poggiava infine una copertura conica a gradoni, coronata da una imponente statua di Augusto in bronzo dorato raffigurato nell'atto di sottomettere due barbari inginocchiati ai suoi piedi. Nell'insieme la struttura, secondo gli architetti Formigé padre e figlio, con la statua di Augusto arrivava a ben 49 metri di altezza, ma oggi il trofeo restaurato ne misura solamente 35.
Secondo la data presente nell'inscrizione, la costruzione fu terminata tra il 7 e il 6 a.C.
L'iscrizione La solenne iscrizione, di cui rimanevano solo alcuni frammenti, è stata ricostruita completamente durante il restauro del monumento curato da Jules Formigé, grazie alla menzione fatta da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (III, 136-137)
Il testo riporta tutti e 44 i nomi delle tribù sconfitte in ordine cronologico e geografico ed è affiancato da due bassorilievi della Vittoria alata. Parimenti visibile è il "trofeo" in senso stretto, ossia una raffigurazione delle armi conquistate ai nemici e appese ad un tronco d'albero. Ai due lati del trofeo sono raffigurati coppie di prigionieri galli in catene.
I Triumpilini I Camunni I Venosti I Vennoneti Gli Isarci I Breuni I Genauni I Focunati
Le quattro nazioni dei Vindelici (Cosuaneti, Rucinati, Licati, Catenati) Gli Ambisonti I Rugusci
I Suaneti I Caluconi I Brixeneti I Leponzi Gli Uberi I Nantuati I Seduni I Veragri
I Salassi Gli Acitavoni I Medulli Gli Ucenni I Caturigi I Brigiani I Sogionti I Brodionti
I Nemaloni Gli Edenati I Vesubiani I Veamini I Galliti I Triullati Gli Ecdini I Vergunni
Gli Eguituri I Nematuri Gli Oratelli I Nerusi I Velauni I Seutri. Non si conosce con precisione la localizzazione geografica dei popoli citati, che in certi casi è completamente sconosciuta. Questa è oggetto di ricerche, ma l'inscrizione del trofeo, come ha ricordato Philippe Casimir, permette di delineare una ricostruzione della situazione delle Alpi nell'antichitàSecondo lo studioso Michel Bourrier, scrittore, gli Eguituri vivevano tra gli Ectini di Puget e i Suetri di Estéron. Secondo l’abate Papon, (Histoire générale de Provence, Paris 1777) questi dovevano abitare sulle rive del Var dopo il piccolo torrente di Cians fino a la Tinée. Alleati agli altri 21 popoli liguri della confederazione alpina all'est del Var, essi furono sconfitti da Roma nel 233 a.C. e vinsero al guado di Gattières (Alpi-Marittime) en 189 a.C. (Dion Cassius). Gli Eguituri dopo la vincita, «latroni et atroces», obbligarono Roma a incendiare la foresta per ridurla in spazio. Sottomessi nel 13 a.C. da Augusto, il loro nome è inciso nell'ultima riga del trofeo di La Turbie (Plinio, Libro III, cap. 20)..
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia Goffredo Bendinelli, Tropaeum Alpium in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, 1966 Jules Formige, Le Trophée des Alpes. Centre National de la Recherche Scientifique, Paris 1949. (Gallia, Suppl. 2)
Nino Lamboglia, Das Tropaeum des Augustus in La Turbie. 3ª ed. Inst. Intern. de Studi Liguri, Bordighera 1965. Le trophée d'Auguste à la Turbie, Institut international d'études ligures, 1983, 80 p. Philippe de Beauchamp, La Provence et la Corse pre-romaines et romaines. Beauchamp, Spéracédes 1993. ISBN 2-85744-734-5 Marcus Junkelmann, Die Legionen des Augustus. 9ª ed. Zabern, Magonza, 2003. ISBN 3-8053-0886-8
. Jules Formigé, «La Turbie», 309-320, dans Congrès archéologique de France. 95e session. Aix-en-Provence et Nice. 1932, Société française d'archéologie, Paris, 1933. Jules Formigé, «La dédicace du Trophée des Alpes (La Turbie) », p. 101-102, Gallia, 1955, n. 13-1 leggere online.
Jean-Camille Formigé & Jules Formigé, Le Trophée des Alpes La Turbie (Alpes-Maritimes) . Le trophée d'Auguste à La Turbie, sur http://www.archeo-alpi-maritimi.com.
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Collegamenti esterni Trophée d'Auguste à La Turbie - sito dei Monumenti nazionali Francesi Ruines du Trophée d'Auguste - scheda descrittiva nel database dei monumenti storici francesi
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