Farmoplant (ex Montedison-Diag) era il nome di un'azienda sussidiaria di Montedison (oggi Edison) fondata nel 1976 con sede a Milano e specializzata nella produzione di fitofarmaci. Venne messa in liquidazione nel 1988 e chiusa definitivamente nel 1991.Farmoplant era anche il nome dello stabilimento controllato dall'azienda stessa nella città di Massa in cui venivano prodotti diversi fitofarmaci. Le vicende dello stabilimento Farmoplant suscitarono clamore tra l'opinione pubblica per i numerosi incidenti avvenuti nel corso degli anni.

L'incidente più grave si ebbe il 17 luglio 1988 quando due esplosioni — la prima alle ore 6:10; la seconda alle ore 6:15 — innescarono un incendio alle 06:20 che andò ad interessare un serbatoio contenente l'insetticida Rogor in soluzione al 45% con cicloesanone nell'impianto di produzione "Rogor". Da esso si sprigionò una nube tossica che si diffuse nelle zone limitrofe di Marina di Massa, Marina di Carrara e nella zona della Versilia per 2000 km²."La Repubblica". 07/06/1989. Alla farmoplant andò così. I vigili del fuoco domarono l'incendio entro le 10:00 del giorno stesso.Radio Radicale. 17/07/1987. Esplosione ed incendio alla ditta Farmoplant. minuto 06:00 in poi

Le zone più colpite dall'inquinamento ambientale causato dall'incendio furono Marina di Massa e Marina di Carrara.L'incidente non comportò perdite di vita."La Repubblica". 21/07/1988. Ecco da zona a zona le quantità di Rogor.

Tra il 1976, anno della sua apertura — ed il 1991, anno della chiusura definitiva — all'interno dello stabilimento Farmoplant si verificarono 42 incidenti. Tra questi, 2 risultarono mortali per due lavoratori all'interno di esso."La Repubblica". 21/11/1987. Il ministro alla Farmoplant: "ritirate i licenziamenti".Radio Radicale. 17/12/1987. Caso Farmoplant. Ancora polemiche: il TAR decide di riaprire la fabbrica; i verdi si oppongono. minuto 32:00.

Creazione della Zona Industriale Apuana (Z.I.A.)

Per arginare l'ondata di disoccupazione venutasi a creare nella zona apuana dopo il 1929, il governo Mussolini con la legge n. 343 del 5 gennaio 1939 "istituisce il consorzio per la Zona Industriale Apuana".Tra gli scopi del consorzio c'è quello di "stimolare le iniziative per il completamento e il perfezionamento della zona industriale, di promuovere lo studio e l'esecuzione delle opere pubbliche necessarie per l'impianto e l'esercizio delle industrie della zona, [...] e quant'altro possa essere utile per l'interesse della zona industriale.".

La Zona Industriale Apuana (Z.I.A.) copre un'area di circa 8 km² comprendente parte dei comuni di Massa, Carrara, Montignoso.Non tutta l'area è occupata da stabilimenti industriali (sebbene questi ne comprendano il 54%): all'interno del perimetro della Z.I.A. infatti si trova la frazione Alteta di Massa. Le agevolazioni economiche attive nell'area spingono, nel corso degli anni, numerose aziende ad insediarsi nella zona. Tra di esse figurano (o figuravano): Dalmine Olivetti Farmoplant Bario Nuovo Pignone RIV che fino al 1985 producevano 1/4 del valore aggiunto prodotto nella Provincia ed un'occupazione di circa 3500 unità.Pucciarelli 1990, pg. 141

Deindustrializzazione della zona Apuana Sin dalla sua creazione la Z.I.A. attira numerose aziende. Dalla caduta del Fascismo nel 1943 però la zona Apuana si trova a dover fronteggiare una sempre più marcata deindustrializzazione della zona. Infatti, con la caduta del governo Mussolini cade anche la politica dell'autarchia che aveva favorito fino a quel momento le aziende nazionali dei settori chimico e metalmeccanico, prone all'investimento nella Z.I.A. pg. 6

Il nuovo governo della neonata Repubblica italiana decide comunque di mantenere in attività il consorzio per agevolare la ricostruzione dopo la fine della seconda guerra mondiale. Gli interventi che nel corso degli anni si susseguono da parte del governo non riescono comunque a ridurre il fenomeno di deindustrializzazione in atto nella Z.I.A..

