Gli Sciti (; , anche ; persiano Saka) furono una popolazione iranica di nomadi attestata nella steppa eurasiatica dal XIX secolo a.C. al IV secolo dell'Era cristiana. Gli antichi greci li consideravano mitologicamente figli di Eracle ed Echidna, o di Zeus e Boristene.

Le relazioni tra i popoli residenti in questa vastità di regioni non sono oggi chiare, e il termine "Sciti" è stato usato in senso a volte ampio, a volte specialistico. Gli archeologi moderni parlano di "Sciti" quali esponenti della cultura scito-siberiana senza implicazioni etnico-linguistiche, tanto che il termine "scitico" finisce per "descrivere una fase di diffusione del nomadismo montato, caratterizzato dalla presenza di specifiche armi, finimenti e un'arte dedita alla produzione di placche metalliche zoomorfe". Il territorio più occidentale toccato dal fenomeno nell'Età del ferro è quello che gli antichi greci chiamarono "Scizia", circoscrivendo così l'uso del termine "Sciti" a identificativo di coloro che abitavano quell'area ove erano parlate le lingue scitiche.

Gli Sciti furono tra i primi a padroneggiare l'impiego bellico della cavalleria: allevavano mandrie di cavalli e armenti, vivevano in tende montate su carri e combattevano armati d'arco e frecce dalle loro selle.. Svilupparono una ricca cultura caratterizzata da opulente sepolture, raffinata metallurgia e un brillante stile artistico. Nel VIII secolo a.C. razziarono (pare) l'impero cinese della dinastia Zhou e, poco dopo, si spostarono a ovest, raggiungendo la steppa pontico-caspica dalla quale espulsero i Cimmeri. All'apice del loro potere gli Sciti dominavano la totalità delle steppe eurasiatiche.., dai Carpazi a ovest fino alla Cina centrale (Cultura di Ordos) e alla Siberia meridionale (Cultura di Tagar) a est,.. creando quello che è stato definito il primo impero nomade dell'Asia centrale, sebbene si trattasse di una compagine che ben poco aveva di "statale"..

Secondo lo storico greco Erodoto, gli Sciti chiamavano sé stessi "Scoloti", o "Skula",. nome derivato da quello di uno dei loro re, Skules... Erodoto sostiene inoltre che i Persiani chiamavano gli Sciti "Saka".. Attraverso lo studio di nove iscrizioni persiane, Oswald Szemerényi ha riscontrato che in due di queste gli Sciti occidentali sono chiamati dai Persiani Sakā tyaiy paradraya e Saka paradraiya,. in una gli Sciti orientali sono chiamati Sakā haumavargā e tigraxaudā.. In un'altra iscrizione appaiono i termini "Saka", sempre in riferimento agli Sciti orientali,. e Sakaibiš.. Assiri ed Ebrei trassero il nome aškuza/iškuza tramite gli Sciti stessi dopo l'invasione del Medioriente; da esso deriverebbe il nome originario Skuza, pressoché identico al greco Σκὺθης, mutuato dal prototipo iraniano *Skuδa-, il cui significato originario non era "cacciatore di scalpi" o "pastore".. Questo nome si formò dalla radice *skeud-, "gettare, tirare", traslata anche nelle lingue germaniche (cfr. con l'inglese shoot); il suo significato sarebbe pertanto "arciere", come del resto confermato dalle fonti storiche che fanno dell'abilità con l'arco un tratto fondamentale degli Sciti.. Sebbene gli antichi Persiani, gli antichi Greci e gli antichi Babilonesi usassero rispettivamente i nomi "Saka", "Scita" e "Cimmero" per tutti i nomadi delle steppe, i Saka che abitavano la steppa eurasiatica settentrionale e orientale e il bacino del Tarim devono essere distinti dagli Sciti europei, e il nome "Scita" è usato specificamente per i membri occidentali delle culture scite, mentre il nome "Saka", noti come Saci, si usa specificamente per i loro membri orientali.Kramrisch, Stella. "Central Asian Arts: Nomadic Cultures". Encyclopædia Britannica Online.

