La cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali si tenne il 10 febbraio 2006, alle 20:00 CET, presso lo Stadio Olimpico di Torino. L’evento fu seguito da 35.000 persone presenti nello stadio e da un pubblico televisivo di circa 2 miliardi di persone.
Venne realizzato da K-events (oggi Filmmaster Events), sotto la direzione artistica di Marco Balich, già autore dello spettacolo di presentazione delle Olimpiadi di Torino alla cerimonia di chiusura della precedente edizione, nel 2002 a Salt Lake City.
La cerimonia ebbe come tema la cultura e la storia della regione e dell'Italia. Ai momenti protocollari si alternarono segmenti artistici aventi come protagonisti diverse celebrità italiano dello sport, dello spettacolo e della moda. I Giochi vennero inaugurati ufficialmente dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Produzione Il tema della cerimonia è stato Passion Lives Here. Per l’occasione è stato allestito all’interno dello stadio un palcoscenico di circa sei mila metri quadri, chiamato “la Piazza”, al centro della quale si trovava una struttura circolare (chiamato mosh pit) che ha ospitato alcune parti dello spettacolo nella prima parte della cerimonia. Successivamente vi hanno preso posto gli atleti, simbolicamente e fisicamente al centro della cerimonia.
La cerimonia, condotta in inglese, francese (lingue ufficiali del Comitato Internazionale Olimpico) ed italiano, ha visto la partecipazione di 6.100 volontari e circa 240 artisti professionisti. La direzione dell'orchestra, così come la composizione delle musiche, è stata affidata al compositore Michele Centonze.
Programma Il preshow, condotto da Piero Chiambretti, iniziò alle ore 19.15 e alle ore 19.57 un video di omaggio alle precedenti edizioni dei Giochi olimpici invernali diede inizio al conto alla rovescia, da -30 a 0, accompagnato ad alta voce dal pubblico nello stadio.
Passion Lives Here (20.00–20.05) La cerimonia venne aperta dal ginnasta Jury Chechi, in veste di "sciamano metropolitano" che batteva ripetutamente con un martello su un'incudine, che al risuonare di un gong uscivano grandi fiammate, per esprimere il carattere industriale della città di Torino. Altre fiamme scaturirono dal perimetro del palcoscenico e dal tetto dello stadio. Il colore dominante del segmento fu il rosso. Fecero poi il loro ingresso percussionisti, timpanisti, skateboarder e ballerini. Nel frattempo, la zona del mosh pit fu animata da uno spettacolo ispirato ai movimenti del nuoto sincronizzato. Con il ritmo della musica sempre più incalzante i performer si radunarono al centro del palco in diverse formazioni, prima a forma di spirale e poi di cuore stilizzato. Successivamente entrarono in scena le sei Scintille di Passione, simboli della cerimonia, pattinatori vestiti di rosso e con in testa un casco dal quale uscivano lunghe fiammate, espressione di stile, velocità ed energia. I costumi furono realizzati da Dainese.
Il Saluto delle Alpi (20.05–20.10) L’atmosfera passò dal rosso al bianco per questo segmento di tributo alle nazioni che, insieme all'Italia, condividono la catena montuosa delle Alpi. Sette corni delle Alpi — rappresentanti Italia, Slovenia, Austria, Svizzera, Francia, Germania e Liechtenstein — entrarono in scena intonando l'inno occitano Se Chanta. I tredici milioni di abitanti delle zone alpine vennero rappresentati e omaggiati da danzatori a ritmo di valzer, statue di mucche e di alberi e gruppi folcloristici alpini. Entrarono in scena tre coppie di ballerini vestiti con abiti pezzati, accompagnati dal suono di campanacci forniti al pubblico nell'"audience kit". A concludere il segmento, sulle note dell'ouverture della Gazza Ladra di Rossini, entrarono in scena 50 danzatrici con enormi palloni bianchi in testa, a simboleggiare i fiocchi di neve. Intanto, nel mosh pit, venne rappresentato un fiocco di neve con delle torce elettriche.
