Fu una delle figure centrali, assieme ad Agostino Gemelli, della fondazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in cui fece parte del Consiglio d'amministrazione fino al giorno della scomparsa (10 gennaio 1930).
Biografia La famiglia, l'infanzia e l'adolescenza Ludovico Necchi nacque a Milano il 19 novembre 1876, figlio dei coniugi Luigi Necchi e Cecilia Frisiani. Il padre Luigi era un capitano di fanteria. I genitori di Vico, di ceto nobile e agiato, appoggiavano il clima anticlericale che era subentrato a quei tempi. L'indifferenza dei genitori non giungeva però al punto di rifiutare le cerimonie religiose nei momenti importanti della vita: si erano sposati nella Basilica di Sant'Ambrogio il 23 ottobre 1875 e qui il 27 novembre dell'anno successivo, fecero battezzare il loro primogenito che per madrina ebbe la religiosissima prozia Giulia Frisiani. Trascorrono appena un paio di settimane e il capitano Luigi Necchi riceve l'ordine di trasferimento nella lontana Sicilia. I coniugi decidono di non separarsi e di affidare il neonato Vico ad una famiglia di contadini di Santa Maria Rossa sotto la sorveglianza della prozia Giulia e di sua figlia Paola Zucchetti. Mentre i genitori in Sicilia s'ammalano di malaria, Vico cresce in campagna. Il ritorno dei coniugi Necchi in Lombardia è solo una breve e lieta parentesi, ancora più rallegrata dalla nascita di una bambina, Ada, il 12 giugno 1879. Il capitano Luigi viene però richiamato in Sicilia, ma ora Cecilia non può seguire il marito perché impegnata ad assistere la suocera ammalata. Vico, intanto, cresce coccolato dai parenti di casa Frisiani ma soprattutto continua a ricevere un'educazione di particolare sensibilità religiosa dalla zia Paola..
Nell'autunno 1881, Vico cominciò la sua carriera di scolaro frequentando il Giardino d'infanzia sullo stesso corso Magenta al cui civico 55 abitavano i Necchi. Per la prima elementare Vico venne messo nel collegio di Celana. Nel collegio Rotondi di Gorla Minore, più vicino a Milano, frequentò con successo la seconda e la terza elementare. I tre anni trascorsi a Celana e a Gorla minore tra i Padri Somaschi ebbero una benefica influenza religiosa sull'animo di Vico.. A fine maggio del 1882 morì Ada per una violenta meningite. Il 31 luglio dello stesso anno morì il padre. Il 9 maggio dell'anno seguente morì anche nonna Giulia.. Cecilia strinse una relazione con lo scultore Federico Gaetano Villa, artista apprezzato e insegnante all'Accademia di Brera, e passò quindi a seconde nozze il 29 marzo 1884. Il 18 giugno 1885 Necchi ricevette la cresima dal vescovo di Pavia monsignore Agostino Riboldi.. Mamma Cecilia e il patrigno Federico decisero di non mandarlo più a Gorla minore ma al Collegio San Carlo in corso Magenta.
Il processo costante nella formazione dell'animo di Vico ricevette un'impennata con la prima comunione il 10 giugno 1888. Capì che solo la religione cristiana poteva dare una completezza formativa all'animo, quella completezza che non ritiene possa esserci per chi vive in una prospettiva soltanto naturalistica.. La piega intensamente religiosa presa da Vico infastidiva i genitori che per il secondo ginnasio lo "tolsero dalle mani dei preti” di corso Magenta per mandarlo alla scuola pubblica, al Liceo classico Giuseppe Parini. Quando nel novembre 1889 il ragazzo mise piede al Parini, si accorse subito di essere finito in un nuovo mondo con tutta un'altra disciplina e un diverso metodo di insegnamento. Tra i nuovi compagni di classe ce n'è uno che non uscirà più dalla sua vita: Agostino Gemelli..
