Rain Man - L'uomo della pioggia (Rain Man) è un film del 1988, diretto da Barry Levinson e interpretato da Tom Cruise e Dustin Hoffman, vincitore dell'Orso d'oro al Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1989. Il film si è anche aggiudicato quattro premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Trama Charlie Babbitt, venditore di auto di lusso di Los Angeles, apprende che quattro Lamborghini, che ha estrema urgenza di consegnare per poter poi estinguere l'ingente prestito acceso per acquistarle, sono trattenute al porto per mancato rispetto delle norme anti-inquinamento. Ordina allora a un dipendente di mentire agli acquirenti impazienti, per prendere tempo, dopodiché parte per il weekend con la sua collega e fidanzata Susanna. Tuttavia nel bel mezzo del viaggio, già gravato da un clima di tensione tra i due, Charlie riceve una telefonata che lo informa che suo padre, con cui non aveva più rapporti da anni, è morto a Cincinnati. La coppia vola perciò in Ohio per l'apertura del testamento.

Al suo arrivo Charlie apprende che il genitore gli ha lasciato in eredità solo alcuni cespugli di rose e un'automobile Buick Roadmaster del 1949 che Charlie stesso all'età di 16 anni aveva guidato senza patente, pagando ciò con due notti in carcere e l'allontanamento dalla famiglia. La casa e il resto del patrimonio del padre – circa 3 milioni di dollari – andranno invece a un fiduciario anonimo. Subito dopo Charlie scopre che l'effettivo erede è suo fratello maggiore Raymond, del quale ignorava l'esistenza: un uomo autistico ricoverato nella clinica privata di Wallbrook.

Indebitato fino al collo e sentendosi tradito dal padre, Charlie decide di rapire suo fratello dalla clinica, con l'intento di diventarne tutore e prendere così possesso dell'intera eredità. Comunica quindi al dottor Bruner, il medico che segue Raymond, di essere disposto a riportare il fratello a Wallbrook in cambio di metà del patrimonio. Il dottore comprensibilmente rifiuta e Charlie persiste così nel suo cinico piano, decidendo di portare Raymond con sé fino a Los Angeles, solo per denaro. A quel punto Susanna, esasperata e al contempo disgustata dall'insensibilità del fidanzato, non vuole essere coinvolta nella faccenda e se ne va per la sua strada, piantandolo in asso.

I due fratelli proseguono così da soli il lungo viaggio per la California – oltre 2000 miglia – che compiono in auto perché Raymond ha paura di volare. Lungo il tragitto Charlie incomincia a conoscere il fratello: Raymond è dotato di un'estrema sensibilità ma anche di una memoria e di una capacità di calcolo fuori dal comune. A causa del suo disturbo, inoltre, ha bisogno che la sua giornata sia scandita in modo rigidissimo: tutte le attività devono svolgersi in un modo prestabilito e ad orari inflessibili, quasi ogni aspetto della sua vita quotidiana obbedisce a regole precise e apparentemente inderogabili, dal menu dei pasti fino alla marca della sua biancheria intima.

Dapprima insofferente dinanzi a tali stravaganze, Charlie incomincia gradualmente ad affezionarsi al fratello e capisce fra l'altro che Raymond è il misterioso personaggio che gli cantava canzoncine da bambino, e che egli aveva sempre creduto un amico immaginario, chiamandolo Rain Man. Ricostruisce inoltre che, a un dato momento, i suoi genitori avevano deciso di chiudere Raymond in clinica per evitare che gli facesse del male accidentalmente, ma così facendo l'avevano anche privato di un fratello per tutti quegli anni.

Intanto, di passaggio a Las Vegas, Charlie escogita un modo per sfruttare a proprio vantaggio la straordinaria memoria di Raymond e saldare così i propri debiti: lo porta con sé al Caesars Palace per giocare al tavolo del blackjack. Grazie alla capacità del fratello di memorizzare le carte, Charlie vince più di 80.000 dollari ma viene bandito a vita dal casinò, per il sospetto di imbroglio.