Seppur con una presenza di oltre 300 aziende tra piccole e medie imprese rilevate nel 1989, nella Z. I.A. viene a crearsi una "economia industriale di sussistenza", caratterizzata da:Pucciarelli 1990, cap. La zona Industriale. deboli interrelazioni tra le industrie presenti nella zona, una produzione rivolta principalmente a favorire i bisogni locali, mancato ammodernamento dei sistemi produttivi, presenza di abitazioni civili nella zona limitrofa alla produzione.Piano strutturale del comune di Massa. pg. 36Camera dei deputati. 12/11/1951. pg. 2

La chiusura dello stabilimento "Azoto" e il progetto Farmoplant

Nel 1972 Montedison decide di chiudere lo stabilimento "Azoto" (ex Dipa, ex Apuania Fertilizzanti),Pucciarelli 1990, pg. 162 in attività dal 1939, per obsolescenza dei macchinari presenti al suo interno.

Lo stabilimento, utilizzando il gas prodotto dalla vicina cokeria, produceva principalmente fertilizzanti, composti organici ed inorganici,La bonifica dei siti inquinati di Massa Carrara. pg. 10-11 come: Ossido di etilene Metilammine Piridine Ammoniaca Acido solforico Acido nitrico La chiusura dello stabilimento Azoto andava inquadrata nella politica di alleggerimento dei costi di Montedison, che prevedeva la smobilitazione di circa 20.000 dipendenti,Pucciarelli 1990, pg. 22 da effettuarsi su tutto il territorio italiano. La chiusura di Azoto comportò il licenziamento di oltre 500 dipendenti.

Siccome la chiusura definitiva dello stabilimento avrebbe comportato un ulteriore aumento del fenomeno di deindustrializzazione in atto nella zona Apuana, il governo italiano iniziò a fare pressioni sulla Montedison per farlo rimanere in attività.Camera dei deputati. 18/07/1972. VI Legislatura - Discussioni. pg. 702

La proposta di Montedison

Sotto le richieste del governo, Montedison propose la costruzione di un nuovo stabilimento nell'area ex-Azoto. Nel 1975 i rappresentanti di sindacati, Montedison e della pubblica amministrazione preparano una relazione in cui vengono fornite rassicurazioni sulla sua sicurezza e la non nocività delle sostanze che sarebbero state prodotte al suo interno.

La relazione venne redatta — assieme ai rappresentanti di sindacati, Montedison e pubblica amministrazione — da una delegazione del Comune di Massa composta:Assemble Permanente, Medicina Democratica 1985, pg. 5 dall'Assessore all'Igiene; da alcuni Consiglieri comunali; dall'Ufficiale sanitario; da alcuni Funzionari di ruolo; dal Segretario del Sindaco; dal Segretario della Ripartizione Igiene e Sanità i quali effettuarono visite a stabilimenti produttori di fitofarmaci francesi e svizzeriLa delegazione visitò in Francia lo stabilimento PEPRO di Lione e lo stabilimento di Villefranche. Tra quelli svizzeri furono visitati gli stabilimenti CIBA-CEIGY di Schweizerhalle, Kaisten e Monthey con l'obiettivo di "appurare: lo stato di inquinamento degli ambienti di lavoro; lo stato di inquinamento atmosferico all'esterno dei luoghi di lavoro; lo stato di inquinamento delle acque."

La relazione era "da porsi in relazione alla richiesta dell Soc. DIPA-MONTEDISON di costruire analogo stabilimento in Massa per una spesa valutabile in oltre cinquanta miliardi [di lire], su di una superficie di circa 600.000 m² con impiego di almeno 400 dipendenti ed una produzione annuale di oltre 80.000 tonnellate [...]".

Lo stabilimento di fitofarmaci Farmoplant veniva considerato dalla direzione Montedison come "un elemento determinante nella razionalizzazione dell'agricoltura in quanto [i fitofarmaci] consentono la bonifica [...] e la maggior resa di colture necessarie per soddisfare le crescenti esigenze nutritive dell'uomo".

