Serra Riccò (A Særa in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano sparso di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. La sede comunale è situata nella frazione di Pedemonte.

Geografia fisica

Il territorio, in gran parte collinare e situato nell'alta val Polcevera, ha la sua cima centrale nel monte Pizzo (), che sovrasta Pedemonte ed Orero. Altre cime importanti sono il monte Carmo () ed il monte Capanna () Le altezze maggiori si trovano però al confine con il comune di Montoggio, dove nel gruppo del monte Sella di Sant'Olcese (), si raggiungono all'incirca i 700–750 metri di altezza.

Il corso d'acqua principale è il torrente Secca, lungo il quale, dopo la costruzione della strada di fondovalle, alla fine del XIX secolo si sono sviluppate le frazioni più popolose (Pedemonte, Castagna e Mainetto). Il Secca ha una portata molto irregolare come la maggior parte dei torrenti liguri, e nei mesi estivi è asciutto. È uno degli affluenti principali del torrente Polcevera. Altro torrente degno di nota è il Pernecco, che confluisce nel Secca a Pedemonte, in prossimità del santuario di San Rocco.

Storia

Il territorio dell'attuale comune di Serra Riccò ha seguito le vicende storiche che hanno coinvolto tutta la val Polcevera.

La zona fu abitata fin dall'antichità, come testimoniato da ritrovamenti archeologici sulla collina di San Cipriano risalenti all'età del ferro, che in Liguria si protrasse fino alla conquista romana (II secolo a.C.).

Le frazioni collinari che oggi formano il comune, allineate lungo le antiche strade che collegavano la costa ligure con l'entroterra e le regioni padane, esistevano già in epoca romana.

Sulla dorsale che divide il corso principale del Polcevera dalla valle del Secca, percorso dalla Via Postumia e dalla diramazione che portava in valle Scrivia attraverso il passo del Pertuso (nei pressi dell'attuale santuario della Vittoria a Mignanego) si trovavano i centri di San Cipriano (del quale non è noto il nome in epoca pre-cristiana) e Serra. Questi due centri nel medioevo divennero pievi, con giurisdizione sulle altre parrocchie dei dintorni e in epoca napoleonica diedero vita a due distinti comuni.

Un'altra strada, frequentata soprattutto in epoca medievale, era la cosiddetta "Via del sale", portava da Genova in valle Scrivia attraverso il passo della Crocetta d'Orero (il più basso — — di tutti i valichi appenninici). Questa via, il cui percorso coincideva in gran parte con quello della ferrovia Genova-Casella, era già conosciuta e percorsa in epoca romana: proprio durante i lavori di costruzione della ferrovia presso il borgo di Niusci, al confine con il comune di Sant'Olcese, nel 1923 furono rinvenute numerose monete d'argento (oltre 400), coniate da zecche liguri tra il IV ed il I secolo a.C. in parte andate successivamente disperse ed in parte esposte nel museo archeologico regionale della Valle d'Aosta. Il ritrovamento, noto come ripostiglio di Niusci, è particolarmente importante perché testimonianza di una fiorente attività di conio nella Liguria pre-romana.

Intorno al X secolo nella zona si stabilirono diverse famiglie nobili genovesi che innalzarono torri e castelli a Pedemonte, Serra e San Cipriano (dei quali nulla è rimasto). A Castrofino, nei pressi di San Cipriano nel 1080 (o nel 1081) nacque il Caffaro, figlio del signore del paese Rustico da Caschifellone, che sarebbe diventato un importante uomo politico, ambasciatore e ammiraglio della Repubblica di Genova, ricordato soprattutto per i suoi celebri Annali.

A Pedemonte nel 1506, fu casualmente rinvenuta da un contadino del luogo, Agostino Pedemonte, la celebre Tavola bronzea, risalente al 117 a.C., che reca incisa un'iscrizione latina relativa ad una sentenza del Senato romano in merito ad una controversia fra le tribù Liguri dei Veturii e dei Genuates.

Le varie frazioni subirono nefaste conseguenze nel XIV secolo in occasione delle lotte fra guelfi e ghibellini, nel 1507 quando le truppe del re di Francia Luigi XII scesero in val Polcevera per riconquistare Genova (da dove i francesi erano stati cacciati due anni prima) e negli anni 1746–1747 con l'occupazione austriaca (guerra di successione austriaca).

Nel 1797 con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel dipartimento della Polcevera, con capoluogo Rivarolo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio odierno di Serra Riccò venne diviso nei due capoluoghi del VI cantone (San Cipriano) e X cantone (Serra) della giurisdizione del Polcevera. Dal 1803 divenne centro principale del II cantone della Polcevera nella giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel XIV mandamento di Pontedecimo del circondario di Genova dell'allora provincia di Genova.

