Nel corso del regime nazista tedesco, numerosi omosessualiIl termine omosessualismo e omosessuale venne usato per la prima volta da Karl-Maria Kertbeny intorno al 1866, nella Confederazione Germanica composta dalla parola latina sexus (sesso) con quella greca hòmoios (lo stesso) ovvero il sesso degli stessi o degli uguali. Prima di allora venivano usati i termini sodomita o urningo per identificare un omosessuale - Vittime dimenticate di Giorgio Giannini pag. 80 e 89 furono internati in campi di concentramento insieme con Ebrei, Rom, Sinti, Jenisch e testimoni di Geova. A distinguere gli omosessuali dagli altri prigionieri era, nel caso degli uomini, un triangolo rosa cucito sulla divisa all'altezza del petto; nel caso delle donne, un triangolo nero. Lo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti è stato indicato come Omocausto. Si stima che gli omosessuali internati nei lager siano stati almeno 50.000Vittime dimenticate, lo sterminio dei disabili, dei rom, degli omosessuali e dei testimoni di Geova di Giorgio Giannini, pag. 78, Stampa Alternativa, Viterbo 2011, ISBN 978-88-6222-274-7.
Negli anni che vanno tra il 1933 e il 1945 si stima che almeno 100.000 uomini siano stati arrestati come omosessuali, di cui circa la metà sono stati condannati; la maggior parte di questi ha trascorso il periodo di detenzione assegnato nelle prigioni regolari, ma tra i 5 e i 15.000 hanno finito con l'essere internati nei vari campi. Solo a partire dagli anni '80 del '900 si è cominciato a riconoscere anche questo episodio di storia inerente alla più ampia realtà della persecuzione nazista. Nel 2002 infine il governo tedesco ha chiesto ufficialmente scusa alla comunità gay.
Introduzione Germania all'avanguardia nell'attivismo a favore dei diritti degli omosessuali
Prima dell'avvento del Terzo Reich in Germania, Berlino veniva considerata una città liberale con molti locali gay, nightclub e spettacoli di cabaret. C'erano molti locali dove turisti e residenti eterosessuali e omosessuali potevano praticare il travestitismo.
Dall'inizio del secolo apparvero alcuni significativi movimenti di liberazione omosessuale, come il Wissenschaftlich-humanitäres Komitee (WHK), creato nel 1897 e che faceva capo al medico ebreo Magnus Hirschfeld. Il primo movimento omosessuale stesso, operante tra il 1870 e il 1940, nasce e si sviluppa soprattutto in terra tedesca, il Secondo Reich (nonostante fosse in vigore il paragrafo 175 che perseguiva penalmente qualsiasi atto omosessuale) è patria e culla dei massimi esponenti dell'attivismo a favore dei diritti LGBT in quel periodo.
Sia pure in misura minore, nella Germania pre-nazista si sviluppò anche un timido movimento lesbico, che gravitava intorno a locali berlinesi quali il Dorian Gray, il Monbijou des Westens e il Flauto Magico. Divennero luoghi nei quali l'omosessualità femminile incominciò a organizzarsi.
Nazismo e omosessualità
Il primo movimento omosessuale tedesco venne rapidamente eliminato con l'avvento al potere del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori capeggiato da Adolf Hitler. L'ideologia nazista reputò l'omosessualità incompatibile con i propri ideali considerando che le relazioni sessuali dovessero:
Ernst Röhm, un uomo che Hitler stesso percepì come una possibile minaccia alla propria supremazia, e comandante della prima milizia nazista, le Sturmabteilung (conosciute come SA), esibì in modo discreto la propria omosessualità fino al 1925. In quell'anno il quotidiano Vorwärts (giornale ufficiale del Partito Socialdemocratico di Germania) con l'intenzione di gettare discredito sul partito nazista, pubblicò una serie di lettere d'amore scritte da Röhm e da altri comandanti delle SA come Edmund Heines. Dopo il 1925, Röhm ebbe possibilità di esprimere più liberamente la propria sessualità e si iscrisse alla Lega dei Diritti Umani, la più grande organizzazione tedesca per i diritti dei gay operante in quegli anni.
