Biografia

Formazione e primi anni Le notizie sui primi spostamenti di Lapiccola provengono in gran parte dalla documentazione da lui presentata nel 1766 per poter contrarre matrimonio: nel 1744, all'età di diciassette anni, lasciò Crotone e si recò a Napoli «per attendere allo studio di Pittura», dove rimase circa nove mesi, prima di rientrare nella città natale per ragioni di salute per una decina di mesi; tornato successivamente a Napoli per un ulteriore soggiorno di circa dieci mesi, all'inizio del 1747 si trasferì a Roma, dalla quale dichiarava di essersi poi allontanato soltanto per brevi periodi.

Nella capitale pontificia entrò nella bottega di Francesco Mancini, dove ebbe tra i compagni Domenico Corvi, e nel 1750 vinse il primo premio della seconda classe di pittura al concorso clementino dell'Accademia di San Luca con il disegno Giuseppe interpreta i sogni dei due servitori del faraone, tuttora conservato presso l'istituzione romana; . Divenuto accademico di San Luca nel 1766, nello stesso anno risultava inoltre in procinto di sposare Anna Maria Simonetti, ricordata come sua vedova alla morte del pittore.

Affermazione a Roma e grandi committenze Il primo incarico pubblico finora noto risale al 1757, quando, grazie all'interessamento del cardinale Alessandro Albani, dipinse il San Francesco riceve le stimmate per la chiesa di San Lorenzo in Panisperna; il rapporto con Albani lo portò successivamente a lavorare anche a Villa Albani, sulla via Salaria, dove il nucleo principale degli interventi viene generalmente riferito al 1760-1761, pur essendosi la decorazione del complesso protratta nel tempo, con grottesche, grisailles e composizioni ispirate all'antico in diversi ambienti, fra cui il Canopo, la sala ovale e la grande galleria; .

Nel 1763 realizzò per il Duomo di Bergamo la pala con San Carlo Borromeo e il beato Gregorio Barbarigo in adorazione della Santissima Trinità, mentre tra il 1765 e il 1767 partecipò alla decorazione del Salone d'Oro di Palazzo Chigi a Roma, eseguendo ovali con soggetti antichizzanti e intervenendo anche nella camera da letto; ; nello stesso 1767 inviò alla cattedrale di Crotone Il ritorno di Gesù dalla visita ai dottori, commissionatogli da Benedetto Milioti; .

Alla morte di Stefano Pozzi, nel 1768 ottenne l'incarico di pittore dei Sacri Palazzi apostolici e cominciò a lavorare ai cartoni per i mosaici dei pennacchi della cappella Gregoriana della basilica di San Pietro, raffiguranti Gregorio Magno, Girolamo, Gregorio Nazianzeno e Basilio; il nucleo dei quattro Padri della Chiesa fu completato entro il 1772, mentre altri cartoni per la cappella lo impegnarono a più riprese fino al 1779; . Nel 1770 eseguì inoltre lo Spirito Santo posto sopra la Cattedra di San Pietro.

Nel gennaio 1768 i frati della Basilica dei Santi XII Apostoli lo scelsero per il nuovo quadro dedicato a san Giuseppe da Copertino, ma la commissione non ebbe seguito nell'allestimento definitivo della cappella e la pala fu successivamente affidata a Giuseppe Cades; nella stessa basilica è invece conservata la Visione di san Bonaventura e del beato Andrea Conti, attribuita a Lapiccola e datata al 1771-1775.

Tra il 1771 e il 1773 lavorò alla volta di un ambiente di Palazzo Borghese, il cui soggetto centrale è stato identificato con Cerere davanti al concilio degli dei, affiancato dal Ratto di Proserpina e da Cerere alla ricerca della figlia; nel 1772-1773 fu inoltre impegnato, insieme a Bernardino Nocchi, Stefano Tofanelli e Marcello Leopardi, nel restauro delle decorazioni cinquecentesche di Villa Giulia; .

Al 1773-1774 risalgono le decorazioni di due ambienti del palazzo Stoppani, oggi Palazzo Vidoni Caffarelli: uno, decorato con Apollo e le Muse, è andato distrutto, mentre nell'altro si conserva la volta con Cerere sul carro trainato dai serpenti, circondata da grottesche e figure femminili; . Nel 1776 dipinse inoltre Il Crocifisso parla al beato Bernardo Tolomei per la chiesa di Santa Caterina da Siena in via Giulia, mentre allo stesso anno è riferita a Lapiccola, Nocchi e Tofanelli la decorazione a grottesche del salone Riario dell'episcopio di Ostia; ; tra il 1776 e il 1781 eseguì infine lUltima Cena per la cattedrale di San Clemente a Velletri, su commissione del cardinale Giovanni Francesco Albani.

I rapporti con i Chigi proseguirono negli anni Ottanta: una ricevuta autografa dell'8 marzo 1781 documenta il saldo di 65 scudi per un dipinto destinato alla galleria della residenza di Castel Fusano e raffigurante un episodio della vita di Silla, mentre tra il 1781 e il 1782 decorò la stanza della Poesia di Palazzo Chigi ad Ariccia con diciassette episodi dellOrlando furioso nel registro inferiore e un fregio superiore con Apollo, le Muse e memorie allegoriche dedicate a Omero e Ariosto. Le scene ariostesche inferiori furono cancellate nel 1788 per lasciare posto alle tempere di Cades, mentre il fregio superiore è sopravvissuto; ; .