Un giorno dell'autunno del 1893 Vico si sentì mancare per un malore davanti alla cappella dell'Istituto Leone XIII. Un religioso si avvicinò allo studente, è il quarantaduenne gesuita padre Guido Mattiussi, docente di fisica e di matematica alla Pontificia Università Gregoriana, studioso di teologia dogmatica e uno dei principali promotori del tomismo in Italia. Da quel momento padre Guido Mattiussi divenne una figura insostituibile nella vita di Necchi, fu suo confidente, consigliere e guida spirituale fino alla sua morte avvenuta nel 1925 Sotto la guida di Mattiussi il ragazzo si formò alla conquista della vita interiore, al dominio degli impulsi, al realizzare l'uniforme serenità dello spirito..
Gli anni universitari Nell'autunno del 1896, Vico si iscrisse al primo anno di Medicina a Pavia. L'ambiente anche qui come al Parini, era tutt'altro che propizio per un giovane che volesse apertamente professarsi cattolico. Impressionato dalla situazione di degrado religioso all'università, il vescovo di Pavia, Agostino Riboldi, aveva fondato nel 1884 il circolo universitario cattolico “San Severino Boezio” di cui Necchi divenne ben presto vicepresidente e nel 1898 presidente..
L'universitario Necchi si applicò a rigorosi programmi culturali sui temi del momento, si lanciò in parecchie iniziative di apostolato, s'impegnò in azioni sociali a favore dei diseredati, si espose in comizi sulle piazze e nelle campagne pavesi, s'arrischiò in tempestosi contraddittòri con i socialisti. Negli anni della permanenza di Vico a Pavia il circolo universitario San Severino Boezio conobbe un periodo nuovo e glorioso. Si incominciò a parlare di Democrazia Cristiana.. Irruppe nel mondo cattolico un movimento giovanile e battagliero che cerca di coinvolgere la corrente sociale, ma anche di attirare la corrente politica. L'entusiasmo democratico-cristiano conquista subito Necchi tanto che egli diventò il rappresentante delle Democrazia cristiana a Pavia. In rappresentanza del circolo universitario di Pavia, Necchi partecipa al XV Congresso dei cattolici italiani che si svolge a Milano dal 30 agosto al 3 settembre 1897.. Nella primavera del 1899, mentre si preparava il XVI Congresso cattolico di Ferrara, Leone XIII volle premiare la fedeltà di cinque circoli universitari particolarmente distintisi. Tra i presidenti più degni dell'onorificenza fu segnalato il ventiduenne Ludovico Necchi che ricevette la Croce pro Ecclesia et Pontifice..
Il giovane volle proporre in più ambiti la verità cristiana sull'uomo, contrapponendola alle ideologie del liberalismo capitalista e oppressore dei poveri e del socialismo rivoluzionario chiuso nel suo determinismo materialista e liberticida. Tra liberalismo e socialismo, per Necchi, la soluzione cristiana della questione sociale è l'unica praticabile nel pieno rispetto dell'uomo. L'ideale di una Democrazia Cristiana non è pura utopia..
Il 19 luglio 1899, Vico, con altri undici compagni tra cui tre preti, fondò dunque a Milano il Fascio democratico-cristiano allo scopo di affermarsi nelle questioni sociali, dalle quali dipende il benessere di tutti, in modo particolare delle classi lavoratrici; affermarsi in tutte le questioni che sono connesse agli interessi della patria; coordinare gli studi e l'azione al supremo interesse per la religione.. La difesa della presenza cattolica nella società dinanzi alle forze che volevano estrometterla si tradusse per Necchi in una nuova forma d'impegno: il sindacalismo cristiano.. Per meriti acquisiti sul campo, Vico è chiamato nel consiglio direttivo regionale lombardo dell'Opera dei Congressi.. Nel gennaio 1901 Leone XIII pubblicò l'enciclica Graves de Communi Re con la quale esplicitò il pensiero della Chiesa dinanzi ai dissensi tra giovani e vecchi dell'Azione cattolica. La Democrazia Cristiana venne definita e distinta dalla democrazia politica e sociale. Vico vide riconosciuta la linea impressa al Fascio democratico-cristiano di accettazione del non expedit pontificio che vieta ai cattolici la partecipazione alla politica nazionale nello stato post-risorgimentale.