Inizialmente Hitler protesse Röhm dagli elementi estremisti del partito nazista che vedevano nella sua omosessualità una grave violazione delle norme profondamente omofobe del partito. Nel tempo però Hitler rivide questa posizione quando sentì minacciato il proprio potere da parte di Röhm. Nel 1934 durante la Notte dei lunghi coltelli, un'epurazione da coloro che lo minacciavano, egli ordinò l'uccisione di Röhm e sfruttò il pretesto della sua omosessualità per compiere ulteriori azioni contro le SA al fine di renderle innocue e docili al suo potere. Dopo aver consolidato il suo potere ed essere diventato Cancelliere, Hitler incluse la categoria degli omosessuali tra coloro che dovevano essere inviati nei campi di concentramento durante la Shoah.
Omosessuali nazisti e la notte dei lunghi coltelli
Storicamente, da un punto di vista simbolico, il 30 giugno 1934, la "Notte dei lunghi coltelli" (in Germania definito Putsch-Rohm), costituì per la minoranza omosessuale tedesca quello che il pogrom della Notte dei cristalli avrebbe costituito nel 1938 per quella ebraica, sancendo in modo per così dire "ufficiale" l'inizio della campagna repressiva (che però aveva avuto inizio in modo "ufficioso" fin dal 1933).
L'omosessualità di Röhm, che non aveva costituito un ostacolo alla sua carriera fino a quando egli era stato in sintonia con le gerarchie naziste, divenne così all'improvviso un utile pretesto per giustificarne l'eliminazione fisica e la necessità della "purga" del suo "corrotto" entourage.
Alla fine di febbraio 1933 l'influenza in certo qual senso moderatrice di Röhm s'indebolisce, il partito può così dare il via in grande stile alla "pulizia" della capitale dai club di omosessuali e "omofili"; mette fuorilegge qualsivoglia pubblicazione inerente ad argomenti sessuali e vieta l'attività a tutti i gruppi e associazioni gay e lesbiche esistenti.
Il 6 maggio 1933 la gioventù hitleriana della "Deutsche Studentenschaft" compie un attacco organizzato contro l'Institut für Sexualwissenschaft (l'Istituto per la ricerca sessuale istituito nel 1919 da Hirshfeld); pochi giorni dopo la biblioteca raccolta in 35 anni di lavoro l'intero archivio vengono dati pubblicamente alle fiamme lungo le strade attorno all'Opernplatz: 20.000 tra libri e riviste e più di 5.000 immagini sono così andate irrimediabilmente distrutte. Ma vengono anche sequestrate lunghe liste di nomi e indirizzi di veri o presunti omosessuali che erano conservate al suo interno.
Oltre a ciò, l'episodio sancì la definitiva scomparsa delle illusioni nutrite dall'estrema destra del movimento di liberazione omosessuale di lingua tedesca, che contava esponenti come lo scrittore Hans Blüher o il medico Karl-Günther Heimsoth (l'inventore del termine omofilia), che simpatizzavano apertamente per il NSDAP. In queste cerchie l'alta posizione raggiunta da un omosessuale notorio come Ernst Röhm era citata quale esempio del fatto che il nazismo non era "in realtà" ostile agli omosessuali. La brutale liquidazione fisica di Röhm e di altre personalità omosessuali dei vertici delle Sturmabteilung (fra le quali lo stesso Heimsoth e Hans Erwin von Spreti-Weilbach), e ancora più la giustificazione dell'intervento armato (che erano ben altri) come purga della cricca omosessuale annidata nel nazismo, costituì un brusco risveglio per queste persone.
L'episodio sancì la sconfitta definitiva della loro aspirazione a strumentalizzare il "cameratismo" virile, caro ai nazisti, per nobilitare l'"amore virile fra maschi" e legittimare in chiave di "iper-virilità" il comportamento omosessuale. Questa visione era sempre stata in polemica con l'ala filosocialista del movimento omosessuale, accusata d'essere portatrice di una visione effeminata dell'omosessualità, propugnata da ebrei notori come Magnus Hirschfeld.