Storia

Origini Principale fonte primaria sulle origini e la storia degli Sciti è il libro IV delle Storie di Erodoto. Circa le loro origini lo storico greco riferisce un mito tramandato dagli stessi Sciti, secondo cui il primo uomo nato in Scizia fu Targitao, il primo uomo sulla terra. Questi generò tre eredi: Lipossai, Arpossai e Colassai. Un giorno dal cielo discesero tre oggetti d'oro: un'ascia bipenne, un aratro d'oro con giogo e una coppa. Il primogenito, Lipossai, tentò di afferrare i doni divini, ma non appena vi provò, gli oggetti si fecero incandescenti. Dopo di lui anche il secondogenito Arpossai provò a fare suoi i regali, ma anche questa volta gli oggetti divennero incandescenti e fu impossibile afferrarli. Solo l'ultimogenito, Colassai, riuscì ad appropriarsi dei tre manufatti d'oro, perciò i fratelli maggiori gli cedettero la loro parte di regno.. Da Lipossai discese la tribù degli Aucati, da Arpossai i Catiari e i Traspi, da Colassai i Paralati..

Ipotesi della storiografia moderna e genetiche Secondo Tamara Rice, gli Sciti appartenevano al gruppo indoeuropeo di probabile ceppo iranico o ugro-altaico.. Il Dragan ritiene che gli Sciti fossero un popolo indo-iraniano..

Recenti analisi fisiche hanno unanimemente confermato che gli Sciti, anche quelli che vivevano nella zona di Pazyryk, avevano caratteristiche fisiche spiccatamente Est europee. Ulteriori conferme sono giunte dallo studio di antichi resti di DNA. Uno studio del 2002 ha analizzato la genetica materna di resti umani di un uomo e una donna risalenti al periodo Saka provenienti dal Kazakistan, presumibilmente marito e moglie. La sequenza mitocondriale HV1 del maschio era simile alla sequenza Anderson, che è la più diffusa tra le popolazioni europee. Viceversa, quella femminile suggeriva origini asiatiche.I.Clisson et al., Genetic analysis of human remains from a double inhumation in a frozen kurgan in Kazakhstan (Berel site, Early 3rd Century BC) in International Journal of Legal Medicine 116, pp. 304–308. Nel 2004 è stata analizzata la sequenza HV1 ottenuta dai resti di un maschio scita-siberiano proveniente dall'Altaj, rivelando che l'individuo apparteneva alla linea materna N1a.F.Ricaut et al., Genetic Analysis of a Scytho-Siberian Skeleton and Its Implications for Ancient Central Asian Migrations in Human Biology 76 (1), pp. 109–125. Il DNA mitocondriale estratto da altri due scheletri della medesima zona ha mostrato che entrambi i soggetti presentavano caratteristiche di origine euro-mongolide. Uno dei due scheletri apparteneva alla linea materna F2a e l'altro alla linea D, entrambe caratteristiche delle popolazioni eurasiatiche.F.Ricaut et al., Genetic Analysis and Ethnic Affinities From Two Scytho-Siberian Skeletons in American Journal of Physical Anthropology 123, pp. 351–360. Uno studio del 2009 ha preso in considerazione gli aplotipi e gli alfatipi di ventisei campioni di antichi resti umani dell'area di Krasnoyarsk, in Siberia, risalenti a un periodo compreso tra il IV secolo a.C. e la metà del II. Pressoché tutti i soggetti appartengono all'aplogruppo R1a1-M17. Gli autori dello studio ritengono che i dati dimostrino che tra l'età del bronzo e l'età del ferro la costellazione di popolazioni variamente chiamate Sciti era geneticamente più vicina ai popoli dell'Europa orientale che non dell'Asia centrale e meridionale.

Territorio

Provenienti dalla Siberia meridionale, dall'area tra il Mar Caspio e i Monti Altaj, gli Sciti si insediarono nel vasto territorio compreso tra il Don e il Danubio nel X secolo a.C. da dove, vinti e assoggettati i Cimmeri, dilagarono, nel corso del VI secolo a.C., verso l'area balcanica e la Pannonia, nel bacino settentrionale del Mar Nero, per poi toccare la Germania orientale e con i Traci l'Italia settentrionale..

