La Macedonia fu una provincia romana istituita nel 148 a.C. dopo l'annessione del regno di Macedonia, ridotto in precedenza a quattro semplici repubbliche (167 a.C.), dopo la battaglia di Pidna.
Statuto
La nuova provincia venne creata nel 148/146 a.C. e comprendeva le quattro precedenti repubbliche, ora semplici circoscrizioni provinciali:Polibio, Storie, XXXVI, 10; XXXVI, 17. Diodoro Siculo, XXXI, 40a; XXXII, 9a-b; XXXII, 15. Tito Livio, Periochae, 49-50. a nord comprendeva parte dell'attuale Albania e la zona di Stobi, estendendosi fino alla Tracia, mentre a sud si estendeva fino al Monte Olimpo, inglobando Epiro e Tessaglia, a cui vennero aggiunti i territori della Grecia centrale e meridionale. La provincia venne governata da un proconsole. Nella nuova provincia romana, Tessalonica fu soggetta a tributo (civitas Tributaria), divenendo molto probabilmente la sede delle autorità romane provinciali.
Nel 126 a.C., la riorganizzazione dell'area greca vide i territori del Chersoneso Tracico e dell'isola di Egina aggregati alla provincia di MacedoniaAndré Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano 1989, pp. 292-293.
Ottaviano Augusto, nel 27 a.C., trasformò la Grecia nella provincia romana di Acaia, sulla base del progetto del padre adottivo, Gaio Giulio CesareSul progetto cesariano di rendere la Grecia provincia romana, confronta Cicerone, Ad familiares, VI, 6.10; sulla realizzazione augustea, confronta Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIII, 12; Strabone, Geografia, XVII, 3.25., e lo stesso accade per l'Illirico. La provincia di Macedonia venne ascritta tra quelle senatorie ed ebbe un governatore di rango pretorio. Nel 45 d.C. i territori ad est delle foci del fiume Nestos, andarono a far parte della nuova provincia di Tracia. La Tessaglia, che dal 27 a.C. era andata a far parte della nuova provincia di Acaia, dal 67 tornò ad essere inglobata nella provincia di Macedonia.
Nel solo periodo 15-44, l'Acaia tornò ad essere unita a Mesia e Macedonia come provincia imperiale, mentre solo intorno agli anni 103-114 d.C. l'Epiro venne scorporato dalla Macedonia e divenne provincia autonoma grazie all'imperatore Traiano.
Con la riforma tetrarchica di Diocleziano del 293, l'intera area che aveva costituito la provincia imperiale di Macedonia-Mesia e Acaia (dal 15 al 44 d.C.) venne divisa numerose province: Moesia I, Praevalitana, Dardania, Dacia mediterranea, Dacia ripensis, Nuovo Epiro, Epiro vecchio, Macedonia, Tessaglia e Acaia.
Alla morte di Costantino I, la diocesi di Macedonia faceva parte della Prefettura del pretorio d'Italia, insieme alle diocesi d'Africa, Italia, Pannonia e Dacia. Nel 356 la Prefettura d'Italia venne ridotta territorialmente a seguito dell'istituzione della nuova Prefettura del pretorio dell'Illirico, che inglobò le diocesi di Pannonia, Dacia e Macedonia; tuttavia la nuova prefettura venne abolita già nel 361 da Giuliano e quindi ripristinata da Graziano nel 375.