Italia (20.10–20.16, ingresso del tricolore, delle autorità, ed esecuzione dell'inno nazionale) Sulle note del tema di Amarcord di Nino Rota, il palco si illuminò con i colori del tricolore italiano (bianco, rosso e verde), ed entrarono in scena 24 atleti italiani. Dietro di loro fece il suo ingresso la modella torinese Carla Bruni, in abito disegnato da Giorgio Armani, portando con sé la bandiera italiana. Venne annunciato l’ingresso nella tribuna autorità del Presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Jacques Rogge, e del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Carla Bruni consegnò la bandiera ad un drappello dell’Arma dei Carabinieri, corpo di polizia fondato a Torino nel 1814, per l’alzabandiera, sulle note de Il Canto degli Italiani, inno nazionale composto da Goffredo Mameli. L’inno fu cantato, nella sua prima parte, da Eleonora Benetti, una bambina forlivese di nove anni vestita del tricolore, seguita da un coro comprendente sportivi italiani e allievi ufficiali della Guardia di Finanza.
Torino Città Olimpica (20.16–20.22) Lo stadio si tinse di rosso e oro, e fecero il loro ingresso, sbucando dal mosh pit, 413 performer vestiti di bianco e con una torcia sulla testa. Lo scopo del segmento era rappresentare l’entusiasmo della città nella preparazione dei Giochi. Prima si disposero a rettangolo, poi a formare i numeri romani XX, ad indicare la ventesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, illuminando le torce sulla loro testa. Sotto la guida del coreografo americano Doug Jack si disposero a formare una coreografia di massa di un saltatore di sci. Stavolta i loro vestiti ricordavano quelli dei cinque cerchi olimpici. Concluso il "salto", vennero sparati coriandoli bianchi verso il pubblico, a simboleggiare la neve.
Spirito Olimpico (20.22–20.29) Fecero nuovamente il loro ingresso le "Scintille di Passione", introducendo il nuovo segmento dedicato allo sport ed ai valori dell'olimpismo. Alcuni acrobati diedero il via ad una coreografia ancorati a tre grossi anelli metallici che salivano e scendevano lungo delle colonne. Sul finire della musica gli acrobati si sganciarono dagli anelli, mentre altri due si sollevarono per andare a formare il simbolo dei cinque cerchi olimpici. L’intera struttura venne illuminata dai fuochi d’artificio e dai colori della bandiera olimpica: azzurro, bianco (in luogo del nero), rosso, giallo e verde.
Eroi del nostro tempo (20.29–21.30, parata degli atleti)
La struttura a cinque cerchi formata nel segmento precedente costituì un portale per l’ingresso degli atleti nello stadio. Come da Protocollo Olimpico la parata fu aperta dalla Grecia, patria della tradizione olimpica, seguita dalle altre delegazioni in ordine alfabetico. La sfilata venne chiusa dall’Italia in qualità di Paese ospitante. Le 80 delegazioni, precedute da un portabandiera e da una porta-cartello in abito Moschino, furono annunciate prima in italiano, poi in inglese e francese. Per l'Italia la modella porta-cartello fu Edelfa Chiara Masciotta, Miss Italia 2005, nativa di Torino. La parata fu accompagnata da una selezione di successi pop degli anni ‘70 e ‘80, italiani ed internazionali. Gli atleti presero posto nel mosh pit, a simboleggiare la loro centralità nella cerimonia. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici invernali, Corea del Nord e Corea del Sud sfilarono sotto la dicitura "Corea", portando la bandiera di unificazione coreana. Era già successo nelle edizioni estive di Sydney 2000 e Atene 2004. Le due Nazioni hanno poi gareggiato separatamente.
