Biografia

Principe delle Asturie

Giovinezza

Ferdinando nacque il 14 ottobre 1784 a El Escorial, figlio di Carlo IV di Spagna e di Maria Luisa di Parma; apparteneva alla dinastia dei Borbone-Spagna, saliti al trono iberico nel 1700 con Filippo V, duca di Angiò, discendendo così anche dalla dinastia dei Borbone-Francia e degli Asburgo. Fu battezzato con i nomi di Fernando María Francisco de Paula Domingo Vicente Ferrer Antonio Joseph, Joachîn Pascual Diego Juan Nepomuceno Genaro Francisco Francisco Xavier Rafael Miguel Gabriel Calixto Cayetano Fausto Luis Ramón Gregorio Lorenzo y Gerónimo. Al momento della nascita del principe spagnolo, a governare la Spagna era il nonno Carlo III alla cui morte, nel 1788, gli subentrò il figlio Carlo IV. Ferdinando divenne così Principe delle Asturie, ovvero l'erede al trono, prestando giuramento come tale davanti alle Cortes il 23 settembre 1789.

La salute del Principe delle Asturie fu cagionevole fin da bambino: all'età di tre anni fu colpito da una grave malattia e poi da adulto, soffrì frequentemente di gravi attacchi di gotta. La sua educazione fu affidata a chierici, come padre Felipe Scio, un colto religioso ed intellettuale dell'Ordine di San Giuseppe Calasanzio, che gli imposero uno stile di vita molto rigido, privo di giochi e divertimenti e ricco di pratiche pie. Felipe Scio insegnò a leggere e scrivere a Ferdinando, che acquisì anche conoscenze della grammatica latina.

Nel 1795, padre Scio fu nominato Vescovo di Sigüenza e Francisco Javier Cabrera lo sostituì come precettore. Questo canonico della Cattedrale di Badajoz, appena nominato anche Vescovo di Orihuela, fu proposto da Manuel Godoy, allora Ministro di Stato, uomo vicino al padre Carlo IV, con cui Ferdinando ebbe un pessimo rapporto, e grande esponente della classe politica spagnola dell'epoca. I loro piani di studio prevedevano un approfondimento del latino e l'apprendimento delle lingue che il re riteneva opportune. Tra le altre materie che studiò c'erano la storia della Spagna, la geografia, la cronologia e la religione. Tra tutti fu il canonico Juan Escoiquiz ad avere la maggiore influenza, venendo poi nominato nel 1796 suo insegnante di geografia e matematica. Per la sua eccessiva ambizione, Escoiquiz venne esiliato a Toledo nel gennaio 1800, ma non perse la sua influenza su Ferdinando, che trascorse la propria infanzia e l'adolescenza lontano dagli affari pubblici per volontà dei genitori.

Moti di Aranjuez

Il 4 ottobre 1802 Ferdinando di Spagna sposò a Barcellona la principessa Maria Antonia di Borbone, figlia del re Ferdinando di Napoli, nonché zio paterno del Principe delle Asturie. Fin dal suo arrivo in Spagna, la neo Principessa delle Asturie, Maria Antonia, mantenne una fitta corrispondenza con sua madre, la regina Maria Carolina di Napoli, che odiava Godoy, soprattutto per aver firmato un trattato di alleanza con la Repubblica francese nel 1796, la stessa che alcuni anni prima aveva ordinato la decapitazione della regina Maria Antonietta di Francia, sorella della sovrana delle Due Sicilie. Ferdinando e la moglie iniziarono a cospirare contro il Ministro Godoy, per far sì che il Regno spagnolo si allontanasse dalla sfera francese. Maria Antonia morì il 21 maggio 1806 e tali progetti si interruppero. Da quella data, Escoiquiz divenne il mentore politico del principe e il direttore della campagna contro Godoy.

A Natale 1806, Ferdinando finanziò una raccolta di stampe satiriche, dal tono scurrile, dirette contro Godoy, nelle quali veniva denigrata anche la regina Maria Luisa e indirettamente criticato anche il Re. Le stampe vennero diffuse tra la nobiltà spagnola ed ebbero un grande impatto anche negli ambienti popolari, poiché i servitori di alcune case nobiliari le distribuivano nelle taverne e in altri luoghi pubblici. Tali azioni ebbero luogo in un periodo di generale malcontento in Spagna, conseguenza di diversi anni di scarsi raccolti e di gravi difficoltà finanziarie causate dallo stato di guerra quasi permanente e dal conseguente ostacolo al commercio con l'America.

