Durante la prima metà del suo lungo regno, Ottone impose l'indivisibilità della regalità e il suo potere nel decidere l'assegnazione degli uffici. In tal modo intervenne profondamente nella struttura di potere esistente della nobiltà. Le ribellioni più gravi provennero peraltro dagli stessi membri della famiglia reale: suo fratello Enrico, e anche il figlio Liudolfo, rivendicarono la partecipazione alla regalità. Ottone uscì vincente da ciascuna delle rivolte.
Nel 955, con la vittoria nella battaglia di Lechfeld, Ottone bloccò definitivamente le incursioni magiare ad occidente, ponendo fine anche alle rivolte dei grandi del regno contro di lui. Si guadagnò inoltre la reputazione di salvatore della cristianità, soprattutto dopo aver sconfitto gli slavi, sempre nello stesso anno. Da qui iniziò un periodo di grande splendore culturale, che divenne noto come la rinascita ottoniana.
Nel 961 conquistò il regno d'Italia e ampliò il suo impero a nord, ad est e a sud fino all'Italia meridionale, dove entrò in conflitto con Bisanzio. Rifacendosi inoltre all'idea imperiale di Carlo Magno, nel 962 si fece incoronare imperatore romano da papa Giovanni XII. Alla fine riuscì a raggiungere un accordo con l'imperatore d'Oriente Giovanni I Zimisce, nonché a far sposare suo figlio Ottone II con la nipote del basileus, Teofano Scleraina.
Nel 968 fondò l'arcidiocesi di Magdeburgo, città che associò alla sua vita ultraterrena come nessun'altra. Per Ottone l’arcidiocesi era il presupposto decisivo per la cristianizzazione degli slavi.
Il soprannome "il Grande" gli fu attribuito dallo storico medievale Ottone di FrisingaOtto von Freising: Chron. VI, 24. In: Adolf Hofmeister (Hrsg.): Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum separatim editi 45: Ottonis episcopi Frisingensis Chronica sive Historia de duabus civitatibus. Hannover 1912, S. 286 (Monumenta Germaniae Historica, versione digitale )., ma già Vitichindo di Corvey lo chiamava totius orbis caput, «capo di tutto il mondo»Vitichindo di Corvey, Res gestae Saxonicae, I, 34 ()..
Biografia
Erede al trono
Ottone nacque il 23 novembre 912, forse a Wallhausen, nell'attuale land tedesco di Sassonia-Anhalt. Il padre era Enrico I, duca di Sassonia, re dei Franchi Orientali dal 919; la madre era invece MatildeVgl. dazu Stephan Freund: Wallhausen – Geburtsort Ottos des Großen, Aufenthaltsort deutscher Könige und Kaiser. Regensburg 2013. Stephan Freund: Wallhausen – Königlicher Aufenthaltsort, möglicher Geburtsort Ottos des Großen. In: Stephan Freund, Rainer Kuhn (Hrsg.): Mittelalterliche Königspfalzen auf dem Gebiet des heutigen Sachsen-Anhalt. Geschichte – Topographie – Forschungsstand. Regensburg 2014, S. 115–148., seconda moglie di Enrico I e figlia del conte sassone Teodorico, della stirpe di Vitichindo.
Ottone aveva un fratellastro, Tankmaro, frutto del primo matrimonio di Enrico I con Hatheburga di Merseburgo, e quattro fratelli minori: Gerberga, Edvige, Enrico e Bruno. Nulla sappiamo della sua giovinezza e della sua educazione, ma è probabile che Ottone abbia avuto una formazione di tipo militare. La sua prima esperienza come capo militare avvenne al confine orientale del regno, nella lotta contro le tribù slave. In seguito, a soli sedici anni una nobildonna slava gli diede un figlio, Guglielmo, poi arcivescovo di Magonza.
