Lebraismo rabbinico (o rabbinismo) (in ebraico: Yahadut Rabanit - יהדות רבנית) è la forma tradizionale di ebraismo a partire dal VI secolo dell'era volgare, dopo la codificazione del Talmud babilonese.
Iniziato dal giudaismo farisaico, l'ebraismo rabbinico divenne la corrente predominante all'interno della Diaspora ebraica tra i secoli II e VI, con la redazione della Legge orale (Mishnah) e del Talmud quali interpretazioni autorevoli delle Sacre Scritture ebraiche e per incoraggiare la pratica dell'ebraismo, in assenza dei sacrifici al Tempio di Gerusalemme e non più possibili le altre osservanze relative. L'ebraismo rabbinico si basa sulla convinzione che sul Monte Sinai, Mosè abbia ricevuto la Tōrāh (Pentateuco) direttamente da Dio, insieme ad una spiegazione orale supplementare della Rivelazione, cioè la "Legge orale", che è stata trasmessa da Mosè al popolo israelita in forma orale.
Storia Le origini
In linea con i comandamenti della Tōrāh, il giudaismo antico era rigorosamente incentrato sulla pratica religiosa e sacrificale presso il Tempio di Gerusalemme. Tuttavia, dopo la distruzione del Tempio, gli ebrei vennero deprivati di un luogo centrale di culto e attività religiose, e non erano in grado di osservare le pratiche templari comandate nel Tanakh, e furono dispersi per il mondo.
Alcuni esegeti non ebrei respingono l'affermazione che i testi sacri, tra cui la Bibbia ebraica (Tanakh) siano stati dettati da Dio, e ricusano l'asserzione che siano stati divinamente ispirati. Invece vedono questi testi come scritti da esseri umani e forse significativi in specifici contesti storici e culturali. Molti di questi studiosi accettano i principi generali dell'"Ipotesi documentale" e suggeriscono che la Tōrāh sia costituita da una serie di testi inconsistenti montati insieme in un modo che richiama l'attenzione alle narrazioni divergenti.Yehezkal Kauffman, The Religion of IsraelRobert Alter, The Art of Biblical PoetryE. A. Speiser, Genesis (The Anchor Bible)
Questi studiosi propongono varie teorie sulle origini degli Israeliti e della religione israelita. La maggior parte concorda sul fatto che il popolo che formava la nazione di Israele durante il Primo Tempio aveva avuto origini in Mesopotamia e in Egitto, sebbene alcuni si chiedano quali dei loro antenati siano stati schiavi in Egitto. Molti suggeriscono che durante il periodo del Primo Tempio il popolo di Israele fosse enoteista, cioè, con la credenza che ogni nazione avesse il suo dio, ma che il proprio dio fosse superiore agli altri dèi.John Bright, A History of Israel, SCM Press, 3ª ed. riv., 1981.Martin Noth, The History of Israel, Adam & Charles Black, 2ª ed., 1960. C'è anche chi asserisce che un rigoroso monoteismo si fosse sviluppato durante l'esilio babilonese, forse come reazione al dualismo zoroastriano.Ephraim Urbach, The Sages, Their Concepts and Beliefs, Magnes Press Israel, 2ª ed., 1975.
In questa prospettiva, fu solo a partire dal periodo ellenistico che la maggior parte degli ebrei giunsero a credere che il loro dio fosse l'unico dio (e quindi, il Dio di tutti), e che l'evidenza della sua rivelazione (la Torah) contenesse le verità universali.
