Prefetto del pretorio dal 14 al 31, fu il primo a utilizzare la carica per accrescersi potere e prestigio, rendendola un'influente branca amministrativa dello Stato.
La sua carriera fu una vertiginosa e repentina scalata al potere togliendo di mezzo ogni avversario politico. Allontanatosi Tiberio da Roma, Seiano divenne "consigliere e ministro di tutti gli affari", ma quando l'imperatore incominciò a sospettare che il suo ministro volesse spodestarlo, lo fece destituire e condannare a morte.
Biografia Giovinezza e origini familiari Eques originario di Volsinii (l'odierna Bolsena, in provincia di Viterbo), in Etruria, nella prima giovinezza fu al seguito del nipote di Augusto, Gaio Cesare, nella sua missione in Oriente, e divenne un favorito di Apicio, gastronomo, al quale si dice si prostituì. In seguito sposò Apicata, dalla quale ebbe tre figli: Strabone, Capitone Eliano ed Elia Giunilla.
La famiglia di Seiano era certamente illustre: il padre era Lucio Seio Strabone, prefetto del pretorio sotto Augusto, a sua volta figlio di una Terenzia, sorella della moglie di Mecenate. La madre era invece Cosconia Gallitta o, più probabilmente, Giunia, sorella di Quinto Giunio Bleso, console suffetto nel 10 d.C.Ronald Syme, The Augustan aristocracy, Oxford, Clarendon Press, 1986, pp. 300-312. Inoltre, come dimostra il cognomen, Seiano era stato adottato verosimilmente dal prefetto d'Egitto Gaio Elio Gallo.
Il matrimonio del padre Strabone con Giunia fornì a Seiano numerosi appoggi importantiCfr. lo stemma familiare in Barbara Levick, Tiberius the politician, London-New York, Routledge, 19992, p. 261.: non solo il figlio di questa dal precedente matrimonio con il giurista Quinto Elio Tuberone, il console suffetto del 18 Lucio Seio Tuberone divenne, tramite adozione, fratello di Seiano, ma anche i di lei figliastri Quinto Elio Tuberone e Sesto Elio Cato erano stati consoli, rispettivamente nell'11 a.C. e nel 4, mentre la figliastra Elia era moglie del console dell'11 Lucio Cassio Longino e madre dei consoli, ordinario e suffetto, del 30 Lucio e Gaio Cassio Longino; inoltre, lo zio Quinto Giunio Bleso aveva generato due figli, entrambi consoli suffetti nel 26 (Quinto Giunio Bleso) e nel 28 (Giunio Bleso), mentre la matrigna Cosconia Gallitta era sorella di Servio Cornelio Lentulo Maluginense, console suffetto nel 10, e forse di Publio Cornelio Lentulo Scipione, console suffetto nel 2, a sua volta probabilmente padre dell'omonimo console suffetto del 24. Non a caso Velleio Patercolo, scrivendo nel 30 un elogio di Seiano nelle sue Historiae all'apice della potenza del prefetto, correda tali lodi con una celebrazione della famiglia:
Ascesa (14-23 d.C.) Carriera come prefetto del pretorio Il primo ruolo di spicco occupato da Seiano di cui si abbia notizia fu l'accompagnamento di Druso minore, figlio di Tiberio, a sedare delle rivolte in Pannonia, di poco successive alla salita al trono del nuovo principe. Poco dopo, il padre lo associò alla prefettura della guardia pretoriana.
Quando il genitore fu eletto prefetto d'Egitto nel 15, Seiano, entrato nelle grazie dell'imperatore, rimase prefetto del pretorio unico, e fu tra i fautori dell'aumento del potere dei pretoriani; essi erano riuniti a Roma in un unico grande accampamento costruito appositamente sul Viminale, alla periferia della città, noto con il nome di Castra Praetoria attorno al 21-23. Seiano vedeva così accrescere immensamente la propria influenza sull'imperatore, trovandosi ora nella condizione di detenere la vera forza militare dell'Italia.Tacito, Annales, IV, 2
Scalata al potere e la morte di Druso minore Grazie al particolare favore di cui godeva presso l'imperatore, Seiano acquisì una graduale influenza nella vita politica romana. Agli studiosi odierni pare improbabile che tale ascesa mirasse alla successione personale al potere ma che piuttosto volesse diventare il reggente di un giovanissimo erede, come poteva essere Tiberio Gemello.