Rientrato infine a Los Angeles, Charlie riceve la visita del dott. Bruner, giunto fin lì insieme a un collega appositamente per valutare Raymond, ai fini del giudizio per l'assegnazione della tutela. Malgrado il lungo viaggio abbia nel frattempo favorito un legame autentico tra i due fratelli, il colloquio clinico non va come Charlie sperava ed egli non ottiene l'affidamento di Raymond, che dovrà perciò tornare a Wallbrook. Ormai sinceramente legato al fratello ritrovato, Charlie gli promette di tornare a visitarlo regolarmente.

Produzione

Le riprese durarono poco meno di tre mesi, dal 2 maggio al 28 luglio 1988. Alcune scene del film vennero girate nel deserto vicino a Palm Springs, in California.

Cast In origine il film avrebbe dovuto essere diretto da Steven Spielberg, ma questi dovette rinunciare poiché impegnato con Indiana Jones e l'ultima crociata. Anche Martin Brest e Sydney Pollack furono presi in considerazione per il film, ma la scelta alla fine ricadde su Barry Levinson.

Per i ruoli dei due attori protagonisti si passarono in rassegna vari attori. Inizialmente si pensava a Bill Murray per la parte di Raymond e Dustin Hoffman nei panni di Charlie Babbitt. Hoffman tuttavia, dopo aver conosciuto la realtà delle persone affette da autismo frequentando un istituto specializzato, optò per la parte di Raymond. Per Charlie si pensò allora al giovane Tom Cruise, reduce dal successo di Top Gun. Prima di lui era stato contattato Mickey Rourke, che però rifiutò.

Il regista Barry Levinson compare in un cameo, verso la fine della pellicola, nei panni del dottor Marston, collega del dott. Bruner incaricato di valutare l'affidamento o meno di Raymond a Charlie.

Colonna sonora

Accoglienza Uscito negli Stati Uniti il 16 dicembre 1988, il film fu un grandissimo successo al botteghino. Contro un budget di circa 25 milioni di dollari, la pellicola ne incassò oltre 350 a livello mondiale, di cui 170 in patria, rivelandosi il maggiore successo economico del 1988. In Italia arrivò nei cinema dal 3 marzo 1989 e fu il secondo film per incassi della stagione 1988-89, superato soltanto da Chi ha incastrato Roger Rabbit.

La pellicola ebbe un riscontro positivo anche da parte della critica, che in particolare elogiò la performance di Dustin Hoffman e la sceneggiatura originale di Ronald Bass e Barry Morrow.

Edizione italiana Il doppiaggio italiano del film, diretto da Giorgio Piazza su dialoghi di Roberto Rizzi, fu eseguito negli stabilimenti della International Recording con la collaborazione della C.D.C.