Questo atteggiamento rifletteva un crescente interesse dei gentili nel giudaismo (un po' di Greci e Romani consideravano gli ebrei come un popolo molto "filosofico" a causa della loro fede in un dio che non poteva essere rappresentato visivamente), e un crescente interesse ebraico per la filosofia greca che cercava di stabilire verità universali, in tal modo conducendo potenzialmente all'idea di monoteismo, almeno nel senso che "tutti gli dei sono uno". Fu anche in questo periodo che si formò l'idea di una nazione ebraica chiaramente delimitata, identica alla religione ebraica.Shaye Cohen, The Beginnings of Jewishness: Boundaries, Varieties, Uncertainties, University of California Press, 2001. Secondo uno studioso, lo scontro tra i primi cristiani ed i farisei, che alla fine portò alla nascita della religione cristiana e dell'Ebraismo rabbinico, riflette lo sforzo degli ebrei di conciliare le loro aspirazioni a particolarismo nazionale e universalismo teologico.Daniel Boyarin A Radical Jew, University of California Press, 1997.
Secondo l'archeologo Ze'ev Herzog dell'Università di Tel Aviv, il monoteismo, come religione di Stato, è probabilmente "una innovazione del periodo del Regno di Giudea, dopo la distruzione del Regno di Israele". Herzog afferma che "la questione della data in cui il monoteismo sia stato adottato dai regni di Israele e di Giudea si è originata con la scoperta di iscrizioni in ebraico antico che parlano di una coppia di divinità: «Yahweh e la sua Asherah». In due siti, a Kuntillet Ajrud nella parte sudoccidentale della regione collinare del Negev, e a Khirbet el-Kom nel piemonte della Giudea, sono state trovate iscrizioni ebraiche che menzionano «Yehovah e la sua Asherah», «Yehovah Shomron e la sua Asherah», «Yehovah Teman e la sua Asherah». Gli autori avevano familiarità con una coppia di dèi, Yehovah e la sua consorte Asherah, e mandavano benedizioni nel nome di tale coppia."mideastfacts.org - Deconstructing the walls of Jericho
La formazione dottrinale I rabbini si trovavano ora ad affrontare una nuova realtà - soprattutto un giudaismo senza Tempio (che serviva come centro di insegnamento e di studio) e la Giudea senza autonomia – e con una pletora di questioni giuridiche che il vecchio sistema di studio orale non poteva confrontare con efficacia. È quindi durante questo periodo che il discorso rabbinico iniziò ad esser messo per iscritto.Hermann Strack, Introduction to the Talmud and Midrash, Jewish Publication Society, 1945, pp. 11-12: "[La Legge orale] fu tramandata oralmente nel corso di un lungo periodo di tempo ... I primi tentativi di scrivere la materia tradizionale, vi è ragione di credere, risalgono alla prima metà del secondo secolo post-cristiano". Strack teorizza che la crescita di un canone cristiano (il Nuovo Testamento) è stato un fattore che ha influenzato i rabbini a registrare la legge orale in forma scritta. La teoria che la distruzione del Tempio e lo sconvolgimento successivo abbia portato alla messa per iscritto della Legge Orale è stata spiegata nell'Epistola di Sherira GaonRav Sherira Gaon (906 – 1006) (ebraico: רב שרירא גאון o R. Sherira ben Ḥanina Gaon, ebraico: רב שרירא גאון בר חנינא o semplicemente Sherira b. Ḥanina) fu il capo (gaon) della Accademia di Pumbedita e uno dei più importanti Gheonim del suo tempo, padre di Hai Gaon che gli successe come gaon. Scrisse l'opera Iggheret Rav Sherira Gaon ("L'Epistola di Rav Sherira Gaon"), una storia esaustiva della composizione del Talmud. L'Iggheret rappresentava una risposta ad una domanda proveniente da Qayrawan circa la paternità e la composizione della Mishnah e del Talmud, ed in particolare perché le precedenti autorità sono raramente citate per nome, e le autorità che vi sono citate non sembrano in sequenza cronologica. e spesso ripetuta.Cfr. per es. Solomon Grayzel, A History of the Jews, Penguin Books, 1984, p. 193.