Dopo la morte nel 918 del re Corrado I di Franconia, il quale non era riuscito ad unire i grandi del regno nel proprio sistema di potere (Personenverbandsstaat), la dignità reale fu per la prima volta trasferita nel 919 non a un franco, ma a un sassone. Sebbene fosse stato eletto solo dai Franchi e dai Sassoni, Enrico riuscì a legare a sé i ducati di Svevia (919) e di Baviera (921/922) attraverso un'abile politica di sottomissione militare e di successiva amicizia, comprendente numerose concessioni (amicitia e pacta)Gerd Althoff, Hagen Keller: Heinrich I. und Otto der Große. Neubeginn auf karolingischem Erbe. Bd. 1–2, Göttingen u. a. 1985, S. 64f.; Gerd Althoff: Amicitiae und Pacta. Bündnis, Einung, Politik und Gebetsgedenken im beginnenden 10. Jahrhundert. Hannover 1992.. Inoltre nel 925 Enrico riuscì a reincorporare nel regno dei Franchi Orientali la Lotaringia, che durante il regno di Corrado era passata al regno dei Franchi Occidentali.
Per assicurare unità alla sua famiglia e allo stesso tempo il dominio sul regno dei Franchi Orientali, già nel 929/930 Enrico stabilì che Ottone gli dovesse succedere sul tronoGerd Althoff, Hagen Keller: Die Zeit der späten Karolinger und der Ottonen. Krisen und Konsolidierungen 888–1024. Stuttgart 2008, S. 137.. In un documento del 16 settembre 929MGH DD H I, Nr. 20, S. 55–56. indirizzato alla moglie, il cosiddetto "Hausordnung"Karl Schmid: Die Thronfolge Ottos des Grossen. In: Eduard Hlawitschka (Hrsg.): Königswahl und Thronfolge in ottonisch-frühdeutscher Zeit. Darmstadt 1971, S. 417–508., Enrico designò Quedlinburg, Pöhlde, Nordhausen, Grone e Duderstadt come patrimonio della vedova Matilde (per approfondire la questione del dotario di Matilde, di Edith e Adelaide, si veda la ricerca di Giovanni Isabella). Tutti i grandi del regno e suo figlio Ottone furono chiamati a riconoscere e sostenere questo “testamento”. Il figlio minore Bruno fu affidato al vescovo Balderico di Utrecht, per essere educato e quindi preparato per una carriera ecclesiastica, ricevendo come precettore Israele il Grammatico. In un Memorialwesen del monastero di Reichenau, Ottone è chiamato rex già nel 929, ma non i suoi fratelli Enrico e Bruno. Tuttavia, nonostante il titolo di rex, Ottone non era ancora stato insediato come co-re; non ci sono infatti prove di alcuna attività di governo nel periodo tra il 929 e il 936 e addirittura Ottone non è nemmeno menzionato nelle fonti durante questo periodo.
Escludendo non solo i candidati non sassoni, ma anche i fratelli di Ottone, il piano di successione di Enrico fu particolarmente significativo, perché rinunciò al principio carolingio della divisione del potere, che concedeva delle terre a ogni membro della famiglia reale. Enrico stabilì così la successione individuale, l'indivisibilità della regalità, e quindi del regno medesimo, che anche i suoi successori dovevano mantenere.
Contemporaneamente ai preparativi per l'incoronazione, gli ottoniani cercarono per Ottone una sposa nella famiglia reale inglese. In questo modo Enrico cercò di legare alla sua stirpe delle dinastie al di fuori del suo regno, cosa insolita nel regno franco-orientale fino a quel momento. Oltre all'ulteriore legittimità fornita dal legame con un'altra casa regnante, ciò rifletteva un rafforzamento del "sassonismo", perché i governanti inglesi discendevano da quei sassoni migrati in Britannia nel V secolo. Inoltre la sposa avrebbe portato con sé il prestigio di appartenere alla stirpe del re martire sant'Osvaldo. Cosicché le due figlie del re inglese Edoardo il Vecchio, le sorellastre Edith e Edgiva, si recarono alla corte di Enrico I; Edith fu scelta come sposa di Ottone. La sorella sposò invece Carlo III il Semplice, re dei Franchi Occidentali. Dopo il matrimonio con Ottone, nel 929 la moglie anglosassone Edith ricevette Magdeburgo come Morgengabe. Il giorno di Pentecoste del 930, Enrico presentò l'erede designato al trono in Franconia e ad Aquisgrana ai grandi delle rispettive regioni, per ottenere il loro consenso alla sua disposizione di successione. Secondo una nota degli Annali di Losanna compilati nel XIII secolo, che può essere provata come proveniente da una fonte del X secolo, Ottone fu unto re a Magonza già nel 930Hagen Keller: Widukinds Bericht über die Aachener Wahl und Krönung Ottos I. In: Frühmittelalterliche Studien 29, 1995, S. 390–453, hier: 390ff., 423ff., 439 (PDF ).. All'inizio dell'estate del 936 ci fu una consultazione a Erfurt sullo stato del regno (de statu regni); Enrico raccomandò ancora una volta Ottone ai grandi come suo successore.
