The Coca-Cola Company, più conosciuta con il nome del suo prodotto originario, la Coca-ColaNome con cui è chiamata in Italia e che verrà usato d'ora in poi nel testo, è una delle più grandi aziende produttrici e distributrici di bevande analcoliche e concentrati di sciroppi a livello mondiale. La bevanda da cui trae il nome, Coca-Cola, fu inventata dal farmacista John Pemberton, nel 1886.
La società, la cui sede si trova ad Atlanta, in Georgia, è quotata alla Borsa di New York con la sigla "KO" e fa parte sia dell'indice Dow Jones sia dello S&P 500. Secondo il rapporto annuale del 2005, la società vende più di 400 diversi tipi di bevande in più di 200 paesi e territori in tutto il mondo. In generale, la Coca-Cola produce concentrati di sciroppo venduti a varie società imbottigliatrici nel mondo legate alla casa madre da contratti di franchising.
Storia Il farmacista John Pemberton inventò nel 1884 un vino di coca chiamato Pemberton's French Wine Coca. Fu ispirato dal formidabile successo del vino di coca del corso Angelo Mariani, detto Vino Mariani. L'anno seguente, quando Atlanta e la Contea di Fulton (Georgia) imposero la legge sul proibizionismo, Pemberton iniziò a sviluppare una versione analcolica del French Wine Coca, aggiungendo aromi di frutta, zucchero e acido citrico, riuscendo a mantenere il contenuto di cocaina che a quel tempo si credeva possedere miracolosi effetti benefici.
Il nome Coca-Cola venne ideato da un socio di Pemberton, Frank Mason Robinson, dall'insieme dei due principali ingredienti: le stimolanti foglie di coca provenienti dal Sudamerica e le aromatizzanti noci cola, fonti di caffeina. Pemberton pubblicizzò per la prima volta la bevanda il 29 maggio 1886 nel giornale locale affermando che la sua bevanda era un medicinale con la possibilità di curare le emicranie e alleviare l'affaticamento.
Nel 1887 Pemberton vendette i diritti sulla sua azienda ad Asa Griggs Candler, che la incorporò nel 1888 nella Coca-Cola Corporation. Nello stesso anno, Pemberton vendette i diritti una seconda volta ad altri tre uomini d'affari: J.C. Mayfield, A. O. Murphey ed E.H. Bloodworth. Nel frattempo, il figlio alcolista di Pemberton, Charley Pemberton, iniziò a vendere anch'egli la sua versione del prodotto. Così, ben tre versioni della Coca-Cola, vendute da tre diverse società erano contemporaneamente sul mercato. Il 16 agosto dello stesso anno Pemberton morì.
Nel 1899, Candler vendette, per 1$, i diritti esclusivi per imbottigliare la Coca-Cola nella gran parte degli Stati Uniti a tre imprenditori di Chattanooga (Tennessee): Benjamin F. Thomas, Joseph B. Whitehead e John T. Lupton, fondando la Coca-Cola Bottling Company. Con l'entrata in vigore della legge Pure Food and Drug Act nel 1906 il livello di cocaina fu ridotto, e successivamente eliminata dal processo produttivo. Nel 1919, Candler vendette la sua società al banchiere di Atlanta Ernest Woodruff.
La Coca-Cola nella seconda guerra mondiale Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nella seconda guerra mondiale, la Coca-Cola iniziò a fornire gratis ai soldati dell'Esercito le sue bevande. L'esercito americano permetteva agli impiegati della Coca-Cola di entrare nelle linee del fronte come "Ufficiali tecnici", al fine di approvvigionare i soldati con le bevande. La Coca-Cola installò così numerosi impianti di imbottigliamento in parecchie località d'oltremare, per assicurare la disponibilità della bevanda ai soldati, ponendo così le basi per la sua espansione. La popolarità della bevanda esplose, non appena i soldati americani ritornarono a casa continuando a voler gustare la bevanda.
Prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, la difficoltà di spedire il concentrato di Coca-Cola alla Germania nazista e ai territori occupati, spinse a creare una nuova bevanda alla quale venne assegnato il nome Fanta. Negli anni trenta, Robert W. Woodruff diventò presidente della Coca-Cola, gestendo la bevanda e il suo destino fino alla sua morte nel 1985. Nel 1982, Coca-Cola acquistò le 2 società Columbia Pictures e Columbia Pictures Television, che possedette fino al 1989, quando le vendette alla Sony Corporation. Nel 2006 la filiale italiana decide di entrare nel mondo delle acque minerali, come già in quasi tutti gli altri paesi del mondo, ed acquista, assieme al maggiore imbottigliatore italiano Coca-Cola HBC Italia, l'azienda di acque minerali Fonti del Vulture (allora chiamata "Traficante"), di Rionero in Vulture (PZ). Con l'acquisizione da parte del colosso americano, Fonti del Vulture ha lanciato i suoi prodotti sul mercato nazionale, in particolar modo l'Acqua Lilia.
Vendite
Secondo il Rapporto annuale del 2005, la società vende bevande in più di 200 paesi e territori in tutto il mondo. Il rapporto inoltre dichiara che dei più di 50 miliardi di bevande di tutti i tipi consumate giornalmente a livello mondiale, le bevande con i marchi posseduti o autorizzati dalla Coca-Cola rappresentano circa 1,3 miliardi di bottiglie. Di queste, le bevande con il marchio "Coca-Cola" o "Coke" rappresentano circa il 55% delle vendite totali dell'azienda. Inoltre, secondo il rapporto, le vendite sono percentualmente distribuite come segue: 27% negli Stati Uniti; 27% in Messico, Brasile, Giappone e Cina; 46% nel resto del mondo.
Imbottigliatori In generale, la Coca-Cola e/o consociate, producono solo sciroppo concentrato, successivamente venduto ai vari imbottigliatori in franchise dislocati in tutto il mondo. Gli imbottigliatori Coca-Cola, che territorialmente dispongono di contratti esclusivi con la compagnia, producono prodotti finiti, in lattine e in bottiglia, a partire dal concentrato, in combinazione con acqua depurata e dolcificanti. Gli imbottigliatori poi vendono, distribuiscono e commerciano il prodotto finale Coca-Cola a negozi al dettaglio, distributori automatici, ristoranti e distributori di cibo di servizio.
Un'eccezione a questo tipo di relazione tra la Coca-Cola e gli imbottigliatori è rappresentato dalla ditta Soda fountain sciroppi, con sede negli Stati Uniti, dove la Coca-Cola è responsabile direttamente sia della fabbricazione che della vendita di sciroppi in fontana (fountain syrups), sia verso grossisti autorizzati che verso alcuni dettaglianti.
Nel 2005, la Coca-Cola possedeva quote di capitale in 51 società non-consolidate, tra cui imbottigliatori, industrie conserviere e operazioni di distribuzione, che coinvolgono approssimativamente il 58% della produzione totale. Gli investimenti più significativi sono: il 36% di Coca-Cola Enterprises che produce (indici relativi alla popolazione) per il 78% degli Stati Uniti, il 98% del Canada e il 100% della Gran Bretagna (ma non per l'Irlanda del Nord), Francia continentale, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio e Monaco. il 40% di Coca-Cola FEMSA, S.A. de C. V. che produce (indici relativi alla popolazione) per il 48% del Messico, il 16% del Brasile, il 98% della Colombia, il 47% del Guatemala, il 100% di Costa Rica, Nicaragua, Panama e Venezuela, e il 30% dell'Argentina. il 24% di Coca-Cola Hellenic Bottling Company S.A. che produce (indici relativi alla popolazione) per l'Italia (ad eccezione della Sicilia dove opera un imbottigliatore privato) e il 100% di Armenia, Austria, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Irlanda del Nord, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Ucraina e Ungheria. il 34% di Coca-Cola Amatil che produce (indici relativi alla popolazione) per il 98% dell'Indonesia e il 100% di Australia, Indonesia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Figi e Papua Nuova Guinea. il 27% di Coca-Cola Bottling Co. che è il secondo più grande imbottigliatore Coca-Cola negli Stati Uniti. L'azienda fu incorporata nel 1980: "i suoi predecessori erano presenti nell'industria e nel commercio di bibite gassate fin dal 1902".