Eppure, la vera motivazione della "Notte dei lunghi coltelli" non ebbe nulla a che vedere con l'omosessualità. L'eliminazione di Röhm fu resa necessaria dal fatto che egli era un uomo troppo potente, che aveva ai suoi comandi una temibile forza paramilitare, e che si attardava a concepire il nazismo come un movimento rivoluzionario, e perfino nazional-socialista, in un momento in cui esso era ormai nei fatti un regime ultraconservatore.
La persecuzione sistematica
Hitler era stato inizialmente un sostenitore di Röhm, e obiettò che le accuse di omosessualità che gli erano rivolte fossero state costruite dagli ebrei per gettare discredito sulla figura del comandante delle SA. Quando però l'epurazione portò alla ribalta le SS comandate da Himmler - in contrapposizione alle ormai domate SA - egli divenne molto attivo nella campagna di soppressione dell'omosessualità. Egli esclamò: "Dobbiamo sterminare la radice e i rami di questa gente... gli omosessuali devono essere eliminati!"Plant, 1986, p. 99.
Venne creata una sezione della Gestapo che aveva l'ordine di compilare speciali liste di individui omosessuali. Nel 1936, Heinrich Himmler, comandante delle SS, creò lUfficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il decreto costitutivo di questo nuovo ufficio recitava:
In un discorso segreto alle SS relativo alla liquidazione degli omosessuali, nel 1937, Himmler avrebbe addirittura citato espressamente le idee di Hans Blüher (che peraltro poté vivere indisturbato per tutto il periodo nazista), fra quelle che rischiavano di minare il nazismo:
[Ai giovani diciamo che] "Esistono soltanto le amicizie tra ragazzi. Sono gli uomini che decidono, sulla Terra", gli diciamo. La tappa seguente è l'omosessualità. Sono le idee del signor Blüher".
Questo collegamento fra nazismo e omosessualità fece presa in particolare fra gli oppositori antinazisti, che spesso condividevano, nei confronti degli omosessuali, gli stessi pregiudizi nutriti dai nazisti. Da qui si diffuse l'accostamento fra decadenza, omosessualità e nazismo, contro cui invano combatté un omosessuale lucidamente antinazista come Klaus Mann.
Il radicamento di tale luogo comune è dimostrato dalla testimonianza relativamente tarda del film La caduta degli dei di Luchino Visconti (che pure fu notoriamente omosessuale), nel quale degenerazione morale nazista e pratica dell'omosessualità vanno di pari passo.
Ovviamente i rapporti omosessuali, considerati «sterili» ed «egoistici» vennero visti come un tradimento alle politiche demografiche di potenziamento del popolo non essendo i gay in grado di riprodursi e perpetuare così la «razza ariana». Per la stessa ragione anche la masturbazione venne considerata dannosa al Terzo Reich, seppur trattata con minor severità :
Quegli omosessuali che non dissimulavano il proprio orientamento sessuale o che non erano disposti a fare matrimoni di convenienza hanno cominciato così a essere "raccolti" e inviati a tempo indeterminato - come metodo curativo - a duri campi di lavoro in campagna. Più di un milione di tedeschi sospettati di "attività omosessuali" sono stati presi di mira, di cui almeno 100.000 sono stati arrestati, interrogati e processati, e non meno di 50.000 condannati alla carcerazione. Altre centinaia di uomini sono stati sottoposti a castrazione o sterilizzazione obbligatoria dietro ordine diretto dei tribunaliGiles, Geoffrey J. "'The Most Unkindest Cut of All': Castration, Homosexuality and Nazi Justice," Journal of Contemporary History, vol. 27 (1992): pp. 41–61..
Poco dopo l'epurazione dei vertici omosessuali (oltre allo stesso Röhm vi appartenevano anche Edmund Heines e Karl Ernst) delle SA nel 1934 effettuata durante la notte dei lunghi coltelli viene modificato in senso restrittivo il paragrafo 175, ampliandola così da poter perseguire anche i tentativi acclarati di seduzione sessuale, oltre alla masturbazione reciproca e gli scambi di lettere d'amore tra uomini: tutte queste potevano essere ragioni legittime che davano alla polizia il potere di procedere a un arresto.