Suzuki Racing è la divisione sportiva dell'azienda motociclistica Suzuki. Nella storia del motociclismo ha ottenuto svariati titoli in più discipline. In particolare, ha vinto 16 titoli riservati ai costruttori nel motomondiale (1 in MotoGP, 6 in classe 500, 3 in classe 125 e 6 in classe 50); nel campionato mondiale di motocross ne ha ottenuti altri 15 e nel campionato mondiale Superbike si è imposta nel 2005.

Motomondiale

La casa giapponese si presentò per la prima volta alle gare del motomondiale (che si svolgevano ai tempi solamente in Europa) al Tourist Trophy del 1960 in classe 125 con una squadra formata principalmente da piloti giapponesi, Toshio Matsumoto, Michio Ichino e Mitsuo Itō, senza ottenere risultati di rilievo. Fu in ogni caso una presenza sporadica e il nome della casa non risultò infatti nelle classifiche della stagione; l'anniversario è stato peraltro ricordato 50 anni dopo con l'emissione di una moneta commemorativa.

Già nel motomondiale 1961 l'impegno diventò più costante anche se interrotto prima del termine della stagione; vennero ingaggiati anche piloti europei (tra quelli più di rilievo Paddy Driver) e l'impegno si allargò anche alla classe 250. Per la seconda volta nessun pilota riuscì ad ottenere punti validi per la classifica iridata; Suzuki mise però le basi per la stagione successiva ingaggiando alla fine della stagione il pilota tedesco orientale Ernst Degner. In questa occasione l'azienda giapponese giocò un ruolo di rilievo anche nella fuga del pilota verso l'occidente e ne nacquero diverse polemiche.

Fu comunque grazie a questo pilota e all'aiuto che riuscì a dare sotto il profilo tecnico che nel motomondiale 1962 Suzuki si iscrisse per la prima volta nell'albo d'oro del motomondiale con la duplice vittoria del titolo piloti e di quello costruttori nella neonata classe 50 (nella seconda classe in cui si presentò quell'anno, la 125, dovette accontentarsi di un settimo posto quale miglior risultato nella classifica piloti). La Suzuki giocò un ruolo di rilievo in 50 e 125 sino alla stagione 1967, al termine della quale decise di ritirarsi dalle competizioni.

Le classi Classe 50 Dopo il titolo al primo anno di vita della classe Suzuki si ripeté nel motomondiale 1963 piazzando 4 piloti tra i primi 5 in classifica; il titolo in questa occasione fu del neozelandese Hugh Anderson che succedette a Ernst Degner (terzo alla fine della stagione). Il neozelandese ottenne il titolo anche nel 1964.

Dopo un'annata in cui il titolo andò alla Honda, Suzuki ingaggiò un altro pilota tedesco, Hans-Georg Anscheidt; per due anni consecutivi nel 1966 e nel 1967 il nuovo acquisto ottenne il titolo iridato piloti e nel secondo caso Suzuki ottenne anche il titolo costruttori prima di comunicare il suo ritiro ufficiale dalle gare del motomondiale. Le moto del 1967 vennero così cedute ai piloti ufficiali che dovettero gestirle autonomamente; ciò non impedì ad Anscheidt di conquistare nel motomondiale 1968 il terzo mondiale consecutivo facendo ottenere anche il titolo costruttori alla Suzuki. Le partecipazioni alle gare di questa classe ebbero definitivamente termine alla fine della stessa stagione quando i nuovi regolamenti tecnici che limitavano il numero di cilindri a uno misero fuori gioco le pluricilindriche nipponiche.

Classe 125 Dopo l'esordio avvenuto proprio in questa classe nel 1960, anche nel 1961 non si videro piloti Suzuki nella classifica finale; per le prime apparizioni si dovette aspettare il motomondiale 1962 con i due principali piloti, Hugh Anderson e Ernst Degner, piazzati al 7° e all'11º posto finale. Anderson riuscì anche a ottenere la prima vittoria di un gran premio di questa categoria in occasione dell'ultima prova dell'anno, il Gran Premio motociclistico d'Argentina, potendo peraltro approfittare anche dell'assenza di buona parte delle altre case e piloti ufficiali.