Prodotti e marchi
La Coca-Cola offre quasi 400 marchi in più di 200 Paesi, oltre al suo marchio storico Coca-Cola. Tra questi sono inclusi i seguenti: Coca-Cola Light (introdotta nel 1982), che usa aspartame, un dolcificante artificiale a basso contenuto calorico a base di fenilalanina. Diet Coca-Cola Caffeine-Free (1983) Coca-Cola Cherry (1985) Diet Cherry Coca-Cola (1986) Coca-Cola Lemon (2001) Diet Coca-Cola Lemon (2001) Coca-Cola Lime (2004) Diet Coca-Cola Lime (2004) Coca-Cola Vanilla (2002) Diet Vanilla Coca-Cola (2002) Coca-Cola Black Cherry Vanilla (2006) Diet Coca-Cola Black Cherry Vanilla (2006) Coca-Cola C2 (2004) Diet Coca-Cola Sweetened with Splenda (2005) Coca-Cola Zero (2005) Coca-Cola Blāk (2006) Diet Coca-Cola Plus (2007) Coca-Cola Orange (2007) Coca-Cola Life (2013)
La Fanta e l'evoluzione dell'azienda La Tab fu il primo tentativo della Coca-Cola di sviluppare una bibita gassata dietetica usando saccarina come sostituto dello zucchero. Introdotto nel 1963, il prodotto è ancora venduto, anche se la produzione è diminuita dal momento dell'introduzione della Coca-Cola Light. L'azienda non produce solo la Coca-Cola ma altre bibite gassate, tra cui la Fanta, fondata in Germania nel 1940 da Max Keith (principale imbottigliatore della Coca-Cola in Germania), quando, a causa della II guerra mondiale il regime di Hitler vietò l'importazione della Coca Cola. L'azienda allora decise, che, per non perdere il posizionamento sul mercato tedesco, fosse necessaria la creazione di un nuovo marchio. Keith ricorse alla produzione di una diversa bibita gassata, la Fanta, che si dimostrò un successo. Quando la Coca-Cola riprese il controllo dopo la guerra, adottò anche la Fanta come marchio.
La Fanta era ottenuta da sottoprodotti della produzione del formaggio e della marmellata. Il nome deriva dal termine tedesco per "immaginazione", Fantasie o Phantasie, (di etimologia greca, attraverso il latino phantasia dal greco antico φαντασία), perché l'inventore riteneva che occorresse immaginazione per sentire il gusto di arancia in questo strano miscuglio. Dopo la seconda guerra mondiale, la Fanta venne (ri) presa dalla Coca-Cola, che, nel 1960 ne acquistò il marchio.
La Fanta all'arancia meglio nota "aranciata Fanta" è la versione più popolare fatta per la prima volta a Napoli nel 1955. L'imbottigliatore locale SNIBEG, grazie all'intervento del Conte Matarazzo, produsse per la prima volta Fanta nella sua formulazione con arance, dando vita al prodotto che oggi conosciamo. La Coca-Cola nel 1960 ne acquistò il marchio, distribuendola in tutto il mondo. Ma vennero prodotte altre bevande con diversi gusti: limone, mela, fragola, ananas e uva. In alcune nazioni esiste anche una versione dietetica della Fanta all'arancia. L'aranciata Fanta è disponibile in oltre 180 paesi. La variante tedesca Fanta Klare Zitrone ("Fanta chiara al limone") divenne la Sprite, un altro successo dell'azienda e la sua risposta alla 7 Up.
Nuove bevande Durante gli anni novanta, l'azienda rispondeva al crescente interesse dei consumatori per le bevande salutari con l'introduzione di diversi nuovi marchi di bibite non gassate: la Minute Maid Juices to Go, le bevande per lo sport Powerade, il tè profumato Nestea (in associazione con Nestlé), Fruitopia, una bibita alla frutta e Dasani acqua.
Nel 2004, forse in risposta alla fiorente popolarità delle diete a basso contenuto di carboidrati come la Atkins Diet, la Coca-Cola annunciò la sua intenzione di sviluppare e vendere un'alternativa a basso contenuto di zuccheri alla Coca-Cola classica, denominata C2 Cola. C2 contiene un mix di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, aspartame, sucralosio, e acesulfame K. La C2 venne realizzata per emulare il gusto della classica Coca-Cola. Anche se contiene meno della metà delle calorie e dei carboidrati degli standard delle bibite gassate, la C2 non fu una mera sostituzione delle bibite a zero-calorie come la Coca-Cola Light.