La Legge orale fu successivamente codificata nella Mishnah e Ghemara, e viene interpretata nella letteratura rabbinica con i dettagli di decisioni e scritti rabbinici successivi. La letteratura rabbinica si basa sulla convinzione che la Torah non possa essere adeguatamente compresa senza ricorrere alla Legge orale. Infatti, si afferma che molti comandamenti e disposizioni contenuti nella Torah sarebbero difficili, se non impossibili, da osservare senza le definizioni della Legge orale - per esempio, il divieto di fare qualsiasi "lavoro creativo" ("melakha") durante lo Shabbat, che non ha alcuna definizione nella Torah, acquisisce un senso pratico nella definizione di ciò che costituisce Melacha come spiegato dalla Legge orale e tramandato oralmente attraverso i secoli. Esistono numerosi esempi di questo linguaggio generale di proibizioni nella Torah (come ad esempio, "non rubare", senza definire quello che è considerato furto, o le leggi sulla proprietà ed il patrimonio), che richiedono - secondo il pensiero rabbinico - una successiva cristallizzazione e definizione tramite la Legge orale. Quindi l'Ebraismo rabbinico afferma che quasi tutte le direttive, sia positive che negative, della Torah non sono di natura specifica e richiedono perciò l'esistenza di una tradizione di Legge orale per spiegarle, o qualche altro metodo per definire il loro dettaglio. Molta letteratura rabbinica riguarda nello specifico quale comportamento sia sanzionato dalla legge: questo corpo di interpretazioni si chiama Halakhah (la via).
Giudaismo ellenistico
Nel 332 a.e.v. i persiani furono sconfitti da Alessandro Magno. Dopo la morte di quest'ultimo, e la suddivisione dell'Impero alessandrino tra i suoi generali, si formò il Regno seleucida. Durante questo periodo le correnti del giudaismo furono influenzate dalla filosofia ellenistica sviluppatasi a partire dal III secolo a.e.v.; in particolare ne risentì la Diaspora ebraica in Alessandria e si conclude con la compilazione del Septuaginta. Un importante sostenitore della simbiosi della teologia ebraica con il pensiero ellenistico fu Filone d'Alessandria.
La cultura ellenistica ebbe un profondo impatto sui costumi e le pratiche ebraiche, sia in Giudea che nella Diaspora. Gli influssi nel giudaismo diede luogo al "giudaismo ellenistico" nell'ambito della Diaspora ebraica, che tentò di stabilire una tradizione religiosa ebraica (in seguito classificata col termine "ebraismo") all'interno della cultura e della lingua dell'ellenismo.
Ci fu un generale deterioramento delle relazioni tra gli ebrei ellenizzati e gli altri ebrei, che costrinse il re seleucide Antioco IV Epifane a vietare alcuni riti religiosi e tradizioni ebraiche. Di conseguenza, gli ebrei ortodossi si rivoltarono contro il sovrano greco che portò alla formazione di un regno giudaico indipendente, noto come Dinastia asmonea, che durò dal 165 al 63 a.e.v. e si disintegrò infine in una guerra civile. Il popolo, che non voleva continuare ad essere governato da una dinastia ellenizzata, fece appello a Roma per un intervento, che portò ad una conquista romana totale con l'annessione del paese (cfr. "Giudea romana").
Tuttavia le questioni culturali rimasero irrisolte. Il problema principale che separava gli ebrei ellenistici e dagli ortodossi era l'applicazione delle leggi bibliche in una cultura ellenistica (melting pot). Jewish Encyclopedia: "Hellenism": "Il giudaismo postesilio (quindi ebraismo) fu in gran parte formato dai rimpatriati che consideravano come loro compito principale il preservare la loro religione incontaminata, un compito che richiedeva la netta separazione della congregazione sia da tutti i popoli stranieri (Esdra x 11; Neemia ix 2) che dagli abitanti ebrei della Palestina che non osservavano rigorosamente la Legge (Esdra vi 22; Neemia x 29)."
Il giudaismo ellenistico si diffuse nell'Egitto tolemaico dal III secolo a.e.v. e divenne una notevole religio licita (religione permessa) in tutto l'Impero romano, fino al suo declino nel III secolo e.v., concomitante con l'ascesa dello gnosticismo e del paleocristianesimo.