Nella primavera del 1902 l'attività incessante di Vico subì un rallentamento a causa dei preparativi della laurea. Ma quasi alla vigilia della discussione della tesi, il comitato diocesano lo propose come candidato cattolico alle elezioni provinciali del 29 giugno 1902 per il collegio di Carate Brianza, la cittadina nella quale da fanciullo aveva soggiornato per lunghi periodi con la madre e zia Paola nella villa della famiglia Frisiani. Vinse però con largo margine il candidato della lista avversa. Il giorno dopo l'insuccesso elettorale si laureò in medicina e chirurgia con 90 voti su 100..
I primi anni dopo la laurea e il matrimonio Dal 1º dicembre 1902 a ventisette anni Necchi assolse l'obbligo di leva scegliendo di diventare volontario per un anno a Milano come infermiere assieme all'amico Agostino Gemelli, scartando la possibilità di effettuare come neolaureati, il volontariato in qualità di medici militari di Firenze. Prestarono il servizio presso l'ospedale militare di Piazza Sant'Ambrogio. Necchi si distinse per l'umiltà, la serenità, la pazienza anche nell'espletare i più semplici servigi. Gemelli invece in breve tempo si fece destinare a servizi scientifici.. L'esempio di fede, rettitudine, austerità, pietà di Necchi farà vacillare le convinzioni socialiste di Gemelli, che superando l'intimo tormento deciderà, la mattina del venerdì santo del 1903, di farsi accompagnare in chiesa e da un sacerdote da Necchi, iniziando un cammino di conversione che si concluderà con la scelta di entrare nell'ordine francescano. Verrà riconosciuta a Necchi la paternità di questa conversione anche se egli non se ne vanterà mai..
Al contrario di Gemelli che in soli 7 mesi rivoluzionò la propria esistenza, Necchi era sempre più incerto sul suo futuro: accettò e poi rifiutò la cattedra di anatomia all'Università di Friburgo per eccesso di modestia. Valutò la possibilità del sacerdozio, compì per chiarirsi le idee un corso di esercizi spirituali a Sartirana Lomellina, che analizzò nel diario intitolato Ritiro di Sartirana.. In seguito abbandonati i dubbi decise di recarsi a Berlino a perfezionare i suoi studi sulle malattie nervose per poter tornare a Milano ad essere come disse lui: Tornato a Milano a ottobre del 1904 affronta la malattia e la morte della madre, trovando consolazione all'immenso dolore nella fede..
A Capodanno del 1905 conosce, grazie a don Pino, amico della famiglia Della Silva De Rido Castiglioni, la terzogenita Vittoria. Ne rimarrà colpito tanto da fidanzarsi il 18 gennaio e sposarsi il 26 aprile a San Fedele Intelvi.. Prima del matrimonio Necchi si fece Terziario francescano.
Il 14 ottobre 1905 muore Federico Gaetano Villa..
Dopo il matrimonio Necchi dedica gran parte della sua attività professionale all'assistenza medica gratuita.
L'attività religiosa e politica Nel febbraio 1908 Necchi entrò nell'Azione cattolica milanese su esplicita richiesta del cardinale Andrea Carlo Ferrari che gli chiese di impegnarsi per il bene pubblico. Necchi accettò e ben presto si ritrovò presidente, eletto all'unanimità dal consiglio. Vi rimarrà per circa nove anni..
Per una crisi nell'amministrazione comunale di Milano e per una serie di fortuiti avvenimenti Necchi entrò a far parte, in qualità di cattolico, del Consiglio comunale. Qui ebbe modo di far valere e sentire la voce della Chiesa in decisioni importanti quali l'educazione cattolica nelle scuole elementari che era stata resa facoltativa dal 1870. Grazie al suo intervento in merito venne mantenuto l'insegnamento religioso nelle scuole milanesi. Il suo discorso venne diffuso in tutta Italia e utilizzato da tutti i comuni interessati a ripristinare tale insegnamento..
Nel maggio 1910, per espresso desiderio di Papa Pio X, Necchi ricoprì la massima carica del laicato cattolico italiano: presidente nazionale dell'Unione popolare. Ricoprì tale carica per due anni e quattro mesi durante i quali si incontrò otto volte con il Papa in udienze private in cui viene messa a punto la strategia cattolica per l'Italia.. Indispensabile per Necchi fu puntare sulla diffusione della cultura cattolica in contrapposizione alle dottrine del liberalismo, del socialismo e del modernismo diffuse in quei tempi..