Nel 1863 assunse l'odierna denominazione di Serra Riccò; nel 1869 aggrega la frazione di San Cipriano dopo il suo distaccamento dal territorio di Pontedecimo e subisce l'ultimo cambiamento dei confini territoriali nel 1877 con l'aggregazione, da Sant'Olcese, della frazione di Orero.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Polcevera e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008, fino al 2011 della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 28 settembre 1966.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Santuario di San Rocco nella frazione capoluogo di Pedemonte, alla confluenza tra il rio Pernecco e il torrente Secca, risalente al XVI secolo anche se il luogo di culto viene menzionato solamente nel 1771. In occasione della festa al santo si svolge una processione con la partecipazione di molte confraternite con i loro "Cristi". Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata nella frazione capoluogo di Pedemonte. Citata per la prima volta in un documento del 1251, fu rifatta integralmente a partire dal 1660 e, dopo i danneggiamenti per la guerra di successione austriaca, i lavori di ricostruzione si protrassero fino al 1771. Vi sono conservate tele attribuite a Giovanni Carlone, Domenico Fiasella e Giovanni Battista Merano. Il campanile è uno dei più antichi della valle e già nel 1862 aveva quattro campane. Cappella del Sacro Cuore, nella frazione di Castagna, edificata negli anni sessanta del Novecento. Cappella di San Michele di Castrofino nel vicino borgo di Favareto, del VI secolo. La prima memoria di questo edificio religioso, uno dei più antichi della Liguria, probabilmente costruito dai primi convertiti al Cristianesimo, risalirebbe al 506, data desunta dalla lapide sepolcrale ivi rinvenuta. Già autonoma chiesa parrocchiale, dal XIV secolo è segnalata come dipendenza della parrocchia di San Cipriano. Sui resti della primitiva cappella, nel 1861, per volere dell'allora arciprete di San Cipriano, fu edificata l'odierna cappella, restaurata nel 2007. Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Mercede nella frazione di Mainetto. Nella zona della frazione di Mainetto, la cui espansione edilizia è piuttosto recente, esisteva, tra le diverse residenze estive di ricche famiglie genovesi, anche una residenza di villeggiatura per l'alto clero ligure (Villa Chiappara) con una cappella privata ma aperta ai fedeli, intitolata alla Mater Misericordiæ; non esisteva una vera e propria chiesa: la frazione ricadeva nella giurisdizione della parrocchia di San Cipriano. Negli anni trenta del XX secolo fu costruita l'attuale chiesa, inaugurata il 16 giugno 1940 col titolo di Rettoria di Nostra Signora della Mercede ed eretta in parrocchia autonoma con decreto dell'arcivescovo Giuseppe Siri del 23 aprile 1948. La festa patronale si celebra la prima domenica di agosto. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Orero. Chiesa parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano nella frazione di San Cipriano. Risalente secondo la tradizione al IX secolo, conserva i segni dei numerosi restauri ed ampliamenti subiti nel tempo (i lavori più importanti furono eseguiti nel XVII secolo) con affreschi, stucchi e marmi di pregio, oltre all'artistico organo e alle statuine del presepe attribuite alla scuola del Maragliano. Tra le opere sono conservate un polittico sull'altare - eseguito alla metà del Cinquecento ad opera di Giovanni Cambiaso e del più celebre figlio Luca - ed è composto da varie tavole, raffigura episodi della vita dei santi Cornelio papa e Cipriano vescovo. Oratorio della Confraternita della Santa Croce nella frazione di San Cipriano, accanto alla chiesa parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano. Chiesa di Santa Maria degli Angeli nella frazione di San Cipriano, edificata nel 1957. Monastero della Santissima Annunziata e Incarnazione nella frazione di San Cipriano, ospitante l'ordine delle monache annunziate Celesti (dette "Turchine", dal colore dell'abito talare). Le suore qui si trasferirono da Genova dopo la demolizione nel 1917 del preesistente convento seicentesco nel quartiere di Castelletto. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Serra. Citata come pieve nel "Registro Arcivescovile delle decime" del 1143, aveva giurisdizione su numerose parrocchie comprese negli attuali comuni di Serra Riccò e Mignanego. Solo nel 1885 fu decisa la costruzione di una nuova chiesa, ultimata nel 1888 e benedetta dall'arcivescovo di Genova Salvatore Magnasco nello stesso anno. Cappella della Madonna dell'Acqua nella frazione di Serra, probabilmente edificata nel XVII secolo. Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima nella frazione di Valleregia. Citata in un documento del 12 dicembre 1191, insieme alla chiesetta di San Martino di Magnerri, entrambe le chiese sarebbero state fondate da San Claro. La chiesa fu ricostruita nel XVII secolo con struttura a tre navate con cinque altari, in uno dei quali, in un'urna marmorea risalente al 1543, sono conservate le reliquie di San Claro. È sede di arcipretura dal 4 maggio 1944. Chiesetta di San Martino nel borgo di Magnerri nella frazione di Valleregia. È considerata una delle più antiche chiese della Liguria; fu la prima ad essere fondata da San Claro quando si stabilì in questo luogo, all'inizio del V secolo. Parrocchia autonoma fino al 1387, venne sottoposta alla parrocchia di Valleregia probabilmente dopo il saccheggio francese del 1507.

Architetture civili

Castello di San Cipriano nella frazione di San Cipriano. Il castello, in stile neogotico, fu fatto costruire agli inizi del XX secolo dall'onorevole Emilio Parodi sul sito di un'altra delle antiche torri di avvistamento poste a difesa della val Polcevera. Si trova su un'altura che domina le due vallate (Secca e Polcevera), dal santuario della Vittoria fino al mare. Costruito ad imitazione degli antichi castelli, è costituito da un corpo centrale in mattoni con un'alta torre e da una torretta in pietra dalla parte opposta.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 325, ovvero il 4,30% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Romania, Albania, Marocco, Ucraina, Tunisia,

Geografia antropica

Il territorio comunale è costituito dalle otto frazioni di Castagna, Mainetto, Orero, Pedemonte (sede comunale), Prelo, San Cipriano, Serra, Valleregia per un totale di Fonte dallo Statuto Comunale.

Confina a nord con i comuni di Mignanego, Savignone e Casella, a sud con Genova e Sant'Olcese, ad ovest con Mignanego e Genova e ad est con Savignone, Casella e Montoggio.