Il progetto finale prevedeva: l'apertura dello stabilimento entro gli anni 1975-1978 550.000 m² di area occupata tra infrastrutture e servizi un costo valutato oltre i 120 miliardi di lire tra lavoratori diretti ed indiretti, oltre 1500 dipendenti la concessione da parte del comune di licenze trimestrali e semestrali per la produzione di fitofarmaci la produzione dei fitofarmaci: L 56 Rogor MancozebTrifluralin Cidial Parathion

Struttura stabilimento Farmoplant

Nel progetto Montedison, lo stabilimento per la produzione di fitofarmaci Farmoplant era ripartito su più impianti:Pucciarelli 1990, cap. Lo stabilimento e le sue produzioni Polivalente Rogor D.T.C. (Fungicidi Ditiocarbammati) Termodistruzione Biologico Esteri fosforici Principi attivi insetticidi ed erbicidi Intermedi per fitofarmaci Formulati solidi Formulati liquidi Ammine Cuproderivati con Polivalente, Rogor e D.T.C. considerati fondamentali per la produzione all'interno dello stabilimento.

Impianto Polivalente

L'impianto Polivalente era costituito da nove unità modulari e serviva per la produzione dei principi attivi liquidi o solidi: Atrazina Cidial Depramon Propanale Trifuralin Galben

Le nove unità modulari dell'impianto Polivalente erano a loro volta suddivise nelle sezioni: moduli di reazione trattamento finale dei prodotti liquidi trattamento finale dei prodotti solidi recupero solventi

Impianto Rogor

L'impianto Rogor dello stabilimento Farmoplant era specializzato nella produzione di Dimetoato (conosciuto anche come Rogor) ed era costituito da due sezioni: sale sodico rogor

La sezione Sale Sodico aveva una capacità di produzione superiore rispetto a quella richiesta dalla sola produzione di Dimetoato perché condivisa nella produzione di Cidial.

Impianto D.T.C.

Nell'impianto D.T.C. Farmoplant venivano periodicamente sintetizzati: Zineb Propineb Ziran (impiegato contro il fungo "Taphrina deformans") Mancozeb (impiegato contro la "Peronospora")

Impianto di Termodistruzione

L'impianto di Termodistruzione era costituito dalle sezioni: termodistruzione inceneritori verticali Lurgi Alberto inceneritore rotativo recupero calore depurazione fumi evacuazione fumi

Il forno Rotativo era formato da un tamburo con rivestimento refrattario interno. Il forno sottoponeva i rifiuti solidi e liquidi ad un moviemento rotatorio per farli reagire meglio con l'aria e migliorarne così la combustione. Il forno verticale "Lurgi", all'inizio usato solo nello smaltimento dei reflui liquidi, venne nel tempo modificato per incenerire anche rifiuti solidi.Radio Radicale. 22/07/1988. Situazione in Versilia dopo l'incendio alla ditta Farmoplant.

Sicurezza dello stabilimento Farmoplant

Alla sua apertura nel 1976, lo stabilimento Farmoplant fu ritenuto conforme:Pucciarelli 1990, pg. 173 al Regio Decreto n. 1265 27/07/1934 in materia di leggi sanitarie; al Decreto del presidente della Repubblica n. 547 del 1955 riguardante gli infortuni sul lavoro ed al DPR 303 del 1956 riguardante l'igiene sul posto di lavoro; alla legge 615 del 1966 contro l'inquinamento atmosferico; al DPR 322 del 1971 riguardante l'inquinamento atmosferico prodotto dal settore industriale; alla legge 319 del 1976 in materia di tutela per inquinamento idrico.

Incendio del magazzino Mancozeb del 1980 e momentanea chiusura dello stabilimento Alle 02:00 del 17 agosto 1980 un incendio per autocombustionePucciarelli 1990, pg. 33Camera dei deputati. 02/04/1982. VIII Legislatura — Discussioni. pg. 43634 si sprigiona nel magazzino esterno (non autorizzato)Pucciarelli 1990, pg. 40 Mancozeb provocando una nube solforosa che non comporterà vittime o intossicati.Pucciarelli 1990, pg. 26Camera dei deputati. 29/07/1988. X Legislatura — Discussioni. pg. 18574

Nella mattinata il sindaco di Massa Umberto Barbaresi ordinava la sospensione delle attività dello stabilimento. Gli oltre 500 dipendenti Farmoplant si trovarono momentaneamente senza lavoro.