Punto di forza del e della nazionale italiana per un decennio, è annoverato tra i migliori giocatori della storia del calcio nel ruolo di ala.

Da calciatore, oltre ad aver vinto numerosi titoli con il , è stato vicecampione del mondo nel 1994 con l'Italia, della quale è divenuto commissario tecnico dodici anni dopo, tra i due mandati di Marcello Lippi, mantenendo l'incarico fino al .

Caratteristiche tecniche Giocatore Veloce, intelligente, tatticamente duttile e dotato di grande tecnica individuale e senso della posizione, Donadoni nasce come ala destra,. posizione in cui ha potuto sfruttare al meglio le sue caratteristiche nonostante fosse in grado di giocare anche sulla fascia sinistra, al centro o come trequartista.

Centrocampista completo e talentuoso, dotato di capacità nella corsa, ottimo dribbling, visione di gioco, spirito di sacrificio e grande controllo di palla, a tal punto da effettuare partite intere senza perdere neanche un pallone, era spesso autore di cross precisi dalla fascia, attributi che lo rendevano un efficace uomo assist; nonostante non fosse particolarmente prolifico sottoporta, possedeva un tiro preciso dalla distanza con entrambi i piedi.

Carriera Giocatore Club Atalanta

Cominciò la carriera nell'Atalanta, con la quale disputò il campionato giovanile nella stagione 1981-1982 e quello di Serie B nell'annata seguente (18 presenze). L'Atalanta non riuscì a salire di categoria, ma Donadoni rimase a Bergamo, collezionando 26 presenze (2 gol) nella stagione 1983-1984, in cui il club ottenne la promozione in Serie A. Con l'Atalanta Donadoni disputò poi due stagioni da titolare in massima serie.

Milan Nell'estate del 1986 fu acquistato dal Milan per 10 miliardi di lire; fu il primo giocatore ingaggiato dalla società milanese durante la proprietà di Silvio Berlusconi..

Dopo una prima stagione sottotono, divenne progressivamente un pilastro del Milan, titolare sia con Arrigo Sacchi sia con Fabio Capello, e inanellò una serie di trionfi: vinse sei scudetti (1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999), tre Coppe dei Campioni (1988-1989, 1989-1990, 1993-1994), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990), tre Supercoppe europee (1989, 1990, 1994) e quattro Supercoppe italiane (1989, 1992, 1993, 1994). Nella terza stagione, durante la sfida di ritorno della Coppa dei Campioni 1988-1989 in casa della Stella Rossa, divenuta famosa per il rinvio causa nebbia e i tiri di rigore del giorno dopo, subì un grave trauma cranico nello scontro con l'avversario Goran Vasilijević, rimanendo incosciente per qualche minuto. Per l'accaduto riportò la frattura della mandibola e fu costretto a stare lontano dai campi per mesi. Lasciò il club nel 1996.

Ultimi anni Il 4 maggio 1996 si trasferì negli Stati Uniti, firmando per i New York Metrostars. Giocò quindi in quella che fu la prima edizione della Major League Soccer.

Il 13 ottobre 1997, a 34 anni, tornò al Milan, con cui rimase per due stagioni, vincendo anche lo scudetto nel 1998-1999 sotto la guida di Alberto Zaccheroni.

Il 30 ottobre 1999 passò all'Al-Ittihad, in Arabia Saudita, di cui vestì la maglia per sei mesi e con cui vinse il campionato. Si ritirò dall'attività agonistica nel 2000.

Nazionale

Donadoni fece il suo esordio in nazionale l'8 ottobre 1986, a 23 anni, convocato dal commissario tecnico Azeglio Vicini in occasione dell'amichevole Italia- (2-0), disputata a Bologna. Considerato come l'erede di Bruno Conti, prese parte al in Germania Ovest, nel quale l'Italia fu eliminata in semifinale dall'.

Successivamente prese parte al campionato del mondo 1990 giocato in casa, saltando solo l'ottavo di finale contro l'Uruguay, a causa di un infortunio,dati ricavati dal sito Storie di Calcio , URL consultato il 22/06/2014. e la finale per il terzo posto con l'Inghilterra.dati ricavati dal sito Storie di Calcio , URL consultato il 22/06/2014. Nella semifinale persa contro l'Argentina, terminata ai tiri di rigore, fu (con Aldo Serena) uno dei due rigoristi italiani che fallirono il tiro dal dischetto.