La situazione mutò in meglio già a partire dal 1963, anno in cui Anderson ottenne l'accoppiata di successi, portando a Suzuki oltre che il titolo della classe 50 anche quello dell'ottavo di litro (oltre a 6 vittorie nelle singole prove). Dopo un anno come il 1964 in cui si dovette accontentare del terzo posto finale alle spalle di due Honda ufficiali, Anderson tornò nuovamente al successo nel motomondiale 1965 imponendosi in 7 delle 12 prove in programma. Quest'anno furono addirittura 3 i piloti Suzuki nelle prime quattro posizioni: alla vittoria di Anderson si unirono il secondo posto di Frank Perris e il quarto di Degner. I due anni successivi, prima del disimpegno ufficiale della casa, non portarono risultati particolarmente notevoli: Anderson, prima di ritirarsi dal motomondiale al termine della stagione 1966 arrivò solo al quinto posto e il nuovo pilota principale, Stuart Graham, si piazzò al terzo posto nel motomondiale 1967.

Nonostante il ritiro ufficiale della casa, le moto vennero cedute ai piloti che le dovevano gestire in proprio seppure con l'assistenza della casa; la validità del progetto fu confermata dal fatto che, dopo buoni piazzamenti nel 1968 e nel 1969 si rivide una Suzuki in testa al campionato mondiale nel 1970 quando Dieter Braun ottenne il titolo iridato e quattro vittorie nei singoli gran premi. Dopo che il pilota iridato fu passato ad un'altra casa, si vide ancora il nome Suzuki al secondo posto nel motomondiale 1971, guidata da Barry Sheene ai primi passi nel mondo del motociclismo.

Classe 500 Grazie alle motociclette della casa, hanno ottenuto il titolo mondiale piloti della classe 500: due volte Barry Sheene (nel 1976 e nel 1977), una volta ciascuno Marco Lucchinelli (nel 1981), Franco Uncini (nel 1982), Kevin Schwantz (nel 1993) e Kenny Roberts Junior (nel 2000).

Dopo un primo anno (il 1973) in cui la presenza fu in forma semi-ufficiale grazie all'impegno della SAIAD, importatore italiano Suzuki, che schierò Jack Findlay e Guido Mandracci, la Casa di Hamamatsu introdusse per la prima volta ufficialmente un team nel motomondiale classe 500 nell'edizione del 1974 con i piloti Barry Sheene e Jack Findlay alla guida della Suzuki RG 500. Il miglior risultato della stagione fu un secondo posto ottenuto da Barry Sheene nella gara d'apertura in Francia. La prima vittoria arrivò nel motomondiale 1975 al GP d'Olanda e Sheene finì la stagione piazzandosi sesto e totalizzando 2 vittorie (si aggiunse anche quella in Svezia). Al termine dell'annata arrivò però la comunicazione del disimpegno Suzuki dalle gare in forma ufficiale e diretta; come fecero anche Yamaha e MV Agusta vennero perciò scelti dei team "esterni" selezionati a cui affidare le moto e a cui fornire tutta l'assistenza tecnica.

Nel caso di Suzuki la prima scelta fu quella dell'importatore britannico Heron che schierò nei gran premi Sheene affiancato da John Williams e da John Newbold; la casa giapponese mise a disposizione di altri team e piloti privati anche una versione "clienti" della RG 500. Sotto queste nuove insegne semi-ufficiali Barry Sheene vinse il titolo piloti nel motomondiale 1976 (con un totale di 5 vittorie e precedendo altre 5 Suzuki in classifica) ripetendosi l'anno successivo con sei vittorie, mentre i nuovi compagni di squadra Pat Hennen e Steve Parrish si piazzarono terzo e quinto.

Già nel 1977 la Yamaha aveva deciso di tornare ufficialmente alle gare "in proprio", Suzuki invece continuò nella stessa politica di affidarsi a team esterni; così nel 1978, con 2 vittorie ottenute con la nuova Suzuki RGA, Sheene si piazzò secondo nel campionato dietro Kenny Roberts (Yamaha ufficiale) mentre Wil Hartog si piazzò quarto, vincendo anch'egli 2 gare. Dal 1979 Suzuki decise di affidare delle moto ufficiali anche ad altri due team oltre a quello Heron: ne vennero dotati l'olandese Riemersma Racing che l'affidò a Wil Hartog e l'italiano Team Gallina che schierò Virginio Ferrari. Il mondiale del 1979 fu nuovamente vinto dal pilota della Yamaha Kenny Roberts, seguito dai tre piloti alla guida della Suzuki RGB: Ferrari in seconda posizione, Sheene terzo, e Hartog quarto. Grazie al comportamento complessivo dei suoi piloti, sia nel 1978 che nel 1979, la Suzuki ottenne in compenso il titolo riservato ai costruttori.