Riconoscimenti 1989 - Premio Oscar Miglior film a Mark Johnson Migliore regia a Barry Levinson Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman Migliore sceneggiatura originale a Ronald Bass e Barry Morrow Candidatura alla migliore fotografia a John Seale Candidatura alla migliore scenografia a Ida Random e Linda DeScenna Candidatura al miglior montaggio a Stu Linder Candidatura alla miglior colonna sonora a Hans Zimmer 1989 - Golden Globe Miglior film drammatico Miglior attore in un film drammatico a Dustin Hoffman Candidatura alla migliore regia a Barry Levinson Candidatura alla migliore sceneggiatura a Ronald Bass e Barry Morrow 1990 - Premio BAFTA Candidatura al miglior attore protagonista a Dustin Hoffman Candidatura alla migliore sceneggiatura originale a Ronald Bass e Barry Morrow Candidatura al miglior montaggio a Stu Linder 1989 - Festival internazionale del cinema di Berlino Orso d'oro a Barry Levinson Premio speciale a Barry Levinson 1988 - Chicago Film Critics Association Award Candidatura al miglior attore protagonista a Dustin Hoffman 1990 - Premio César Candidatura al miglior film straniero a Barry Levinson 1989 - David di Donatello Miglior film straniero a Barry Levinson Miglior attore straniero a Dustin Hoffman Candidatura al miglior regista straniero a Barry Levinson Candidatura al miglior produttore straniero a Mark Johnson Candidatura alla miglior sceneggiatura straniera a Barry Morrow e Ronald Bass 1989 - Nastro d'argento Candidatura al regista del miglior film straniero a Barry Levinson Candidatura alla miglior attrice non protagonista a Valeria Golino 1989 - Ciak d'oro Miglior film straniero 1989 - Kansas City Film Critics Circle Award Miglior film Migliore regia a Barry Levinson Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman Miglior attore non protagonista a Tom Cruise 1990 - Awards of the Japanese Academy Candidatura al miglior film straniero 1988 - BMI Film & TV Award Miglior colonna sonora a Hans Zimmer 1989 - Eddie Award Miglior montaggio a Stu Linder 1989 - American Society of Cinematographers Candidatura alla migliore fotografia a John Seale 1989 - DGA Award Miglior regia a Barry Levinson, Gerald R. Molen, David McGiffert, Cara Giallanza e Cherylanne Martin 1990 - Mainichi Film Concours Miglior film straniero a Barry Levinson 1988 - New York Film Critics Circle Award Candidatura al miglior attore protagonista a Dustin Hoffman 1989 - People's Choice Award Miglior film drammatico 1989 - WGA Award Candidatura alla miglior sceneggiatura a Ronald Bass e Barry Morrow 1991 - Golden Screen Golden Screen con una stella 1989 - Golden Screen Golden Screen 1989 - Jupiter Award Miglior film internazionale a Barry Levinson 1990 - Kinema Junpo Award Miglior film straniero a Barry Levinson 1989 - National Society of Film Critics Award Candidatura al miglior attore protagonista a Dustin Hoffman 1989 - Nikkan Sports Film Award Miglior film straniero

Impatto mediatico Un film di Bollywood del 2008, Yuvvraaj, è liberamente ispirato a questo film.

Nel film Una notte da leoni, Alan (Zach Galifianakis) impara a contare le carte da un libro dicendo di essere diventato come Raymond. Più avanti lui (che indossa un completo identico a quello di Raymond) e Phil (Bradley Cooper) giocano ai tavoli di blackjack nel casinò presso il Caesars Palace, omaggiando chiaramente la pellicola.

Curiosità

Il personaggio di Raymond è stato ispirato alla figura di Kim Peek. Nella scena iniziale del film, le prime quattro cifre presenti sul parabrezza dell'auto rossa sono rispettivamente giorno, mese e anno di nascita di Tom Cruise (3 luglio 1962). Nell'episodio $pringfield della quinta stagione della serie animata I Simpson vi è una breve parodia del film: si vedono infatti Raymond e Charlie nel casinò del Sig. Burns, in procinto di lasciare il tavolo da gioco dopo l'ennesima vincita, quando Homer, nelle vesti di croupier di blackjack, tenta di fermarli pregando Ray di fare di nuovo "quella cosa del conteggio delle carte" (riferendosi alle impressionanti capacità di conteggio del savant), mettendolo notevolmente in agitazione. Nella versione italiana del brevissimo cameo Raymond è, peraltro, doppiato da Ferruccio Amendola, che presta la sua voce anche a Dustin Hoffman nel film. Nel libro Harry Potter e l'Ordine della Fenice (e nell'omonimo film tratto dal libro), alla richiesta di come fosse stato il bacio con Cho Chang, Harry si limita a rispondere «umido», esattamente come fa Raymond dopo il bacio in ascensore con Susanna.

Note

Altri progetti

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