Con il CT Arrigo Sacchi (che lo aveva già allenato a Milano), subentrato nel 1991, rimase titolare e partecipò al campionato del mondo 1994 disputato negli Stati Uniti, dove fu vicecampione del mondo dopo la finale persa (ancora ai rigori, ma lui non tirò) contro il .

Infine, prese parte al in Inghilterra dove l'Italia fu eliminata nella fase a gironi e Donadoni disputò la sua ultima gara in azzurro il 19 giugno 1996.

Chiuse la sua esperienza in nazionale con 63 presenze e 5 gol.

Allenatore Partendo dalla Serie C, ottenne i migliori risultati in Serie A a Parma, portando la compagine emiliana nella parte superiore della classifica per tre stagioni consecutive, dal 2012 al 2014 e ottenendo nell'annata 2013-14 uno storico sesto posto e qualificazione all'Europa League, poi vanificata dalle difficoltà finanziarie del club.

Gli inizi Ottenuto il patentino di allenatore, il 2 luglio 2001 diventò allenatore del Lecco in Serie C1. Il 3 dicembre, all'indomani della sconfitta casalinga per 2-1 contro l' ultimo in classifica, fu esonerato. Il 20 marzo 2002 ritornò sulla panchina del Lecco sostituendo l'esonerato Alessandro Scanziani, arrivando al 10º posto. Il 22 giugno passò al in Serie B. Concluse al 10º posto e il presidente Aldo Spinelli non lo riconfermò. Il 30 giugno 2003 fu nominato allenatore del Genoa, sempre in Serie B, dal neo presidente della squadra ligure Enrico Preziosi. Il 22 settembre, dopo tre sconfitte in tre partite, fu esonerato e sostituito da Luigi De Canio.

Ritorno a Livorno Dopo un periodo d'inattività di oltre un anno, il 10 gennaio 2005 fu richiamato a per sostituire l'esonerato Franco Colomba. Alla sua prima esperienza da tecnico in Serie A, con gli amaranto arrivò 9º e il centravanti della squadra, Cristiano Lucarelli, fu il capocannoniere del campionato con 24 gol. Confermato alla guida dei toscani anche per la stagione successiva, si dimise il 6 febbraio 2006 dopo le critiche rivoltegli dal presidente Spinelli, lasciando la squadra al 6º posto con 10 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte; al suo posto fu ingaggiato Carlo Mazzone.

Nazionale italiana

In seguito alle dimissioni rassegnate da un Marcello Lippi fresco campione del mondo, nel luglio 2006 assume l'incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana: esordisce in panchina il 16 agosto, perdendo in amichevole contro la . Offrendo nuovamente spazio a Christian Panucci e Antonio Cassano dopo le esclusioni riservate loro dal predecessore, conquista un solo punto nelle gare con e valevoli per la qualificazione all'Europeo 2008: riscattando la classifica già in autunno, porta gli azzurri a battersi per il primato in compagnia dei summenzionati transalpini e della rivelazione Scozia.

Confermata in gran parte l'ossatura del precedente ciclo — pur registrando l'abbandono di Alessandro Nesta e Francesco Totti — valorizza tra gli altri Antonio Di Natale, raggiungendo il matematico accesso al torneo per effetto di una vittoria a Glasgow: conseguito con una gara d'anticipo il pass, termina a quota 29 punti il girone eliminatorio. Durante la sua gestione, oltre al ritorno dei già citati Panucci e Cassano, hanno luogo il debutto in nazionale di Fabio Quagliarella e Marco Borriello, quest'ultimo convocato per la fase finale in sostituzione degli infortunati Alberto Gilardino e Filippo Inzaghi.

Sconfitto dai in apertura della manifestazione, chiude sul nulla di fatto l'incontro con la : una vittoria per 2-0 sui francesi garantisce il passaggio ai quarti di finale, in cui i campioni del mondo vengono battuti ai rigori dalla . In base alla clausola del contratto che permetteva il decadimento dello stesso nell'eventualità di eliminazione dall'Europeo, viene sollevato dalla posizione lasciando posto al ritorno di Lippi nel giugno 2008.