Al tempo di Teodosio I, tra il 380 ed il 386, la Macedonia venne divisa in Macedonia I e Macedonia II Salutaris. Il territorio della Prefettura del pretorio dell'Illirico fu oggetto di disputa tra le due metà dell'impero fino alla sua spartizione, nel 395, alla morte di Teodosio.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE MACEDONICHE E GRECHE prima dellaconquista romana Mesia (Mesi, Triballi e Dardani) Regno d'Epiro Regno di Macedonia (Antigonidi) Grecia libera dal 168 a.C. Mesia (Mesi, Triballi e Dardani) Quattro repubbliche macedoniche "autonome" Grecia libera dal 148/146 a.C. Mesia (Mesi, Triballi e Dardani) Provincia romana di Macedonia dal 29 a.C. Provincia romana di Macedonia dal 27 a.C. Provincia romana di Macedonia(provincia senatoria) Provincia romanadi Acaia(provincia senatoria) dal 6 d.C. Provincia romanadi Mesia(provincia imperiale) Provincia romana di Macedonia Provincia romanadi Acaia dal 15 d.C. Provincia romana di Macedonia(provincia imperiale) dal 44 d.C. Provincia romanadi Mesia Provincia romana di Macedonia(provincia senatoria) Provincia romanadi Acaia dal 67 d.C. Provincia romanadi Mesia Provincia romana di Macedonia(a cui viene unita la Tessaglia) Provincia romanadi Acaia dall'85 d.C. Provincia romanadi Mesia superiore Provincia romana di Macedonia(provincia senatoria) Provincia romanadi Acaia dal 103-114 d.C. Provincia romanadi Mesia superiore Provincia romana di Epiro(provincia imperiale equestre) Provincia romana di Macedonia Provincia romanadi Acaia dal 293 d.C. Moesia I Praevalitana Dardania DaciaMediterranea Dacia ripensis Nuovo Epiro Epiro vecchio Macedonia Tessaglia Acaia dal 380/386 d.C. Moesia I Praevalitana Dardania DaciaMediterranea Dacia ripensis Nuovo Epiro Epiro vecchio Macedonia I Macedonia IISalutaris Tessaglia Acaia
Storia La Macedonia prima del dominio romano (III secolo - 168 a.C.)
Roma entrò in contatto con il regno di Macedonia durante la seconda guerra punica, quando il re Filippo V si alleò con Annibale, mentre i Romani strinsero alleanza con i suoi nemici, la Lega etolica e il regno di Pergamo degli Attalidi.
Un secondo conflitto scoppiò in seguito all'alleanza della Macedonia con la Siria dei Seleucidi e alla minaccia che questa portava a Rodi e al regno di Pergamo, tuttora alleati dei Romani. Filippo V venne sconfitto nel 197 a.C. a Cinocefale da Tito Quinzio Flaminino, che proclamò nel 196 a.C. la libertà per le città grechePolibio (Historiae, 18,44) riporta il senatoconsulto con le condizioni del trattato di pace, che nella premessa riporta una generica dichiarazione di libertà per tutte le città greche, da cui dovevano essere evacuate le truppe del sovrano.. Nel 194 a.C. le legioni abbandonarono la regione, dove i Romani continuarono comunque ad intervenire, formalmente come arbitri esterni, nelle contese tra le città greche o tra i Macedoni e le tribù confinanti.
In Grecia le città rimasero indipendenti, spesso associate in leghe, sia già esistenti (Lega etolica, Lega achea, Lega tessala) sia di nuova formazione (come quella che riunì le città dell'isola di Eubea). Nel 192 a.C. il re seleucide Antioco III era intervenuto in Tracia, ma era stato sconfitto nel 190 a.C. dalle forze romane passate in Asia Minore nella battaglia di Magnesia e la Lega etolica, che era stata sua alleata, perse la supremezia sull'anfizionia delfica.
Quando Perseo divenne re nel 179 a.C., si premurò di ottenere da Roma il rinnovo del trattato del 196 a.C. e il riconoscimento del suo titolo di re. Il senato romano, soddisfatto dello status quo, accordò entrambe le richieste al re macedone, nella speranza che l'intera area venisse pacificata in un equilibrio favorevole a Roma. L'errore fatale a Perseo fu di voler ingraziarsi le popolazioni del mondo greco, ponendo l'accento sull'impopolarità e l'odio nei confronti dei Romani. L'egemonia imposta da Roma minacciava di crollare.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 761.