Il principe delle Asturie non ebbe infatti difficoltà ad indirizzare lo scontento degli aristocratici e degli ecclesiastici nei confronti del Ministro Godoy, il quale nel 1801 era stato nominato Generalissimo dell'Esercito ed aveva così accresciuto enormemente il suo potere politico. Mentre la famiglia reale era in vacanza a El Escorial, Il "Gruppo di Fernandino" si organizzò per deporre Godoy, ma la manovra fu scoperta il 27 ottobre 1807, Nella stanza di Ferdinando furono trovati documenti che confermavano l'esistenza di una cospirazione, il cui scopo era quello di arrestare Godoy e perfino la Regina, se avesse cercato di impedirlo. Sebbene non si dicesse nulla sulla sorte di Carlo IV, il risultato logico dell'operazione non poteva essere altro che, come ha suggerito Miguel Artola, forzare la sua abdicazione in favore dell'erede al trono. Il Principe fu confinato nella sua stanza per ordine del Re e, non appena interrogato, confermò rapidamente l'esistenza della cospirazione e rivelò i nomi dei suoi membri, tra cui Escoiquiz ed il Duca di Infantado, quest'ultimo era forse l'aristocratico più influente dell'epoca.

Con un decreto pubblicato il 30 ottobre di quell'anno sulla "Gazeta de Madrid", Carlo IV informò il paese che suo figlio "aveva ammesso un piano per detronizzarmi". La gravità dell'incidente fece supporre che sarebbero state adottate misure severe, ma pochi giorni dopo, il 5 novembre, il giornale pubblicò un nuovo decreto reale in cui il sovrano perdonava il figlio e ordinava l'avvio di un procedimento legale contro i coinvolti nella cospirazione. Il decreto includeva lettere di Ferdinando ai genitori. Nella lettera indirizzata alla Regina, confessò senza mezzi termini la sua colpa: "Madre mia, mi dispiace per il grande crimine che ho commesso contro i miei genitori e i miei sovrani". Questa sorprendente confessione e il modo in cui la notizia di questo grave evento fu comunicata al pubblico causarono confusione, ma il perdono reale di Ferdinando e le lievi condanne inflitte ai cospiratori (i più noti, come Escoiquiz e Infantado, furono condannati solo all'esilio fuori dalle sedi reali), fecero sospettare a molti che tutto fosse stato tramato dallo stesso Godoy per screditare il Principe delle Asturie, i cui sostenitori lo presentavano come un innocente perseguitato dal perfido Godoy.

Dopo l'ingresso delle truppe napoleoniche in Spagna, in seguito al Trattato di Fontainebleau, Ferdinando vide che questa era la sua opportunità per eliminare Manuel Godoy: le manovre contro Godoy si intensificarono, ordite principalmente da aristocratici vicini al principe Ferdinando, che agirono sotto la protezione da un lato dell'atmosfera generale del paese, chiaramente ostile a Godoy, e, dall'altro, dei difficili rapporti di quest'ultimo con Napoleone, fatto che indebolì la posizione politica del Generalissimo. Infine, il 17 marzo 1808, i nemici di Godoy decisero di passare all'azione e, approfittando della permanenza della famiglia reale ad Aranjuez, organizzarono un ammutinamento con l'obiettivo di catturarlo, tale azione passò alla storia come i "Moti di Aranjuez". Inizialmente Godoy sfuggì alle molestie della folla nascondendosi nel suo palazzo, ma alla fine fu scoperto e fatto prigioniero.

Temendo per la vita del suo amico (come lo chiamava), Carlo IV lo licenziò da tutti i suoi incarichi, ma ciò non calmò l'entourage del Principe delle Asturie, che continuò a fare pressioni sul Re, suo padre, affinché ponesse fine alla vita di Godoy. In questa situazione, il 19 marzo Carlo IV abdicò in favore del figlio. Subito dopo, Ferdinando venne acclamato Re di Spagna da una folla opportunamente radunata davanti al balcone del Palazzo Reale di Aranjuez.