Napoli Dopo 9 mesi di inattività, nel marzo 2009 il Napoli lo chiamò a sostituire Edoardo Reja. Nelle restanti 11 partite di campionato totalizzò altrettanti punti e due sole vittorie (di cui una contro i futuri campioni d'Italia dell' per 1-0), conducendo i partenopei al dodicesimo posto finale a 46 punti.

All'inizio del torneo 2009-10 conseguì 7 punti in 7 gare: durante la sosta di ottobre, fu sollevato dall'incarico e rimpiazzato da Walter Mazzarri.

Cagliari Il 15 novembre 2010 subentra a Pierpaolo Bisoli alla guida del Cagliari. Ottiene subito due vittorie consecutive: il 21 novembre a Brescia (1-2 risultato finale) e il 28 novembre in casa contro il Lecce (3-2 alla fine della partita). Il 5 dicembre 2010 subisce la sua prima sconfitta in trasferta contro la Fiorentina (1-0 il risultato finale). Dopo quasi quattro mesi dalla stipula del contratto, ottiene il suo primo pareggio nella trasferta contro il Bologna, con un gol siglato nel tempo di recupero dall'uruguaiano dei felsinei Gastón Ramírez. Ottiene un 14º posto con 45 punti di cui 34 fatti da Donadoni in 26 gare (1,30 a partita).

Inizialmente confermato per la stagione 2011-2012, viene poi esonerato il 12 agosto per disaccordi con il presidente del club Massimo Cellino legati al mercato della società ed in particolare al mancato acquisto dal Catania del giocatore David Suazo; al suo posto la società sarda ingaggia Massimo Ficcadenti.

Parma Il 9 gennaio 2012 viene ingaggiato come allenatore del , nuovamente in sostituzione di Franco Colomba.

All'esordio ufficiale sulla panchina del Parma, batte il Siena con il punteggio di 3-1. Alla fine della stagione il Parma si piazza ottavo con un punteggio di 56 punti di cui 36 fatti da lui. La stagione successiva conquista la salvezza con quattro giornate di anticipo a quota 49 punti.

Nella stagione del 2013-2014 totalizza un punteggio di 58 punti, ottenendo il sesto posto ma l'accesso all'Europa League viene negato per problemi finanziari.

Nella stagione successiva il Parma non riesce a costruire una squadra all'altezza, termina il girone di andata con soli 9 punti e il 25 gennaio 2015 perde lo scontro diretto per 2-1 con il anch'esso a 9 punti, rimanendo così ultimo in classifica e virtualmente retrocesso. A fine stagione, il Parma non riesce a evitare la retrocessione e si classifica all'ultimo posto in campionato; Donadoni rimane svincolato, mentre il Parma è costretto a ripartire dalla Serie D a causa del suo fallimento finanziario.

Bologna Il 28 ottobre 2015 diventa il nuovo allenatore del , sostituendo Delio Rossi. Esordisce il 1º novembre, battendo 3-0 l'Atalanta. Con Donadoni in panchina i rossoblu ottengono buoni risultati, in particolare le vittorie contro e e i pareggi con (che veniva da una serie positiva di 15 vittorie consecutive), e . Riesce a condurre la squadra dal 18º al 14º posto, conquistando la salvezza il 1º maggio col pareggio per 0-0 con l'.

Pur raggiungendo la salvezza con largo anticipo nei successivi due campionati, non viene riconfermato al termine dell'annata 2017-2018 e sostituito da Filippo Inzaghi.

Shenzhen Il 30 luglio 2019 viene ufficializzata la sua nomina a tecnico dello Shenzhen, penultimo nel campionato cinese con 14 punti raccolti in 20 giornate. Alla fine della stagione la squadra, penultima, retrocede. Donadoni rimane in sella per la stagione successiva in Super League dopo il ripescaggio del club ma, dopo tre sconfitte consecutive e il terzultimo posto in classifica, con appena tre punti nelle prime quattro giornate del campionato, l'11 agosto 2020 viene esonerato.

Spezia Dopo cinque anni di inattività, il 4 novembre 2025 viene nominato nuovo tecnico dello , in quel momento all'ultimo posto in Serie B con sette punti dopo 11 giornate a pari merito con la Sampdoria; firma un contratto fino al termine della stagione con il club ligure di Charlie Stillitano che da dirigente lo portò ai Metrostars nel 1996. Il 23 marzo 2026 si separa dalla squadra penultima con 30 punti avendone collezionati 23 in 21 partite.

Statistiche Presenze e reti nei club