Nel 20 provò a collegarsi con la famiglia imperiale, promettendo in moglie sua figlia neonata, Elia Giunilla, al figlio di Claudio, nipote di Tiberio, Druso, il quale però morì di asfissia pochi anni dopo, facendo sfumare il progetto. Due anni dopo si distinse come valido aiuto nel tenere a bada un incendio scoppiato nel Teatro di Pompeo, il che provocò gli elogi di Tiberio, che concesse nel 23 anche il trionfo per il già citato Giunio Bleso, zio di Seiano, trionfatore contro il ribelle Tacfarinas.
Tra i molti ostacoli che si frapponevano alle sue ambizioni c'era Druso minore, che, al contrario del padre, odiava Seiano: era infastidito nel vedere come Tiberio prestasse attenzione ai consigli di un altro quando lui era in vita.Tacito, Annales, IV, 7 L'odio sfociò una volta in una lite e Druso colpì Seiano con uno schiaffo,Tacito, Annales, IV, 3 anche se secondo un'altra versione sarebbe stato Seiano a colpire il giovane erede e ciò avrebbe procurato motivo al prefetto di temerlo.Cassio Dione, Historia Romana, LXII, 22.1-2 Druso, però, morì nel 23, in seguito a quella che parve a tutti una lunga malattia. Tra le tante ipotesi, c'è quella secondo cui sarebbe stato avvelenato con un veleno dall'effetto lento dalla moglie Claudia Livilla, sorella di Germanico (nipote di Augusto), in combutta con il liberto Ligdo e il medico Eudemo. La donna, a quanto ne scrisse Tacito, era diventata amante di Seiano ed era stata da lui convinta a commettere l'omicidio.
La persecuzione contro Agrippina e il ritiro di Tiberio a Capri (23-30 d.C.) L'inizio delle persecuzioni e la richiesta di matrimonio con Livilla La morte di Druso portò alla nomina come eredi di Tiberio i figli di Germanico, Nerone e Druso Cesare,Tacito, Annales, IV, 8 i cui fautori, capeggiati dall'energica e irruente vedova Agrippina maggiore, mal dissimulavano la gioia nel veder rifiorire il ramo del generale, anche durante il solenne funerale di Druso minore.Tacito, Annales, IV, 12 Seiano approfittò di questa situazione per fomentare gli odi fra Tiberio e il ramo di Germanico al fine di eliminare altri ostacoli per la successione. Facilitarono le sue manovre i pontefici, che nel 24 accomunarono Nerone e Druso Cesare nell'invocazione agli dei per la salute del principe, il che causò il risentimento di Tiberio, probabilmente fomentato da alcune parole di Seiano, che allertavano il principe dell'ambizione di Agrippina.Tacito, Annales, IV, 17 Seiano si valse dell'aiuto di Giulio Postumo, amante di Mutilla Prisca, confidente di Livia Drusilla, madre di Tiberio e vedova di Augusto: grazie a questa rete di amicizie, Postumo ebbe facile accesso all'orecchio dell'Augusta, e ne approfittò per accusare presso la donna Agrippina di ambizione sfrenata, sfruttando a sua volta la gelosia dell'anziana per il suo potere e titolo. Infine, mandò alcune donne, che si fingessero confidenti di Agrippina e fomentassero la sua ira contro Tiberio con racconti che mettevano in cattiva luce il principe.