Secondo Erodoto, il territorio della Scizia era di forma quadrata., delimitata a nord dai territori degli AgatirsiErodoto, op. cit., IV, 100, 2., a est dal Mar d'Azov e a ovest dal Mar Nero.. La Tracia ne era una propaggine. mentre la Crimea non ne faceva parte. Erodoto descrive l'estensione della Scizia partendo da Olbia Pontica, colonia di Mileto fondata sulla foce del Bug Meridionale, affermando che, seguendo la costa, il territorio era abitato da un popolo culturalmente greco-scita, i Callippidi; poi ve ne era un altro, gli Alizoni. Culturalmente ascrivibili ai costumi Sciti, questi popoli erano sostanzialmente sedentari, poiché coltivavano grano, cipolle, aglio, lenticchie e miglio. Oltre gli Alizoni vi erano poi gli Sciti "aratori", che coltivavano grano non per il proprio sostentamento ma per commerciarlo..Il Dragan sostiene che gli Sciti agricoltori di cui narra Erodoto fossero in realtà un popolo sottomesso dagli Sciti, dati loro costumi nomadi. Cfr. G.C.Dragan, op. cit., p. 153.Dopo il Dnepr, all'interno, vi erano gli "aratori" che i greci del luogo chiamavano Boristeniti, ma che di sé stessi dicevano di chiamarsi Olbiopoliti. A est degli Sciti agricoltori, dopo il fiume Panticape, gli Sciti nomadi occupavano un territorio del tutto brullo, esteso fino al fiume Gerro; oltre questo fiume vi erano i territori "reali", dimora degli Sciti più valorosi che ritenevano gli abitanti del resto della Scizia loro schiavi; i territori reali si estendevano fino alla Crimea e, verso oriente, fino al Mar d'Azov. Un breve tratto di questa regione arrivava a lambire anche il fiume Don..Di là dal Don non si era più in Scizia ma, oltrepassati i territori dei Budini, dei Tissageti e degli Iurci, a est, vi erano altre tribù scite che si distaccarono dall'originario insieme degli Sciti reali..

Migrazioni

Gli albori della popolazione scita si fanno generalmente risalire verso il 1700 a.C., quando tribù indoeuropee si stanziarono nell'area dello Yenissei, proseguendo poi verso l'Altaj e il Caucaso, diretti a ovest.. L'inizio della migrazione degli Sciti oltre il Caucaso - oltre al generale sommovimento delle popolazioni nomadi a est della Scizia - fu causato dall'esaurimento dei pascoli. Erodoto afferma che in origine gli Sciti sarebbero stati scacciati dagli Issedoni, un popolo del profondo nord. Gli Sciti avrebbero poi attraversato il Volga e si sarebbero insediati negli antichi territori dei Cimmeri, poi chiamati Scizia, poiché erano braccati dai Massageti. L'invasione del regno dei Cimmeri lacerò questi ultimi: la popolazione voleva semplicemente fuggire mentre i sovrani non volevano cedere all'invasione scita. Approssimandosi gli Sciti, i sudditi abbandonarono le terre senza combattere e i re, rimasti soli, si divisero in due gruppi e combatterono tra loro sterminandosi a vicenda. I loro corpi vennero seppelliti lungo le rive del fiume Dnestr..

I Cimmeri in fuga scesero in Medio Oriente costeggiando il mare e colonizzarono Sinope. Gli Sciti, che inizialmente li inseguivano, scelsero un itinerario differente: procedettero verso ovest dopo il Caucaso, invadendo così la Media,. non prima di aver aggredito gli Assiri e poi essersi coalizzati con loro, forse anche grazie a un'alleanza matrimoniale. Attaccarono i Medi mentre, guidati dal re Ciassare, assediavano Ninive;. la sconfitta subita dai Medi fu così pesante da porre fine alla loro supremazia in Medio Oriente, gettando le basi - nel 700 a.C. circa - per il dominio scita in Asia durato ventotto anni.... Dalla Media gli Sciti mossero verso la Palestina, nel regno egizio, dove le loro razzie furono fermate dai doni offerti dal faraone Psammetico I. Ripartiti verso nord, gli Sciti depredarono la città di Ascalona in Siria; un gruppo di loro saccheggiò il santuario di Afrodite Urania. Per Erodoto il sacco del tempio fu causa della "malattia femminile", una forma di impotenza che afflisse i saccheggiatori e la loro discendenza, divenuti poi una classe di indovini androgini, gli Enarei..