Matrimoni

Ferdinando VII si sposò quattro volte: il 4 ottobre del 1802 vennero celebrate le nozze con Maria Antonia di Borbone-Due Sicilie, sua prima cugina ed appartenente alla casa dei Borbone di Napoli. Nello stesso periodo venne inoltre celebrato il matrimonio tra Maria Isabella di Borbone-Spagna, sorella di Ferdinando, con Francesco I delle Due Sicilie, fratello di Maria Antonia e principe ereditario del Regno delle Due Sicilie. Il matrimonio tra Maria Antonia e Ferdinando di Spagna tuttavia non produsse discendenza e Maria Antonia morì di tubercolosi il 21 maggio 1806.

Rimasto vedovo, Ferdinando sposò nel 1816 la nipote Maria Isabella di Braganza, figlia di Giovanni VI del Portogallo e di Gioacchina di Spagna, zia paterna di Ferdinando. Questo secondo matrimonio ebbe breve durata, in quanto Maria Isabella morì nel 1818 in seguito alle complicazioni di un parto. Da questo secondo matrimonio nacque una figlia, Maria Isabella Luisa, che tuttavia sarebbe morta dopo pochi mesi. Nel 1819 Ferdinando, vedovo, sposò Maria Giuseppa Amalia di Sassonia sua seconda cugina, in quanto discendente di Ferdinando I di Parma, nato Infante di Spagna, senza avere figli neanche da lei.

Nel 1829, si unì infine in matrimonio per la quarta volta, con un'altra sua nipote, Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie, figlia del re Francesco I delle Due Sicilie. Da questo ultimo matrimonio nacquero due figlie, ovvero Isabella, futura regina di Spagna, e Luisa Ferdinanda di Borbone-Spagna.

Il 31 marzo 1830, Ferdinando promulgò la Prammatica Sanzione (Pragmática Sanción): la Pragmática stabiliva che, se il Re non avesse avuto un erede maschio, la figlia maggiore avrebbe ereditato il trono. Questo escludeva, in pratica, l'infante don Carlo Maria Isidoro, fratello di Ferdinando, dalla successione alla corona spagnola. In questo modo, sua figlia Isabella, nata poco dopo, si vedeva riconosciuta come erede della corona, con grande disapprovazione dei sostenitori dell'infante Carlos. Luis de Mon y Velasco (1826-1878), conte del Pinar, scrive:"La sedicente Prammatica Sanzione di Ferdinando VII non è altro che un intreccio di menzogne, menzogne che a questo povero Monarca di triste memoria fecero dire i suoi ministri. Ferdinando offende la verità, la quale nessuno più di un Monarca è tenuto a rispettare, soprattutto nelle sue leggi, e ancor di più quelle leggi che riguardano gli interessi più importanti e più sacri del suo popolo".

Nel 1832, trovandosi il Re gravemente ammalato, i sostenitori dell'Infante tentarono invano di fargli fare testamento in favore di Carlo. Fallendo nell'intento, Carlo si trasferì in Portogallo. Intanto, Maria Cristina, nominata Reggente durante la grave malattia del marito (l'erede Isabella aveva solo tre anni), cominciò un avvicinamento verso i liberali e concesse ampie amnistie ai liberali in esilio, prefigurando un cambio politico verso il liberalismo che si sarebbe prodotto dopo la morte di Ferdinando VIII. Il monarca spagnolo morì nel 1833 e l'infante Carlo, insieme con altri suoi sostenitori che lo consideravano il legittimo in quanto fratello del re, chiamati Carlisti, e non Isabella, si sollevarono e cominciarono la Prima guerra carlista. Con questo fece la sua comparsa il carlismo. Il re Ferdinando ebbe 4 figli, tutte femmine, ma solo le ultime due gli sopravvissero.

Re di Spagna

Ascesa al trono

Il 17 marzo 1808 Carlo IV di Borbone-Spagna abdicò e di conseguenza il figlio gli successe come Ferdinando VII di Spagna. Il 24 marzo re Ferdinando VII si trasferì a Madrid, dove ricevette una calorosa accoglienza popolare e fu acclamato sovrano per la seconda volta. Al tempo la capitale, così come parte della Spagna settentrionale, erano di fatto sotto il contro delle truppe francesi, sotto il comando di Gioacchino Murat che fu nominato da Bonaparte quale suo Luogotenente generale in Spagna. La presenza dei francesi nel regno fu giustificata dal Trattato di Fontainebleau, firmato il 27 ottobre 1807, che prevedeva che la Spagna e la Francia invadessero il Portogallo, così da allontanare i britannici dalla penisola iberica.