Ascesa al trono
Dopo la morte di Enrico I, datata 2 luglio 936, la successione di suo figlio Ottone fu realizzata in poche settimane. La fonte è quella di Vitichindo di Corvey, che scrisse trent'anni dopo: è possibile che questo abbia proiettato i dettagli dell'elezione a re di Ottone II del 961 al 936. Il resoconto dettagliato di Vitichindo è attualmente oggetto di un dibattito quasi completo; Johannes Laudage: Otto der Große. Eine Biographie. Regensburg 2001, S. 96 ff., Hagen Keller: Widukinds Bericht über die Aachener Wahl und Krönung Ottos I. In: Frühmittelalterliche Studien. 29, 1995, S. 390–453, bes. 410–421 (PDF ).Vitichindo di Corvey, Res gestae Saxonicae, II, 1-3 ().. Si dice che Ottone sia stato eletto (elegit sibi in principem) da Franchi e Sassoni come loro capo, e il palazzo di Aquisgrana fu designato come sede di un'elezione generale (universalis electio). Il 7 agosto 936, i duchi, i margravi e altri grandi uomini laici misero Ottone sul trono nel vestibolo della cattedrale di Aquisgrana e gli resero omaggio. Al centro della chiesa fu ottenuto il consenso del popolo per l'elevazione del re. A questa seguì la consegna delle regalie (spada con fodero, bracciali e mantello, scettro e bastone) da parte dell'arcivescovo di Magonza Ildeberto. Ottone fu unto e incoronato re dei Franchi Orientali dagli arcivescovi Ildeberto di Magonza e Wicfrido di Colonia nella collegiata. L'atto dell'unzione segnò l'inizio di una moltitudine di atti spirituali che conferirono alla regalità la dignità sacrale a cui suo padre aveva umilmente rinunciato.
Scegliendo il luogo dell'incoronazione e indossando deliberatamente abiti franchi durante la cerimonia, Ottone continuò la tradizione franco-carolingia della regalitàHagen Keller: Die Ottonen und Karl der Große. In: Frühmittelalterliche Studien 34, 2000, S. 112–131, hier: S. 122.. Il luogo dell'elezione e di incoronazione nella parte lorenese del regno non era solo inteso a sottolineare la nuova affiliazione della Lotaringia al regno franco-orientale, ma Aquisgrana, come luogo di sepoltura di Carlo Magno, era anche simbolo di continuità e legittimazione. Al successivo banchetto i duchi del regno svolsero alcuni uffici di corte: Giselberto di Lotaringia come ciambellano, Eberardo di Franconia come Truchsess, Arnolfo di Baviera come maresciallo e lo svevo Ermanno come coppiere. Con questi atti e ruoli i duchi simboleggiavano la loro cooperazione con il re e quindi mostravano chiaramente la loro subordinazione al nuovo sovrano. Non ci sono modelli più antichi per il banchetto dell'incoronazione con il servizio simbolico dei duchi..
L'ascesa di Ottone al trono fu così divisa in atti spirituali e secolari. L'importanza della legittimazione sacro-divina e l'accresciuta pretesa di governare rispetto al proprio padre è evidente anche nel cambiamento dei simboli del governo. Egli continuò a usare il tipo di sigillo franco-orientale, che mostra un capo militare favorito da Dio. Dal 936 invece la formula della grazia di Dio (DEI Gratia) è inserita nel sigillo realeHagen Keller: Zu den Siegeln der Karolinger und der Ottonen. Urkunden als Hoheitszeichen in der Kommunikation des Herrschers mit seinen Getreuen. In: Frühmittelalterliche Studien 32, 1998, S. 400–441, hier: S. 416..
Assunzione di potere