Ordine Delegazione Codice Portabandiera Sport del portabandiera1GRE Eleftherios FafalisSci di fondo2Paese alla prima partecipazione ai Giochi invernali.ALBErjon TolaSci alpino3ALG Christelle Laura DouibiSci alpino4AND Alex AntorSci alpino5ARG Maria Belen Simari BirknerSci alpino6ARM Vazgen AzroyanPattinaggio di figura7AUSAlisa CamplinPrima donna medagliata ai Giochi olimpici invernali per il Paese.Freestyle8AUTRenate GötschlSci alpino9AZE Igor LukaninPattinaggio di figura10BEL Kevin Van Der PerrenPattinaggio di figura11BER Patrick SingletonSkeleton12BLR Alexandre PopovAllenatore.Biathlon13BIH Aleksandra VasiljevićBiathlon14BRA Isabel ClarkSnowboard15BULEkaterina DafovskaBiathlon16CANDanielle GoyetteHockey sul ghiaccio17CZEMartina SáblíkováPattinaggio di velocità18CHI Daniela AnguitaSci alpino19CHNYang YangPrima portabandiera donna per la Cina ai Giochi olimpici.Short track20CYP Theodoros ChristodoulouSci alpino21 CoreaLe due Coree hanno sfilato assieme sotto la semplice denominazione di "Corea".PRK Jong-In Han (Corea del Nord)Pattinaggio di figuraKOR Bora Lee (Corea del Sud)Pattinaggio di velocità22CRC Arthur James BartonAllenatore; Paese alla prima partecipazione ai Giochi invernali.Sci di fondo23CRO Janica KostelićSci alpino24DENDorthe HolmCurling25EST Eveli SaueBiathlon26ETHRobel TeklemariamSci di fondo27MKD Gorgi MarkovskiSci alpino28FINJanne LahtelaFreestyle29FRABruno MingeonBob30GEO Vakhtang MurvanidzePattinaggio di figura31GERKati WilhelmBiathlon32JPNJoji KatoPattinaggio di velocità33GBRRhona MartinCurling34HKG Yueshuang HanShort track35IND Neha AhujaSci alpino36IRI Saveh Shemshaki ShemshakiSci alpino37IRL Kirsten McGarrySci alpino38ISL Dagny KristjansdottirSci alpino39ISV Anne AbernathyLa concorrente più anziana ai Giochi.Slittino40ISRGalit ChaitPattinaggio di figura41KAZ Alexandr KoreshkovHockey sul ghiaccio42KEN Phillip BoitSci di fondo43KGZ Ivan BorisovSci alpino44LAT Arturs IrbeHockey sul ghiaccio45LIB Edmond KeiroueSci alpino46LIEJessica WalterSci alpino47LTUVida VencienėChief de mission.Sci di fondo48LUX Fleur MaxwellPattinaggio di figura49MADMathieu RazanakolonaSci alpino50MDA Natalia LevtchenkovaBiathlon51MON Patrice ServelleBob52MGL Khurel Baatar Khash-ErdeneSci di fondo53NEPDachhiri SherpaSci di fondo54NORPål TrulsenCurling55NZL Sean BeckerCurling56NEDJan BosPattinaggio di velocità57POL Jagna MarczulajtisSnowboard58POR Danny SilvaSci di fondo59ROU Chiper GheorghePattinaggio di figura60RUS Dmitry DorofeevPattinaggio di velocità61SMRMarino CardelliSci alpino62SEN Leyti SeckSci alpino63SCGJelena LolovićSci alpino64SVK Walter MarxSlittino65SLOTadeja BrankovičBiathlon66ESPMaría José RiendaSci alpino67USAChris WittyPattinaggio di velocità68RSA Alexander HeathSci alpino69SWEAnja PärsonSci alpino70SUIPhilipp SchochSnowboard71TJK Andrei DryginSci alpino72TPE Chih-Hung MaSlittino73THA Prawat NagvajaraSci di fondo74TUR Tugba KarademirPattinaggio di figura75UKR Natalia YakushenkoSlittino76HUN Rozsa DarazsShort track77UZB Kayrat ErmetovSci alpino78VEN Werner HoegerSlittino79ITACarolina KostnerPattinaggio di figura
Passione Italiana: Dal Rinascimento al Barocco (21.30–21.47)
Entrò in scena Giorgio Albertazzi, accompagnato da un enorme libro, ed interpretò il Canto di Ulisse della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il passaggio dal Medioevo al Rinascimento fu segnato da un’esibizione degli sbandieratori. Venne allestito sul palco un "giardino all’italiana" che anticipò l’ingresso del "Principe della cerimonia", interpretato da Adriano Giannini, accompagnato dalla sua corte. La scena fu accompagnata da costumi creati dal premio Oscar Gabriella Pescucci. Entrarono sul palco dieci crinoline alte quattro metri, carri con scene arcimboldesche e tavoli con banchetti rinascimentali, dando vita ad uno spettacolo in cui andò in scena la bellezza e l’arte: passioni italiane che hanno generato una lunga storia di maestri e capolavori. La modella ceca Eva Herzigová personificò la Nascita di Venere, opera di Sandro Botticelli, uscendo da un’enorme conchiglia marina. La scena venne accompagnata da una danza aerea di Zefiro e Aura. Due enormi sfere volanti, rappresentati il Sole e la Luna, conclusero il segmento insieme ai fuochi d’artificio, segnando il passaggio al barocco.
Dal Futurismo al Futuro (21.47–21.57)