Queste azioni di disturbo portarono alla condanna di molti amici del defunto comandante, fra i quali Gaio Silio, che aveva sconfitto Sacroviro, il quale aveva fomentato una rivolta in Germania.Tacito, Annales, IV, 18 Silio, incriminato dal console Varrone, che assecondò le manovre di Seiano per degli odi fra suo padre e il padre del generale, preferì suicidarsi prima che la sentenza fosse emessa, mentre la moglie Sosia Galla venne mandata in esilio.Tacito, Annales, IV, 19 Nel 25, cadde vittima di Seiano lo storico Cremuzio Cordo, che, a quanto pare, aveva commentato negativamente il posizionamento della statua di Seiano nel Teatro di Pompeo,Seneca, Consolatio ad Marciam anche se la causa del processo ufficiale fosse il fatto che egli aveva elogiato Bruto e Cassio in una sua opera annalistica.Tacito, Annales, IV, 35-36
Nel 25, Seiano, sotto pressione di Livilla e inebriato dal suo potere crescente, dopo aver ripudiato Apicata, scrisse una lettera a Tiberio, come era costume a quel tempo nelle richieste di matrimonio, chiedendo di poter sposare la vedova di Druso. Tiberio rifiutò, dicendo che il matrimonio fra una donna del ramo imperiale come Livilla e un cavaliere come Seiano sarebbe parso indegno, affermando che la scelta di Augusto di maritare la figlia Giulia con persone non appartenenti al ramo aristocratico come Agrippa, alla quale Seiano aveva fatto riferimento per convincere il principe, fosse dettata dalla necessità; inoltre, Livilla avrebbe male accettato di passare la vecchiaia con Seiano, dopo essere stata moglie del figlio dell'imperatore. Allora Seiano, vistosi rifiutata la proposta, decise di fare pressioni affinché Tiberio lasciasse Roma.Tacito, Annales, 39-41
L'allontanamento di Tiberio da Roma
L'imperatore, intanto, si andava inimicando sempre di più l'irruenta Agrippina e il suo influente partito, anche in seguito al processo contro Clodia Pulcra cugina di Agrippina, accusata dall'ex-pretore Domizio Afro, di adulterio con Furnio e di pratiche magiche mirate all'assassinio del principe.Tacito, Annales, IV, 52 Agrippina cercò di intercedere per la cugina, e sorprese Tiberio mentre sacrificava ad Augusto. Agrippina asserì, con la sua tipica fierezza, che Tiberio contemporaneamente onorava la memoria del primo imperatore e perseguitava i suoi discendenti. Tiberio rispose, con un verso greco, domandandole se era perseguitata per il solo fatto che non regnava. In seguito, a un banchetto da Tiberio, la donna, messa in guardia da alcune persone che Seiano aveva mandato che il principe volesse avvelenarla, passò addirittura una mela che Tiberio gli aveva offerto a un servo perché la assaggiasse.Tacito, Annales, IV, 54 Gli odi aumentarono dopo che Tiberio aveva pure lasciato Agrippina, che chiedeva il permesso di risposarsi col senatore Gaio Asinio Gallo, senza risposta.Tacito, Annales, IV, 53
Alla fine, nel 26, l'imperatore si risolse di partire per la sua villa di Sperlonga nel Lazio meridionale, accompagnato da un ristretto gruppo di confidenti quali il cavaliere e filosofo Curzio Attico (che in seguito cadrà per mano di Seiano e Lucio Marino)Tacito, Annales, VI, 10, il giurista Marco Cocceio Nerva, padre del futuro imperatore omonimo, e l'astrologo Trasillo di Mende, oltre a Seiano stesso, con la scusa di dedicare un tempio a Giove in Capua ed uno ad Augusto a Nola,Tacito, Annales, IV, 57 ed in seguito a Capri, nel 27.Tacito, Annales, IV, 67 I motivi di tale gesto vanno ricercati non solo nelle pressioni di Seiano, come già detto prima, ma anche nella volontà del principe di allontanarsi da una città che reputava pericolosa, nel voler fuggire dalla madre Livia Drusilla, che Tiberio rifiutava di associare a sé nell'esercizio del- potere mentre questa gli rinfacciava che era stato grazie a lei che era divenuto imperatore, e nel suo desiderio di nascondere alcune ulcere che gli andavano funestando il viso, dato che Tiberio non tornò a Roma neppure dopo la morte di Seiano. In Campania inoltre avvenne un episodio che accrebbe in Tiberio la fiducia per il suo ministro: mentre era in corso un banchetto nella Spelunca, una grotta della sua villa a Sperlonga, il soffitto tutto d'un tratto crollò, travolgendo molti convitati. Seiano dunque puntò i suoi piedi per terra e fece da scudo per l'imperatore, salvandogli la vita.Tacito, Annales, IV, 59
La fine di Agrippina