Attività accademica, antiquaria e museale Accanto agli incarichi ufficiali, Lapiccola mantenne una propria bottega, nella quale sono documentati tra gli allievi soprattutto Nocchi e Tofanelli, entrambi coinvolti con lui in diversi cantieri romani; ; nel 1785 ricoprì inoltre per un anno l'incarico di direttore della Scuola del Nudo in Campidoglio. Parallelamente alla pittura operò come antiquario, perito, restauratore e mercante di scultura antica; e il 20 gennaio 1774 redasse una perizia su tre dipinti di Mancini, valutandoli complessivamente 600 scudi e firmandosi «Nicola la Piccola pittore accademico»; nello stesso documento ricordava inoltre Mancini come proprio maestro.

Per i Chigi diresse scavi in una tenuta di Castel Porziano e intervenne nella valutazione di antichità rinvenute a Porcigliano e, nel 1779-1780, a Tor Paterno; ; nel 1779 vendette inoltre al Museo Pio-Clementino una Venere al bagno. Nel 1780 succedette a Girolamo Cippaluni nell'incarico di sottocustode dei Musei Capitolini; e nel 1789 acquistò la cosiddetta Minerva Pacifera, successivamente ceduta, attraverso la mediazione di Francesco Piranesi, a Gustavo III di Svezia e trasferita nella galleria reale di antichità di Stoccolma.

Ultimi anni e morte Tra le ultime grandi commissioni figurano quelle per la chiesa di San Nicolò l'Arena a Catania: nel 1787 ricevette un anticipo per il monumentale San Nicola, alto circa trenta palmi, pari a circa 6,70 metri, che spedì ai committenti nell'ottobre 1788 e che andò perduto durante la seconda guerra mondiale, mentre nel 1790 fu inviato nella stessa chiesa il San Benedetto vede san Germano ascendere in cielo, tuttora conservato e annoverato tra le ultime testimonianze della sua attività.

Lapiccola morì a Roma il 3 febbraio 1790 per una «febbre putrida»; le sue condizioni economiche erano allora modeste e la vedova Anna Maria Simonetti dichiarò di non poter sostenere le spese necessarie per le esequie con la partecipazione ufficiale degli accademici di San Luca, cercando successivamente di vendere opere, materiali e antichità rimasti dopo la morte del marito. Dopo la sua morte, un biglietto della Segreteria di Stato comunicò ai Conservatori di Roma la nomina al suo posto di Ennio Quirino Visconti, con il titolo di direttore antiquario del Museo Capitolino.

Stile La formazione romana di Lapiccola si inserì nel clima di moderato classicismo sviluppatosi attorno a Mancini e ad artisti quali Marco Benefial e Pierre Subleyras, con riferimenti alla pittura di Raffaello e Annibale Carracci e, nei primi anni, una particolare vicinanza alle ricerche di Corvi. Il lavoro a Villa Albani costituì un passaggio rilevante della sua evoluzione artistica per il confronto con l'antico e con l'ambiente culturale riunito intorno al cardinale Albani, Johann Joachim Winckelmann e Anton Raphael Mengs.

La produzione sacra mantenne generalmente un carattere più tradizionale e controllato, mentre nella decorazione profana emerse una maggiore apertura sperimentale; nei cicli degli anni Settanta ebbe particolare rilievo il riferimento alla pittura romana antica, conosciuta anche attraverso le pubblicazioni dedicate alle pitture vesuviane e alla Domus Aurea, con largo impiego di grottesche, monocromi, finte decorazioni a rilievo e repertori antiquari. Nelle opere più tarde è stata inoltre rilevata una maggiore razionalizzazione delle forme, ormai in linea con il gusto neoclassico affermatosi alla fine del XVIII secolo.

Opere Tra le opere e i principali cicli documentati o generalmente accolti dalla letteratura figurano:

Giuseppe interpreta i sogni dei due servitori del faraone, disegno, 1750, Accademia nazionale di San Luca, Roma; . San Francesco riceve le stimmate, 1757, Chiesa di San Lorenzo in Panisperna, Roma. Interventi decorativi a Villa Albani, con grottesche e grisailles in diversi ambienti, nucleo principale generalmente datato al 1760-1761; . San Carlo Borromeo e il beato Gregorio Barbarigo in adorazione della Santissima Trinità, 1763, Duomo di Bergamo. Decorazioni del Salone d'Oro e di altri ambienti di Palazzo Chigi, Roma, 1765-1767; . Il ritorno di Gesù dalla visita ai dottori, 1767, cattedrale di Crotone; . Cartoni per i mosaici della cappella Gregoriana e Spirito Santo sopra la Cattedra di San Pietro, 1768-1779, Basilica di San Pietro in Vaticano; . Cerere davanti al concilio degli dei, con Ratto di Proserpina e Cerere alla ricerca della figlia, 1771-1773, Palazzo Borghese, Roma. Decorazioni di palazzo Stoppani, oggi Palazzo Vidoni Caffarelli, tra cui Cerere sul carro trainato dai serpenti, 1773-1774, Roma; . Ultima Cena, 1776-1781, cattedrale di San Clemente, Velletri. Episodio della vita di Silla, 1781, eseguito per la galleria della residenza Chigi a Castel Fusano. Decorazione della stanza della Poesia, 1781-1782, Palazzo Chigi, Ariccia; del ciclo originario sopravvive il fregio superiore con Apollo, le Muse e le memorie di Omero e Ariosto; ; . San Nicola, 1787-1788, già nella Chiesa di San Nicolò l'Arena, Catania, perduto durante la seconda guerra mondiale. San Benedetto vede san Germano ascendere in cielo, 1790, Chiesa di San Nicolò l'Arena, Catania. Studi di corpo infantile (Estudios de cuerpo infantil), XVIII secolo, matita nera e sanguigna su carta, Museo del Prado, Madrid.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Membri dell'Accademia nazionale di San Luca