Il senato romano, avendo capito quanto stava accadendo, inviò in Grecia un suo legatus per placare gli animi e mettere un po' d'ordine, ma nel 172 a.C. il senato fece approvare ai comizi la dichiarazione di guerra contro il re macedone. Il senato comunicò a Perseo le sue condizioni, estremamente dure, per evitare lo scontro: resa incondizionate e abolizione della monarchia macedone. La guerra scoppiò e si risolse in una sola battaglia, a Pidna. Il re fu sconfitto irreparabilmente, fatto prigioniero e inviato a Roma assieme a due suoi figli per il trionfo del console Lucio Emilio Paolo. Contemporaneamente il senato rese inoffensiva la Macedonia: i consiglieri del re, i suoi generali e funzionari furono deportati in Italia.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XLV, 32.3-6; Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 762. La Macedonia fu smantellata e divisa in quattro repubbliche autonome e tributarie a Roma, alle quali venne imposto di non intraprendere più tra loro relazioni commerciali. I Macedoni, seppure proclamati "liberi", dovettero rinunciare alle proprie risorse naturali, come le miniere d'argento, il legname per la costruzione di navi commerciali; venne inoltre loro vietato di importare sale; l'esercito macedone fu smantellato, lasciando attive le sole postazioni fortificati lungo le frontiere per prevenire gli attacchi dei barbari, ma senza mantenere in loco un contingente romano.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 763; Tito Livio, Ab Urbe condita libri, 45.18 e 29.Jean-Louis Ferrary, La resistenza ai Romani, p. 820.
Lo stesso storico Polibio venne deportato a Roma e molti altri messi a morte.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 764. Lo storico greco riconobbe che era ormai necessario per il mondo greco sottomettersi al dominio dei Romani.Polibio, Storie, III, 4.3; XXIV, 13.6; XXXI, 25.6. Contemporaneamente il senato romano si impegnò negli anni successivi ad appoggiare continue rivolte di palazzo, usurpazioni, secessioni non solo nel vicino regno seleucide, ma dell'intero mondo ellenistico, per accelerarne la sua disgregazione e caduta.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 765.
I quattro distretti macedonici (168-150 a.C.)
La Macedonia venne suddivisa in quattro repubbliche (merídes, μερίδες; nel 167 a.C.), ciascuna governata da magistrati locali e da un sinedrio:Maria Domitilla Campanile, Il mondo greco verso l'integrazione politica nell'impero, p.841. la prima occupava le regioni della Sintica e della Bisaltia, all'estremità orientale del regno macedone, nella Tracia, ad est del fiume Strimone, con capitale Anfipoli; la seconda, immediatamente ad ovest, tra i fiumi Strimone e Axios, comprendente la penisola Calcidica, con capitale Tessalonica; la terza a ovest del fiume Axios e limitata a nord dal massiccio del monte Olimpo, con capitale Pella; la quarta, più estesa e meno popolata, comprendente le regioni montuose nord-occidentali (Eordia, Orestide e Lincestide), la Pelagonia a nord e forse anche l'Epiro e l'Illiria, con capitale Pelagonia (oggi Bitola).
I terreni di proprietà regia (agri regii) non entrarono a far parte dellager publicus populi Romani; la metà delle imposte fondiarie che in passato erano dovute al re, furono versate a Roma. L'economia locale era tuttavia pesantemente condizionata da imposizioni e divieti stabiliti dai Romani: venne negato lo ius connubii e lo ius commercii con i cittadini delle altre μερίδες. Vi è da aggiungere che, dopo i primi anni molto travagliati,Polibio, Storie, XXXI, 2.12 e XXXI, 17.2. il governo romano autorizzò la riapertura delle miniere nel 158 a.C., certamente dovuto ad una stabilizzazione della situazione.Jean-Louis Ferrary, La resistenza ai Romani, p. 821.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XLV, 17-18; XLV, 29-30; XLV, 32-33; Diodoro Siculo, XXXI, 8; Giustino, XXXIII, 2.7.
Rivolta di Andrisco (150-146 a.C.)