Randy Mamola passò alla Suzuki nel 1980 e mentre Kenny Roberts vinceva il suo terzo titolo, Mamola e Marco Lucchinelli, si piazzarono rispettivamente secondo e terzo. Lo stesso Lucchinelli si laureò campione del mondo nel 1981 alla guida della nuova RG Γ 500 ma lasciò la squadra al termine della stagione per passare alla Honda.

Il suo posto in squadra venne preso allora da Franco Uncini che ottenne il titolo mondiale del 1982 vincendo 5 gare; l'anno successivo subì però un grave incidente durante il GP d'Olanda e non poté difendere il titolo. Il miglior piazzamento stagionale fu così il terzo posto ottenuto da Randy Mamola (penalizzato da un telaio poco rigido) e al termine del campionato Suzuki comunicò il suo disimpegno ufficiale dalle competizioni. I team Gallina ed Heron continuarono la loro attività: la squadra italiana con le evoluzioni della RG Γ, mentre i britannici prepararono una moto con telaio in honeycomb ottenendo migliori risultatiAlan Cathcart, Ultimi fuochi, Motociclismo d'Epoca 4/2006, pagg. 100-115.

Dopo tre anni di assenza ritornò parzialmente nel motomondiale 1987; i piloti scelti quell'anno furono Takumi Itoh e Kevin Schwantz che alla guida della nuova RGV Γ 500 si piazzarono rispettivamente al 17º e al 15º posto. Il ritorno definitivo avvenne nel 1988 dove Schwantz si classificò ottavo con 2 vittorie e il nuovo compagno di squadra Robert McElnea si piazzò decimo. Schwantz restò il pilota ufficiale della casa fino al motomondiale 1995 in cui annunciò il suo ritiro dalle competizioni; negli anni continuò a migliorare i suoi piazzamenti nella classifica generale, passando dal sesto posto ottenuto nel motomondiale 1989 (con 6 vittorie nei singoli GP) al secondo posto del 1990 (con 5 vittorie); dopo il terzo posto ottenuto nel 1991 e il quarto del 1992, nel motomondiale 1993 ottenne il titolo iridato (con 4 vittorie).

In questi stessi anni era affiancato da vari piloti quali Niall Mackenzie (quarto nel mondiale 1990), Doug Chandler (quinto nel 1992) e Alex Barros (sesto nel 1993). Nel motomondiale 1994 Schwantz giunse al quarto posto (con 2 vittorie e con Barros che finì ottavo) mentre l'anno successivo, non riuscendo a riprendersi da un incidente decise il suo ritiro dalle competizioni motociclistiche. Così fu Daryl Beattie a piazzarsi meglio tra i piloti della casa, con il secondo posto finale e 2 vittorie ottenute. Scott Russell affiancò Beattie nel 1996 e finì il campionato al sesto posto mentre Beattie, che aveva avuto alcuni problema prima dell'inizio della stagione, si classificò diciottesimo. Nel 1997 a fianco di Beattie ci fu Anthony Gobert e i due piloti si piazzarono rispettivamente all'undicesimo e al quindicesimo posto; il miglior risultato stagionale fu un quinto posto di Beattie. Nel 1998 il solo pilota giapponese Nobuatsu Aoki riuscì a piazzarsi nelle posizioni di vertice, seppure solo al nono posto e con un quarto posto quale miglior risultato stagionale.

Nel 1999 Suzuki strinse un accordo con un altro pilota statunitense, Kenny Roberts Jr; quest'accordo si rivelerà duraturo e foriero di successi. Già nel primo anno riportò la moto giapponese alla vittoria nel gran premio iniziale dopo quattro anni di astinenza e giunse al secondo posto della classifica generale con quattro successi nei GP. Contemporaneamente anche il compagno Aoki giunse al tredicesimo posto. Gli stessi due piloti gareggiarono anche nel motomondiale 2000 con Roberts che ottenne il titolo iridato (con quattro vittorie singole) e Aoki che giunse decimo. Nell'ultimo anno di esistenza della classe 500 Roberts venne affiancato da Sete Gibernau ma i risultati non furono particolarmente buoni e si limitarono all'undicesimo posto dell'americano e al nono dello spagnolo, con quest'ultimo che ottenne il successo in occasione del GP di Valencia.

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