Vicolo cieco (Blind Alley) è un film del 1939 diretto da Charles Vidor.

È un film poliziesco a sfondo drammatico statunitense con Chester Morris, Ralph Bellamy e Ann Dvorak. È basato sull'opera teatrale del 1935 Blind Alley di James Warwick. Nel 1948 ne è stato prodotto un remake, Pazzia (The Dark Past).

Trama Hal Wilson, un feroce assassino appena evaso dal carcere, si rifugia con i suoi complici in una casa in riva al lago – tenendo ivi reclusi quanti erano presenti in essa - in attesa che un'imbarcazione giunga e lo porti in salvo dalla polizia che lo ricerca. La casa è quella del dottor Shelby, psichiatra, che, insieme alla moglie e al figlioletto, sta intrattenendo alcuni ospiti.

Il dottor Shelby individua in Wilson un tipico caso clinico, e, nottetempo, applicando la psicoanalisi – o per lo meno una versione edulcorata di essa - riesce a curare Wilson, paziente scorbutico ma decisamente collaborativo, dalle sue nevrosi. Il che non è di grande aiuto, in ogni caso, perché Wilson viene ucciso dalla polizia intervenuta sul posto poche ore dopo.

Produzione Il film, diretto da Charles Vidor su una sceneggiatura di Philip MacDonald, Michael Blankfort, Albert Duffy e Lewis Meltzer (quest'ultimo non accreditato) e un soggetto di James Warwick, fu prodotto da Jack Fier per la Columbia Pictures Corporation e girato dal 15 febbraio 1939 al 14 marzo 1939.

Colonna sonora Far Above Cayuga's Waters - (1870) musica di by H.S. Thompson (1857) Waltz Op. 64 No. 2 in C sharp minor - (1846-47) musica di Frédéric Chopin, suonata al pianoforte da Rose Stradner Nocturne Op. 9 No. 2 in E flat major - (1830-31) musica di Frédéric Chopin, suonata al pianoforte da Rose Stradner

Distribuzione Il film fu distribuito con il titolo Blind Alley negli Stati Uniti dall'11 maggio 1939 (première a Los Angeles il 21 aprile 1939) al cinema dalla Columbia Pictures.

Altre distribuzioni:

in Portogallo il 25 aprile 1940 (O Que um Cérebro Esconde) in Francia il 14 novembre 1945 (L'étrange rêve) in Italia (Vicolo cieco) in Spagna (Rejas humanas)

Critica Secondo il Morandini è un "curioso e insolito film criminale che lascia spazio alla psicologia del profondo". Il film risulterebbe uno dei primi tra quelli prodotti ad Hollywood a fare uso massiccio della psicanalisi nella trama. Altro punto a favore sarebbe costituito dalle "sequenze oniriche".

Note

Collegamenti esterni

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